giovedì 27 settembre 2012

Un video musicale che denuncia le scie chimiche


Corrado Penna

 

Una canzone reggae dell’artista Skull dal titolo "Cry-die" denuncia lo scempio quotidiano delle scie chimiche.

Il video ha già conteggiato più di 150.000 visioni, segno che la coscienza a livello planetario è sicuramente cresciuta di pari passo con l’intensificarsi delle operazioni di avvelenamento intenzionale della biosfera, denunciate di recente anche da un insigne medico degli USA e da un numero crescente di altri scienziatimeteorologibiologi, politici, ambientalisti veri e privati cittadini. 
Scarica l’ultimo power point di scienza marcia sulle scie chimiche e diffondilo: 
http://scienzamarcia.blogspot.com/2012/09/prima-versione-di-un-power-point-sulle.html

lunedì 24 settembre 2012

NISCEMI SI TRASFORMA IN STAR WARS PRONTO IL MUOS DEGLI USA




Dalla Sicilia l’esercito americano governerà le guerre climatiche e nucleari attraverso comandi satellitari e telematici. Si chiama Muos ed è un sistema militare di ultima generazione. (vedi il video)
La Sicilia sarà il cuore pulsante dell’esercito Americano. Come in star wars la nostra Isola governerà le guerre climatiche e nucleari attraverso comandi satellitari e telematici . A Niscemi, proprio nel cuore della riserva naturale “Sugherata”, sta per vedere la luce il Muos. La struttura verrà edificata nell’antico feudo niscemese ‘Ulmo’ dove, dal 1991, è operativa una delle piu’ grandi centrali di telecomunicazioni della marina Usa esistente nel Mediterraneo. 
Questa centrale, con le sue 41 antenne, collega il nostro mare con l’Asia sud-occidentale, l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico. La base ‘Ulmo’ è sotto il controllo della ‘U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily’ che ha sede a Sigonella, la base militare americana dislocata tra gli agrumeti della piana di Catania. La centrale militare statunitense assicura la comunicazione top secret e non di alleati Nato e Stati Uniti. Questo, per grandi linee, il quadro generale dell’egemonia militare a stelle e strisce in Sicilia. Troppo poco, a quanto pare, per gli Usa che, a breve, amplieranno la loro forza militare tramite il Muos (Mobile user objective system). Questo sistema satellitare è un’infrastruttura militare di ultima generazione. Sono quattro, oggi, le strutture tipo Muos presenti nel mondo. Tutte dislocate in zone desertiche. Solo quella che sta per essere realizzate in Sicilia, chissà perché, vedrà la luce in un’area vicinissima ai centri abitati. Da qui la ragionevole e giustificata paura delle popolazioni che si ‘scipperanno’ le radiazioni con effetti sulla loro salute ancora tutti da capire.
L’impianto presenta due torri radio e tre antenne del diametro di 18,4 metri e dell’altezza pari a 149 metri. Il sofisticato sistema di comunicazione ad altissima frequenza integrerà comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota e altri strumenti di morte. Insomma dalla nostra Isola gli Stati Uniti, con un solo click ,potrebbero immedesimarsi nel generale dell’esercito romano, Massimo Decimo Meridio, e dire: “Al mio segnale scatenate l’inferno”. Tutto questo con un solo unico obiettivo: aumentare l’offensiva militare.
Come si è arrivati al Muos di Niscemi. Tutto comincia nel 2001, quando viene siglato un accordo bilaterale tra gli Usa e l’Italia. I vertici della base militare di Sigonella inviano la documentazione dell’impianto alla Regione Siciliana il 24 gennaio 2007. La documentazione, inoltrata dall’Aeronautica militare italiana agli uffici della Regione, rimane nei cassetti dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente sino al 3 aprile 2008, quando viene trasmessa al Comune di Niscemi. Per la
cronaca, quando si verificano questi fatti sulla plancia di comando dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente c’è Rossana Interlandi che, guarda caso, è nativa proprio di Niscemi. L’allora assessore Interlandi non sembra abbia opposto
particolari resistenze al progetto. Almeno ufficialmente. Dice la stessa Interlandi: “Io non ho firmato nulla, non mi sono occupata di questa faccenda. La pratica è stata seguita dai tecnici di allora”.
Dopo un mese e mezzo arriva al Comune di Niscemi una relazione paesaggistica e la valutazione d’incidenza predisposta dai militari di Sigonella. Mentre l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente si limita a convocare una ‘conferenza di servizi’. I funzionari del Comune di Niscemi, che hanno un po’ più di coraggio degli ‘autonomisti’ dell’ex governo regionale, dopo le opportune verifiche ambientali sul progetto Muos, danno un parere contrario alla realizzazione della struttura militare.
Il “no” del Comune è servito a poco, però. Nella base Ulmo, infatti, inizia l’ opera di edificazione vera e propria. La Telecom, per esempio, posiziona i cavi per la stazione internet. Il resto è un susseguirsi di manifestazioni e opposizioni dell’ex sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, e dei Comuni del Nisseno e a nulla valgono i tentativi di persuasione operati dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa,
favorevoli alla “centrale da guerra”. Il 28 giugno 2011 dagli uffici del Territorio e Ambiente della Regione siciliana arriva il “sì” definitivo per il proseguimento dei
lavori. “L’Arpa Sicilia – diice l’ex commissario Salvatore Cocina – ha fatto delle misurazioni elettromagnetiche vicino alla base di Niscemi riscontrando dei valori nella norma. Non la pensa allo stesso modo il dott. Massimo Zucchetti e Massimo Curaddu del politecnico di Torino. I due fisici pensano che il Muos puo’ causare grave rischi per la salute dei cittadini. ““Si tratta di effetti acuti, legati a esposizioni brevi, a campi di elevata intensità; e di effetti dovuti a esposizioni prolungate a campi di intensità inferiore”, spiegano nella loro documentazione i due fisici, Zucchetti e Coraddu.
Intanto la questione Muos sta diventando di ordine nazionale. Settimane fa una delegazione del comitato No Muos ha preso parte a due audizioni alla Commissione Difesa della Camera e alla Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito del Senato . In audizione i delegati hanno spiegato, fornendo una vasta documentazione, le ragioni di quanti si oppongono fermamente alla costruzione della stazione di terra del sistema Muos all’interno della Riserva Naturale Sughereta di Niscemi. Hanno altresì denunciato i pericoli rappresentati dalle radiazioni elettromagnetiche e il processo di militarizzazione che i territori e i cittadini siciliani sono costretti a subire.

La Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito ha ritenuto che sussistono le basi per una moratoria
, sia per quanto riguarda la costruzione del Muos, sia per il sistema di antenne già presente nella riserva. 
Maurizio Zoppi 
Fonte: www.ilmanifesto.it 
Link: http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/8540/

venerdì 21 settembre 2012

George Carlin American Dream

Fonte dal blog di Salvatore Brizzi



Questo è un video di George Carlin, uno dei tanti suoi video che si possono trovare in rete e che vi consiglio. Lui è un comico americano (classe 1937), ma anche sceneggiatore e attore in alcune pellicole. È divenuto famoso già negli anni ’70, quando fu arrestato durante il suo spettacolo Seven Dirty Words ("Sette parole volgari"). 

giovedì 20 settembre 2012

GENIOSI: Il pensiero di Roche de Coppens

UNA BUFALA. A PROPOSITO DELLE GUERRA E DELLA COMUNICAZIONE SULLA RETE IN ITALIA


DI
SERGIO DI CORI MODIGLIANI Libero pensiero






Negli ultimi giorni ha cominciato a circolare sulla rete italiana, con una gigantesca esposizione anche su facebook, l’intervista rilasciata da Henry Kissinger a un giornalista inglese qualche giorno fa. Data la grave e pericolosa situazione internazionale e considerando il fatto che Kissinger è una personalità politica davvero importante, si trattava di una notizia davvero interessante. 
L’aspetto saliente, va da sé, consisteva nel fatto se quella intervista fosse vera o falsa.
Il punto è proprio questo.
Così veniamo al post di oggi. (e in regalo avete anche fonti e link, non è una meraviglia?) che consiste nell’affrontare il tema relativo a ciò che è Vero e ciò che è Falso sul web e su come si fa informazione in Italia.
L’intervista è FALSA. E’ una bufala totale. Kissinger non può aver detto cose del genere.
L’intervista è VERA. Essa è autentica. Sono proprio le parole testuali di Kissinger.
Per la stragrande maggioranza delle persone queste due frasi sono le uniche due possibili, ciascuna delle quali esclude automaticamente l’altra.
Chi si occupa di Teoria dell’informazione sa, invece, che non è così.
Le due frasi posso coesistere. Viaggiano su un binario parallelo.
Tant’è vero che sono “entrambe vere”. Ma queste “2 verità” producono un pericoloso Falso.
Apparentemente un paradosso, in realà sono un sintomo, un segnale,  e una prova lampante, del livello degradato dell’informazione italiana. Soprattutto quella che circola sul web, dove la qualità offerta dalla maggior parte di bloggers, siti, portali, quotidiani è di valore quasi nullo perché –a differenza degli internauti di altre nazioni-  i gestori italiani sono in maggioranza persone per lo più incompetenti, molto ignoranti nello specifico di cui si occupano, il cui unico fine è raggranellare qualche euro di pubblicità; la loro cosiddetta professionalità è basata sul copia/incolla e sul furto di opinioni altrui. Idee, argomentazioni  corroborate, opinioni lucide e solide, informazioni creative, notizie originali, sono davvero un materiale scarso e raro.
Sarebbe davvero una sorpresa se fosse il contrario.
Ancora oggi, gli italiani non si rendono conto del danno provocato da vent’anni di berlusconismo consociativo, una malattia epidemica collettiva che ha provocato e determinato un Vuoto Culturale Perenne. All’interno di questo vuoto, è esplosa la moda del web –per l’appunto “una moda”- e la gente ritiene che la “rete italiana” per il solo fatto di essere rete, non sia italiana, ma partecipi (in seguito a un contagio davvero magico) del risveglio e dell’ evoluzione del resto del pianeta; non è stata incorporata la consapevolezza di essere diventati cittadini di uno stato medioevale, quella consapevolezza che scova le risorse interiori per una sana, robusta e giusta ribellione efficace. La disoccupazione – e l’impossibilità di entrare nel mercato, il cui accesso è bloccato dal fuoco di sbarramento dell’oligarchia partitica consociativa-  ha comportato il fatto che molti si improvvisano giornalisti, commentatori, intellettuali, nel nome di una necessaria e obbligata sopravvivenza, senza nessun tipo di pertinenza, preparazione adeguata, tantomeno esperienza, per non parlare della totale assenza di elementi della  cultura. A questo dobbiamo aggiungere, invece, la pattuglia di quelli in malafede, che usano, invece, lo strumento della rete, per fare disinformazione. Approfittano del fatto di trovarsi in un territorio (come quello italiano) dove ormai le esigenze e i bisogni sono minimi, quindi sono tutti facilmente manipolabili, ed è estremamente facile eccitare in rete la gente che, a ondate, segue un ragno oppure un altro ragno, perché non ha le connessioni culturali e gli strumenti per accorgersi che sta semplicemente andando appresso a un filo di bava il cui fine consiste nell’aumentare confusione, paura, ignoranza. Le persone, senza rendersene conto, si sono abituate a ingurgitare per lunghissimi anni tonnellate di idiozie, stupidaggini, sbobbe melense di gossip, frullate con qualche spruzzatina di notiziole raccattate da qualche agenzia di stampa, e quindi ci si accontenta ormai di qualunque cosa. Il livello è molto basso, ed è giusto che sia così. Oggi, 17 settembre 2012 (non dimentichiamolo) non state vivendo in un’Italia post-berlusconiana come –con satanica perversione- vi hanno voluto far credere, anzi. Da questo punto di vista non è cambiato nulla, perché Monti & co. hanno peggiorato il quadro. Tant’è vero che Berlusconi va avanti come un treno, pimpante e tranquillo, e il paese seguita ad affondare nella melma senza che nessuno, nella società civile, abbia dato l’innesco all’unica rivoluzione che avrebbe davvero potuto dare inizio a un gigantesco scossone: quella culturale e comportamentale. Dal punto di vista dell’informazione, la rete, oggi,è molto peggio di un anno fa. Perché i disoccupati, il disagio e la disperazione sono più forti. Osservando il livello di ciò che la rete italiana propone, si capisce come e perché Berlusconi stia sempre al comando delle operazioni di gestione della comunicazione in Italia, e abbia l’abile spudoratezza di tentare l’acquisto anche de La7. Nel senso di “acquisto ufficiale”. Sa comunque che, se non va bene l’acquisto “ufficiale”, andrà bene quello clandestino: se la compra uguale (a nostra insaputa). La sensazione è che l’abbia già fatto con la sua consueta abilità mercantile.
Se non fosse così il quadro generale, non sarebbe comprensibile il fatto che una intervista come questa abbia fatto il giro nel web italiano negli ultimi tre giorni, immessa da una ventina di siti e bloggers e poi dilagata su facebook.
Veniamo alla nostra intervista.
Eccola, così come è stata presentata:
Henry Kissinger: “Se non riesci a sentire i tamburi di guerra allora devi essere sordo” 
NEW YORK – Stati Uniti – Con una notevole ammissione l’ex Segretario di Stato dell’era Nixon, Henry Kissinger, rivela ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo e in particolare in Medio Oriente. Parlando dal suo lussuoso appartamento di Manhattan, l’anziano statista, che compirà 89 anni a maggio, con la sua analisi della situazione attuale, è molto più avanti del forum mondiale di geo-politica ed economia. 
di Alfred Heinz – Daily Squib (giornale satirico britannico) 
“Gli Stati Uniti stanno tenendo a freno Cina e Russia, e l’ultimo chiodo nella bara sarà l’Iran, che è, naturalmente, l’obiettivo principale di Israele. Abbiamo permesso alla Cina di aumentare la sua forza militare e alla Russia di riprendersi dalla sovietizzazione, per dare loro un falso senso di spavalderia, questo creerà un crollo più veloce per tutti loro insieme. Siamo come un tiratore sveglio che sfida l’inesperto a prendere la pistola, ma quando ci prova, è bang bang. La prossima guerra sarà così grave che una sola superpotenza può vincere, e siamo noi gente. È per questo che l’UE ha tanta fretta di formare un superstato completo perché sanno che sta arrivando, e per sopravvivere, l’Europa dovrà essere un unico stato coeso. La loro urgenza mi dice che loro sanno benissimo che la grande resa dei conti è alle porte. Oh quanto ho sognato questo momento delizioso. “ 
“Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo”. 
Il Signor Kissinger ha poi aggiunto: “Se sei una persona comune, allora puoi prepararti per la guerra spostandoti verso la campagna e mantenendo una fattoria, ma devi portare con te le armi, perchè ci saranno in giro orde di affamati. Inoltre, anche se l’elite avrà i suoi ripari e rifugi speciali, deve essere altrettanto attenta durante la guerra, come i civili semplici, perché anche i loro rifugi possono essere compromessi”. 
Dopo una pausa di alcuni minuti per raccogliere i suoi pensieri, il signor Kissinger, ha continuato: 
“Abbiamo detto ai militari che avremmo dovuto prendere più di sette paesi del Medio Oriente per le loro risorse e hanno quasi completato il loro lavoro. Sappiamo tutti cosa penso dei militari, ma devo dire che questa volta hanno obbedito anche troppo. Resta solo l’ultimo gradino, cioè l’Iran che sarà davvero l’ago della bilancia. Per quanto tempo la Cina e la Russia possono stare a guardare mentre l’America fa il repulisti? Il grande orso russo e la falce cinese saranno risvegliati dal loro sonno e questo accadrà quando Israele dovrà combattere con tutte le sue forze e le sue armi per uccidere più arabi che può. Se tutto andrà bene come speriamo, la metà del Medio Oriente sarà Israeliano. I nostri giovani sono stati addestrati bene più o meno nell’ultimo decennio sulle console dei giochi da combattimento, è stato interessante vedere il nuovo gioco Call of Duty Modern Warfare 3, che rispecchia esattamente ciò che avverrà nel prossimo futuro con la sua programmazione predittiva. I nostri giovani, negli Stati Uniti e in Occidente, vengono preparati perché sono stati programmati per essere buoni soldati , carne da cannone, e quando gli sarà ordinato di uscire in strada e combattere quei pazzi Cinesi e Russi, obbediranno agli ordini. Dalle ceneri noi costruiremo una società nuova, resterà solo una superpotenza, e sarà il governo mondiale che vince. Non dimenticare, gli Stati Uniti, hanno le armi migliori, abbiamo roba che nessun altra nazione ha, e diffonderemo quelle armi nel mondo, quando sarà il momento giusto.” 
Fine del colloquio. Il nostro giornalista viene scortato fuori dalla stanza dal sorvegliante di Kissinger.
Alfred Heinz
Se, come vi hanno fatto credere, questa intervista fosse stata pubblicata in data 14 settembre 2012, allora voleva dire che Kissinger è un deficiente e finiva sulla prima pagina del New York Times, cosa che non è avvenuta. Quindi? E’ falsa?
No. E’ vera.
Il fatto è che A). Alfred Heinz è il vero nome di Henry Kissinger, non è un giornalista. B). La cosiddetta intervista è un dialogo con se stesso che lui ha reso pubblico nel novembre del 2010, quando –secondo lui e secondo molte altre personalità attendibili di primissima caratura- è scoppiata la Terza Guerra Mondiale, di cui noi stiamo vivendo la fase Invisibile e di cui, in questi giorni stiamo vedendo i primi echi di quella Potenzialmente Visibile.
Bisogna precisare un aspetto decisivo.
Nel mondo esistono molte personalità importanti di livello pubblico.
Chi conosce gli autentici meccanismi del Potere sa che tali indvidui si dividono in due categorie: i Potenti e gli Utili.
Silvio Berlusconi, Mario Monti, Pierluigi Bersani (tanto per citarne tre presi a caso) sono “Utili” ma non sono affatto Potenti. Affatto. Non contano davvero nulla. Contano quanto contava Sarkozy o Tony Blair. La definizione di “utile” è molto chiara e precisa, equivale a “intercambiabile”. Poi ci sono i Potenti, la maggior parte dei quali sono anonimi per la maggioranza dei cittadini. Loro, non sono intercambiabili. Il loro Potere Personale non si esaurisce mai, a meno che non si ammalino gravemente.  Vladimir Putin, ad esempio, è Potente.
Anche Henry Kissinger è Potente, se non altro per la sua esperienza.
E’ l’uomo che dal 1968 al 1992, per 24 anni di seguito senza interruzione, ha gestito tutta la politica statunitense relativa al Medio Oriente e all’Asia Minore. Di quelle nazioni, dei loro intrighi, dei loro accordi, delle loro verità, lui sa tutto. Proprio tutto. E’ stato al loro tavolo per diversi decenni.
La notizia VERA (e quindi interessante) sta in ciò “perché a novembre del 2010 Kissinger ha fatto questo giochetto?”.
Il che introduce una seconda domanda davvero interessante (ma solo per noi italiani): “Come mai, questa notizia appare in Italia con 22 mesi di ritardo?”.
Che porta a una terza domanda per il sottoscritto interessante. “Come mai, in Italia, dopo 22 mesi viene riproposta alterandola e quindi attribuendogli una valenza, inevitabilmente, diversa e fuorviante?”
Va da sé, neanche a dirlo, che, se fosse stata falsa, sarebbe già stata smentita.
1). Nel novembre del 2010 c’erano state in Usa le elezioni politiche, le cosiddette “mid-term elections” che dovevano decidere la partecipazione al congresso Usa. Le vinsero i repubblicani che conquistarono (a sorpresa) il senato. Lì iniziarono subito i guai per Obama e per tutti noi. Allora, in quel momento, c’erano tre possibilità: a) scontro frontale americano tra democratici e repubblicani sull’economia, b) esplosione dell’euro con gigantesco impatto su tutto l’occidente e rimescolamento delle carte e delle nazioni, c) la guerra mondiale.
Il punto a era quello voluto da alcuni settori democratici e alcuni settori repubblicani. Non passò. Vinse l’FBI. Uno studio riservato rivelò che c’erano 65% di possibilità di una guerra civile interna con milioni di morti: inaccettabile e impensabile, i rischi erano troppo forti.
L’opzione b era quella voluta da Krugman,Stiglitz e Obama, appoggiata anche da alcuni repubblicani. Far fare soldi ai colossi finanziari scommettendo sulla fine dell’euro, facendolo saltare, accettare il nuovo Sudamerica, accettare l’idea di una nuova Africa anti-cinese e anti-Al Qaeda gestita da Gheddafi che si sarebbe fatto carico di tutta la zona sub sahariana; grazie all’esplosione dell’euro -e conseguente crisi- abbattere il regime corrottissimo indiano, spostando gli investimenti delle multinazionali dall’India al Sudamerica e all’Europa per creare lavoro e occupazione, rilanciando l’economia Usa che ritornava ad essere la locomotiva, con rimpicciolimento del ruolo della Germania e della Cina.
L’opzione c era quella sostenuta dai generali americani, appoggiati dal comando generale della Nato in Europa, dalla Cina, e dal mondo legato al fondamentalismo islamico.
Nel dover pendere una decisione non facile, Obama –come fanno i potenti- si consultò con i suoi “potenti veri” locali, circa un centinaio di persone in Usa.
Henry Kissinger era tra questi.
Ma il vecchio leone è uno che conosce i suoi polli. Anche se 87enne (nel 2010, oggi ne ha 89) organizzò le cose a modo suo.
Kissinger abita in un appartamento a Manhattan, New York, in un certo piano di un certo grattacielo. Nel suo piano è l’unico appartamento, con un gigantesco vestibolo all’uscita dell’ascensore, sempre piantonato da quattro guardie dell’FBI, più altri quattro al pianterreno. Il giorno dell’appuntamento (è troppo vecchio per muoversi, ed è anche troppo potente per farlo; se vogliono parlare con lui si va a casa sua; è la differenza tra gli “utili” e i “potenti”) avvertì qualche giornalista amico e un fotografo dell’Associated Press, ai quali venne data la possibilità di sostare davanti alla porta d’ingresso del suo appartamento, tutto qui. In attesa. Di che? Non lo sapevano. A un certo punto è arrivato il vice-presidente Joe Biden, suo vecchio amico (nonostante uno sia democratico e l’altro repubblicano) che è sbiancato vedendo i giornalisti. Ma non c’era nulla di illegale né di sconveniente. Ha bussato alla porta e invece di vedersi arrivare il cameriere, è stato proprio Kissinger in persona ad aprire la porta, tanto per farsi sentire dai giornalisti mentre diceva l’unica frase divenuta poi pubblica “Carissimo Joe, che piacere vederti! Certo che lì, al Congresso, siete proprio tutti una massa di imbecilli criminali”. Lo fece entrare e i giornalisti furono costretti ad andare via. Kissinger espresse la sua opinione.
Lui era d’accordo con Krugman e Stiglitz. Appoggiava pienamente il punto b che trovava geniale.
Bisogna conoscere le idee di Kissinger. I potenti –a differenza degli “utili intercambiabili”- hanno idee loro, e per quelle si battono, giuste o sbagliate che siano. Per Henry Kissinger, il suo sogno è sempre stato (mai fatto mistero di questo) il “modello nipponico riadattato al territorio statunitense” ovverossia: keynesiano welfare in economia e conservatore in politica, in modo tale da garantire “lo svoluppo e il progresso sociale nel rispetto della tradizione”. Detesta i radicali di sinistra e disprezza Milton Friedman.
Una settimana dopo, Kissinger venne a sapere che era passato il piano c, per una serie di complessi meccanismi di cui, se vi interessa, parlerò in altro specifico post.
Irritato e avvilito per tale idiozia criminale, dal cappello delle sue conoscenze tirò fuori quello che lui riteneva “il più solido tra i pazzi intellettuali in giro per il continente” un economista canadese (in Italia verrebbe considerato di estrema sinistra) di scuola post-keynesiana, docente universitario di Storia Economica e Pianificazione dei mercati, e autorevole presidente del più agguerrito centro studi di informazione geo-politica d’occidente, il Global Research Institute, con sede a Ottawa. (trovate il tutto sotto GlobalResearch.com e il nome dell’economista è Michel Chossudovsky, un vero guru). Lo invitò a casa sua. Si accorse che le loro informazioni corrispondevano e gli consegnò la famosa intervista che qualche settimana dopo Chossudovsky pubblicò sul suo sito di allora, provocando un gigantesco dibattito durato quaranta giorni, finchè la scure della censura non piombò su tutti quanti nel gennaio del 2011 quando tutte le fonti di notizie geo-politiche del mondo occidentale finirono sotto censura preventiva militare e si poteva comunicare soltanto in privato e con enormi cautele. Il poco che si scriveva e si diceva, allora, non veniva raccolto dalla stampa mainstream. A gennaio del 2011 l’articolo finisce nelle mani di The Guardian, in Inghilterra, che sceglie di non pubblicarlo e decide di passarlo a un giornale politico che si occupa di satira intellettuale, The Daily Squib, che lo pubblica in data febbraio 2011, si aprì allora un enorme dibattito in tutta Europa su questa questione. Neanche a dirlo, in Italia la notizia non ebbe la diffusione che meritava ma questo è un paese che si trova sotto censura militare ferrea dalla primavera del 2011, con l’intera cupola mediatica mainstream ben asservita agli ordini (in cambio usufruiscono di milioni di euro di sovvenzioni statali pagate con i vostri soldi, con la specifica consegna di parlare di idiozie). Il 19 aprile del 2012, il prof. Chossudovsky ha pubblicato un interessante, succoso e ricco articolo sulla Siria –che trovate sul suo sito- l’unico articolo al mondo nel quale si spiegava che la “crisi siriana è stata organizzata, pianificata e orchestrata dal Fondo Monetario Internazionale; hanno imposto delle manovre economiche di austerità e rigore alla nazione tali da distruggere completamente l’economia del paese, provocando una gigantesca disoccupazione…..” e spiegando come, in realtà, quella che a noi viene tuttora presentata come una guerra civile nata così, a vacca, nel nome di non si sa bene che cosa, sia stata in realtà una rivolta sociale che è nata come protesta sindacale prima, protesta economica poi e infine degenerata nella situazione attuale. . (Vedasi per chi è interessato IMF Syrian Arab Republic — IMF Article IV Consultation Mission’s Concluding Statement, 2006) 
Della Siria noi sappiamo poco o nulla, essendone parte in causa. Nell’articolo di aprile del 2012, l’economista canadese racconta come sia stata applicata la “soluzione c”. In una conferenza tenuta a New York una ventina di giorni fa, l’economista ha spiegato “Come confermato dall’ex comandante generale della NATO, Wesley Clark, è stato applicato un piano quinquennale, entro il 2014, per la trasformazione totale dell’intera area del mediterraneo (ndr. Compresi noi in quanto Italia) “[La] campagna quinquennale [include] … un totale di sette paesi, a partire dall’Iraq, poi Siria, Libano, Libia, Iran, Somalia e Sudan” (rilevazioni ufficiali del Pentagono dal generale Wesley Clark da lui stesso confermate in Usa e diffuse oggi, 17 settembre 2012, dal comitato “occupy wall street” a Manhattan, New York).
Insieme ad altri colleghi, economisti e sociologi, il professore canadese ha esposto attraverso la sua fondazione lo stato relativo alla questione “sottaciuta del controllo dei prezzi delle derrate alimentari”; dibattito e argomento da lui presentato insieme ad altre tre persone, potete andare a cercare le loro fonti dirette in rete: Marco Lagi (sta a Bristol e lo trovate su facebook) Zaheerul Hassan e Timon Singh. Quest’ultimo, sul suo sito (Inhabitat.com) affronta l’argomento che è fondamentale per comprendere l’autentico scenario che stanno costruendo per noi e che noi dovremmo cercare –come possiamo- di disinnescare, quanto meno informando la cittadinanza sulla reale situazione. Eccezionale il lavoro del sito Pakalert Press. com, un sito gestito dalla classe intellettuale pakistana mussulmana, che sta facendo un meraviglioso e nobile e capillare lavoro sia di informazione e di divulgazione che di in-formazione per mussulmani, con l’aggiunta (vera chicca per i gourmet libertari e veri pacifisti) di citare Papa Ratzinger usando la sua illuminata e importante frase “il fondamentalismo, qualunque essso sia, altro non è che la falsificazione della religione”. Questo sito, così come la classe intellettuale pakistana, è in prima fila, oggi, nel mondo, nel condurre una battaglia civile e libertaria –nel nome di Allah e del Corano- contro il terrorismo, contro il fondamentalismo, per allargare quanto più sia possibile l’antagonismo contro lo spettro guerrafondaio che si sta allargando in maniera sempre più pericolosa. Zaheerul Hassan fa davvero onore alla professione dell’intellettuale e alla figura del giornalista. Da aggiungere che Hassan (noto professionista nel suo paese, famoso e rispettato) ha pubblicato oggi un lungo articolo di geo-politica dando la notizia (da fonte accreditata russa) che Obama è praticamente sotto sequestro dei militari americani e addirittura c’è chi in Usa teme che venga defenestrato prima delle elezioni. E anche lui affronta il problema gravissimo delle derrate alimentari. In Italia di questi argomenti nessuno ne parla. Tanto meno in rete. Con l’unica eccezione di una cittadina davvero libera, Debora Billi, la quale,  in uno dei suoi siti (Petrolio) ha recentemente affrontato l’argomento del cibo e dei suoi prezzi e della sua speculazione e lo ha ripreso oggi su un altro suo sito (Crisis) pubblicando fonti britanniche, notoriamente attendibili, secondo lei pessimistiche: sostengono che entro un anno al massimo ci troveremo ad affrontare una emergenza davvero molto grave nel campo dell’alimentazione, con potenziali scenari sociali davvero pericolosi.  Fonti canadesi, sudamericane, e australiane, ritengono che già quest’inverno i prezzi cominceranno a salire molto pesantemente.
Per concludere questo punto, e chiudere sulla questione siriana, cito l’ultima frase di Kissinger (di una settimana fa) va da sé rimbalzata dovunque. Ovviamente tranne che in Italia. Questa sì che è fresca: ”You cant’t make war, any war, in the Middle East, without Egypt, but you can’t make peace without Syria”. (trad.: “Non potete fare la guerra in Medio Oriente, qualunque guerra, senza l’Egitto; ma non potete avere nessuna pace senza la Siria”). Questa sua frase, tradotta dal gergo diplomatico significa. “Non stiamo più in una situazione di pace; non stiamo ancora in guerra aperta e dichiarata; ma ormai è troppo tardi e non è più possibile stare in pace per ciò che sta accadendo in Siria: siamo finiti in una situazione di non-pace”. L’ideale per ogni mercante d’armi. Il sogno di ogni speculatore finanziario. La grande ambizione di qualunque governo: una formidabile arma di ricatto per costringere le nazioni ad accettare qualsivoglia Legge, qualsivoglia manovra, qualunque forma di decreto, pena l’entrata immediata in uno scenario di guerra vera, non più invisibile..
Comprendere, capire, l’esatto scenario, è utile per lavorare tutti insieme nel tentativo di disinnescare l’atmosfera di guerra che l’oligarchia finanziaria planetaria sta diffondendo su tutto il pianeta..
Il primo passo consiste nel combattere, denunciare e smascherare ogni tentativo, anche infantile, di spingere verso “guerre di civiltà” o ancora peggio “guerre di religione”.
Gli ebrei, i cristiani, i mussulmani, non c’entrano nulla.
Nessuno di loro è responsabile di ciò che sta accadendo.
E chi spinge verso l’odio per gli ebrei, l’odio per i cattolici o l’odio per i mussulmani è un cretino, un imbecille, un irresponsabile o un criminale. A voi la scelta. Forse addirittura tutti e quattro.
Aver presentato l’intervista di Kissinger come una notizia fresca non è né giornalismo né informazione. Poiché il teatro è pericoloso, sarebbe il caso che i dilettanti si astenessero da occuparsi di questioni che ignorano. E per onor di patria mi astengo dal citare i nomi dei siti e delle persone che hanno diffuso tale disinformazione.
2). Perché tutto ciò non è stato reso pubblico nel dicembre del 2010 quando si stava verificando?  Perché in Europa non se ne poteva parlare, perché era già partito l’ordine e stavano scaldando i motori degli aerei per andare bombardare la Lybia. Se gli italiani avessero saputo, allora, è molto probabile si sarebbe diffuso malumore, proteste, interrogazioni parlamentari, discussioni e forse l’Italia si sarebbe astenuta. Era meglio che si occupassero delle notti sporcaccione del premier, la cui figura si dimostrò utilissima e preziosa in quel frangente. Non più utile affatto a giugno, a guerra inoltrata e già vinta, quando gli comunicarono l’ordine di defenestrare La Russa perché era d’impaccio e doveva essere sotituito dal comandante generale della Nato, ammiraglio Di Paola, con un totale ricambio della struttura della difesa in Italia.  Come regolarmente avvenne il 10 novembre del 2011. La Russa fece i capricci e si incaponì. Era convinto di essere un “potente”. Si era dimenticato di essere semplicemente un “utile qualunque”.  Secondo l’economista canadese l’esplosione improvvisa della crisi finanziaria in Italia nell’estate del 2011 ha avuto come scopo principale quello di militarizzare la nazione come è avvenuto (gli italiani ancora non se ne sono accorti). Tant’è vero che noi, oggi, siamo l’unica nazione di tutto il mondo occidentale ad avere i generali alla difesa. La gente, questo, neanche lo sa. E non ne comprende l’impatto.
3). Quella intervista di Kisssinger a se stesso esce in questi giorni in Italia come prova di disinformazione e di capacità di manipolazione e alterazione di qualunque notizia in rete.
Non vi è altra ragione.
Ecco perché era importante spiegarne i retroscena.
E’una modalità di terrorismo mediatico subliminale.
Sfogatevi pure su facebook mettendoci tutte le striscette che volete su qualunque argomento e copiate/incollate ogni post che vi pare su qualunque argomento, se non avete un briciolo di idee e di dignità professionale. MA LASCIATE PERDERE TUTTO CIO’ CHE HA A CHE FARE E VEDERE CON LA GUERRA.  Se non sapete ciò che state dicendo, se non sapete ciò che state facendo, meglio astenersi. C’è molto disagio in giro, molta disperazione, molta follia, e molti, troppi mercanti. L’Italia è un paese fragile, ormai indebolito, senza nessun parametro culturale, privo di qualsivoglia guida intellettuale, di punti di riferimento solidi e di sostegno. Bisogna essere davvero molto cauti. Non pubblicate e non condividete notizie, fotografie, immagini di scenari di guerra che coinvolgano cristiani, ebrei o mussulmani, senza prima esservi interrogati a lungo su ciò che state facendo. Una fotografia sbagliata, una intervista alterata, una didascalia emotiva non accorta, in questo momento, in Italia, può provocare danni molto gravi. Gravissimi.
Guadagnatevi i vostri euro usando altri settori dell’immaginario collettivo, non questo.
Siate seri, una volta tanto.
E umili nell’approccio.
E molto molto cauti.
Altrimenti, finirete, inevitabilmente, per essere identificati e definiti da chi combatte per la libertà di tutti (se non è di tutti non è libertà) come degli irresponsabili (a vostra insaputa) o come dei mascalzoni a chiare lettere.
Questo è veramente ciò che penso, in questo momento.
Sergio Di Cori Modigliani 
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it 
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/la-bufala-di-henry-kissinger-che-pero.html

Le rivolte nel mondo arabo per il film blasfemo e l’incredibile vicenda del video su youtube che nessuno riesce a far rimuovere


In questi giorni un film che denigra l’Islam è diventato famoso per la rabbia che ha suscitato in tutto il mondo fungendo da detonatore per proteste spesso sanguinose. Ovviamente è spuntato il fantasma di Al Qaeda , poco credibile per chi ben conosce le vicende dell’11 settembre, ma c’è un particolare soprattutto che lascia increduli nella versione dei fatti che ci viene propinata dai mass-media, ovvero che il video con gli spezzoni tratti dal film in questione non è stato rimosso da youtube, nonostante le pressioni e le esortazioni della Casa Bianca, nonostante le preoccupazioni espresse ufficialmente dai leader di mezzo mondo, nonostante quel filmato presente sul web stia chiaramente contribuendo all’innesco di nuove violenze.
La cosa grottesca e poco credibile è che l’ONU, che riesce sempre a trovare rapidissimo accordo quando si tratta di bombardare la Libia, non riesce a trovare un mezzo per bloccare un video su internet, mentre Youtube, nota per la sua attività censoria nei confronti di chi cerca di informare suquestioni scomode per il sistema di potere, adesso si erge a paladina della libertà di espressione. Ma davvero ci vogliono fare credere che la maggiore potenza mondiale (gli USA) non riescono a fare niente affinché si blocchi quel video? E davvero vogliono farci credere che per i gestori di Youtube sia per loro più importante il principio della libertà di espressione che non il principio della salvaguardia della vita, che non il principio della salvaguardia della pace a livello internazionale?
Se fosse davvero così come mai chiuderebbero con ogni sorta di pretesto i canali che espongono le prove sulle scie chimiche? Come mai segnalerebbero come "video per soli adulti" dei video che denunciano le scie chimiche?
C’è qualcosa di molto strano in questa vicenda, e si sente puzza di una manovra ben orchestrata: un video che viene diffuso sul web e che viene lasciato lì apposta (nonostante le dichiarazioni ufficiali di Obama) fa pensare ad un film creato sotto l’egida dei servizi segreti, fa pensare alla grazie alla precisa intenzione degli USA e dei loro complici di aizzare l’odio dei popoli islamici fino  a quando dalla crescente tensione tra oriente ed occidente scaturisca l’ennesimo intervento militare … e magari anche qualche altra legge liberticida sulla libertà di espressione via internet.
Dal momento che, co il pretesto di quel video che "nessuna legge riesce a rimuovere", le autorità stanno meditando di varare qualche provvedimento che agisca in tal senso.

Psichiatra leader in America, si auto-accusa di crimini contro l’umanità


di  Jon Rappoport – “Natural News” - 3 settembre  2012
I loro "risultati" sono pubblicati in edizioni periodicamente aggiornate del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (D.S.M.), stampato dall'American Psychiatric Association. Per anni, persino gli stessi psichiatri se la sono cantata su questo processo di "ricerca". E, naturalmente, le aziende farmaceutiche che producono farmaci molto tossici per il trattamento di ognuno di questi "disturbi", stanno cavalcando l'onda dell'inventare sempre più categorie di salute mentale, così che possano vendere più farmaci e fare più soldi.
Ma una delle maggiori stelle psichiatriche, il Dr. Allen Frances, leader nell'inventare malattie mentali ha fatto dichiarazioni molto interessanti a Gary Greenberg, autore di un articolo su Wired: "Dentro la battaglia della definizione della malattia mentale" (27 Dic 2010). Incredibilmente, i grandi media non hanno mai preso l'intervista sul serio: non divenne mai uno scandalo.
Il Dr. Allen Frances (proclamato dal New York Times nel 1994 forse il più grande psichiatra del momento) è l'uomo che, quell'anno, diresse il progetto di revisione dell'ultima edizione della Bibbia psichiatrica, il DSM-IV. Questo tomo definisce, etichetta e descrive ogni disturbo mentale ufficiale. Il DSM-IV ne elencava 297.
Il Dr. Frances afferma: "Beh, certo, se stai definendo il canone di diagnosi dei disturbi mentali per i colleghi e per  le case farmaceutiche (che venderanno i farmaci abbinati alle 297 diagnosi del DSM-IV), sei proprio lassù ai livelli di Dio... Ma non c'è alcuna definizione di disturbo mentale. Si tratta di stronzate. In verità, non li si può definire: è praticamente impossibile definirne i confini in maniera accurata."
Il fatto è che il DSM-IV ha risistemato le precedenti definizioni dell'ADHD e del disturbo bipolare per consentire molte più diagnosi, causando un boom di prescrizioni di farmaci molto tossici e potenti.
"La diagnosi [come precisato nel DSM-IV] fa parte della magia... sai quelle mappe medievali? Nei luoghi dove non sapevano che cosa stava succedendo, scrivevano 'I draghi vivono qui'. E non si poteva stare senza mappa".
Traduzione: la gente ha bisogno della speranza di guarigione dei loro problemi; quindi, anche se noi psichiatri stiamo fingendo di riconoscere un certo tipo di disturbo mentale, anche se ci stiamo inventando queste definizioni di disturbo mentale basate su nessun test diagnostico biologico o chimico.  E’ una buona cosa, perché la gente crederà che allora c'è speranza per loro; ti credono perché abbiamo dato un nome ai loro problemi. Se questa è scienza medica, lo sono anche i tarocchi. In realtà ci sono interessi per molti miliardi di dollari in gioco, e a quelle persone non  piace che i loro segreti più profondi vengano esposti dalla stampa, che regolarmente tace.
Gli effetti negativi del Valproate (prescritto per una diagnosi bipolare, la cui diffusione, grazie al DSM-IV, è stata estesa a molte più persone) includono: tossicità epatica acuta, anche mortale; infiammazione del pancreas con rischio di morte; danni al cervello. 
E gli effetti negativi del litio (anche questo somministrato per una diagnosi bipolare) includono: pressione nel cranio che porta alla cecità; collasso circolatorio periferico; torpore e coma. Per non parlare del Risperdal (somministrato per disturbo "Bipolare" e "irritabilità derivanti dall'autismo") i cui effetti collaterali includono: grave compromissione della funzione cognitiva; svenimento; tremori muscolari (che possono essere indicativi di danni cerebrali).
Il Dr. Frances ammette che la nuova definizione di ADHD ne espande la diagnosi, aprendo così le porte ad un maggiore uso di Ritalin (e altri composti simili) come trattamento. Per tutti i seguenti effetti del Ritalin (selezionati e citati testualmente), c'è riscontro nella letteratura medica: deliri paranoici, psicosi paranoide, sintomi ipomaniacali e maniacali, psicosi,  simile a quella da anfetamina, attivazione di sintomi psicotici, psicosi tossica, allucinazioni visive e uditive, produzione di esperienze bizzarre (tipo LSD), effetto terrore, aggressività, insonnia. A questi, siccome il Ritalin è un'anfetamina, vanno aggiunti gli effetti delle anfetamine: dipendenza psichica, diminuzione del sonno, ipotermia, convulsioni, danni al cervello da abuso, e, se usato assieme ad antidepressivi, ipertensione e convulsioni.
Un recente sondaggio ha rivelato che un'alta percentuale di bambini diagnosticati bipolari erano stati precedentemente diagnosticati come A.D.H.D.
Questo è istruttivo, perché il Ritalin e altri farmaci anfetaminici vengono somministrati a bambini etichettati con A.D.H.D. La velocità indotta dal farmaco, alla fine, produce un calo fisico e mentale che è facile da definire "depressione clinica". Da qui arrivano il Prozac, il Paxil, lo Zoloft. Questi farmaci possono produrre alti temporanei, seguiti da ulteriori cali. Lo psichiatra nota questo schema di alti e bassi e quindi arriva la diagnosi di bipolare (maniaco-depressivo) e la prescrizione di altri farmaci, tra cui il Valproato e il Litio.
Nei soli Stati Uniti, ci sono almeno 300.000 casi di danni al cervello riscontrati da persone cui siano stati prescritti i cosiddetti farmaci anti-psicotici (alias "tranquillanti maggiori"). Il Risperdal (un farmaco dato a persone con diagnosi di bipolare) è uno di quei tranquillanti maggiori. (Fonte: Toxic Psychiatry, Dr. Peter Breggin, Press di St Martin's, 1991)E il Dr. Frances ha ammesso alla stampa che l'intera base della sua professione consiste in etichette che, in realtà, portano a sempre più farmaci velenosi somministrati ad adulti e bambini, per non dire nulla dell'effetto delle diagnosi di "disturbo mentale". Non sto parlando dello "stigma di malattia mentale", la rimozione del quale è una delle missioni di Hillary Clinton nella vita. No, sto parlando dello spostamento dell'uomo nel sistema, l'apparato medico, dove l'essenza del gioco è intrappolare quella persona per arraffare il suo denaro, il suo tempo, la sua energia, e naturalmente la sua salute - col sistema di una nuova diagnosi che ne segue un'altra e un nuovo trattamento tossico che ne segue un altro già intrapreso, dalla culla alla tomba. Il risultato è un essere umano gravemente debilitato (se riesce a sopravvivere), il cui maggior valore è la propria lista di malattie e disturbi, che impara a indossare come distintivi d'onore.
Grazie, Dr. Frances.
Riguardo all'autore: Jon Rappoport, autore di una collezione esplosiva, THE MATRIX REVEALED, è stato candidato per un seggio del Congresso USA nel distretto della California 29. Nominato per un premio Pulitzer, ha lavorato come reporter investigativo per 30 anni, scrivendo articoli su politica, medicina e salute per la CBS Healthwatch, LA Weekly, Spin Magazine, Stern e altri giornali e riviste negli USA e in Europa. Jon ha dato lezioni e seminari sulla politica globale, salute, logica e potere creativo al pubblico di tutto il mondo.  www.nomorefakenews.com

martedì 18 settembre 2012

Ha inventato il frigorifero senza corrente: in Usa la svolta alla carriera. A 23 anni

Il Giornale OnlineCaterina Falleni, 23 anni, di Livorno, con il suo progetto ha vinto una borsa di studio presso il centro di ricerca NASA. Nella Silicon Valley ha scoperto un mondo in cui progettualità e nuove idee sono in simbiosi: impossibile tornare indietro

di Paola Guarnieri 


La differenza tra gli Stati Uniti e l’Italia? Caterina Falleni, livornese, 23 anni, appena rientrata dalla Silicon Valley, la spiega così: ”Il primo giorno in un’università italiana il direttore ha salutato gli studenti con queste parole: ‘Ragazzi, guardatevi intorno perché il 70 per cento di voi non riuscirà a passare l’anno’. Stessa scena in America, solo che il capo dell’istituto ha esordito dicendo: ‘Ragazzi se siete qui è perché siete i migliori, siete forti e siete il futuro. Guardatevi intono perché le relazioni che stringete adesso vi accompagneranno e vi sosterranno per tutta la vita’”. Prima della California Caterina Falleni aveva già conosciuto l’estero: era stata in Finlandia, grazie al programma Erasmus, poi a Rotterdam, con uno stage di quattro mesi in uno studio di design. Infine, quest’estate, la California presso il centro di ricerca della Nasa. L’Italia oggi per lei è una parentesi destinata a chiudersi presto.

“Devo finire l’Università, ma conto di tornare in California per sviluppare il mio progetto. Forse potrei farlo anche a casa mia, ma sarei più frustrata perché incontrerei enormi difficoltà che rallenterebbero il mio lavoro”. Il progetto di cui parla si chiama Freijis, un frigorifero che funziona senza corrente. E’ il risultato dei 4 anni di studio presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze, ma soprattutto l’invenzione che le ha permesso di vincere la borsa di studio presso il centro di ricerca NASA della Silicon Valley. “L’idea mi è venuta in Africa studiando alcune strutture fatte con materiali porosi come il fango o la terracotta. Strutture che utilizzano il processo chiamato evaporative cooling, lo stesso per il quale la temperatura nel nostro corpo si abbassa nel momento in cui avviene la sudorazione. Ho associato questa tecnologia con dei materiali che si chiamano PCM. Così è nato Freijis”. Dopo la presentazione del progetto, che ha già suscitato l’interesse di alcune aziende italiane, Caterina è partita per la California dove ha trascorso l’estate in compagnia di ricercatori provenienti da tutto il mondo. “Insieme ad un ragazzo americano dell’università, un artista, hacker e programmatore, abbiamo elaborato un progetto nel settore delle biotecnologie. Si chiama X&Y Genomics e riguarda la possibilità di sequenziare il DNA umano per prevenire alcune malattie. Abbiamo messo insieme scienza, tecnologia e design in modo che tutti possano accedere alle proprie informazioni genetiche. In più queste visualizzazioni possono essere stampate in 3D ed essere indossate come un gioiello”.

Le idee non le mancano e gli stimoli ricevuti durante l’esperienza americana sono ancora vivissimi. Quanto alle differenze con l’Italia, non ha dubbi. “A Livorno, prima di partire avevo provato a bussare alle porte della Provincia, della Regione, per cercare di coinvolgerli in quest’avventura americana, ma ho trovato enormi difficoltà, tanta diffidenza e poca trasparenza. In California ho cenato con i fondatori di Google Earth e improvvisato con loro sedute di brainstorming davanti ad una bistecca con ai piedi un paio di infradito. E’ incredibile come, in poco tempo, riesci a parlare con tante persone che possono dare seguito ai tuoi progetti e senza nessuna fatica. Sarà perché spesso gli interlocutori sono ragazzi che non si fanno problemi a parlare di lavoro con una persona qualsiasi senza sapere da dove venga o cosa faccia”. Eppure, anche quando conferma che tornerà negli Stati Uniti per continuare a realizzare i suoi progetti, lo dice con un filo di tristezza. “Il mio Paese è e sarà sempre l’Italia. Il livello di cultura e di storia che si respira in ogni vicolo, città, villaggio è incomparabile così come le persone che incontri, hanno un approccio profondamente umano. Ma quando si tratta di lavorare è un’altra cosa”.

Fonte: 

lunedì 17 settembre 2012

Teletrasporto o montaggio?


Una videocamera per la sorveglianza del traffico ha ripreso un video veramente incredibile. Un uomo, che con la sua moto sta attraversando un incrocio, sta per essere investito da un camion a tutta velocità. Ma una misteriosa figura incappuciata, si avvicina con uno scatto fulmineo e in un flash di luce, teletrasporta il fortunato motociclista in un altro punto della strada. Fotomontaggio o realtà? Il video è controverso e sta facendo impazzire tutta la rete, guardate!!
Guarda il video