mercoledì 25 aprile 2012

Euro: ci hanno sempre truffato

di Francesco Filini -  tratto da http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=13903

Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’euro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perché le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’Eurosistema.

Ma cos’è quest’Eurosistema?

“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l’On. Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn:

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione Articolo 117 del regolamento

Marco Scurria (PPE)

Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?
Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:
IT - E-000302/2012 - Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione (12.3.2012)
L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di indebitarsi. Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:

La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.
E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario. Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.
Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo. Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato. Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.
Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito alle banche commerciali (Draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%). Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.
Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari targata USA, siedono vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.
L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile. Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.
A tutti noi un in bocca al lupo.

lunedì 23 aprile 2012

Acqua, uranio, amianto: “Tre minacce incombono sulla val di Susa”


di Andrea Bertaglio e Lorenzo Galeazzi
Falde compromesse, torrenti avvelenati, sorgenti prosciugate: in Val di Susa a creare problemi non è solo il Tav. Nel comune di Giaglione, in particolare, sono tre le minacce alla preziosa riserva idrica: oltre all’alta velocità, le opere delle società Sitaf (autostrade) ed Iren (energia idroelettrica) potrebbero presto lasciare il paese valsusino completamente all’asciutto. “L’amministrazione ha preso accordi con le società senza avvertire la popolazione e rifiutando di incontrala in riunioni e dibattiti pubblici”, protesta un gruppo di donne giaglionesi: “Si abbassa la testa di fronte a grandi società che promettono soldi o il rifacimento di piazze e strade in cambio della gestione del territorio”. Un territorio minacciato anche dai materiali radioattivi del sottosuolo. Che, se non lasciati dove sono, possono aumentare notevolmente l’incidenza di diverse patologie. Nella miniera del Molaretto, ad esempio, la presenza di uranio porta i livelli di radiazioni fino a 1000 volte il fondo naturale.
Il dramma del Mugello, dove gli scavi per costruire la linea dell’alta velocità hanno portato ad un irreparabile dissesto idrogeologico, non sembra avere insegnato nulla. E anche in Val di Susa, dove per il governo in carica il Tav rimane una priorità, vedere l’acqua sgorgare dal proprio rubinetto potrebbe diventare solamente un ricordo. Soprattutto a Giaglione, dove in corrispondenza della sorgente che alimenta le fontane della borgata si è iniziato a costruire un vascone per l’impianto antincendio delle gallerie Sitaf dell’autostrada del Frejus. Un problema non da poco, vista la capienza del bacino, che si somma a quello della salvaguardia del canale di Maria Bona. In questo corso d’acqua, che scorre proprio in mezzo al paese ed è utilizzato dai suoi abitanti per l’irrigazione, Iren S.p.a. ha ottenuto il consenso comunale per scaricare, oltre ad ingenti quantità di acqua clorata, i materiali fangosi che disturbano i lavori della sua centrale locale.
C’è poi il tunnel geognostico della Maddalena, che pur partendo da Chiomonte interverrà direttamente sulle captazioni di Boscocedrino, principale risorsa dell’acquedotto comunale. Acquedotto la cui capacità è decisamente inferiore alla richiesta di queste mega-infrastrutture. Basti pensare che, secondo il Rapporto Cowi redatto per conto della commissaria europea De Palacio, il solo tunnel di base drenerà da 60 a 125 milioni di metri cubi di acqua all’anno, “il fabbisogno idrico di una città con un milione di abitanti” (sarebbe come avere un’altra Torino in Valle di Susa).
Ma i problemi di quelle aree non si limitano alla perdita delle risorse idriche. Resta anche da affrontare la questione della presenza di uranio nelle montagne. Secondo il governo italiano, autore di un recentedocumento in cui si sostiene che il progetto del Tav “non genera danni ambientali diretti ed indiretti” e il cui “impatto sociale sulle aree attraversate è assolutamente sostenibile”, questo minerale addirittura non è presente in quelle rocce. Le rivelazioni eseguite in loco da Massimo Zucchetti, docente di Protezione dalle Radiazioni del Politecnico di Torino, sembrano però dare torto all’esecutivo. Per il docente torinese il documento diffuso dal governo è di “un’imbarazzante pochezza”. Il testo prodotto dal tecnico Monti, dice, “affastella affermazioni approssimative, errate, e soprattutto – cosa più grave – prive di fonti e studi verificabili a loro supporto”.
In effetti, nella miniera del Molaretto di radiazioni ce ne sono eccome, mentre chi oggi propone la grande opera ferroviaria afferma che in seguito ad appositi carotaggi tutti i valori “rientrano nella norma”. “Strano che non risulti presenza di uranio proprio dove si scaverebbe il tunnel – ricorda Zucchetti – quando in tutta l’area si segnalano ben 28 affioramenti uraniferi”.
Uranio, gas radon, ma anche amianto, di cui nei progetti si ammette la presenza solo nei primi 500 metri di roccia, ma il cui smarino (polveri e detriti) prodotto durante le fasi di scavo e movimentazione del materiale di risulta potrebbe determinare una contaminazione ambientale in aria e su superfici di entità non trascurabile. “Solo 500 metri di tunnel di base – sottolinea il professore – corrispondono comunque a 170.000 metri cubi di questo smarino, pari al carico di 17.000 Tir”. “Attendiamo una valutazione seria su questi aspetti, che tuttora manca”, conclude l’ingegnere nucleare: “O forse resta solo da capire quante risorse e quanti ulteriori soldi pubblici verranno sprecati prima che il progetto venga abbandonato”.  Guarda qui il video   Fonte: ilfattoquotidiano.it

giovedì 19 aprile 2012

Miracolo a Ground Zero

A parte i soliti patriottismi....( per me nazione fa rima solo con oppressione).
Tutte queste persone che hanno reagito in maniera pacifica, disinteressata, altruista ad un disastro d'immani proporzioni...senza cedere alla rabbia e alla paura ci hanno dimostrato come si puo' e si deve costruire un nuovo modo di pensare, in baraba a tutti gli stati, le nazioni, gli ordini costituiti che calpestano la dignita' umana.
Questa reazione d'amore e'davvero importante perche' viene da una parte del mondo ormai identificata   come origine del problema, del tumore che ammala il mondo dove una grande parte del prodotto interno lordo e dato dall' industria bellica, dalla guerra.
In quei giorni hanno creato un esempio, un nuovo modello(vecchio modello, se si pensa al nostro organismo ogni cellula da il meglio di se per l'equilibrio e il sostentamento dell'organismo)quello che si potrebbe chiamare una nuova "economia"dove tutti danno il meglio di se, per il bene comune e dove tutti ricevono in egual misura.
La natura non fa distinzioni tutte le cellule ricevono quello di cui hanno bisogno e tutte lavorano l'una per l'altra non esite finanza o speculazione nella Natura, se seguissimo questo esempio di perfezione eviteremo un sacco di guai.
Non esiste utopia , un mondo senza denaro,senza schiavitu' economica puo' diventare realta' e' la nostra unica chance di non cadere nel baratro.
Dobbiamo tornare alla natura: dove tutto e' UNO, dobbiamo tornare ad essere UMANI.
Umano che significa = il  custode.
Il custode del pianeta,della nautura, dell'anima...noi siamo il  pianeta  noi siamo la natura perche' noi siamo una loro parte e senza di loro non possiamo sopravvivere.
Siamo composti da elementi naturali: acqua, materia, energia elettrica etc senza queste componenti noi non siamo, se perdiamo la nostra anima umana che e' l'elemento che ci tiene uniti la nostra esperienza di VITA perde senso.
Come diceva il buon vecchio Dumas Tutti  per UNO e uno per tutti.
Da questa tragedia si puo' e si deve imparare.
Non fidiamoci dei governi che creano disastri a piacimento, per destabilizzarci e disunirci ma lavoriamo per un futuro dove non ci sia bisogno di capi o decision maker...il cervello senza cuore non sopraviverebbe...ogni singola cellula puo' determinare in bene o in male il destino dell'organismo stesso.
Il tumore parte sempre da una cellula impazzita ma idem la guarigione parte dalla risposta di una cellula.
Ognuno di Noi ha un importanza inimmaginabile puo' iniziare il cambiamento ed innescare un efetto a catena che porta alla guarigione.
Le persone che hanno contribuito con la loro umanita' e questo miracolo sono il vero popolo "americano" sono i veri Umani.
Ogni giorno in tutto il mondo questo miracolo si rinnova,non ce lo dira' mai la tv o il telegiornale ma in ogni parte del mondo c'e' qualcuno che lavora e vive per gli altri per TE per NOI.
E come diceva il buon Gesu' Ama il prossimo tuo come te stesso.....
Perche' il prossimo sei TU.
E qui potrei andare avanti a filosofeggiare per anni quindi mi fermo e vi lascio il video.

lunedì 16 aprile 2012

Sentenza storica: autismo correlato al vaccino Mpr

Il Giornale OnlineCon una sentenza che ha già fatto storia il tribunale di Rimini, sezione lavoro, ha correlato un caso di autismo al vaccino trivalente Morbillo-parotite-rosolia.

Con una sentenza che ha già fatto storia il tribunale di Rimini, sezione lavoro, ha correlato un caso di autismo al vaccino trivalente Morbillo-parotite-rosolia. La cosa ovviamente ha fatto scoppiare un vespaio di polemiche, a cominciare dalle critiche piovute dalle varie federazioni di medici che hanno di recente definito quello che hanno chiamato "il calendario vaccinale per la vita" e che raccomanda vaccinazioni e richiami da 0 a 100 anni. La sentenza del tribunale di Rimini è la numero 2010\148, ruolo numero 2010\0474; Cron. 2012\886. Tra i primi a correlare il vaccino Morbillo-Parotite-Rosolia all'insorgere dell'autismo fu il medico Andrew Wakefield il cui studio fu pubblicato su Lancet. Lo studio suscitò un tal vespaio che la rivista, sottoposta a pressioni indicibili, decise di ritirarlo e si scatenò una rappresaglia furiosa contro lo stesso Wakefield, la cui reputazione venne distrutta per avere "osato" pubblicare una tesi scientifica che toccava così da vicino così tanti interessi. 

In una nota dei medici che hanno messo a punto il calendario vaccinale si legge: "Per evitare che tale sentenza faccia giurisprudenza negativamente incidendo sulle dinamiche professionali degli operatori, il Board auspica che il Ministero della Salute, quale parte resistente nella causa conclusasi con la contestata sentenza di primo grado, voglia proporre Appello presso la Corte di Bologna. I componenti del Board si rendono disponibili a coadiuvare l'Avvocatura dello Stato fornendo pareri e letteratura scientifica che valga a ribadire la lex artis e segnatamente l'inidoneità della specifica vaccinazione a configurare antecedente dotato di valore causale nel determinismo dell'autismo". Cittadinanzattiva e Tribunale dei diritti del malato hanno invece chiesto "al ministero della Salute di dare informazioni certe, anche sottoponendo il tema al Consiglio superiore di Sanità, e soprattutto di fornire una corretta informazione ai cittadini". "La sentenza - si legge in una nota del Tdm - è stata diffusamente contestata da molte società scientifiche del mondo medico. Alla luce delle diverse posizioni in campo, crediamo che i genitori abbiano invece il diritto di avere informazioni certe sui possibili rischi (avvalorati da ricerche scientifiche valide) oltre che benefici delle vaccinazioni, prima di scegliere per il proprio figlio in maniera consapevole; stando così le cose questo consenso informato potrebbe essere parziale e non ci soddisfa. Ogni giorno sono tanti i bambini che continuano ad essere sottoposti a questa vaccinazione, sulla quale ora esistono dubbi in termini di sicurezza". 



Fonte:  

PERCHE' VOGLIONO IMPORCI LA MONETA ELETTRONICA ?


 DI SALVATORE TAMBURRO
salvatoretamburro.blogspot.it

Tutti i Governi degli ultimi anni, da Prodi a Berlusconi fino all'attuale Monti, hanno sempre proposto la graduale scomparsa del denaro contante (con costi aggiuntivi per chi preleva o versa liquidità sul conto), sostituito dalla moneta elettronica: pagamenti con carte di credito, bonifici, assegni, tutto tranne il denaro contante. La soglia dei pagamenti cash è scesa negli ultimi tempi dai 12.500€ a 5.000€ e, successivamente, all'attuale livello dei 2.500€.

Adesso il governo tecnico di Monti (N.B.: eletto dalle banche, ma non eletto democraticamente da alcun cittadino) ha proposto una nuova soglia ai pagamenti in contanti di 1000€. (*)
Monti il 17/11/2011 ha dichiarato in Parlamento: "Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l'uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica".

Perchè tutto questo?
Il governo afferma che si tratti di una soluzione utile alla lotta dell'evasione fiscale, in quanto tutte le transazioni vengono registrate e si può meglio controllare tutti i pagamenti che avvengono tra clienti, fornitori, consumatori.

FALSO per la seguente ragione: il grosso dell'evasione fiscale (cosiddetti 40 miliardi di sommerso di cui parla l'A.B.I.) non riguarda le piccole-medie imprese che hanno un giro di affari modesto, bensì le grandi corporations, proprio quelle S.p.A. che nascondono al fisco milioni e milioni di euro, attraverso transazioni segrete in qualche conto bancario o hedge fund con sede nei paradisi fiscali. Il vero evasore non è il fruttivendolo sotto casa, ma i manager che risiedono nei CdA delle multinazionali e gli speculatori finanziari che spostano gli utili all'estero in posti come Panama, Cayman, Jersey, etc.. 

Le vere ragioni insite in questa proposta sulla moneta elettronica sono due:

1) stampare denaro per le banche COSTA: la sua gestione (stampa, trasporto, distribuzione) in Europa costa 50 miliardi di euro l'anno, 10 di questi spesi dall'Italia.
In Europa sono in circolazione oltre 14 miliardi e 418 milioni di banconote per un valore di 857 miliardi di euro.
Se si eliminasse il denaro cartaceo le banche eliminerebbero quindi anche il valore intrinseco delle banconote (ossia il costo necessario a produrle, intorno i 0,30€ a banconota stampata), giovando unicamente dell'addebito delle stesse al valore nominale.
Precisazione: sono le banche ad emetterestampare le banconote; lo Stato può emettere solo monete metalliche attraverso la cosiddetta Zecca di Stato.

2) controllare la vita dei consumatori, capire i loro gusti, i loro movimenti sul territorio, le loro scelte, attraverso la registrazione di tutti i loro acquisti. Senza dubbio un bel vantaggio per le società che fanno ricerca di marketing e possono tempestare i consumatori di "consigli per gli acquisti" realizzati su misura delle loro prede.

Di questo passo si arriverà all'eliminazione totale del denaro contante e andremo in giro acquistando beniservizi solo con carte di credito e su di esse ogni movimentazione dovrà essere certificata. 
Ricordo che la moneta è uno strumento atto a facilitare gli scambi commerciali, non ad ostacolarli. 
Ravviso quindi, oltre ad un'operazione che è a tutto vantaggio del sistema bancario (eliminazione dei costi di emissione della moneta) ed in cui è racchiuso uno strumento di controllo di massa (registrazione di tutte le transazioni), anche un grave ostacolo al benessere dell'individuo.
Nel momento in cui il sig.Rossi perderà il lavoro, non potrà rifinanziare la sua carta di creditoconto bancario e di conseguenza non potrà effettuare gli acquisti necessari per la sua vita, poichè il macellaio, il salumiere, il supermarket sotto casa, il benzinaio, saranno obbligati per legge a non accettare più pagamenti in contanti. 

Quali alternative avrà il sig.Rossi? Chiedere magari un prestito a banchefinanziarie, fino ad ipotecare i suoi beni reali, unicamente per poter sopravvivere? 

La moneta elettronica, che adesso spacciano come soluzione all'evasione fiscale, se attuata al 100% non sarà altro che l'ennessima vittoria dell'oligarchia bancaria sui cittadini.

Salvatore Tamburro
Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it/
Link: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2011/11/perche-vogliono-imporci-la-moneta.htmll
21.11.11

* Il Decreto Legge 201 del dicembre 2011 non elimina la possibilità di utilizzare il contante nelle transazioni commerciali. Questo ultimo decreto semplicemente si associa alle altre precedenti limitazioni iniziate nel 1991, questa volta la soglia scende a 1.000 euro. (Ndr)

Trattato ESM ennesimo inganno!

venerdì 13 aprile 2012

Gli Usa non lasceranno Kabul: la guerra infinita conviene


Doveva essere un’operazione di polizia internazionale per catturare Osama Bin Laden e sgominare Al Qaeda dopo l’attentato del secolo, quello dell’11 Settembre: così almeno secondo la Casa Bianca, lo stesso super-potere che due anni dopo invaderà l’Iraq col pretesto delle inesistenti “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein. Inabissato “con rito islamico” il fantasma di Bin Laden nelle acque dell’oceano, il ritiro dall’Afghanistan resta un miraggio. Copione invariato: bombardamenti, stragi di civili, attentati, soldati uccisi, bare avvolte nelle bandiere e politici occidentali che ripetono che il contingente internazionale rimarrà nel paese asiatico “per difendere la pace e la sicurezza”. Una favola tragica: l’Afghanistan resta un paese in macerie perché l’abbiamo condannato a rivestire lo stesso ruolo che Israelegioca in Medio Oriente, ossia quello di fabbrica e fucina della instabilità regionale.
Lo sostiene Giovanni Badoer in un intervento pubblicato da “Megachip”: «Così come Israele ha consentito direttamente e indirettamente all’industria Donna afghana (foto di Paula Bronstein / Getty Images)petrolifera e, soprattutto, all’industria dellaguerra statunitensi di prosperare per decenni – oltre all’ovvio ruolo filo-occidentale svolto ai tempi della Guerra Fredda – così l’Afghanistanconsente, e dovrà consentire ancor di più in futuro, agli Usa di mantenere attiva la sovversione islamica a sud della Russia e a ovest della Cina, e a mantenere irrisolvibile la questione indo-pakistana». Il tutto, aggiunge Badoer, dando all’industria della guerra statunitense la possibilità di prosperare sia nel nuovo ruolo di fornitrice di armi per l’India, ormai primo importatore mondiale, sia mantenendo basi militari permanenti. Le basi sono una costante spada di Damocle tanto per la Russia quanto per l’Iran, e hanno costi logistici astronomici: affari d’oro, per l’intera filiera della logistica militare statunitense.
Certo, ci sono le vittime: solo l’Italia conta 50 caduti, in una missione che costa annualmente 800 milioni di euro. Perché cominciò quella guerra? Non se ne ricorda più nessuno, ma non importa. I morti? Trecento soldati e tremila civili all’anno. Danni collaterali? Pazienza. L’importante è che la guerra non si fermi, perché conviene: ogni denaro investito in Afghanistan, ogni vita di militare occidentale gettata, ogni sforzo politico europeo è fatica di Sisifo, dice Badoer: «Così come la questione israelo-palestinese è un problema senza soluzione, così lo è l’Afghanistan». Unica via d’uscita: far sì che l’instabilità centro-asiatica non sia più un “interesse vitale” degli Stati Uniti. «Ma con gli Usa succubi all’industria della guerra – come profetizzato da Eisenhower – questa è un’ipotesi assurda». Parlano le cifre: la fetta Civili feriti e curati da Emergencyprincipale del bilancio statunitense, tra il 30 e il 40%, è inghiottita dall’industria dellaguerra.
Prolungare all’infinito la crisi: proprio a questo mirano gli apparenti “errori di strategia”, coniugati con la tattica antica del “divide et impera” di stampo coloniale. Si cede il potere locale all’etnia tagika lasciando però la presidenza formale al pashtun Hamid Karzai, che si guarda bene dal rappresentare la maggioranza, che a sua volta – come previsto – sostiene puntualmente i talebani, coi quali infatti gli americani ora trattano apertamente. Un equilibrio perfetto, per legittimare l’occupazione militare: «In queste condizioni di dominio dispotico e violento di una minoranza su una maggioranza, non ci si deve stupire se lo Stato è debole, corrotto, instabile». Agli occhi di molti pashtun, i talebani non sono che patrioti che lottano per recuperare le quote di potere arbitrariamente inghiottite dai “traditori” filo-americani. Autodefinendosi “Emirato islamico dell’Afghanistan”, i talebani si dimostrano tutt’altro che evanescenti: hanno un regolare servizio di informazioni, una rete di governo parallela e una proto-rappresentanza diplomatica in Qatar, oltre alle ben note capacità militari.
Di certo gli Usa sapevano bene chi invitare al tavolo negoziale aperto in Qatar, e di quali specifici detenuti di Guantanamo offrire il rilascio in cambio dell’avvio delle trattative, peraltro già arenate: rischiavano di porre davvero fine alla guerra?  «Un Afghanistan ben amministrato, sicuro, che non produca oppio e morti su scala industriale – dice Badoer – non è un buon candidato al ruolo di motore immobile dell’instabilità regionale in centro Asia». Il “nuovoAfghanistan”, quello promesso nel 2001 tra le rovine fumanti delle Twin Towers, «non solo non serve, ma non deve sorgere: ecco perché gli Usa non se ne andranno». Almeno fino a quando «un altro paese non sia ritenuto un buon candidato sostitutivo, in grado di garantire sia economicamente, sia geopoliticamente ciò che garantisce l’attuale, instabile e martoriato Afghanistan».

giovedì 12 aprile 2012

Fanno i furbi? E noi lasciamoli in mutande: Sbankiamoli


Fanno i furbi? E allora, non resta che “colpirli negli affetti”: sbancandoli. Come? Semplice: basta chiudere il rubinetto del conto corrente e ritirare i propri risparmi, vincolandoli a progetti sociali eco-sostenibili. L’associazione “Etinomia” dellavalle di Susa aderisce alla campagna nazionale “Sbankiamoli”, per una finanza popolare, trasparente e democratica. Conto alla rovescia simbolico: 11 aprile 2012, data fatidica in cui, dopo quasi un anno di militarizzazione d’emergenza, il governo provvederà alla notifica ufficiale dell’occupazione dei terreni privati di Chiomonte, l’area trincerata in attesa che un giorno parta davvero l’ipotetico cantiere Tav per il tunnel preliminare geognostico. La grande finanza al potere vuole imporre la Torino-Lione senza spiegazioni? Pan per focaccia: ora scatta la class action, sotto forma di rappresaglia bancaria.
Sarà la prima settimana di sciopero bancario italiano, annunciano i promotori, ben decisi a muoversi per primi: addio vecchio conto corrente, banca sportello meglio trasferirlo presso le sedi della finanzaetica come quelle di Banca Popolare Etica. E poi i risparmi: è ora di dirottarli su progetti ecologici di valore sociale. Stessa sorte per i fondi di investimento legati a banche e società “irresponsabili”: meglio trasferire anche quelli verso una Mag, motore finanziario di progetti equosolidali. Oggi, le piccole imprese chiedono sempre più finanziamenti agli istituti bancari (dal 36,5% del 2007 al 52,2 % del 2010) ma ne ottengono molti di meno: i successi passano dal 87,5% del 2007 al 79,8% del 2010. Per le famiglie, stessa storia: a gennaio 2012, le domande di mutui per acquistare una casa hanno registrato una flessione del 41% rispetto al gennaio dell’anno precedente, segnalando una contrazione che continua da mesi.
Dove finiscono i nostri soldi? Come vengono utilizzati dalle banche tradizionali?  E quali attività economiche, pubbliche e private, vengono finanziate? «La risposta a queste domande – dicono i promotori di “Sbankiamoli” – potrebbe farci capire che è giunto il momento di fare qualcosa: cominciamo a cambiare il nostro modo di vivere l’economia a partire dall’11 aprile 2012, continuando ad oltranza sino a che non ci saranno evidenti segnali di rinnovamento del sistema finanziario nella direzione desiderata dalla popolazione». Senza dimenticare che, per fortuna, ci sono anche “prestatori di credito” onesti, che continuano a concedere regolarmente prestiti, e anzi aumentano di anno in anno il loro sostegno denaroconcreto all’economia reale delle aziende e delle famiglie: è il caso dei circuiti etici come Banca Etica, Bcc, Mag 4.
«Cosa possiamo fare noi cittadini per favorire lo sviluppo di queste realtà, a sostengo di un tipo di economia diversa da quella attuale, fortemente distruttiva?». Facile: basta concentrare il risparmio raccolto verso realtà in grado di finanziare attività economiche sane, improntate a criteri di sostenibilità etica ed ambientale, senza rinunciare alla qualità dei servizi che solitamente si pretende dallo sportello. La transizione è assolutamente indolore, perfetta per chi ha conti correnti sostanzialmente statici: oltre alla finanza etica, ricordano i promotori, in tutta Italia esistono ancora banche di credito cooperativo che hanno resistito alle politiche di assorbimento promosse dai grandi gruppi bancari. «I dati parlano chiaro: la politica finanziaria condotta dai circuiti tradizionali ha generato il black-out economico da cui consumatori ed imprese stentano ad uscire. Soltanto le grandi strutture di credito, insieme a compagnie assicurative, multinazionali, politici emafia non stanno soffrendo questa situazione: noi non ci fidiamo più».
Associazioni e comunità organizzate possono andare oltre lo “sciopero bancario”: possono favorire o promuovere lo sviluppo delle realtà di credito etico-sostenibile nel proprio contesto territoriale, in modo che siano noti virtù e valori all’interno di imprese e privati aderenti alla rete virtuosa. «La nostra iniziativa non genera disoccupazione – dicono gli attivisti – anzi, favorirà lo sviluppo di nuove forme di impiego in un contesto finanziario meno arrogante e più vicino alle esigenze della popolazione». Uno degli esempi di economia solidale su misura per il territorio è proprio “Etinomia”, alleanza di oltre 300 “imprenditori etici per i beni comuni” sorta in valle di Susa con grandi obiettivi: smascherare la propaganda pro-Tav, dimostrando Etinomia 1che le vere forze produttive dell’area sotto tutte schierate contro la “grande opera inutile”, e costruire nuove strutture solidali per valorizzare e potenziare la sovranità economica del territorio.
Naturalmente, nel mirino non c’è solo la Torino-Lione: anche i caccia F-35, la Tangenziale Est, i maxi-inceneritori, come la cementificazione del territorio e l’intera economia del petrolio, è sorretta dagli “usurai” dellafinanza e della grande speculazione, in un intreccio solidissimo che comprende anche imprenditoria, politica e sempre più spesso anche lamafia “imprenditrice”, ansiosa di riciclare fiumi di denaro sporco. “Etinomia” è un laboratorio di futuro sostenibile: in valle di Susa promuove la creazione di orti pubblici, sviluppa forme di turismo verde, connette fra loro artigiani, agricoltori e imprese anche con progetti tecnologicamente avanzati come la rete WiFi allestita nel paese di Villarfocchiardo, dove da alcuni mesi i soldi possessori di computer portatili e smartphone possono navigare liberamente in Internet.
«Nel corso degli ultimi mesi – ribadiscono i valsusini di “Etinomia” – imprese e famiglie hanno dovuto prendere atto della stretta al credito operata dai grandi gruppi bancari, mentre appare evidente l’interesse per i giochi speculativi e i finanziamenti a grandi opere inutili e dannose e all’incremento degli arsenali militari, sia in Italia che nel resto mondo». In questo modo le banche, con la loro capacità di condizionare anche la politica nazionale, si stanno rivelando sempre più come uno dei motori di un modello di sviluppo che relega l’uomo e l’ambiente in un angolo, per mettere al centro del sistema il denaro. E dunque, “sbanchiamoli”: riprendiamoci i nostri soldi. «E’ giunto il momento, per tutti i cittadini, di sapere qual è la destinazione ed il fine degli investimenti che vengono operati tramite i propri risparmi; è ora che anche nella gestione del risparmio le persone possano agire con consapevolezza ed educazione».

mercoledì 11 aprile 2012

Cittadini!!cazzi Vostri!.......Ascanio Celestini



(Ascanio Celestini, “Cazzi vostri”; testo dell’intervento della puntata del 2 aprile 2012 della trasmissione televisiva “The show must go off” condotta su La7 da Serena Dandini).

martedì 10 aprile 2012

Denunciamo il Governo!!!!

fonte
 BARNARD-MUSU: DENUNCIARE IL GOLPE FINANZIARO, METTERCI LA FACCIA E CAMBIARE L’EUROPA

 ItaliaDI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Oggi alle ore 18,50, presso la caserma dei Carabinieri di via Paolo Poggi 70 a San Lazzaro di Savena, ho denunciato il Golpe Finanziario e i suoi golpisti italiani. Ora fatelo anche voi. Mettiamoci la faccia, basta chiacchiere. Da oltre dieci anni io denuncio il Vero Potere e i suoi crimini. Da due anni scrivo e dimostro che siamo ora vittime di un vero Golpe Finanziario criminale e che alcuni politici italiani ne sono corresponsabili. Partii accusando di golpismo i governi tecnici degli anni ’90, poi Prodi e D'Alema, e infine Napolitano e Monti oggi. L’avvocato cagliaritano Paola Musu ha avuto il pregio di raccogliere il mio lavoro e di fornirgli il supporto nell’ordinamento penale italiano che gli mancava. Essa stessa ha poi sporto denuncia.

A seguito, "Credo che non ci siamo capiti" (Paolo Barnard, paolobarnard.info);

Ho ripreso il suo testo e l’ho integrato delle parti mancanti che sono lo specifico del mio lavoro. Ve lo copio qui sotto. Potete usare quello per sporgere denuncia, o modificarlo. Ma fate attenzione a non inserire dettagli poco fondati, perché in tal modo perderemmo di credibilità facilmente. Le denunce possono essere depositate in Procura o presso una stazione dei Carabinieri in presenza di un ufficiale giudiziario.

Questo sarà un altro capitolo decisivo nella lotta contro il mostro Neoliberista, Neoclassico e Neomercantile che ci sta distruggendo. Qui ci distingueremo ancora una volta dai sindacati parrocchiani, venduti e indecorosi d’Italia, dagli intellettuali vili e opportunisti, dall’inutilità della cosiddetta società civile attiva delle ‘belle anime’. Noi denunciamo il crimine, li chiamiamo criminali e ci mettiamo la faccia.

Vi dico che dobbiamo arrivare a una soglia critica che il Vero Potere non possa ignorare, parlo di migliaia di queste denunce in tutta Italia. Voi 2000 di Rimini, forza, siate i primi. Ciascuno ne parli e proponga l’azione ad altri, lavoratori, imprenditori, pensionati, cittadini consapevoli.

A seguire nei prossimi giorni pubblicherò una proposta per formalizzare quanto stiamo facendo con questa denuncia in un’azione di livello europeo, per dare un segnale a Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda che agire si può.

Ok, ora metteteci la faccia, per voi, per i vostri figli, per la vostra dignità. Non moriamo da sconfitti, da servi. Un grazie particolare all’avvocato Paola Musu.

Paolo Barnard

Testo Barnard:

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di ****

DENUNCIA

In difesa della sovranità democratica dello Stato italiano e dei suoi cittadini.

Per ostacolare il Colpo di Stato Finanziario che ha di fatto terminato la democrazia partecipativa e la sovranità delle istituzioni Governo e Parlamento in Italia, culminato con gli eventi del 12-16 novembre 2011.

“COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Principi Fondamentali

Art.1

L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.


La sovranità del popolo si esercita nella delega che esso dà allo Stato. Lo Stato esercita, per conto del popolo, le sovranità essenziali al funzionamento della democrazia, fra cui rivestono primaria importanza le sovranità di politica monetaria, economica, fiscale e sociale, gestite all’interno dell’istituzione Stato dal Governo eletto dal popolo. Svuotare lo Stato, quindi il popolo e il Governo, di tali sovranità, significa, e comporta, privarlo della sovranità stessa, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il destino della nazione, compromettendone l’esistenza nella prosperità, nella pace e nella coesione sociale, esponendola a devastanti derive anti democratiche, e a impoverimento e sfruttamento criminoso da parte di forze speculative esterne ed interne. L’Italia è stata vittima di un completo svuotamento delle sue sovranità fondamentali, attuato anche da figure istituzionali italiane ai massimi livelli nel senso di un vero tradimento della Patria, e di natura criminosa non solo per gli effetti di spoliazione dei meccanismi di democrazia e di vessazione nelle vite di milioni di famiglie, ma anche perché in violazione della lettera e dello spirito della nostra Costituzione. Tutto ciò ha comportato la marginalizzazione del popolo italiano sovrano, l’esautorazione di Governo e Parlamento, e le conseguenze sono di entità drammatica in ogni ambito della convivenza democratica, dell’economia, della coesione sociale, a esclusivo favore e per conto di elite di speculatori nazionali e internazionali. Tutto questo compone l’oggetto della mia denuncia di Colpo di Stato Finanziario in Italia.

L’art.11 della Costituzione recita: ”L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

L’articolo 11 fu concepito per consentire l’ingresso dell’Italia nell’ONU e nelle altre nascenti organizzazioni internazionali, nello spirito di mantenere la pace all’indomani della terribile esperienza del nazi-fascismo e della seconda guerra mondiale. Ma le “limitazioni di sovranità” di cui si parla non hanno nulla a che vedere con lo svuotamento della sovranità del Governo e del Parlamento e con il sovvertimento dell’ordinamento repubblicano-democratico quale sancito dall’art.1 della Costituzione.

A partire dal Trattato di Maastricht e poi, a seguire, con l’ingresso dell’Italia nell’Eurozona, e con la conseguente trasformazione della funzione di emissione di moneta sovrana (la Lira) da parte del nostro Stato nel sistema facente capo alla Banca Centrale Europea e al Sistema Europeo delle Banche Centrali (l’Euro), per culminare in maniera più incisiva e determinata col Trattato di Lisbona (2007) e passando infine per il più recente Fiscal Compact del 2 marzo 2012, al nostro Paese, inteso come popolo sovrano, è stato imposto di consegnare le sue primarie sovranità nelle mani di organismi esterni alla Repubblica Italiana e NON ELETTI dagli italiani, (BCE, SEBC, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Mercati dei Capitali privati), e ciò ha comportato danni immensi alla democrazia e ai nostri diritti. Tali organismi esterni sono di comprovata struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico, sono controllati da speculatori finanziari privati per cui conto agiscono nel senso della spoliazione del bene comune dei popoli europei. Tutto ciò è avvenuto senza che i popoli europei, né quello italiano di cui qui mi occupo, vi abbiano mai manifestato il loro espresso e formale consenso.

In particolare, a partire dagli eventi del 12-16 novembre 2011, per culminare con la firma del Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and MonetaryUnion del 2 marzo 2012, il Presidente della Repubblica, il Governo in carica, i membri del Parlamento – ciascuno di questi organi nelle persone medio tempore in carica – hanno permesso ed attuato, allo scopo manifesto di facilitare i programmi oligarchici delle elite finanziarie di cui sopra, un ulteriore chiaro sovvertimento dell’ordine democratico e repubblicano nel momento in cui fu destituito un Governo legittimamente eletto dagli italiani nella data del 12 novembre 2011, avvenuta tale destituzione in modo del tutto anomalo e totalmente al di fuori dai principi e dalle norme previste nel nostro ordinamento, nonché in aperta violazione della Costituzione italiana (si legga sotto). Il Governo deposto è stato in seguito illegittimamente sostituito con un ‘soggetto’ che rappresenta, già solo nella persona del Presidente del Consiglio Mario Monti, una chiara espressione della già citata oligarchia.

Pertanto, ricordato ancora

1) che in forza di tutto quanto sopraccitato, e in particolare a causa dell’entrata dell’Italia nell’Eurozona, lo Stato italiano è in via definitiva esautorato della propria sovranità in materia di politica monetaria, fiscale e sociale – fatto paralizzante di tutta la Funzione Pubblica di uno Stato – a favore del SEBC e della BCE e dei Mercati dei Capitali privati, nell’ambito di una struttura sovranazionale notoriamente impostata secondo un impianto ideologico antisociale poiché Neoliberista, Neoclassico e Neomercantile. Si ricorda, fra i tanti esempi, che il governatore attuale della BCE, Mario Draghi, è espressione di un inammissibile conflitto d’interessi essendo contemporaneamente membro del Group of 30, gruppo espressione delle oligarchie bancarie speculative internazionali che proprio la BCE dovrebbe controllare e regolamentare;

2) che l’intera struttura monetaria dell’Eurozona (leggi Euro), prodotto dei succitati passaggi e del pensiero delle oligarchie speculative europee lungo un periodo di 75 anni almeno, ha consegnato l’Italia nelle mani del ricatto devastante dei Mercati dei Capitali finanziari, che oggi sono l’unica fonte di approvvigionamento di moneta (Euro) per lo Stato italiano al posto della sua legittima sovranità di emettere moneta (Lira). Ciò comporta la totale resa dello Stato ai voleri di codesti Mercati, che possono ricattare lo Stato con la privazione arbitraria dei finanziamenti essenziali alla Funzione Pubblica italiana attraverso l’arma dell’innalzamento oltre ogni sostenibilità dei tassi d’interesse sui Titoli emessi dal nostro Tesoro, e con l’innalzamento oltre ogni sostenibilità dello Spread – azioni che hanno il potere di sospingere l’Italia a un “default disordinato” dalle catastrofiche conseguenze sociali ed economiche. Risulta evidente come questo rappresenti in sé un’arma di minaccia e di controllo nelle mani dei Mercati dei Capitali finanziari NON ELETTI dagli italiani impossibile da contrastare, quindi in grado di paralizzare ogni esercizio della sovranità parlamentare e governativa italiana, per cui ne deriva il totale azzeramento delle sovrane facoltà di Governo e di LIBERO esercizio della funzione legislativa del Parlamento italiano. Infine, già questo si delinea come un vero Colpo di Stato Finanziario ai danni dell’Italia e del suo popolo, scientemente appoggiato da un’intera classe politica italiana, fra cui Mario Monti in primis.

3) che, ai sensi e per gli effetti delle norme del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea come integrato, da ultimo, dall’Europact, dai regolamenti cosiddetti Six-pack, e dal Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union, meglio noto come Fiscal Compact, in corso di ratifica, la Commissione Europea NON ELETTA dagli italiani – e notoriamente infiltrata della lobby finanziarie private (si legga sotto) – viene investita di poteri penetranti e di gestione sostanzialmente esclusiva della politica economica, fiscale e sociale italiana, che giungono sino alla diretta ingerenza in termini di “natura, portata e quadro temporale dell’azione correttiva da intraprendere” in caso di scostamento dello Stato membro dai vincoli insostenibili ed economicamente e socialmente distruttivi del Patto di Stabilità di cui già al Europact, Six-pack e Fiscal Compact;

4) che la suddetta Commissione Europea, come già anche gli organi direttivi della BCE, è composta da membri nominati a titolo individuale, secondo una procedura che nulla ha di democratico;

5) che in tutto questo costrutto, l’unico organo che abbia fondamento democratico, il Parlamento Europeo, non ha avuto ruolo alcuno o, se previsto, fu del tutto inconsistente e limitato ad una marginale funzione, di fatto e/o nella sostanza, e spesso comunque solo consultiva;

6) che numerosi esecutori del piano anti democratico di spoliazione delle sovranità monetarie e costituzionali dei Paesi facenti parte della UE e dell’Eurozona in particolare, fra cui il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti e l’attuale Governatore della BCE Mario Draghi, sono o sono stati membri di gruppi di potere oligarchico di comprovata tendenza anti democratica Neoliberista, Neoclassica e Neomercantile come la Trilateral Commission, il gruppo Bilderberg l’Aspen Institute, il Group of 30;

7) che siffatto descritto esautoramento e sottrazione della sovranità popolare, unitamente al connesso esautoramento e sovvertimento dell’ordinamento repubblicano e democratico costituzionalmente garantito, tutt’ora in corso di perfezionamento, è avvenuto, e continua ad essere attuato, in modo significativamente preordinato e colluso con le principali lobbies anti sociali dei poteri finanziari come il Business Europe, la European Roundtable of Industrialists, il Liberalization of Trade in Services, il Transatlantic Business Dialogue e altri, con prepotente e sfacciata violazione della Carta Costituzionale e dei principi fondatori della stessa;

8) che nei giorni dal 12 al 16 novembre 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha di fatto acconsentito che per mezzo del sopraccitato e criminoso ricatto monetario di cui al punto 2) un Governo legittimamente eletto dagli italiani fosse deposto, che il Parlamento italiano fosse messo nelle condizioni di abdicare in toto alla propria sovranità e di acconsentire sotto minaccia da parte dei Mercati dei Capitali all’insediamento a Palazzo Chigi di un Presidente del Consiglio illegittimo ed espressione del volere oligarchico dei Mercati, portatore quindi in Italia di politiche economiche distruttive e criminose (si legga sotto); così facendo il Presidente della Repubblica abdicava totalmente alle sue funzioni di estremo difensore dell’ordine costituzionale e democratico italiano;


per tutto quanto sopra esposto,

si propone formale denuncia

affinché l’Autorità Giudiziaria competente, accertata la sussistenza del reato ed identificati gli autori – in particolare nelle persone del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, dei ministri in carica, dei membri del Parlamento che hanno votato le succitate misure di svuotamento democratico dello Stato italiano e della nostra Carta Costituzionale, ciascuno nelle persone attualmente e medio tempore in carica in relazione all’arco temporale interessato, nonché tutte le altre persone eventualmente coinvolte – lo persegua ai termini di legge per tutti i reati ravvisabili e, comunque, per quelli previsti dagli articoli:

9) 241 c.p. attentato contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato;
10) 270 c.p. associazioni sovversive;
11) 283 c.p. attentato contro la Costituzione dello Stato;
12) 287 c.p. usurpazione di potere politico;
13) 289 c.p. attentato contro gli organi costituzionali;
14) 294 c.p. attentato contro i diritti politici del cittadino;
15) 304 c.p. cospirazione politica mediante accordo;
16) 305 c.p. cospirazione politica mediante associazione.


con le aggravanti qui di seguito specificate:

a) che il costrutto criminoso di cui si parla è interamente volto al profitto di oligarchie private il cui preciso interesse è di distruggere le conquiste democratiche, nel senso dei poteri sovrani di popoli e Stati, scaturite da oltre sue secoli di progresso umanistico e sociale in Europa. Tali oligarchie sono identificabili nei poteri Neomercantili industriali in particolare di Francia e Germania, nell’industria della speculazione finanziaria degli Hedge Funds europei e statunitensi, nei Vulture Funds europei e statunitensi, nelle maggiori banche d’investimento internazionali, nelle agenzie di Rating, nelle multinazionali dei servizi europee e statunitensi, negli investitori cosiddetti ‘nuovi rentiers’ che speculano sulla privatizzazione dei servizi essenziali per i cittadini et al.

b) che il costrutto criminoso di cui si parla ha portato e sta portando a un preordinato impoverimento di milioni di famiglie, secondo le politiche oligarchiche cosiddette della Spirale della Deflazione Economica Imposta, meglio note ai cittadini come Politiche di Austerità. Tali politiche sono denunciate ai massimi livelli dell’accademia e persino dalla massima stampa finanziaria come veri suicidi economici, le cui conseguenze sono inenarrabili sofferenze umane di disoccupazione, sottoccupazione, scardinamento sociale delle nazioni, deterioramento della salute, aumento del crimine, dei conflitti sociali, quindi deterioramento della democrazia costituzionale. I destini di milioni di esseri umani vengono così artatamente e criminosamente consegnati a un futuro di servitù per l’esclusivo profitto di oligarchie predatrici, configurandosi ciò in un vero e proprio crimine sociale di proporzioni storiche.

A sostegno di tutto quanto qui denunciato si fornirà nelle sedi opportune ampia letteratura scientifica, accademica e investigativa.

Si chiede inoltre, di essere informato di un’eventuale richiesta di archiviazione ai sensi dell’art.408 c.p.p..

Io sottoscritto ****, nel profondo rispetto e in onore della Costituzione della Repubblica Italiana, di chi l’ha sottoscritta e di tutti quelli che per arrivare alla stessa hanno sacrificato la propria vita, nato/a a **** il ****, ivi residente in via ****, cap ****, presso il quale eleggo domicilio.