mercoledì 25 aprile 2012
lunedì 23 aprile 2012
Acqua, uranio, amianto: “Tre minacce incombono sulla val di Susa”
di Andrea Bertaglio e Lorenzo Galeazzi
Falde compromesse, torrenti avvelenati, sorgenti prosciugate: in Val di Susa a creare problemi non è solo il Tav. Nel comune di Giaglione, in particolare, sono tre le minacce alla preziosa riserva idrica: oltre all’alta velocità, le opere delle società Sitaf (autostrade) ed Iren (energia idroelettrica) potrebbero presto lasciare il paese valsusino completamente all’asciutto. “L’amministrazione ha preso accordi con le società senza avvertire la popolazione e rifiutando di incontrala in riunioni e dibattiti pubblici”, protesta un gruppo di donne giaglionesi: “Si abbassa la testa di fronte a grandi società che promettono soldi o il rifacimento di piazze e strade in cambio della gestione del territorio”. Un territorio minacciato anche dai materiali radioattivi del sottosuolo. Che, se non lasciati dove sono, possono aumentare notevolmente l’incidenza di diverse patologie. Nella miniera del Molaretto, ad esempio, la presenza di uranio porta i livelli di radiazioni fino a 1000 volte il fondo naturale.
Il dramma del Mugello, dove gli scavi per costruire la linea dell’alta velocità hanno portato ad un irreparabile dissesto idrogeologico, non sembra avere insegnato nulla. E anche in Val di Susa, dove per il governo in carica il Tav rimane una priorità, vedere l’acqua sgorgare dal proprio rubinetto potrebbe diventare solamente un ricordo. Soprattutto a Giaglione, dove in corrispondenza della sorgente che alimenta le fontane della borgata si è iniziato a costruire un vascone per l’impianto antincendio delle gallerie Sitaf dell’autostrada del Frejus. Un problema non da poco, vista la capienza del bacino, che si somma a quello della salvaguardia del canale di Maria Bona. In questo corso d’acqua, che scorre proprio in mezzo al paese ed è utilizzato dai suoi abitanti per l’irrigazione, Iren S.p.a. ha ottenuto il consenso comunale per scaricare, oltre ad ingenti quantità di acqua clorata, i materiali fangosi che disturbano i lavori della sua centrale locale.
C’è poi il tunnel geognostico della Maddalena, che pur partendo da Chiomonte interverrà direttamente sulle captazioni di Boscocedrino, principale risorsa dell’acquedotto comunale. Acquedotto la cui capacità è decisamente inferiore alla richiesta di queste mega-infrastrutture. Basti pensare che, secondo il Rapporto Cowi redatto per conto della commissaria europea De Palacio, il solo tunnel di base drenerà da 60 a 125 milioni di metri cubi di acqua all’anno, “il fabbisogno idrico di una città con un milione di abitanti” (sarebbe come avere un’altra Torino in Valle di Susa).
Ma i problemi di quelle aree non si limitano alla perdita delle risorse idriche. Resta anche da affrontare la questione della presenza di uranio nelle montagne. Secondo il governo italiano, autore di un recentedocumento in cui si sostiene che il progetto del Tav “non genera danni ambientali diretti ed indiretti” e il cui “impatto sociale sulle aree attraversate è assolutamente sostenibile”, questo minerale addirittura non è presente in quelle rocce. Le rivelazioni eseguite in loco da Massimo Zucchetti, docente di Protezione dalle Radiazioni del Politecnico di Torino, sembrano però dare torto all’esecutivo. Per il docente torinese il documento diffuso dal governo è di “un’imbarazzante pochezza”. Il testo prodotto dal tecnico Monti, dice, “affastella affermazioni approssimative, errate, e soprattutto – cosa più grave – prive di fonti e studi verificabili a loro supporto”.
In effetti, nella miniera del Molaretto di radiazioni ce ne sono eccome, mentre chi oggi propone la grande opera ferroviaria afferma che in seguito ad appositi carotaggi tutti i valori “rientrano nella norma”. “Strano che non risulti presenza di uranio proprio dove si scaverebbe il tunnel – ricorda Zucchetti – quando in tutta l’area si segnalano ben 28 affioramenti uraniferi”.
Uranio, gas radon, ma anche amianto, di cui nei progetti si ammette la presenza solo nei primi 500 metri di roccia, ma il cui smarino (polveri e detriti) prodotto durante le fasi di scavo e movimentazione del materiale di risulta potrebbe determinare una contaminazione ambientale in aria e su superfici di entità non trascurabile. “Solo 500 metri di tunnel di base – sottolinea il professore – corrispondono comunque a 170.000 metri cubi di questo smarino, pari al carico di 17.000 Tir”. “Attendiamo una valutazione seria su questi aspetti, che tuttora manca”, conclude l’ingegnere nucleare: “O forse resta solo da capire quante risorse e quanti ulteriori soldi pubblici verranno sprecati prima che il progetto venga abbandonato”. Guarda qui il video Fonte: ilfattoquotidiano.it
giovedì 19 aprile 2012
Miracolo a Ground Zero
A parte i soliti patriottismi....( per me nazione fa rima solo con oppressione).
Tutte queste persone che hanno reagito in maniera pacifica, disinteressata, altruista ad un disastro d'immani proporzioni...senza cedere alla rabbia e alla paura ci hanno dimostrato come si puo' e si deve costruire un nuovo modo di pensare, in baraba a tutti gli stati, le nazioni, gli ordini costituiti che calpestano la dignita' umana.
Questa reazione d'amore e'davvero importante perche' viene da una parte del mondo ormai identificata come origine del problema, del tumore che ammala il mondo dove una grande parte del prodotto interno lordo e dato dall' industria bellica, dalla guerra.
In quei giorni hanno creato un esempio, un nuovo modello(vecchio modello, se si pensa al nostro organismo ogni cellula da il meglio di se per l'equilibrio e il sostentamento dell'organismo)quello che si potrebbe chiamare una nuova "economia"dove tutti danno il meglio di se, per il bene comune e dove tutti ricevono in egual misura.
La natura non fa distinzioni tutte le cellule ricevono quello di cui hanno bisogno e tutte lavorano l'una per l'altra non esite finanza o speculazione nella Natura, se seguissimo questo esempio di perfezione eviteremo un sacco di guai.
Non esiste utopia , un mondo senza denaro,senza schiavitu' economica puo' diventare realta' e' la nostra unica chance di non cadere nel baratro.
Dobbiamo tornare alla natura: dove tutto e' UNO, dobbiamo tornare ad essere UMANI.
Umano che significa = il custode.
Il custode del pianeta,della nautura, dell'anima...noi siamo il pianeta noi siamo la natura perche' noi siamo una loro parte e senza di loro non possiamo sopravvivere.
Siamo composti da elementi naturali: acqua, materia, energia elettrica etc senza queste componenti noi non siamo, se perdiamo la nostra anima umana che e' l'elemento che ci tiene uniti la nostra esperienza di VITA perde senso.
Come diceva il buon vecchio Dumas Tutti per UNO e uno per tutti.
Da questa tragedia si puo' e si deve imparare.
Non fidiamoci dei governi che creano disastri a piacimento, per destabilizzarci e disunirci ma lavoriamo per un futuro dove non ci sia bisogno di capi o decision maker...il cervello senza cuore non sopraviverebbe...ogni singola cellula puo' determinare in bene o in male il destino dell'organismo stesso.
Il tumore parte sempre da una cellula impazzita ma idem la guarigione parte dalla risposta di una cellula.
Ognuno di Noi ha un importanza inimmaginabile puo' iniziare il cambiamento ed innescare un efetto a catena che porta alla guarigione.
Le persone che hanno contribuito con la loro umanita' e questo miracolo sono il vero popolo "americano" sono i veri Umani.
Ogni giorno in tutto il mondo questo miracolo si rinnova,non ce lo dira' mai la tv o il telegiornale ma in ogni parte del mondo c'e' qualcuno che lavora e vive per gli altri per TE per NOI.
E come diceva il buon Gesu' Ama il prossimo tuo come te stesso.....
Perche' il prossimo sei TU.
E qui potrei andare avanti a filosofeggiare per anni quindi mi fermo e vi lascio il video.
Tutte queste persone che hanno reagito in maniera pacifica, disinteressata, altruista ad un disastro d'immani proporzioni...senza cedere alla rabbia e alla paura ci hanno dimostrato come si puo' e si deve costruire un nuovo modo di pensare, in baraba a tutti gli stati, le nazioni, gli ordini costituiti che calpestano la dignita' umana.
Questa reazione d'amore e'davvero importante perche' viene da una parte del mondo ormai identificata come origine del problema, del tumore che ammala il mondo dove una grande parte del prodotto interno lordo e dato dall' industria bellica, dalla guerra.
In quei giorni hanno creato un esempio, un nuovo modello(vecchio modello, se si pensa al nostro organismo ogni cellula da il meglio di se per l'equilibrio e il sostentamento dell'organismo)quello che si potrebbe chiamare una nuova "economia"dove tutti danno il meglio di se, per il bene comune e dove tutti ricevono in egual misura.
La natura non fa distinzioni tutte le cellule ricevono quello di cui hanno bisogno e tutte lavorano l'una per l'altra non esite finanza o speculazione nella Natura, se seguissimo questo esempio di perfezione eviteremo un sacco di guai.
Non esiste utopia , un mondo senza denaro,senza schiavitu' economica puo' diventare realta' e' la nostra unica chance di non cadere nel baratro.
Dobbiamo tornare alla natura: dove tutto e' UNO, dobbiamo tornare ad essere UMANI.
Umano che significa = il custode.
Il custode del pianeta,della nautura, dell'anima...noi siamo il pianeta noi siamo la natura perche' noi siamo una loro parte e senza di loro non possiamo sopravvivere.
Siamo composti da elementi naturali: acqua, materia, energia elettrica etc senza queste componenti noi non siamo, se perdiamo la nostra anima umana che e' l'elemento che ci tiene uniti la nostra esperienza di VITA perde senso.
Come diceva il buon vecchio Dumas Tutti per UNO e uno per tutti.
Da questa tragedia si puo' e si deve imparare.
Non fidiamoci dei governi che creano disastri a piacimento, per destabilizzarci e disunirci ma lavoriamo per un futuro dove non ci sia bisogno di capi o decision maker...il cervello senza cuore non sopraviverebbe...ogni singola cellula puo' determinare in bene o in male il destino dell'organismo stesso.
Il tumore parte sempre da una cellula impazzita ma idem la guarigione parte dalla risposta di una cellula.
Ognuno di Noi ha un importanza inimmaginabile puo' iniziare il cambiamento ed innescare un efetto a catena che porta alla guarigione.
Le persone che hanno contribuito con la loro umanita' e questo miracolo sono il vero popolo "americano" sono i veri Umani.
Ogni giorno in tutto il mondo questo miracolo si rinnova,non ce lo dira' mai la tv o il telegiornale ma in ogni parte del mondo c'e' qualcuno che lavora e vive per gli altri per TE per NOI.
E come diceva il buon Gesu' Ama il prossimo tuo come te stesso.....
Perche' il prossimo sei TU.
E qui potrei andare avanti a filosofeggiare per anni quindi mi fermo e vi lascio il video.
lunedì 16 aprile 2012
Sentenza storica: autismo correlato al vaccino Mpr
Con una sentenza che ha già fatto storia il tribunale di Rimini, sezione lavoro, ha correlato un caso di autismo al vaccino trivalente Morbillo-parotite-rosolia. La cosa ovviamente ha fatto scoppiare un vespaio di polemiche, a cominciare dalle critiche piovute dalle varie federazioni di medici che hanno di recente definito quello che hanno chiamato "il calendario vaccinale per la vita" e che raccomanda vaccinazioni e richiami da 0 a 100 anni. La sentenza del tribunale di Rimini è la numero 2010\148, ruolo numero 2010\0474; Cron. 2012\886. Tra i primi a correlare il vaccino Morbillo-Parotite-Rosolia all'insorgere dell'autismo fu il medico Andrew Wakefield il cui studio fu pubblicato su Lancet. Lo studio suscitò un tal vespaio che la rivista, sottoposta a pressioni indicibili, decise di ritirarlo e si scatenò una rappresaglia furiosa contro lo stesso Wakefield, la cui reputazione venne distrutta per avere "osato" pubblicare una tesi scientifica che toccava così da vicino così tanti interessi.
In una nota dei medici che hanno messo a punto il calendario vaccinale si legge: "Per evitare che tale sentenza faccia giurisprudenza negativamente incidendo sulle dinamiche professionali degli operatori, il Board auspica che il Ministero della Salute, quale parte resistente nella causa conclusasi con la contestata sentenza di primo grado, voglia proporre Appello presso la Corte di Bologna. I componenti del Board si rendono disponibili a coadiuvare l'Avvocatura dello Stato fornendo pareri e letteratura scientifica che valga a ribadire la lex artis e segnatamente l'inidoneità della specifica vaccinazione a configurare antecedente dotato di valore causale nel determinismo dell'autismo". Cittadinanzattiva e Tribunale dei diritti del malato hanno invece chiesto "al ministero della Salute di dare informazioni certe, anche sottoponendo il tema al Consiglio superiore di Sanità, e soprattutto di fornire una corretta informazione ai cittadini". "La sentenza - si legge in una nota del Tdm - è stata diffusamente contestata da molte società scientifiche del mondo medico. Alla luce delle diverse posizioni in campo, crediamo che i genitori abbiano invece il diritto di avere informazioni certe sui possibili rischi (avvalorati da ricerche scientifiche valide) oltre che benefici delle vaccinazioni, prima di scegliere per il proprio figlio in maniera consapevole; stando così le cose questo consenso informato potrebbe essere parziale e non ci soddisfa. Ogni giorno sono tanti i bambini che continuano ad essere sottoposti a questa vaccinazione, sulla quale ora esistono dubbi in termini di sicurezza".
Fonte:
PERCHE' VOGLIONO IMPORCI LA MONETA ELETTRONICA ?
| DI SALVATORE TAMBURRO salvatoretamburro.blogspot.it Tutti i Governi degli ultimi anni, da Prodi a Berlusconi fino all'attuale Monti, hanno sempre proposto la graduale scomparsa del denaro contante (con costi aggiuntivi per chi preleva o versa liquidità sul conto), sostituito dalla moneta elettronica: pagamenti con carte di credito, bonifici, assegni, tutto tranne il denaro contante. La soglia dei pagamenti cash è scesa negli ultimi tempi dai 12.500€ a 5.000€ e, successivamente, all'attuale livello dei 2.500€.
Adesso il governo tecnico di Monti (N.B.: eletto dalle banche, ma non eletto democraticamente da alcun cittadino) ha proposto una nuova soglia ai pagamenti in contanti di 1000€. (*)
Monti il 17/11/2011 ha dichiarato in Parlamento: "Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l'uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica".
Perchè tutto questo?
Il governo afferma che si tratti di una soluzione utile alla lotta dell'evasione fiscale, in quanto tutte le transazioni vengono registrate e si può meglio controllare tutti i pagamenti che avvengono tra clienti, fornitori, consumatori.
FALSO per la seguente ragione: il grosso dell'evasione fiscale (cosiddetti 40 miliardi di sommerso di cui parla l'A.B.I.) non riguarda le piccole-medie imprese che hanno un giro di affari modesto, bensì le grandi corporations, proprio quelle S.p.A. che nascondono al fisco milioni e milioni di euro, attraverso transazioni segrete in qualche conto bancario o hedge fund con sede nei paradisi fiscali. Il vero evasore non è il fruttivendolo sotto casa, ma i manager che risiedono nei CdA delle multinazionali e gli speculatori finanziari che spostano gli utili all'estero in posti come Panama, Cayman, Jersey, etc..
Le vere ragioni insite in questa proposta sulla moneta elettronica sono due:
1) stampare denaro per le banche COSTA: la sua gestione (stampa, trasporto, distribuzione) in Europa costa 50 miliardi di euro l'anno, 10 di questi spesi dall'Italia.
In Europa sono in circolazione oltre 14 miliardi e 418 milioni di banconote per un valore di 857 miliardi di euro.
Se si eliminasse il denaro cartaceo le banche eliminerebbero quindi anche il valore intrinseco delle banconote (ossia il costo necessario a produrle, intorno i 0,30€ a banconota stampata), giovando unicamente dell'addebito delle stesse al valore nominale.
Precisazione: sono le banche ad emetterestampare le banconote; lo Stato può emettere solo monete metalliche attraverso la cosiddetta Zecca di Stato.
2) controllare la vita dei consumatori, capire i loro gusti, i loro movimenti sul territorio, le loro scelte, attraverso la registrazione di tutti i loro acquisti. Senza dubbio un bel vantaggio per le società che fanno ricerca di marketing e possono tempestare i consumatori di "consigli per gli acquisti" realizzati su misura delle loro prede.
Di questo passo si arriverà all'eliminazione totale del denaro contante e andremo in giro acquistando beniservizi solo con carte di credito e su di esse ogni movimentazione dovrà essere certificata.
Ricordo che la moneta è uno strumento atto a facilitare gli scambi commerciali, non ad ostacolarli.
Ravviso quindi, oltre ad un'operazione che è a tutto vantaggio del sistema bancario (eliminazione dei costi di emissione della moneta) ed in cui è racchiuso uno strumento di controllo di massa (registrazione di tutte le transazioni), anche un grave ostacolo al benessere dell'individuo.
Nel momento in cui il sig.Rossi perderà il lavoro, non potrà rifinanziare la sua carta di creditoconto bancario e di conseguenza non potrà effettuare gli acquisti necessari per la sua vita, poichè il macellaio, il salumiere, il supermarket sotto casa, il benzinaio, saranno obbligati per legge a non accettare più pagamenti in contanti. Quali alternative avrà il sig.Rossi? Chiedere magari un prestito a banchefinanziarie, fino ad ipotecare i suoi beni reali, unicamente per poter sopravvivere? La moneta elettronica, che adesso spacciano come soluzione all'evasione fiscale, se attuata al 100% non sarà altro che l'ennessima vittoria dell'oligarchia bancaria sui cittadini. Salvatore Tamburro Link: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2011/11/perche-vogliono-imporci-la-moneta.htmll 21.11.11 * Il Decreto Legge 201 del dicembre 2011 non elimina la possibilità di utilizzare il contante nelle transazioni commerciali. Questo ultimo decreto semplicemente si associa alle altre precedenti limitazioni iniziate nel 1991, questa volta la soglia scende a 1.000 euro. (Ndr) |
domenica 15 aprile 2012
sentire al mattino tiziano Terzani fa sempre bene!
Sentire al mattino tiziano Terzani fa sempre bene!
colazione dell'anima.....
colazione dell'anima.....
venerdì 13 aprile 2012
Gli Usa non lasceranno Kabul: la guerra infinita conviene
Doveva essere un’operazione di polizia internazionale per catturare Osama Bin Laden e sgominare Al Qaeda dopo l’attentato del secolo, quello dell’11 Settembre: così almeno secondo la Casa Bianca, lo stesso super-potere che due anni dopo invaderà l’Iraq col pretesto delle inesistenti “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein. Inabissato “con rito islamico” il fantasma di Bin Laden nelle acque dell’oceano, il ritiro dall’Afghanistan resta un miraggio. Copione invariato: bombardamenti, stragi di civili, attentati, soldati uccisi, bare avvolte nelle bandiere e politici occidentali che ripetono che il contingente internazionale rimarrà nel paese asiatico “per difendere la pace e la sicurezza”. Una favola tragica: l’Afghanistan resta un paese in macerie perché l’abbiamo condannato a rivestire lo stesso ruolo che Israelegioca in Medio Oriente, ossia quello di fabbrica e fucina della instabilità regionale.
Lo sostiene Giovanni Badoer in un intervento pubblicato da “Megachip”: «Così come Israele ha consentito direttamente e indirettamente all’industria
petrolifera e, soprattutto, all’industria dellaguerra statunitensi di prosperare per decenni – oltre all’ovvio ruolo filo-occidentale svolto ai tempi della Guerra Fredda – così l’Afghanistanconsente, e dovrà consentire ancor di più in futuro, agli Usa di mantenere attiva la sovversione islamica a sud della Russia e a ovest della Cina, e a mantenere irrisolvibile la questione indo-pakistana». Il tutto, aggiunge Badoer, dando all’industria della guerra statunitense la possibilità di prosperare sia nel nuovo ruolo di fornitrice di armi per l’India, ormai primo importatore mondiale, sia mantenendo basi militari permanenti. Le basi sono una costante spada di Damocle tanto per la Russia quanto per l’Iran, e hanno costi logistici astronomici: affari d’oro, per l’intera filiera della logistica militare statunitense.
Certo, ci sono le vittime: solo l’Italia conta 50 caduti, in una missione che costa annualmente 800 milioni di euro. Perché cominciò quella guerra? Non se ne ricorda più nessuno, ma non importa. I morti? Trecento soldati e tremila civili all’anno. Danni collaterali? Pazienza. L’importante è che la guerra non si fermi, perché conviene: ogni denaro investito in Afghanistan, ogni vita di militare occidentale gettata, ogni sforzo politico europeo è fatica di Sisifo, dice Badoer: «Così come la questione israelo-palestinese è un problema senza soluzione, così lo è l’Afghanistan». Unica via d’uscita: far sì che l’instabilità centro-asiatica non sia più un “interesse vitale” degli Stati Uniti. «Ma con gli Usa succubi all’industria della guerra – come profetizzato da Eisenhower – questa è un’ipotesi assurda». Parlano le cifre: la fetta
principale del bilancio statunitense, tra il 30 e il 40%, è inghiottita dall’industria dellaguerra.
Prolungare all’infinito la crisi: proprio a questo mirano gli apparenti “errori di strategia”, coniugati con la tattica antica del “divide et impera” di stampo coloniale. Si cede il potere locale all’etnia tagika lasciando però la presidenza formale al pashtun Hamid Karzai, che si guarda bene dal rappresentare la maggioranza, che a sua volta – come previsto – sostiene puntualmente i talebani, coi quali infatti gli americani ora trattano apertamente. Un equilibrio perfetto, per legittimare l’occupazione militare: «In queste condizioni di dominio dispotico e violento di una minoranza su una maggioranza, non ci si deve stupire se lo Stato è debole, corrotto, instabile». Agli occhi di molti pashtun, i talebani non sono che patrioti che lottano per recuperare le quote di potere arbitrariamente inghiottite dai “traditori” filo-americani. Autodefinendosi “Emirato islamico dell’Afghanistan”, i talebani si dimostrano tutt’altro che evanescenti: hanno un regolare servizio di informazioni, una rete di governo parallela e una proto-rappresentanza diplomatica in Qatar, oltre alle ben note capacità militari.
Di certo gli Usa sapevano bene chi invitare al tavolo negoziale aperto in Qatar, e di quali specifici detenuti di Guantanamo offrire il rilascio in cambio dell’avvio delle trattative, peraltro già arenate: rischiavano di porre davvero fine alla guerra? «Un Afghanistan ben amministrato, sicuro, che non produca oppio e morti su scala industriale – dice Badoer – non è un buon candidato al ruolo di motore immobile dell’instabilità regionale in centro Asia». Il “nuovoAfghanistan”, quello promesso nel 2001 tra le rovine fumanti delle Twin Towers, «non solo non serve, ma non deve sorgere: ecco perché gli Usa non se ne andranno». Almeno fino a quando «un altro paese non sia ritenuto un buon candidato sostitutivo, in grado di garantire sia economicamente, sia geopoliticamente ciò che garantisce l’attuale, instabile e martoriato Afghanistan».
giovedì 12 aprile 2012
Fanno i furbi? E noi lasciamoli in mutande: Sbankiamoli
Fanno i furbi? E allora, non resta che “colpirli negli affetti”: sbancandoli. Come? Semplice: basta chiudere il rubinetto del conto corrente e ritirare i propri risparmi, vincolandoli a progetti sociali eco-sostenibili. L’associazione “Etinomia” dellavalle di Susa aderisce alla campagna nazionale “Sbankiamoli”, per una finanza popolare, trasparente e democratica. Conto alla rovescia simbolico: 11 aprile 2012, data fatidica in cui, dopo quasi un anno di militarizzazione d’emergenza, il governo provvederà alla notifica ufficiale dell’occupazione dei terreni privati di Chiomonte, l’area trincerata in attesa che un giorno parta davvero l’ipotetico cantiere Tav per il tunnel preliminare geognostico. La grande finanza al potere vuole imporre la Torino-Lione senza spiegazioni? Pan per focaccia: ora scatta la class action, sotto forma di rappresaglia bancaria.
Sarà la prima settimana di sciopero bancario italiano, annunciano i promotori, ben decisi a muoversi per primi: addio vecchio conto corrente,
meglio trasferirlo presso le sedi della finanzaetica come quelle di Banca Popolare Etica. E poi i risparmi: è ora di dirottarli su progetti ecologici di valore sociale. Stessa sorte per i fondi di investimento legati a banche e società “irresponsabili”: meglio trasferire anche quelli verso una Mag, motore finanziario di progetti equosolidali. Oggi, le piccole imprese chiedono sempre più finanziamenti agli istituti bancari (dal 36,5% del 2007 al 52,2 % del 2010) ma ne ottengono molti di meno: i successi passano dal 87,5% del 2007 al 79,8% del 2010. Per le famiglie, stessa storia: a gennaio 2012, le domande di mutui per acquistare una casa hanno registrato una flessione del 41% rispetto al gennaio dell’anno precedente, segnalando una contrazione che continua da mesi.
Dove finiscono i nostri soldi? Come vengono utilizzati dalle banche tradizionali? E quali attività economiche, pubbliche e private, vengono finanziate? «La risposta a queste domande – dicono i promotori di “Sbankiamoli” – potrebbe farci capire che è giunto il momento di fare qualcosa: cominciamo a cambiare il nostro modo di vivere l’economia a partire dall’11 aprile 2012, continuando ad oltranza sino a che non ci saranno evidenti segnali di rinnovamento del sistema finanziario nella direzione desiderata dalla popolazione». Senza dimenticare che, per fortuna, ci sono anche “prestatori di credito” onesti, che continuano a concedere regolarmente prestiti, e anzi aumentano di anno in anno il loro sostegno
concreto all’economia reale delle aziende e delle famiglie: è il caso dei circuiti etici come Banca Etica, Bcc, Mag 4.
«Cosa possiamo fare noi cittadini per favorire lo sviluppo di queste realtà, a sostengo di un tipo di economia diversa da quella attuale, fortemente distruttiva?». Facile: basta concentrare il risparmio raccolto verso realtà in grado di finanziare attività economiche sane, improntate a criteri di sostenibilità etica ed ambientale, senza rinunciare alla qualità dei servizi che solitamente si pretende dallo sportello. La transizione è assolutamente indolore, perfetta per chi ha conti correnti sostanzialmente statici: oltre alla finanza etica, ricordano i promotori, in tutta Italia esistono ancora banche di credito cooperativo che hanno resistito alle politiche di assorbimento promosse dai grandi gruppi bancari. «I dati parlano chiaro: la politica finanziaria condotta dai circuiti tradizionali ha generato il black-out economico da cui consumatori ed imprese stentano ad uscire. Soltanto le grandi strutture di credito, insieme a compagnie assicurative, multinazionali, politici emafia non stanno soffrendo questa situazione: noi non ci fidiamo più».
Associazioni e comunità organizzate possono andare oltre lo “sciopero bancario”: possono favorire o promuovere lo sviluppo delle realtà di credito etico-sostenibile nel proprio contesto territoriale, in modo che siano noti virtù e valori all’interno di imprese e privati aderenti alla rete virtuosa. «La nostra iniziativa non genera disoccupazione – dicono gli attivisti – anzi, favorirà lo sviluppo di nuove forme di impiego in un contesto finanziario meno arrogante e più vicino alle esigenze della popolazione». Uno degli esempi di economia solidale su misura per il territorio è proprio “Etinomia”, alleanza di oltre 300 “imprenditori etici per i beni comuni” sorta in valle di Susa con grandi obiettivi: smascherare la propaganda pro-Tav, dimostrando
che le vere forze produttive dell’area sotto tutte schierate contro la “grande opera inutile”, e costruire nuove strutture solidali per valorizzare e potenziare la sovranità economica del territorio.
Naturalmente, nel mirino non c’è solo la Torino-Lione: anche i caccia F-35, la Tangenziale Est, i maxi-inceneritori, come la cementificazione del territorio e l’intera economia del petrolio, è sorretta dagli “usurai” dellafinanza e della grande speculazione, in un intreccio solidissimo che comprende anche imprenditoria, politica e sempre più spesso anche lamafia “imprenditrice”, ansiosa di riciclare fiumi di denaro sporco. “Etinomia” è un laboratorio di futuro sostenibile: in valle di Susa promuove la creazione di orti pubblici, sviluppa forme di turismo verde, connette fra loro artigiani, agricoltori e imprese anche con progetti tecnologicamente avanzati come la rete WiFi allestita nel paese di Villarfocchiardo, dove da alcuni mesi i
possessori di computer portatili e smartphone possono navigare liberamente in Internet.
«Nel corso degli ultimi mesi – ribadiscono i valsusini di “Etinomia” – imprese e famiglie hanno dovuto prendere atto della stretta al credito operata dai grandi gruppi bancari, mentre appare evidente l’interesse per i giochi speculativi e i finanziamenti a grandi opere inutili e dannose e all’incremento degli arsenali militari, sia in Italia che nel resto mondo». In questo modo le banche, con la loro capacità di condizionare anche la politica nazionale, si stanno rivelando sempre più come uno dei motori di un modello di sviluppo che relega l’uomo e l’ambiente in un angolo, per mettere al centro del sistema il denaro. E dunque, “sbanchiamoli”: riprendiamoci i nostri soldi. «E’ giunto il momento, per tutti i cittadini, di sapere qual è la destinazione ed il fine degli investimenti che vengono operati tramite i propri risparmi; è ora che anche nella gestione del risparmio le persone possano agire con consapevolezza ed educazione».
fonte: www.libreidee.org
mercoledì 11 aprile 2012
Cittadini!!cazzi Vostri!.......Ascanio Celestini
(Ascanio Celestini, “Cazzi vostri”; testo dell’intervento della puntata del 2 aprile 2012 della trasmissione televisiva “The show must go off” condotta su La7 da Serena Dandini).
martedì 10 aprile 2012
Denunciamo il Governo!!!!
fonte
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Karen Hudes, sotto, ha lavorato per ben 20 anni presso la Banca Mondiale e ha confermato che le famiglie dei banchieri centrali possiedo...