martedì 31 luglio 2012

La Via del Monaco Guerriero

Sciamanesimo

Il fotovoltaico trasparente



Image courtesy of University of California - Los Angeles


L’Università della California ha sperimentato con successo una nuova tecnologia: la cella fotovoltaica trasparente, una novità assoluta nel panorama del mondo delle energie rinnovabili. Si tratta di un nuovo sistema molto interessante che potrebbe essere applicabile alle superfici quali per esempio le finestre: tale soluzione potrebbe dunque permettere alle superfici vetrate di un edificio di diventare dei veri e propri generatori di elettricità. Come riporta ampiamente il sito di Science Daily il dispositivo è costituito da polimeri capaci di assorbire la parte di luce infrarossa e quindi essere praticamente trasparenti all’occhio umano. La grande novità, oltre all’applicazione su superfici trasparenti, è anche rappresentata dal fatto che si tratta di celle costituite da materiali plastici producibili quindi in grandi volumi e soprattutto a basso costo. Le celle possiedono un conduttore (trasparente) composto da nanotubuli in argento e in diossido di titanio, in grado di rimpiazzare gli elettrodi in metallo tradizionalmente utilizzati.
L’efficienza energetica è intorno al 4%, non sicuramente altissima, ma neppure tanto bassa da non giustificarne nel breve periodo una commercializzazione; infatti se realmente, come indicano i responsabili dell’Università americana, i costi di produzione dovessero davvero essere bassi si tratterebbe di una tecnologia estremamente interessante capace di prestarsi a numerose applicazioni.

Fonte:  

venerdì 27 luglio 2012

La ricerca della felicità


Tratto dal blog di Salvatore Brizzi   http://www.salvatorebrizzi.com/


La ricerca della Felicità può essere condotta in due modi:

-- attraverso la quantità, ossia nello spaziotempo;         
-- attraverso la qualità, ossia nell’eternità.

Il nostro mondo è organizzato sulla ricerca d’una finta felicità, fondata sui canoni classici dell’essere felice: il calciatore, la velina, il denaro, la bellezza fisica, la salute, l’intelligenza intesa come nozionismo...

La ricerca di questo tipo di felicità è un miraggio, è irraggiungibile per definizione. Vi spiego perché: se il mio essere felice dipende da uno status sociale, da qualcosa che ho o da qualcuno che mi ama, nel momento in cui li perdo smetto di essere felice. La mia vita diviene allora una ricerca continua di gratificazioni esteriori, la ricerca di situazioni che non mi facciano mai percepire il mio vuoto interiore. Ma dal momento che tutti noi siamo “condannati” a una felicità eterna e inamovibile, la nostra evoluzione passa proprio attraverso l’accettazione e il superamento di quel vuoto interiore.

Succede allora che ogni felicità legata alle gratificazioni della personalità non è che sia sbagliata, ma semplicemente è destinata a scomparire. Quando ci accorgeremo che ogni genere di gratificazione acquisita nel mondo della quantità non può che essere effimera, ossia soggetta al tempo e allo spazio, allora ci rivolgeremo a un differente genere di felicità, aspaziale e atemporale. È dunque indispensabile che rimaniamo continuamente delusi dal finto appagamento, quello che serve solo a non fare emergere temporaneamente il vuoto.

Cos’è un handicap? Per esempio, essere non-vedente è considerato dalla nostra società un handicap. Questo accade perché la cecità nell’attuale società viene relegata tra i fenomeni contrari alla felicità. Un handicappato, secondo le nostre idee bacate, è uno sfigato, perché evidentemente non può giocare a calcio e non può fare la velina!
Un cieco e un ragazzo sulla sedia a rotelle non sono più competitivi all’interno del sistema!
Nella maggioranza dei casi loro stessi hanno questa visione di sé, per cui si sentono infelici in quanto non sono più competitivi secondo i canoni della società dei consumi... e magari fanno di tutto per tornare a essere competitivi, cioè per tornare a essere come gli altri... che in realtà sono i veri sfigati.

Di norma proviamo pietà per chi è disabile, in quanto lo consideriamo come qualcuno che dovrà vivere una vita di serie B. L’handicappato potrà solo rassegnarsi a vivere una vita da sfigato e non potrà più trovare la vera felicità, quella data dall’apparenza!
A nessuno viene in mente che una persona con una disabilità potrebbe essere forzata a guardarsi dentro più di chiunque altro... fino a scoprire dove si colloca l’autentica felicità, la vera “abilità interiore”, quella non più condizionata dalle circostanze dello spazio e del tempo. Potrebbe allora paradossalmente riconoscere di essere “abile a vivere” più degli altri – nel QuieOra – e scoprire la totale disabilità interiore di coloro che invece si considerano abili e si permettono di provare pietà per lui.

Le nostre condizioni di vita sono le migliori che possiamo desiderare, ma vanno viste in un altro contesto, in un paradigma evolutivo, non più all’interno della dicotomia sfigato/fortunato. Essere non-vedenti, per esempio, oltre a una riflessione più profonda riguardo il significato della tua vita, ti porta ad acuire una diversa sensibilità, un concetto totalmente differente del “vedere” che ti porterai dietro per il resto della tua esistenza animica.

Una vita da cieco all’interno dell’esistenza dell’anima (che dura milioni di anni), è come passare per gioco un giorno con gli occhi bendati all’interno della vita terrena!
Ti costa fatica, ma sai che dura poco e sai che finirà.

Cosa ci portiamo dietro quando perdiamo il corpo fisico? L’amore, la tenerezza e la compassione non ce le portiamo dietro come oggetti dentro una valigia. Bensì arriveremo nell’aldilà RIVESTITI di queste emozioni superiori. La tenerezza con cui abbiamo vissuto sarà divenuta il nostro corpo e i nostri sensi sottili. Se abbiamo perdonato sulla Terra, nel nostro aldilà il Perdono sprizzerà da tutti i paesaggi e da tutte le persone che ci circonderanno, ma se non avremo perdonato, anche se saremo in paradiso, i fiori non profumeranno di Perdono e le persone non emaneranno Perdono.

Il paradiso e l’inferno sono solo rappresentazioni di ciò che siamo stati sulla Terra, delle qualità che abbiamo acquisito con l’esperienza e con gli errori e di quelle che abbiamo rifiutato di sviluppare con la nostra ostinazione. La vita ci consegna a ogni frazione di secondo le lezioni che più ci servono. Se viviamo una vita dove nessuno si occupa di noi, oppure una vita dove qualcuno si deve occupare di noi 24ore su 24, perché magari ci troviamo dentro un polmone d’acciaio, possiamo stare certi che nelle vite future saremo i primi a correre in aiuto di chi ha bisogno. Abbiamo sviluppato una sensibilità che altri non avranno mai.
Invece una vita del genere di norma la vediamo come una vita da sfigati!!!

Restare, ad esempio, paralizzati in un letto e poter muovere solo gli occhi...
Pensate a quante cose non si danno più per scontate...
Pensate a quante cose non si possono più dire...
Prima parlavamo in continuazione per dire solo cavolate, mentre adesso possiamo solo sperare che qualcuno ci faccia la domanda giusta, perché noi possiamo rispondere solo con un sì o con un no.
Vi immaginate quali capacità si possono sviluppare in queste condizioni? Sono davvero sfigate queste persone? Un mese... un anno... dieci anni... in un letto d’ospedale e il senso della vita diventa chiarissimo!
Una passeggiata nel giardino dell’ospedale diventa una passeggiata nel Paradiso Terrestre!
Fino a quando avremo bisogno di scendere nelle Tenebre della vita per vederne la Luce?


Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

I danni dell’alluminio: dove si trova, effetti e rimedi naturali


L’alluminio è presente nel nostro cibo (vedi quiqui e qui), nell’approvvigionamento idrico e del suolo (vedi qui), e in numerose altre fonti di uso quotidiano  (vedi sotto) per cui la maggioranza delle persone soffre di un certo grado di tossicità da alluminio. Dopo anni di esposizione accumulata e del suo deposito nei tessuti del corpo, questo veleno può avere risultati che vanno da una degenerazione del cervello a deformità. Secondo le statistiche del laboratorio Mineral Test, nelle Marche che è una tra le regioni a più basso inquinamento di metalli pesanti, il livello di alluminio nella popolazione è il doppio rispetto al limite massimo consentito.
Fegato, ossa polmoni, tiroide e cervello sono i siti in cui si immagazzina l’Al nel nostro organismo. La percentuale di Al nel capello è in stretta relazione alla percentuale presente nelle ossa. E’ accertato che il morbo di Alzheimer è correlato anche ad alte quantità di Al nel tessuto cerebrale.
Una ricerca dell’autunno 2000 del dott. R. Chinellato, chimico, svolta tramite spettrofotometro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, avente per obiettivo l’aranciata in lattine, rivela che anche in presenza di un degrado del rivestimento interno apparentemente non degno d’interesse, l’Al della lattina viene ceduto alla bibita fino ad una concentrazione di 0,5 mg/lt, equivalente ad oltre il doppio della concentrazione massima prevista dalle normative nazionale.
I pericoli dell’avvelenamento da alluminio
- L’alluminio è particolarmente tossico per il sistema nervoso, con una serie di sintomi che possono includere disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa, e compromissione intellettiva.
- Esso può fermare la capacità del corpo di digerire e fare uso di calcio, fosforo e fluoro. Questo impedisce la crescita ossea e riduce la densità delle ossa. L’alluminio può anche causare condizioni che effettivamente scacciano il calcio dalle ossa. Ciascuna di queste situazioni può portare a debolezza e a deformazione della struttura ossea, con effetti paralizzanti.
- L’avvelenamento può anche provocare dolori muscolari, disturbi del linguaggio, anemia, problemi digestivi, diminuzione della funzionalità epatica, coliche renali e compromissione della funzionalità renale.
Fonti di Alluminio
I farmaci da banco possono essere una delle maggiori fonti di alluminio: coloro che assumono spesso aspirina tamponata, come le persone con artrite, possono assumere fino a 700 mg di questo metallo ogni giorno. Ma dal momento che l’alluminio contribuisce al danno osseo, l’aspirina aumenta effettivamente l’artrite.
I medicinali per l’apparato digerente, come i farmaci contro la diarrea, gli antiacidi e quelli per le emorroidi, possono contenere anche alluminio. Una dose tipica di antiacidi contenenti alluminio può contenerne fino a 200 mg., e l’uso di un’intera giornata può fornire 800-5000 mg. di alluminio.
- L’alluminio è spesso aggiunto ai prodotti per l’igiene, come gli antitraspiranti e i bagnoschiuma.
- I cibi che sono stati cotti o conservati in pentole di alluminio e in fogli di alluminio sono un’altra fonte. Le stime dicono che fino a 4 milligrammi di alluminio possono essere trasferiti ad ogni porzione di alimenti acidi come i pomodori o gli agrumi che sono stati riscaldati o conservati con alluminio.
- Anche le pentole in acciaio inossidabile possono essere una fonte, in quanto vengono prodotte saldando l’acciaio inox con strati di alluminio. Il mio test e l’esperienza dimostrano che, dopo che il pentolame in acciaio inox è stato utilizzato per un breve periodo di tempo, tracce di alluminio iniziano a passare nel cibo.
- Ci sono sei sali di alluminio che sono stati approvati come additivi alimentari negli Stati Uniti. I sali più comunemente usati sono i fosfati di sodio e alluminio.  Essi si aggiungono a torte, minestre, pasta surgelata, pancake mix, farine autolievitanti, formaggio fuso, cibi a base di formaggio e birra (in lattine di alluminio).  Una singola fetta di formaggio fuso confezionata singolarmente può contenere fino a 50 mg di alluminio. Si pensa che il cheeseburger possa avere uno dei contenuti più alti di alluminio rispetto a qualsiasi alimento. I prodotti da forno hanno circa 5-15 mg per porzione.
- Un sottaceto media grandezza contiene da 5 a 10 mg se è stato trattato in una soluzione di allume, come comunemente avviene. L’allume è una forma di solfato di alluminio che viene utilizzata nella soluzione di decapaggio per rassodare i cetrioli.
I Vaccini: il Dr. Hugh Fudenberg, uno dei leader mondiali in immunologia e genetica, ha affermato che i pericoli dei vaccini sono dovuti tra l’altro  ”all’alluminio e al mercurio che quasi ogni vaccino anti-nfluenzale contiene. Il graduale accumulo di alluminio e mercurio nel cervello porta a disfunzioni cognitive”.
Le Scie Chimiche spruzzate nel cielo contengono alluminio: il Dottore e Professore Russel L.Blaylock della National Health Federation in un articolo parla specificatamente delle particelle dei composti di alluminio di dimensioni nanometriche, affermando come sia dimostrato scientificamente che tali particelle siano infinitamente più reattive e che inducano ad intense infiammazioni in uno svariato numero di tessuti. Il professore prosegue affermando quanto queste nanoparticelle di alluminio stiano aumentando le malattie neurodegenerative del cervello, tra cui cita demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (S.L.A.) e di come queste malattie sia scientificamente correlate all’esposizione all’alluminio ambientale.
Evitare di assumere AlluminioIl primo passo per liberare il nostro corpo da questo veleno è evitare l’assunzione di alluminio, per quanto possibile, quello successivo consiste nel fornire al vostro corpo dei supporti nutritivi per dare ad esso la forza necessaria per disintossicarsi da questo metallo. Esistono vari supplementi che possono aiutarvi in questo processo.
- Sostituire le pentole in alluminio. Su quali sono le pentole più salutari e quali da evitare pubblicherò a breve un articolo.
- Evitare di usare Caffettiere in alluminio che possono essere lentamente corrosi, favorendo la dissoluzione di alluminio negli alimenti
- Non cucinare con foglio di alluminio, e ridurne al minimo l’uso per la conservazione degli alimenti. Non usarlo mai per avvolgere cibi acidi (arance, limoni, pomodori, ecc) o cibi cotti ancora caldi.
- Evitare di bere bibite in lattina.
- Usate cestelli per cottura al vapore in bamboo invece che di metallo.
- Controllate le etichette di tutti i prodotti alimentari, medicinali ed igienici che acquisti, evitando quelli che contengono alluminio.
- Ridurre al minimo il consumo di formaggio, in particolare dei formaggi fusi.
- Ridurre al minimo l’assunzione di eventuali prodotti da forno che non sono fatti in casa senza additivi alluminio.
- Alcuni Lieviti Artificiali e Cosmetici contengono alluminio.
Rimuovere naturalmente l’Alluminio dal corpoNella pagina Come disintossicarsi dai metalli pesanti ho discusso di numerosi rimedi naturali che possono essere facilmente messi in atto per rimuovere dal corpo i metalli tossici tra cui l’alluminio.
Quello che segue è un breve riepilogo di alcuni rimedi. Per approfondimento rimando alla pagina di cui sopra.
Zeolite - La Zeolite è un minerale di origine vulcanica che protegge e disintossica i nostri organi dalle tossine che invadono quotidianamente il nostro corpo (pesticidi, smog, etc.), combattere i radicali liberi, espellere i metalli pesanti ed altre sostanze dannose come i radionuclidi e lo ione ammonio. E’ il minerale con il più alto valore di scambio cationico che esista. La clinoptilolite, un tipo di zeolite,  ha una struttura cristallina costituita da due tetraedri di SiO4 ed AlO4 legati mediante ponti ossigeno che genera ampi spazi liberi e canali a carica negativa nei quali possono essere accolti i cationi dei metalli pesanti. La Zeolite viene poi espulsa con le feci insieme a tutte le sostanze che ha catturato, senza quindi affaticare i reni. Per approfondire leggi la pagina Zeolite Clinoptilolite.
Clorella – La Clorella è uno degli alimenti più ricercati. Siccome è un alimento, è difficile assumerne troppo. E’ considerato uno dei migliori disintossicanti ed è in grado di eliminare l’alcol dal fegato, e i metalli pesanti, i pesticidi e i PCB nei tessuti dell’organismo. La clorella può anche assorbire le tossine dall’intestino, alterare la flora batterica intestinale (in meglio), eliminare i gas intestinali e contribuire ad alleviare la costipazione cronica. Circa un terzo di coloro che provano la clorella la tollerano.
Coriandolo – Il coriandolo mobilita mercurio, cadmio, piombo e alluminio nel cervello e nel sistema nervoso centrale. Probabilmente è l’unico integratore in grado di mobilitare il mercurio immagazzinato negli spazi intracellulari e nel nucleo della cellula. Esso, tuttavia, può mobilitare più tossine di quante non possa espellerne dal corpo, e quindi può solo spostare i metalli pesanti in un’altra parte del corpo. A causa della incapacità del coriandolo di rimuovere il mercurio dal corpo dopo che esso è stato mobilitato, non dovrebbe mai essere assunto da solo. E’ stato accertato che la Zeolite e la Clorella lavorano in sinergia con il coriandolo in quanto essi riescono ad intrappolare i metalli mobilitati dal coriandolo.
Aglio – L’aglio contiene zolfo, che ossida il mercurio, il cadmio e il piombo e li rende solubili in acqua. E’ anche un potente antimicrobico e antimicotico, il che rende lo efficace contro la Candida albicans e i parassiti. L’aglio contiene un minerale che protegge il corpo dalla tossicità del mercurio. Si chiama selenio bioattivo. Il selenio contenuto nell’aglio è la migliore forma di selenio disponibile. L’aglio crudo, ovviamente, sarebbe il migliore. Ma se non ti piace crudo, la forma migliore immediatamente successiva sarebbe l’estratto di aglio invecchiato come il marchio Kyolic. Poiché lo zolfo che si trova nell’aglio è la ragione principale per cui esso è in grado di ossidare i metalli pesanti, potrebbe anche essere utile integrare con MSM, in quanto è una forma di zolfo.
Clorofilla – La clorofilla è un pigmento che si trova in piante a foglia verde intenso e che è importante per il processo fotosintetico. Questo pigmento, tuttavia, fa qualcosa di più che agevolare la produzione di energia nelle piante. La Chlorella prende il suo nome per l’elevato contenuto di clorofilla. Spinaci, fagiolini verdi, porro, cavolo verde e altri vegetali a foglia molto verde sono una buona fonte di clorofilla.
Acido Malico – L’acido malico è uno dei più potenti disintossicanti dall’alluminio. Aiuta a ridurre la tossicità di alluminio per il cervello, e per questo motivo potrebbe essere utilizzato per aiutare nei casi di morbo di Alzheimer. L’acido malico ha dimostrato di aumentare l’escrezione fecale e urinaria di alluminio. Può anche ridurre la quantità di alluminio che si trova negli organi e nei tessuti del corpo. L’acido Malico si trova in natura, soprattutto nel rabarbaro, nell’aceto di mele e nel vino.
Sintomi della DisintossicazioneQuando l’alluminio fuoriesce dalle parti del vostro corpo nelle quali è immagazzinato può agire come irritante. Per esempio, esso ha una tendenza ad irritare le terminazioni nervose, il che può irritare i muscoli. Perciò, quando qualcuno si disintossica dall’alluminio, questo può provocargli un disagio. E, dal momento che i reni sono gli organi che gestiscono questo disintossicazione, ci può essere anche dolore alla schiena, ai reni.
Poiché l’alluminio tende a concentrarsi nel cervello, il processo di disintossicazione può essere accompagnato da confusione mentale.
Esso può anche causare sintomi simil-influenzali con febbre, brividi e scarico delle mucose. La disintossicazione farà il suo corso ed i sintomi scompariranno. Poiché ogni secrezione nasale è tossica, sputatela invece di inghiottirla.
E ora, a VoiMentre il vostro corpo può tollerare bassi livelli di alluminio, si deve essere sicuri che il livello rimanga basso e non salga. Questo richiede attenzione e un monitoraggio continuo. Ci sono test, come i l’analisi del capello/delle urine/ del sangue che si possono fare per aiutare a controllare i livelli di alluminio nel vostro organismo. Fateci sapere se avete bisogno di assistenza per farli

I colossi farmaceutici occidentali fanno affari con le cavie umane indiane

Il Giornale OnlineA svelare questo fenomeno è un'inchiesta del quotidiano inglese 'The Independent', secondo cui in totale sono oltre 150mila le persone che oggi partecipano ad almeno 1.600 test clinici per conto di colossi farmaceutici come Pfizer, Merck e AstraZeneca

di Adele Lapertosa


Gente analfabeta reclutata per partecipare a sperimentazioni cliniche senza un vero consenso informato e senza conoscere i rischi. Vittime quasi mai ricompensate. Medici che “consigliavano” ai loro pazienti di prendere un farmaco, senza dirgli che stavano partecipando a una sperimentazione clinica. Sono questi alcuni degli abusi commessi per conto di alcuni colossi farmaceutici occidentali in India, dal 2005 diventata un vero ‘paradiso’ per le sperimentazioni di nuovi farmaci, grazie ad una legislazione “rilassata”. A svelare questo fenomeno è un’inchiesta del quotidiano inglese ‘The Independent‘, che racconta come abbia preso piede questa nuova forma di ‘colonialismo’ nel Paese asiatico. Per capire il perchè di questo fenomeno, bisogna partire da una considerazione: la ricerca per lo sviluppo di un nuovo farmaco dura circa 10-15 anni e arriva a costare 500 miliardi, per rispettare tutte le linee guida, i regolamenti e le varie fasi di sperimentazione. Delocalizzando, invece, le aziende farmaceutiche riescono a tagliare fino al 60 per cento i costi della ricerca e realizzare grossi profitti vendendo sul mercato occidentale i nuovi farmaci.

Ecco perchè da quando l’India ha allentato le regole sugli esperimenti umani, il settore ha subito un incremento esponenziale, e l’industria della ricerca nel paese asiatico vale ora 189 milioni di sterline. In totale sono oltre 150mila le persone che oggi partecipano ad almeno 1.600 test clinici per conto di colossi farmaceutici come Pfizer, Merck e AstraZeneca. Tra il 2007 ed il 2010 – secondo le cifre riportate dall’Independent – almeno 1.730 persone sono morte durante o dopo aver preso parte ad uno di questi esperimenti. Sebbene sia difficile stabilire se siano morte proprio a causa dei test ai quali erano sottoposte – molte di loro erano infatti già malate – è impossibile anche affermare il contrario, in quanto sono stati gli stessi medici che conducevano l’esperimento a determinare se vi fosse un legame tra la sostanza testata e il decesso.

Qualche mese fa, il ministro della Sanità indiano, Ghulam Nabi Azad, ha dichiarato al parlamento indiano che 10 farmaceutiche straniere avevano versato compensi ai familiari di 22 individui morti durante o dopo esperimenti clinici nel 2010, con indennizzi che ammontavano in media a ‘ben’ 3mila sterline a persona. “Gli indiani vengono sfruttati dalle società farmaceutiche che poi guadagnano milioni vendendo i medicinali in Occidente. Usano indiani analfabeti e poveri che non potranno mai permettersi queste medicine”, spiega Chandra Gulhati, un medico in pensione che dal suo ufficio a Delhi sta raccogliendo dati sugli esperimenti nelle diverse regioni dell’India. Come quello di centinaia di ragazzine minorenni, i cui genitori, provenienti da aree tribali dell’Andhra Pradesh, non erano stati informati che alle figlie sarebbe stato somministrato un vaccino contro il papilloma virus, il Gardasil. “Nessuno è venuto a chiederci il permesso”, ha raccontato il padre di Sarita Kudumula, una ragazzina di 13 anni morta alcuni giorni dopo che le era stato iniettato il vaccino. O il caso dei sopravvissuti al disastro di Bhopal, usati come cavie in almeno 11 studi senza un vero consenso informato, e dozzine di trial privati condotti da medici in ospedali pubblici, in cui neanche si diceva al paziente che stava partecipando ad una sperimentazione clinica.

Questo nuovo ‘colonialismo’ della ricerca farmaceutica ha preso piede anche in altri paesi asiatici, come Cina, Indonesia e Thailandia. Tanto che un quarto di tutti i dati clinici sottoposti alle agenzie regolatorie per l’approvazione di nuovi farmaci è stato ottenuto proprio grazie agli studi condotti in paesi a basso e medio reddito. Le aziende farmaceutiche obiettano di aver sempre seguito le regole, ma molte persone che hanno partecipato agli studi hanno detto di averlo fatto su raccomandazione del loro medico, che spesso era anche chi conduceva la sperimentazione. “Per noi un medico è come un dio”, ha affermato Ajay Naik, il cui figlio Yatharth ha sviluppato alcune macchie bianche sul corpo dopo un esperimento. “A mia moglie avevano detto che era un nuovo vaccino che costava 8-10mila rupie ma che a noi sarebbe stato dato gratis”.

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giovedì 26 luglio 2012

lampadari solari dalle bottiglie di plastica fanno luce nelle Filippine




Martedì, 17 Luglio 2012 
Scritto da Marta Albè

Avreste mai pensato che una semplice bottiglia di plastica riempita d'acqua potesse fare la differenza tra luce e buio negli ambienti domestici? Si tratta di una soluzione praticamente a costo zero che sta cambiando le vite di molti abitanti delle Filippine, che, vivendo in condizioni di povertà, non possono permettersi di accedere alla rete elettrica per l'illuminazione della propria abitazione. Ciò e stato reso realtà grazie al progetto 1 Liter of Light, che trasforma letteralmente le bottiglie d'acqua in lampadine solari che non richiedono l'impiego di elettricità.
Le bottiglie vengono applicate al soffitto e sono in grado di riflettere la luce solare, grazie alla presenza dell'acqua e di una superficie riflettente, in maniera così potente ed efficace da proiettare una luminosità apparentemente molto simile a quella di un comune lampadario. Un simile sistema sta evitando a molta famiglie di ricorrere alle pericolose lampade a kerosene comunemente impiegate fino a questo momento. Sul sito web dell'associazione è presente un video che spiega passo dopo passo come realizzare una lampadina solare a partire da una bottiglia di plastica di recupero. L'iniziativa può inoltre essere sostenuta tramite donazioni, oppure partecipando al progetto come volontari.

L'iniziativa ebbe il proprio avvio un paio di anni fa grazie all'idea di uno studente filippino ed in un arco di tempo relativamente breve ha permesso la diffusione nelle abitazioni della sua nazione di almeno 1 milione di lampadine ottenute a partire da bottiglie di plastica. Esse risolvono il problema della presenza di ambienti domestici scarsamente illuminati durante il giorno, sfruttando unicamente la luce solare e senza la necessità di ricorrere a fonti energetiche che richiederebbero una disponibilità di denaro impossibile per le famiglie più povere. Siamo talmente abituati ad avere lampade, lampadari e lampadine a portata di mano da non pensare come intere famiglie nel mondo siano in grado di vivere in completa assenza della luce elettrica.



Nelle Filippine, poter avere accesso alla corrente elettrica rappresenta un lusso che spesso non è sinonimo di sicurezza, poiché porta con sé incidenti o incendi, che spesso colpiscono purtroppo anche coloro che per l'illuminazione sono costretti ad utilizzare lampade al kerosene. Le lampade realizzate a partire dalle bottiglie di plastica invece non presentano alcun rischio e possono essere installate all'interno delle abitazioni nel giro di un'ora. Esse si rivelano in grado di illuminare completamente le stanze in cui si trovano e di convogliare una quantità di luce dall'esterno verso l'interno pari a quella prodotta da una lampadina da 60 Watt. Si tratta inoltre di lampade molto resistenti, la cui durata può arrivare fino a cinque anni, senza che esse subiscano alcun danno. L'associazione, grazie al prezioso contributo dei volontari che partecipano alla realizzazione ed all'installazione delle lampade, oltre che grazie al sostegno di sponsor presenti in tutto il mondo, mira ad espandere la presenza delle proprie lampade non soltanto nelle Filippine, ma a livello internazionale.

Molti sono infatti, purtroppo, i quartieri poveri e le baraccopoli desolate del mondo che potrebbero trasformarsi in ambienti maggiormente accoglienti e vivibili semplicemente grazie a lampadine ottenute dal riciclo delle bottiglie di plastica. Il prossimo obiettivo dell'associazione 1 Liter of Light consiste nell'installazione di lampadine in oltre 4 milioni di abitazioni bisognose di illuminazione in tutto il mondo entro la fine del 2013.

Marta Albè




Fonte: 

lunedì 23 luglio 2012

Paolo Lissoni - La ghiandola pineale "anti-cancro"











Registrazione della trasmissione di Radio Gamma 5, andata in onda il 3 aprile 2011, a cura del Circolo Culturale "Pier Luigi Ighina"

Keshe Technology: funziona con certezza




La miglior prova che la tecnologia Keshe al plasma, con le sue applicazioni nei campi più disparati, dall’energia ai trasporti, alla salute, alle telecomunicazioni all’ambiente, è funzionante, strategica e decisiva per una rivoluzione totale del nostro modo di vivere, è rappresentata dal fatto che lo scorso 23 Aprile è stata ufficialmente dichiarata fuorilegge con un’ordine esecutivo della Casa Bianca, firmato dal presidente Obama.

Due soli giorni dopo la prima presentazione ufficiale della tecnologia – e delle sue implicazioni in ogni comparto della vita civile – a rappresentanti di vari governi che in quella occasione hanno aderito, l’america blocca con la consueta retorica e ambiguità parlando di gravi violazioni di diritti umani, quando è evidente che a far le spese di un tale provvedimento, che ufficialmente punta il dito sulla Siria e sull’Iran, siano invece tutti quei paesi interessati ad una situazione di pace, abbondanza e sviluppo planetario sostenibile e generalizzato attraverso una condivisione di tecnologie nuove che abbatte le differenze tra aree ricche e aree depresse del pianeta.

Ecco il link all’ordine esecutivo:



ovviamente la fondazione nella sua risposta deplora il disgustoso, anacronistico provvedimento di “scomunica” da parte dell’amministrazione Obama, che in una logica di protezionismo degli interessi oligarchici si rivela in ultima analisi contrario al progresso dell’umanità. Nella risposta ufficiale della Fondazione Keshe, raggiungibile a questo link si dice tra l’altro: “Con il decreto presidenziale firmato come legge dal presidente Obama all’inizio di questa settimana, l’uso da altri governi delle tecnologie spaziali sviluppate dalla Fondazione Keshe e altri simili è ormai diventato un reato penale.

Ciò significa che da questa settimana gli scienziati non possono rilasciare la loro tecnologia al pubblico o ad eventuali governi a meno che non sia per uso bellico e vantaggioso per le armi occidentali. Non accettiamo una tale castrazione della scienza e chiediamo al governo degli Stati Uniti d’America di chiarire quanto scritto su questo decreto emesso dalla Casa Bianca. Questa legge, questo decreto, è stato creato per mettere a tacere la Fondazione Keshe e altre organizzazioni di ricerca, con il proposito di esercitare pressioni sulla popolazione americana, in modo che solo la loro tecnologia (quella degli Stati Uniti) possa essere accettata in tutto il mondo.

Il decreto presidenziale è contro la libertà scientifica internazionale per la condivisione dello sviluppo, della ricerca e dell’informazione, e questo è una legge “bavaglio” sulle organizzazioni scientifiche come la nostra. Si prega di informare la stampa.

MT Keshe”
19 LUGLIO 2012

Fonte:  

mercoledì 18 luglio 2012

L'Epigenetica e l'autoguarigione a livello cellulare


Il Giornale OnlineLe innate e straordinarie facoltà di guarigione della mente umana: parola di Bruce Lipton

di Bruce Lipton 

Effetto "Luna di Miele"
Cosa condividono le cellule del nostro corpo con l'amore? Secondo Bruce Lipton, biologo cellulare per formazione e autore di best seller internazionali quali La Biologia delle Credenze, si tratta di una relazione perfetta, tanto che Lipton parla di "Effetto Luna di Miele". Chi di noi non si ricorda di essere stato, almeno una volta nella vita, innamorato? Durante l'innamoramento - sostiene Lipton - la nostra percezione del mondo si espande, i nostri occhi colgono la realtà con meraviglia, stupore, gratitudine. La nostra attitudine positiva non si riflette solo verso il partner: si tratta di un vero e proprio innamoramento nei confronti della vita stessa e delle sue manifestazioni. Siamo più disponibili nei confronti del prossimo e delle novità, facciamo più facilmente amicizia, sperimentiamo nuovi cibi, nuove attività ricreative e non. I nostri sensi sono maggiormente in allerta: sentiamo di più, condividiamo di più e concediamo più tempo ai piaceri della vita. Ora, la cosa sorprendente è che, secondo Litpon, ognuna delle cellule del nostro corpo è un essere umano in miniatura. Dentro di noi, cinquanta trilioni di cellule-essere umano lavorano insieme per far funzionare il nostro cuore, i nostri polmoni e le milioni di azioni necessarie affinché la vita possa pulsare. E quando ci sentiamo innamorati, tutte le nostre cellule percepiscono questa vibrazione d'amore: una gran bella notizia a pensarci bene!

Geni attivati e geni disattivati: l'influenza dell'ambiente
Tutto comincia con la vita, che viene definita da Lipton come "movimento". Le proteine, elemento primario della vita, si uniscono in catena e si muovono in risposta ai segnali che provengono dall'ambiente. Sulla superficie di ogni cellula, i recettori delle proteine ricevono i segnali dall'ambiente mentre le proteine effettrici trasformano i segnali in vibrazioni e le trasmettono al cervello che le interpreta. Non ci vuole tanta immaginazione per capire che differenza passa per le nostre cellule tra l'essere immarsi nelle gioie dell'innamoramento piuttosto che in una vita di stress e continuo nervosismo. Negli anni Ottanta, quando Lipton scoprì che è la membrana cellulare ad essere il vero cervello della cellula, le sue ricerche di frontiera suggerivano che i segnali propagatori delle emozioni sono la principale causa nello sviluppo della malattia. Lipton fu il precursone di una nuova branca della scienza, l'epigenetica, che studia il modo in cui la chimica cellulare attiva e disattiva i nostri geni. Le ricerche in questo campo hanno dimostrato come lo stress, l'alimentazione, le credenze, le tossine e tanti altri fattori attivano in maniera differente la chimica cellulare, che a sua volta regola l'espressione dei geni. Secondo Lipton questa nuova area di studio dimostra come le influenze ambientali siano molto più potenti dei geni nel causare le malattie. Egli riferisce che i più recenti studi sul cancro evidenziano come i fattori genetici influenzano l'occorrenza della malattia solo nel 10% dei casi. In altre parole, l'ambiente è responsabile delle nostre malattie per il 90% dei casi. Ancora più interessante è il fatto che le correnti ricerche dimostrano come le nostre strutture proteiche siano più pesantemente attivate da segnali non fisici piuttosto che da segnali chimici. In altre parole, la nostra percezione del mondo ha sulla nostra salute un'influenza molto più profonda e potente di qualsiasi medicina: la scienza di frontiera ci sta dicendo che ognuno di noi possiede innate e straordinarie capacità di autoguarigione.

Modificare le nostre risposte emotive
L'eccitazione di Lipton quando alle sue conferenze parla di queste rivoluzionarie scoperte è palpabile: Bruce si rivolge al publico con grande strasporto raccontando quanto straordinario sia il fatto che non siamo più vittime dei nostri geni, come per lungo tempo abbiamo pensato. Quando ci pensiamo come vittime, automaticamente il nostro margine di azione sulla realtà crolla a picco. Il lavoro da compiere ora è quello di aiutare le persone a cambiare le proprie percezioni, in modo da modificare il proprio stato d'animo e conseguentemente la propria chimica corporea, generando per se stessi salute e guarigione.

Convincersi di essere sani
In pratica, come possiamo modificare le nostre risposte emotive a ciò che ci accade, come riscrivere le nostre credenze? La cellula è come un chip che contiene dati. Le nostre credenze sono immagazzinate nella membrana cellulare e vengono costantemente trasmette al cervello che le interpreta. La mente risponde a questi messaggi vibrazionali creando uno stato di coerenza tra le credenze e la realtà: quando le cellule trasmettono alla mente, la mente lavora diligentemente per creare la medesima realtà chimica presente nel corpo. Se nelle nostre credenze e convinzioni ci percepiamo come malati, il cervello coordina le cellule affinché questo pensiero si realizzi. Al contrario se le cellule trasmettono un segnale di salute e benessere, il cervello lavorerà perché questo accada.

Secondo Lipton ora c'è un grande lavoro da compiere: quello di far capire alle persone che modificare i loro pensieri e le loro credenze è molto facile e ci suggerisce di insegnare ai nostri bambini prima dei sei anni che questo è possibile, che è facile e che, cambiando i nostri pensieri, possiamo guarire i nostri corpi e vivere nella gioia, nella vitalità e nell'amore. Nei primi sei anni di vita il cervello umano lavora principalmente utilizando le onde theta che creano uno stato mentale ipnagogico (tutto quanto è relativo alla fase di transizione dalla veglia al sonno e viceversa). Aggirandosi tra noi in questa sorta di stato di trance, i bambini assorbono le convinzioni e le credenze dei genitori direttamente nel proprio subconscio, senza porsi domande e discernere. Ricordarsi che i bambini sono spugne che assorbono bel oltre i nostri comportamenti esteriori, ma si nutrono letteralmente del nostro sentire, della nostra predisposizione nei confronti della vita, del nostro sé, può aiutarci ad agire su noi stessi al fine di formare una generazione nuova per il domani.

Fonte: 

martedì 17 luglio 2012

L'ERA DELLE CONSEGUENZE

DI GUY MCPHERSON
TransitionVoice.com

Mentre continuiamo il cammino nella secolare, ma solo recentemente riconosciuta tale,era della distruzione e dell’estinzione, risulta evidente che il modello attuale non funziona.
Enormemente terrorizzati dal castigo individuale per mandare in frantumi la cultura industriale che ci sta facendo ammalare, ammattire e uccidendo, ci aggrappiamo saldamente all’unico sistema che abbiamo mai conosciuto. Pateticamente recalcitranti a considerare cosa si cela dietro la catastrofica macchina industriale, ci teniamo saldamente ad un sistema che ha fallito nel crescere il nostro pianeta, gli esseri umani e le comunità umane. 

Ad un certo punto, abbiamo semplicemente perso le tracce dell’importanza delle comunità, umane e non. Lungo il cammino per diventare una nazione multitasking, con Twitter, Facebook, abbiamo abbandonato la possibilità di connetterci in maniera significativa, viscerale, individuale. Se riusciremo a prosperare durante la fase post-carbone, avremo bisogno di creare gruppi di persone che parlano in modo diretto, che guardano negli occhi, che dicono pane al pane e vino al vino, autosufficienti, persone che non hanno paura di chiedere aiuto al vicino e che sono disposti a darne quando il vicino glielo chiede. 

Come è stato 

So che odiate le storie che iniziano con “quando ero giovane…”. Ma, malgrado tutto, eccola.
Sono cresciuto in una piccola città ai margini dei boschi. A 18 anni avevo visto più risse da bar che film in prima visione. Sapevo che quando un tizio guida verso casa dopo essere stato picchiato in una rissa da bar e l’uomo che lo ha fatto è finito in un fosso perché guidava ubriaco tornando anche lui a casa, il tizio malmenato non ha altra scelta che fermarsi e aiutare quello che lo ha assalito. Se non lo fa, e la cosa viene fuori, è meglio che guidi fino allo Stato successivo piuttosto che farsi vedere in giro. Aiutare i vicini in difficoltà non era facoltativo. La comunità arretrata della mia giovinezza era un inutile ammasso di sterco. Ma per me e i miei vicini era il nostro inutile ammasso di sterco e per un estraneo che avesse minacciato la gente nella nostra città sarebbe stato meno pericoloso nuotare in una vasca di piranhas.

Le persone che vivevano in quella città, compresi quelli che sono i miei attuali vicini, sono gente con i piedi per terra, che si preoccupa della loro comunità.
In un’ottica diametralmente opposta, basta vedere le periferie attuali. La nostra autoproclamata indipendenza è uno scherzo di cattivo gusto reso possibile da energia a basso costo. Come ci lasciamo dietro la scia questa energia, diventa sempre più chiaro che lo scherzo ci sovrasta.

Viva convivium 

Come sottolinea Dimitri Orlov con il suo spirito brillante, le comunità nascono biologicamente. Nonostante gli sforzi multimilionari di innumerevoli scienziati nel Biosphere II, per esempio, l’insieme risultante delle comunità non è che una pallida e patetica imitazione degli ecosistemi presenti in natura che esse sono destinate a replicare.
Come per le comunità ecologiche, conosciamo poco delle comunità umane e di ciò che le fa “funzionare”. Tuttavia riempiamo libri interi su entrambe.

Sebbene le comunità si auto-organizzino, siamo in grado di farle sviluppare e quindi di influenzare la composizione delle specie. Possiamo piantare alberi e togliere le erbacce. Possiamo aggiungere acqua e compost. In effetti noi facciamo tutte queste cose e chiamiamo il risultato “giardino”. E’ una questione di scala. Sono un appassionato fan dei giardini, per ragioni che vanno dal cibo sano alla psiche sana, però detesto le fattorie. I primi caratterizzano l’Eden, le ultime la civiltà.
Come con le comunità ecologiche, penso che possiamo e dobbiamo “allevare” le nostre comunità umane, riconoscendo ed incoraggiando gli elementi positivi ed estirpando quelli negativi. Potremmo anche non essere in grado di costruire comunità, ma possiamo lavorare con quelle che abbiamo per il miglioramento di individui che contribuiscono al bene comune.
E, come con le comunità ecologiche, la nostra abilità nel crescere le comunità umane può variare. Ogni comunità è un unicum e richiede un insieme unico di approcci.

Location, location, location 

L’ubicazione è di vitale importanza. 

Provate a dar vita a comunità nel deserto suburbano che caratterizza la maggior parte delle città americane e andrete volontariamente a sbattere contro le orribili onnivore fauci della civiltà. Se la parte maggiormente visibile di ogni casa è il garage, buona fortuna quando organizzerete il vicinato per realizzare giardini per la comunità, alimentati ad acqua piovana e compost. Se funziona nel breve periodo, siate sicuri di tenere sotto controllo tutti gli impreparati, i furbetti auto-indulgenti di cui avrete bisogno per nutrirli e bagnarli nel lungo periodo. Se funziona a lungo termine, sarà solo perché la comunità avrà smesso di succhiare materiale vitale dalla campagna circostante. In altre parole funzionerà perché la città cessa di essere una città.

La comunità inizia a casa.

Se trovate qualcuno disposto ad accogliervi, propongo di mettere in comune le risorse. Data la crescente povertà in una nazione dipendente dai mercati azionari, questo concetto culturale – che va contro l’ideale americano di “indipendenza” – inizia ad acquisire molto senso. Ho il sospetto che vedremo molta più collaborazione e meno egoismo e competizione individuale nei prossimi anni. 

Tagliare legna, trasportare acqua

Dopo aver stabilito un punto d’appoggio a domicilio, il resto riguarda buon senso e poco altro. Dopo tutto non è un intervento chirurgico, questo. Assicuratevi di essere in grado di trovare una nicchia. Fornite un servizio o una serie di servizi, parte integrante della vita dei vostri vicini. Cosa fanno?
Bevono acqua. Perciò trovate un modo di estrarre, purificare ed erogare l’acqua quando il servizio municipale non è più disponibile.

Mangiano. Per cui trovate un sistema per produrre cibo salutare ad una scala più piccola di quella di un grande supermercato. Allevate polli, anatre e capre. Fate lo yogurt, il burro e il formaggio. E poi sviluppate un metodo per preparare il cibo facendo a meno dei combustibili fossili. Considerate graticci, forni solari e legna da ardere. 
Portano vestiti. Perciò fate scorta di aghi e filo forte da cucire e vendete le vostre abilità di sarto o di rammendatore.
Dormono. Quindi riforniteli di coperte. O, se ne avete le capacità e competenze, letti ed altri mobili.

Potete avere cura degli animali, compresi quelli da compagnia? Hanno psiche tenere ed organismi che non sono progettati per i rigori a cui saranno soggetti. Hanno bisogno di terapie, come il resto di noi e presto molto di più. Potete averne cura in modo migliore rispetto al modello attuale e potete farlo attraverso lo scambio di doni o il baratto?
Siete medici erboristi? Potete diventarlo?
La gente ha bisogno di riposo dai lavori faticosi. Immaginate cosa potrebbero diventare le vostre vite se non potessimo prendere le nostre ferie annuali, o tanto meno fare il viaggio di una volta nella vita in Europa o ai Caraibi. Sapete raccontare storie o suonare una melodia? Io suggerisco il menestrello itinerante come un’occupazione in grado di produrre notevoli feedback, con vigorosi teatri locali che lavorano con attrezzature ed elettricità minime.

Servono persone istruite ed in alcuni casi bambini istruiti. Se sapete scrivere un trafiletto coerente o siete capaci di lavorare nei dettagli passo passo, sarete richiesti costantemente in un mondo senza calcolatrici tascabili. Se potete insegnare ai bambini a compiere questi miracoli, siete pronti per lanciare la vostra carriera come insegnante in un mondo post-carbone.
Fanno sesso. Non importa la professione più vecchia del mondo: il potenziale per le levatrici e per l’infanzia dovrebbe essere evidente. 

Benvenuti nell’era delle conseguenze 

Potrei continuare ma il punto dovrebbe essere ben chiaro ormai. Mentre lasciamo l’Età del Diritto Acquisito per entrare nell’Era delle Conseguenze, ognuno dovrebbe portare il proprio contributo alla sua comunità. Coloro che non ne sono capaci non saranno benvenuti.
Se valutate di vivere in un posto particolare, pensate alle comunità dell’età della pietra o, a livello contemporaneo, alle comunità Amish. Il peggior destino possibile per un individuo è di essere evitato, perché significherebbe aprirsi la strada in un vasto mondo sconosciuto. In breve, prosperiamo quando la nostra comunità prospera. Soffriamo quando la nostra comunità soffre.

So di certo che sto scordando molte cose. Ma ognuno può dare il suo contributo, perciò aiutatemi. Quali competenze dovremmo acquisire in previsione di una contrazione dell’economia e poi di un espansione del mondo? Quali altri servizi possiamo offrire entro i limiti di un piccolo pezzo di terra e di poco denaro?

E voi? Come vi state preparando per una vita al servizio nella prossima Era delle Conseguenze? 

Guy McPherson è docente emerito di Ambiente e Risorse Naturali all’Università dell’Arizona, dove ha insegnato e condotto ricerche per 20 anni. Ha scritto oltre 100 articoli, dieci libri, il più recente dei quali è Walk Away From Empire e si è concentrato per molti anni sulla conservazione della diversità biologica. Vive in una casa off-grid in cui pratica la coltivazione biologica dell’orto e l’allevamento di piccoli animali per latte e uova e lavora con gli altri membri della sua comunità rurale. 

Fonte: http://transitionvoice.com
Link: http://transitionvoice.com/2012/06/the-age-of-consequences/
12.06.2012 

Free Energy ?



La Keshe Foundation annuncia l’intenzione di rilasciare tecnologia "free energy"

Segnalato da Rebel

L'ingegnere nucleare Mehran Tavakoli Keshe, originario dell'Iran, ha reso noto di avere prodotto una nuova tecnologia al plasma che permetterebbe il volo spaziale, sia tramite i suoi attributi anti-gravitazionali che di generazione energetica  In base all'analisi delle interazioni nucleari e dei fenomeni cosmologici, Keshe ha sviluppato una teoria per la quale i campi magnetici plasmatici fondamentali si intrecciano per formare campi magnetici doppi o multipli.

"Con questa conoscenza diviene possibile progettare, sviluppare e provare nuovi reattori a basso costo che possono diluire il plasma e ottenere la fusione in modo semplice e conveniente. Quindi ora è possibile creare moltissima energia (come calore ed elettricità) e moto senza bisogno di bruciare carburanti e senza inquinare. Questi reattori possono creare ovunque richiesto aria, acqua, cibo, medicine e nuovi materiali, anche a livello nanometrico" ("These reactors can create at any point-of-demand matters like air, water, food, medicine, and new materials, also at nano-level" - dalla copertina posteriore del libro  ) 
"In base a questi nuovi primi principi, sono stati costruiti dei prototipi dei reattori, con risultati sorprendenti, come ottenere sollevamento e moto senza bruciare carburanti e ottenere la fusione in modo semplice". M.T.Keshe

Keshe afferma che renderanno disponibile il volo spaziale commerciale nel 2014, usando tecnologia antigravitazionale e una nuova tecnologia per produrre energia. Il suo gruppo spera di mettere a disposizione i voli commerciali verso la luna per la fine del 2016. La Fondazione Keshe ha annunciato che il 21 settembre 2012 rilascerà la prima fase della tecnologia spaziale e dei sistemi gravitazionali e magnetici (Magravs), a tutti gli scienziati del mondo, per la produzione e la duplicazione, per risolvere la crisi energetica e la carenza di acqua 

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