lunedì 8 luglio 2013

IL REATO DI ALLEVIARE LA POVERTÀ: LA VALUTA DI UNA COMUNITÀ LOCALE COMBATTE LA BANCA CENTRALE DEL KENYA












L’ex volontario delle Forze di Pace Will Ruddick e diversi altri cittadini di Bangladesh (Kenya) rischiano sette anni di prigione per aver messo a punto un modo efficace per alleviare la povertà nelle più povere comunità africane. La soluzione da loro elaborata: una valuta complementare emessa e garantita dalla comunità locale.
La Banca Centrale del Kenya ha già sporto denuncia di contraffazione valutaria.
Le valute complementari possono contribuire realmente a ridurre la povertà. E’ difficile riuscire a dimostrare questa cosa nelle economie complesse, a causa dei numerosi fattori che influenzano i risultati. Ma in un piccolo villaggio africano che detiene un’infinitesima parte della valuta nazionale, fornire ai residenti una valuta alternativa non può che avere un effetto positivo ovvio, immediato e indiscutibile.
Questo è stato dimostrato chiaramente (1) quando Will Ruddick, un medico, economista ed ex-volontario delle Forze di Pace americano, introdusse una valuta complementare in un piccolo insediamento in Kenya chiamato Bangladesh, vicino alla città costiera Mombasa.
L’organizzazione di sviluppo locale di Will, Koru-Kenya (2), ha lavorato insieme a più di cento piccole imprese locali di Bangladesh, che si erano accordate nel riconoscersi reciprocamente l’equivalente di 400 scellini (circa €3.5 o $4.60) di credito reciproco, sotto forma di voucher commerciali chiamati Bangla-Pesa (3). Metà di questi voucher sarebbero stati disponibili per l’acquisto reciproco di prodotti e servizi, e l’altra metà sarebbe servita a finanziare progetti pubblici per la comunità, come raccolta dei rifiuti e servizi sanitari.
Le assegnazioni delle risorse furono decise in modo democratico e trasparente, e la nuova valuta fu completamente finanziata dalla comunità locale stessa e assicurata da un sistema di garanti, senza alcun esborso o avallo da parte del governo del Kenya o di un’agenzia di sviluppo nazionale.
Il progetto fu avviato in Maggio 2013 ed ebbe come effetto immediato un aumento del 22% delle vendite. Questo corrispose a un incremento dei profitti e del potere d’acquisto del 22%.
Gli scambi erano di beni e servizi che senza la presenza di una valuta alternativa sarebbero stati non utilizzati o sprecati, e non perché non fossero commerciabili, ma perché i potenziali acquirenti non avevano il denaro per poterli acquistare.
L’introduzione del Bangla-Pesa riuscì a dare un forte e decisivo impulso all’economia locale, creando un link diretto tra la comunità e le sue risorse, senza il vincolo di quel pezzo di carta chiamato “denaro”. A questo indirizzo internet : link (4) potete trovare un video molto significativo su questo progetto.v Il successo dell’esperimento di Bangladesh ha suscitato il plauso dalle Nazioni Unite, dell’Aja (5) e dell’ Associazione Internazionale dello Scambio Reciproco (6). Bisogna dirlo: nessun altro programma di riduzione della povertà di governi locali può competere con l’efficacia di un simile approccio che, oltretutto, è facilmente replicabile in innumerevoli piccole altre comunità africane. Il progetto era di estenderlo ad altri villaggi in maniera semplice e democratica, così da creare uno strumento locale di scambio per la gente di tutto il continente.
Tutto avviene tramite telefoni cellulari con un sistema fornito da Community Forge, (7) un’organizzazione con sede a Ginevra che sostiene lo sviluppo delle valute locali in tutto il mondo.
Ma il piano fu inspiegabilmente interrotto il 29 maggio scorso, quando Will e cinque altri partecipanti al progetto sono stati arrestati dalla polizia del Kenya e messi in prigione. Oltre a Will, che è sposato con una donna del Kenya impegnata in attività umanitarie ed è padre da poco, tra gli altri arrestati ci sono due piccoli imprenditori locali (genitori e nonni), un giovane attivista, una mamma volontaria e il tutore di sette orfani. (8)
All’inizio la polizia ha accusato il gruppo di ordire un complotto per capovolgere il governo, sostenendo che il Bangla-Pesa fosse collegato al MRC, un gruppo di terroristi secessionisti.
Quando tale collegamento si dimostrò infondato, entrò in scena la Banca Centrale del Kenya con le sue accuse formali di falsificazione valutaria. Will e i suoi compagni di sventura per ora sono stati rilasciati dietro una cauzione di 5,000 euro e sono in attesa del processo, previsto per il 17 luglio prossimo. Se saranno condannati, li attendono sette anni di reclusione in Kenya.
Ma nonostante la difficile situazione, Will rimane ottimista: “La cosa più emozionante” dice “è che questi sistemi hanno dimostrato la capacità di ridurre la povertà – e la mia speranza è che dopo questa vicenda sarà permesso di estenderli a tutti i paesi e i villaggi del Kenya. Ormai l’uso delle valute complementari sarà affermato e riconosciuto come ottimo strumento per combattere la povertà, non ci saranno più dubbi al riguardo”.
Precedenti casi di successo, dalla Svizzera al Brasile
Le valute complementari sono adottate da diversi governi del mondo. Il sistema più antico e diffuso è il WIR della Svizzera, un sistema di scambio tra 60,000 imprenditori – in pratica più del 20% di tutto il sistema di imprese svizzero (http://www.americantradesystem.com/WIR_Bank.htm). Questo tipo di valute hanno dimostrato di avere un effetto anti-ciclico che contribuisce a stabilizzare l’economia Svizzera, rendendo disponibili liquidi e prestiti in quei momenti in cui scarseggia per le piccole imprese il credito convenzionale. Il Brasile è un leader mondiale nell’uso delle valute complementari mirate alla riduzione della povertà. Un fatto interessante è che la sua esperienza è iniziata più o meno nello stesso modo che per il Kenya: la più famosa valuta alternativa del paese, chiamata “Palmas”, rischiò di essere soppressa sul nascere per mano della Banca Centrale del Brasile. Come andarono i fatti ce lo raccontano Margrit Kennedy e i co-autori di People Money:(9)
“Dopo l’emissione delle prime Palmas nel 2003, l’organizzatore locale Joaquim Melo fu arrestato per sospetto riciclaggio di denaro in banche non ufficiali. La Banca Centrale del paese avviò un’azione legale contro di lui, sostenendo che la sua banca stesse coniando denaro falso.
Gli accusati chiesero aiuto per la difesa a testimoni esperti del settore, come l’organizzazione olandese per lo sviluppo “STRO”. Infine, il giudice stabilì che era un diritto costituzionale dei cittadini avere accesso alla finanza e che la Banca Centrale stesse facendo ben poco per quelle aree povere del paese che utilizzavano le valute locali. Emise quindi un giudizio a favore del Banco Palmas.
Ciò che avvenne dopo mostra il grande potere che ha il dialogo. La Banca Centrale creò un gruppo di riflessione e invitò Joaquim a unirsi alle discussioni per capire come poter aiutare la gente più povera. Il Banco Palmas creò quindi l’Istituto Palmas per condividere e diffondere la sua metodologia tra altre comunità e nel 2005 il ministro per “l’economia solidale” creò una partnership con l’Istituto per finanziare la diffusione del metodo. Il sostegno alle banche per lo sviluppo locale che emettono nuove valute fa parte ormai delle politiche di stato.
Il dibattito legale: Credito Reciproco o Contraffazione valutaria?
Se il tribunale del Kenya seguisse l’esempio del Brasile, questo potrebbe essere l’inizio di un approccio molto promettente nella lotta alla povertà in Africa. Il Bangla-Pesa era finanziato da risorse locali, e i locali erano molto felici di averlo per poter far circolare loro prodotti e acquistarne da altri all’interno della loro comunità.
Tuttavia, se sarà giudicato un caso di falsificazione valutaria, esiste purtroppo un precedente storico che fu duramente punito. Nella metà del diciottesimo secolo, quando la Banca d’Inghilterra era detenuta da privati e aveva il diritto esclusivo di emettere la valuta nazionale, la falsificazione delle banconote della Banca d’Inghilterra era considerata un crimine punibile con la pena di morte.(10) Erano i tempi in cui sono ambientate le storie di Charles Dickens “Tale of Two Cities e di “Bleak House”, tempi in cui l’aver affiancato alla valuta nazionale una valuta alternativa avrebbe certamente aiutato a sollevare le masse dalla profonda povertà in cui versavano; ma era proprio interesse della Banca controllare il mercato valutario e mantenerlo “scarso”, proprio per garantire una costante richiesta di prestiti.
Quando nel sistema scarseggia il denaro necessario per soddisfare le esigenze di scambi commerciali, le persone devono contrarre dei prestiti dalle banche pagando degli interessi, assicurando così un bel profitto alle banche stesse. E’ vero anche il contrario: quando gira denaro sufficiente per coprire le esigenze di scambio, cala drasticamente il livello dei debiti e della povertà. In questo caso, il voucher Bangla-Pesa non ha niente a che vedere con una falsificazione della valuta nazionale. Quindi, le accuse fatte sono del tutto infondate.
Lo scopo delle valute complementari, come dice il loro stesso nome, non è di imitare o competere con la valuta nazionale, ma di completarla, permettendo un aumento degli scambi commerciali di prodotti e servizi disponibili nelle comunità locali, prodotti e servizi che, altrimenti, sarebbero rimasti invenduti e sprecati. Oggi, la Banca d’Inghilterra stessa riconosce ufficialmente il ruolo di complementarietà di queste valute(http://www.bankofengland.co.uk/banknotes/Pages/localcurrencies/default.aspx).
L’esperienza del Bangla-Pesa dimostra quello che la classe politica spesso ignora: il Prodotto Interno Lordo è misurato in beni e servizi venduti, non in beni e servizi prodotti; e affinché i prodotti siano venduti, gli acquirenti devono avere il denaro per comprarli. Provate a dare alla gente denaro supplementare da spendere e vedrete che il PIL salirà. (In Kenya, dove quasi la metà della popolazione vive in stato di povertà e di disoccupazione estrema, gli aumenti del PIL riflettono più le pratiche estrattive che le condizioni locali).
Un’idea diffusa è che aumentando gli strumenti di scambio si avrà come unico effetto la svalutazione monetaria e l’aumento dei prezzi; ma i dati mostrano che questo non avviene se prodotti e servizi restano invenduti e i lavoratori rimangono disoccupati. Aggiungere liquidità, in circostanze del genere, dà impulso alle vendite, alla produttività e all’occupazione, più che ai prezzi.
Questo è stato dimostrato in un grande esperimento condotto in Argentina nel 1995, un momento in cui il paese era colpito da una grave crisi bancaria. La mancanza di fiducia nel Peso e la fuga di capitali provocò l’assalto alle banche da parte dei risparmiatori, tale da fargli praticamente chiudere i battenti in poco tempo. Quando iniziò a scarseggiare la valuta nazionale, la gente rispose creandosela da sola. Queste valute locali pian piano si evolvettero nel Global Exchange Network (Red Global de Trueque, detto anche RGT), che alla fine divenne la più vasta rete di valute locali nel mondo. Il modello si diffuse in tutta l’ America centrale e meridionale, raggiungendo i sette milioni di membri e un giro d’affari di milioni e milioni di dollari USA l’anno. A livello locale, anche le province in cui scarseggiava la valuta nazionale, ricorsero all’emissione di una loro “moneta”, pagando gli impiegati con ricevute cartacee chiamate “Buoni di Cancellazione di Debiti”, in unità valutaria uguale al Peso Argentino.
Anche se tutte queste misure aumentarono la quantità di denaro in circolazione, i prezzi non salirono. Al contrario, in alcune province che adottavano oltre alla valuta nazionale quella locale, i prezzi addirittura calarono (11) rispetto ad altre province argentine. I sistemi locali di scambio permettevano la commercializzazione di quei beni e servizi che altrimenti non avrebbero avuto alcun mercato.
Anche a Bangladesh si sono riscontrati questi effetti positivi. “Con il Bangla-Pesa,” dice Ruddick, “abbiamo notato che un credito circolante senza interessi, finanziato dalla comunità locale è uno strumento economico ed efficace per aumentare la liquidità locale e ridurre la povertà”.
Gli accusati quindi devono riuscire a dimostrarlo in tribunale. E’ stata organizzata una raccolta di fondi generale per poter pagare i loro difensori: ecco il link. Per firmare la petizione avviata da una delegazione dell’Aja che sostiene Bangladesh, cliccare qui.
Ellen Brown è un avvocato, presidente dell’Istituto Bancario Pubblico, autrice di dodici testi, tra cui “La ragnatela del Debito” ed il seguito, di recente pubblicazione: “La soluzione della Banca Pubblica”
Fonte: http://webofdebt.wordpress.com
Link: http://webofdebt.wordpress.com/2013/06/28/5801/ - See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/07/08/il-reato-di-alleviare-la-povert-la-valuta-di-una-comunit-locale-combatte-la-banca-centrale-del-kenya/#sthash.LM6mTl0B.dpuf

Quei lampi radio lontani lontani

Il Giornale OnlineBrevissimi impulsi nella banda delle onde radio, che hanno viaggiato dalle profondità del cosmo per miliardi di anni, sono stati osservati da un team internazionale di ricercatori, tra cui quattro astrofisici italiani e dell’INAF. Da dove provengono questi segnali? Chi li ha prodotti? Le risposte arriveranno dai futuri programmi di ricerca con nuovi potenti strumenti per la radioastronomia, come il Sardinia Radio Telescope.

di Marco Galliani


E adesso anche i radioastronomi hanno i loro lampi cosmici da studiare. Segnali brevissimi e isolati nella banda delle onde radio, della durata di appena qualche millisecondo, che appaiono senza preavviso nel cielo. A osservare questi enigmatici impulsi radio provenienti dallo spazio profondo è stato un team internazionale di scienziati, tra cui quattro ricercatori dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari e dell’Università di Cagliari sfruttando il radiotelescopio australiano di Parkes del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO). Anche se gli autori della ricerca, guidata da Dan Thornton dell’Università di Manchester nel Regno Unito, avanzano l’ipotesi che tra i responsabili di queste emissioni impulsive potrebbero esserci oggetti celesti estremi, come stelle di neutroni o buchi neri, la natura ultima delle sorgenti che hanno prodotto questi lampi-radio è ancora al momento sostanzialmente sconosciuta. Sembra questa una storia già rivista, quando negli anni ’70 del secolo scorso, gli astrofisici si imbatterono in misteriosi segnali nei raggi gamma (denominati poi Gamma-Ray Burst, o GRB) che di fatto aprirono un nuovo capitolo nell’avvincente storia dello studio dell’universo.

Tante sono le domande che si affollano nei ricercatori guardando a questi segnali, ma nello studio, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Science, c’è già qualche fondamentale certezza. I lampi radio arrivano a Terra scaglionati in tempi diversi, in ragione della lunghezza d’onda di osservazione su cui si sintonizza il radiotelescopio. Questo fenomeno è noto come dispersione ed è dovuto agli effetti del gas elettricamente carico che le onde radio attraversano nel loro tragitto. Più lungo è il cammino percorso, più grande è lo sparpagliamento con cui percepiamo gli impulsi. “Dalla misura dello sparpagliamento – spiega Marta Burgay, una delle ricercatrici INAF coinvolte nella scoperta – è stato possibile risalire alle distanze da cui sono giunti i quattro impulsi osservati, che arrivano fino a 8 miliardi di anni luce. Dunque i lampi-radio sono stati emessi quando l’Universo aveva un’età che era circa la metà di quella attuale”. Una proprietà che permetterà di utilizzare questi segnali come sonde naturali per indagare direttamente cosa c’è lungo lo sterminato percorso che i lampi-radio effettuano prima di arrivare fino a noi: certamente materia ordinaria, ovvero gas e polveri, ma forse anche tracce della presenza di materia oscura.

Ad aggiungere ulteriore interesse sull’individuazione dell’origine di questi remoti lampi-radio c’è il loro numero, che deve essere elevatissimo. Infatti per osservare uno di questi eventi bisogna puntare il radiotelescopio nella direzione giusta proprio nel brevissimo intervallo di tempo in cui il lampo-radio sta arrivando. “Dal fatto che abbiamo registrato 4 eventi stimiamo che devono verificarsi circa 10.000 lampi-radio al giorno in tutto il cielo, come dire un lampo-radio ogni 10 secondi” sottolinea Andrea Possenti, direttore dell’Osservatorio Astronomico INAF di Cagliari, che ha partecipato alla ricerca. “Questa frequenza è oltre 1.000 volte più grande di quella tipica degli studiatissimi lampi di raggi gamma”.




Fin da prima dell’annuncio ufficiale della rivista Science, la comunità scientifica internazionale aveva cominciato a mostrare un grandissimo interesse per questa nuova classe di fenomeni cosmici ed è probabile che nei prossimi mesi saranno pubblicati moltissimi lavori teorici con l’obiettivo di selezionare una serie di “sospettati” per il ruolo di sorgenti di lampi-radio. L’individuazione fra essi del vero “colpevole” richiederà però dell’ulteriore intenso lavoro osservativo, come indica un altro dei membri italiani del team che ha condotto le osservazioni, Nicolò D’Amico, docente presso l’Università di Cagliari e associato INAF, direttore del progetto del Sardinia Radio Telescope (SRT): “Per discriminare il vero responsabile sarà necessario in primis aumentare di molto il numero di eventi osservati. In secondo luogo identificare questi lampi-radio quasi in tempo reale, così da permettere l’individuazione di possibili emissioni transitorie in altre bande dello spettro elettromagnetico. In entrambi i casi il Sardinia Radio Telescope reciterà un ruolo di primo piano internazionale”.

(INAF)

Immagine: Nell’immagine composita il radiotelescopio di Parkes, gestito dal CSIRO e utilizzato per identificare i lampi radio dello studio su Science, è stato sovrapposto a una ripresa che mostra la distribuzione del gas nella nostra Galassia. In alto a sinistra, la rappresentazione artistica di un lampo radio, molto distante dal piano galattico. Crediti: Swinburne Astronomy Productions
Fonte: 

sabato 6 luglio 2013

COME CI TRASFORMANO IN ROBOT


DI
JOHN KAMINSKI
therebel.org






Tre eventi intesi a forzare il comportamento -le saghe pietose di Edward Snowden, Julian Assange e Bradley Manning – hanno tutti il fine di condizionarci verso un’accettazione passiva di ciò che ci viene detto di fare. Essi hanno introdotto nel nostro presente un futuro distopico, nel quale il patriottismo è premiato con la tortura ed essere onesti è diventato un crimine.
Queste rappresentazioni pubbliche della Passione, tutte che includono i drammi allestiti di persone apparentemente comuni che tolgono il velo alla tirannia viscida della corruzione governativa, hanno permeato nelle nostre menti che profonde sanzioni ci attendono, se tentassimo di deviare dalla pubblica narrazione obbligatoria e tentassimo di contraddire ciò che il governo ci ordina di fare.
Ciascun evento ha rafforzato l’idea che fare la cosa giusta sia un crimine. Essi hanno posizionato l’onestà e l’integrità al di là del comportamento umano accettabile. E hanno fatto anche di peggio.
Con le loro rivelazioni apparentemente sbalorditive di informazioni apparentemente segrete a un pubblico ignorante — le informazioni erano conosciute bene dalle persone che sono al corrente dei motivi sotterranei degli eventi attuali — essi hanno eliminato dallo spettro del pensiero pubblico accettabile ogni tipo di riferimento alla natura sospetta degli imbrogli che sono stati fatti al pubblico per oltre un secolo. Sto parlando delle guerre mondiali, degli omicidi pubblici e degli eventi di terrorismo “false flag”.
Ovviamente Snowden è il tema dell’attuale trambusto dei media di tutto il mondo, mentre scivola per tutto il mondo, sfuggendo alla tirannia dei segreti con i loro dati presumibilmente riservati (i quali in realtà non sono segreti per chiunque sia al corrente degli inganni).
Assange è stato confinato in un singolo edificio di Londra -l’ambasciata dell’Equador- per la stessa attività, rivelare segreti di stato che, per i più astuti fra noi, non erano per niente segreti. E Manning, un minuscolo e abusato contractor privato delle Forze Armate, rischia una vita in prigione per aver favorito lo stesso schema.
L’effetto agghiacciante di queste persecuzioni di alto profilo pubblico ha limitato significativamente la serie di atti che possiamo mettere in discussione e ha delegittimato le obiezioni a tutti gli eventi sospetti, i quali sono stati coperti così a lungo che ora sono in gran parte dimenticati dal grande pubblico in mezzo al frastuono insensato del rumore bianco.
Ma ancor di più, le domande persistenti riguardo le azioni di tutti e tre i delatori non cancellano il sospetto strisciante che questi fossero eventi programmati, escogitati dai burattinai per convincerci che questo è il modo giusto di combattere per la libertà –solitamente assicurando una vita in prigione o un omicidio coperto– quando chiaramente non lo è.
In particolare, il comportamento di Assange, nel sostenere la finzione ufficiale del governo riguardo agli eventi dell’11 settembre, delegittima il presupposto per il suo sforzo molto pubblicizzato di pubblicare pagine e pagine di dati del governo sul suo sito Wikileaks. Come potrebbe uno spione in buona fede sostenere la più grande menzogna dei nostri tempi?
Per coincidenza, questo è anche il caso del leader russo Vladimir Putin, che pure sostiene la bugia dell’11 settembre. Nonostante differenze superficiali riguardo argomenti periferici, quanto artificiosa è l’alternativa offerta da una presunta nuova Russia dove il suo leader fa uscire lo stesso tipo di finzione malvagia che esce dalla bocca di Bush e Obama.
No, amico mio, le traversie di Snowden, Assange e Manning non sono esempi di cittadini pubblici spiritati che lavorano per un bene superiore. Essi sono attori di una recita concepita dagli stessi burattinai che ci offrono guerre mondiali contro eroi locali trasformati in dittatori malvagi, al fine di rubare risorse, distruggere le infrastrutture e poi rivendere il territorio depredato a una nuova tornata di capri espiatori instupiditi, i quali hanno subito un lavaggio del cervello troppo forte per vedere la natura ripetitiva del raggiro.
Una cosa è certa. Nessuno di questi tre presunti martiri per la verità ha mai rivelato niente che i più acuti osservatori fra di noi non sapessero già.
Eppure, amplificati dall’isteria disonesta dei media, il pubblico ignaro ha reagito con stupore, e ha ansiosamente divorato il parapiglia generato dai trabocchetti dei media. L’hanno trasformato in un grosso problema, mentre oscuravano gli argomenti di gran lunga più importanti riguardanti glifosato, metano, Corexit e tutti gli altri veleni che ora ci piovono sopra — o scorrono fra di noi– che questi affari secondari superficiali dovevano nascondere.
Alcuni di noi sanno da lungo tempo che tutti i governi dipendono dall’approvazione dell’ignorante, del deluso e del corrotto. In questo modo il futuro procede verso la sua stessa distruzione.
Adesso l’onestà è al di là della nostra portata. Per partecipare a questa versione distorta della realtà artificiale, bisogna riconoscere le bugie come verità meramente per ottenere il nostro valore da due soldi nel dibattito pubblico. Bisogna convincersi che le elezioni sono oneste e che i politici lavorano per i nostri migliori interessi. Solo allora ti sarà permesso di rivolgerti alle masse tramite il mezzo pesantemente filtrato della macchina ebraica delle pubbliche relazioni. Al fine di fare ciò, bisogna convincersi che i cibi geneticamente modificati sono un nutrimento adatto per i propri figli, che pillole di velenose cureranno le tue malattie, e che queste scie chimiche sulle nuvole nel cielo ci stanno realmente salvando dal riscaldamento globale, quando in realtà esse stanno ostruendo i nostri polmoni e trascinandoci verso l’estinzione prematura.
E dio ti aiuti se decidi di diventare un pubblico ufficiale, perchè allora devi accettare la demoniaca realtà che una schifosa piccola nazione sia al di sopra della legge in tutti i casi e può commettere ogni sorta di crimini infernali contro chiunque, perchè le persone che hanno dichiarato questo comportamento legale e accettabile sono diventate fantasticamente ricche facendo così, anche mentre commettono lo stesso tipo di crimine che i poliziotti americani imparano quando vanno in Israele per “addestramento”.
Le parabole di Snowden, Assange e Manning rinforzano la filosofia di Borg, che la resistenza è futile, mentre la collaborazione – immergersi nel mondo della perversione (che accorcia notevolmente l’aspettativa di vita) — è l’unico modo per andare avanti.
Non dovete rendervi conto che la vita su questo pianeta viene sterminata, rimodellata in una singolarità tecnologica nella quale tutte le anime sono cancellate e la nobiltà e la lealtà sono solo tradizioni pittoresche e obsolete.
Oggi, per guadagnare l’attrazione del pubblico, la gratificazione personale di impulsi momentanei – più sono perversi meglio è- è il nuovo Santo Graal, anche i nostri figli saranno sedotti da insegnanti gay che attirano innocenti inermi nei viscidi peccati di Sodoma, gli stessi bambini che sono inquinati dalla nascita di dottori Frankenstein che criminalizzano i nostri sforzi di restare in salute e versano veleni nelle nostre gole.
Così come l’oggetto della palese promozione dell’omosessualità è destinato a distruggere il sistema familiare, al fine di mettere tutti sotto il controllo del Grande Fratello Shlomo (il quale ovviamente va sotto lo pseudonimo anglicizzato di Lance Thruster, cugino di Wolf Blitzer), allo stesso modo la promozione di eroi vessati come Snowden, Assange e Manning in realtà è destinata a eliminare dal lessico pubblico temi inquietanti come l’11 settembre, mentre tutti vengono lasciati a ragliare con entusiasmo su questioni marginali che non fanno nulla per identificare i criminali che hanno dirottato il mondo con le loro ingegnose strategie mediatiche, mascherando il loro intento omicida.
E il pubblico con il cervello naufragato, titillato nelle sue triviali dipendenze, nei suoi desideri e compulsioni, segue con entusiasmo e credulità il velenoso pifferaio magico lungo la strada sempre più breve per la sua rovina.
Nota:
Mentre leggete qui e sgranocchiate il vostro snack preferito, potreste chiedere: Cos’è il glifosato?
http://www.greenmedinfo.com/toxic-ingredient/glyphosate
http://www.greenmedinfo.com/blog/glyphosate-trajectory-human-misery
http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2013/06/25/glyphosate-residue.aspx?e_cid=20130625_DNL_art_1&utm_source=dnl&utm_medium=email&utm_content=art1&utm_campaign=20130625
John Kaminski
Fonte: http://therebel.org
Link: http://therebel.org/index.php?option=com_content&view=article&id=659692:shaping-us-into-robots&catid=138:kaminski&Itemid=1308
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ILARIA GROPPI
- See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/07/05/come-ci-trasformano-in-robot/#sthash.EWZhFIcm.dpuf

Snowden?: David e Golia, una storia moderna

Il Giornale Onlinedi Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

La vicenda di Edward Snowden sta assumendo dimensioni globali. Non possiamo ancora sapere come andrà a finire ma vale la pena fare qualche breve riflessione su quanto sta accadendo nel mondo, ampliando un po’ la prospettiva. Dunque, ancor prima di lui, con Bradley Manning e Julian Assange - e Wikileaks in generale - abbiamo assistito negli ultimi anni a un tentativo di contrastare, da parte di singoli o di piccole organizzazioni - un piano di controllo globale e di sistematica menzogna messo in atto dal potere nei confronti dei popoli.

Una sorta di moderna sfida tra David e Golia.

Le prime rivelazioni di Wikileaks, con i soprusi e le violenze perpetrate dai soldati americani in Iraq[1], hanno cominciato a lanciare qualche sassolino nell’enorme meccanismo della propaganda globale. Oggi quello che Snowden rivela, tramite i pochi media che ne pubblicano i resoconti, sta facendo tremare il potere, mettendo interi governi in (apparente) contrasto tra loro. È pacifico che il governo americano menta ma soprattutto che quanto viene attuato nei confronti del popolo americano – e di altri popoli – sia del tutto illegale in quanto viola palesemente il quarto emendamento della costituzione. Ora, come l’amministrazione Obama stia reagendo è sotto gli occhi di tutti: da un lato dirama assicurazioni pacifiche e tranquillizzanti, dall’altro scatena – come denunciato dalle affermazioni di oggi di Snowden[2] – una guerra senza esclusione di colpi contro il giovane che ha osato mettersi di traverso sul cammino del controllo globale, esercitando pressioni su tutti i Paesi cui il fuggitivo ha chiesto asilo (ben 21) e che – a partire dall’Ecuador e dalla Russia di Putin – gli stanno voltando le spalle.

Il Giornale OnlineCome dicevamo non è dato conoscere la conclusione di questa vicenda ma possiamo però domandarci cosa questa storia significhi da un punto di vista spirituale. Ho già avuto modo di approfondire quello che è il Big Game per antonomasia, il piano di dominio globale denominato NWO, New World Order, da un punto di vista spirituale[3]. Un piano che viene da molti relegato tout-court tra i ‘complottismi’ che oggi da ogni parte fioriscono in rete, ma che ha delle basi storiche, politiche, documentali e occulte assai solide.

La condizione per la riuscita di questo piano è la capacità da parte dei poteri dominanti di avere un controllo pressoché totale sulle popolazioni mondiali. Ciò viene ottenuto tramite la propaganda mediatica che inizia con il formulare concetti palesemente fuorvianti e menzogneri (guerra umanitaria, guerra al terrorismo, scontro di civiltà, esportazione di democrazia etc). Tali concetti-base vengono poi interconnessi tra di loro con lo scopo di creare delle complesse visioni geopolitiche atte a oscurare completamente la possibilità da parte della gente di formulare pensieri autenticamente liberi. Si creano ‘teoremi’ destinati a costituire le griglie di giudizio per comprendere le situazioni storiche che si vanno a formare.

Il tutto condito dalla sbandierata politica umanitaria delle organizzazioni sovranazionali.

I programmi dell'Ovest anglo-americano – scriveva Rudolf Steiner nel 1917 – sono "illusori e fittizi", parlano di libertà ma rendono impossibile la vera libertà al resto del mondo, trasmettendo l'impressione che solo loro siano in grado di fare qualcosa per la salvezza del genere umano[4]. La propaganda ha condotto sino a oggi egregiamente il suo lavoro di disinformazione ma ora iniziamo ad assistere a qualcosa di nuovo: una repressione del dissenso di dimensioni mai viste dalla caduta dei regimi totalitari. Anche Paesi che hanno fatto della libertà il loro stendardo come gli Stati Uniti – the land of the free – oggi sono in prima linea nel condannare, intimidire, minacciare (apertamente o dietro le quinte) persone, organizzazioni e stati sovrani che si permettono di esprimere pareri contrastanti.

Il tutto dietro la foglia di fico della national security, la sicurezza nazionale.

Che significa questo? Cosa sta cambiando nel mondo se il potere inizia a minacciare direttamente non solo le vite, i beni, i diritti, ma anche i pensieri delle persone? Per avere un indizio dobbiamo riandare ad alcuni parole pronunciate da Rudolf Steiner in una conferenza del lontano aprile 1916:

“Non sarà trascorso molto tempo dopo che sul calendario sarà passato l’anno 2000, che si manifesterà – a partire dall’America - un divieto, non diretto, ma comunque un divieto di ogni tipo di pensare, una legge che avrà lo scopo di sopprimere ogni pensiero individuale. Da un certo punto di vista l’inizio di ciò si può ravvisare in ciò che oggi fa la medicina puramente materialistica, dove l'anima non può avere più alcuna influenza, dove l’uomo viene trattato come una macchina solo sulla base di esperimenti esteriori[5]”.

Steiner indicava in quella conferenza come i valori di libertà, sbandierati a parole dalle potenze angloamericane, fossero destinati a divenire ben presto solo vuote frasi e convenzioni per trasformarsi, infine, in aperte menzogne. In realtà, il disegno era di soffocare il libero pensare umano per mezzo di una preponderanza schiacciante e omnipervasiva della vita economica, teorizzata e realizzata dal capitalismo liberista.

L’uomo da lavoratore a consumatore, l’economia divenuta ‘mercato’.

In realtà la democrazia liberale del mondo occidentale è sempre di più liberale solo sulla carta - e, come le vicende attuali mostrano con chiarezza, viene sacrificata sull’altare del dominio del "complesso militare-industriale" – come giustamente rileva Noam Chomsky – e su quello del senso comune che, nell’ottica egoistica delle masse, antepone un malinteso senso di sicurezza alla libertà. Ora questa manipolazione globale del pensare umano viene effettuata oggi tramite uno strumento straordinariamente potente, la rete.

Il Giornale OnlineIn Internet c’è la radice di un potere di manipolazione pressoché assoluto.

Pur non essendo in-sé-e-per-sé evidentemente da rifiutare – ché, anzi, può costituire un veicolo di indipendenza – la rete ha caratteristiche del tutto peculiari, anche se noi ancora – per la relativa novità di questo strumento di comunicazione - non siamo in grado di avvertirle. Non a caso Steiner mise in collegamento la profezia di un pensiero materialistico sempre più dilagante – e, come abbiamo visto, dell’attacco a pensieri liberi – con un estendersi di una rete diabolicamente intelligente che avrebbe in breve circondato la terra.

In una conferenza del 1921 fa una descrizione impressionante di una futura realtà parallela, che imita il mondo reale: la realtà virtuale, appunto. L’incapacità per l’uomo di pensare non solo materialisticamente, il suo essere irretito da pensieri menzogneri produrrà – così Steiner – nel prossimo futuro “una rete, tessuta da orribili ragni che nella loro organizzazione non s’innalzano neppure al livello vegetale [dunque di carattere minerale, elettrico-magnetico], anche se si tratterà di un tessuto di enorme saggezza. Ragni mostruosi che s’intrecceranno l’uno con l'altro, che nei loro movimenti esteriori imiteranno tutto quello che la gente, che non avrà saputo trarre ispirazione da una nuova capacità immaginativa come quella della scienza spirituale, penserà con il proprio intelletto oscurato [6]”.

Ecco che il quadro – da un punto di vista spirituale – inizia a prendere forma. Un’umanità schiacciata dal mercato globale viene ridotta a massa di manovra da parte del potere delle Corporation sovranazionali e delle strutture segrete che tendono a perseguire il disegno di una mondializzazione assoluta attraverso i piani del NWO. L’estrema sofisticazione della propaganda, che ha efficacemente infiltrato ogni veicolo di comunicazione, cerca di prendere possesso della rete - che altro non è che conoscenza illimitata che si trasmette, come una gigantesca ragnatela, attraverso un veicolo elettrico-magnetico - piegandola ai suoi disegni. La libera opinione, il libero pensare umano, indebolito da decenni dal materialismo imperante viene ora frontalmente attaccato dal potere.

Tutto torna.

Fortunatamente c’è qualche David che ancora osa sfidare Golia, per nostro conto.

E noi, da che parte vogliamo stare?

Riferimenti:

[1] 

[2] 

[3] 

[4] Rudolf Steiner, O.O.24 I Memorandum del 1917. Tilopa, 1991. Pag.33

[5] Rudolf Steiner, GA 167, Gegenwärtiges und Vergangenes im Menschengeiste, pag.98

[6] Rudolf Steiner, GA 204, Der Mensch in seinem Zusammenhang mit dem Kosmos, pag.244

Fonte: 

martedì 2 luglio 2013

Matematica verde

Il Giornale Onlinedi Anna Sustersic

CRONACA - È proprio vero che in natura alla base di tutto c’è la matematica. Saper far di conto è fondamentale alla sopravvivenza tanto nella nostra vita di tutti i giorni, quanto in quella di altri organismi come suggerisce oggi uno studio sulla fisiologia delle piante. Se nel nostro caso quando si hanno finanze ridotte è indispensabile una corretta valutazione e ottimizzazione degli acquisti, anche nel caso delle piante è necessario un calcolo complesso per sfruttare in maniera ottimale ed efficiente le proprie risorse. Il team di ricerca del John Innes Centre ha osservato che il comportamento notturno delle piante è tutt’altro che dormiente. Se di giorno infatti tramite il processo di fotosintesi anidride carbonica e acqua vengono convertite in carboidrati consumati e immagazzinati sotto forma di amido, di notte queste riserve vengono consumate consentendo alla pianta di crescere anche durante il periodo di oscurità.

Fin qui niente di strano, ma quel che impressiona della ricerca è la maniera in cui le piante riuscirebbero ad ottimizzare il consumo notturno in base ad una valutazione della quantità di cibo di riserva, la durata della notte e la necessità di nutrimento per evitare i deperimento. Questa valutazione verrebbe fatta sulla base di un “calcolo verde” effettuato sulla base delle informazioni contenute in due tipi di molecole una contenente informazioni sulla taglia della riserva di amido l’altra responsabile dell’indicazione del tempo disponibile prima del deperimento,a indicazione fornita da una sorta di “orologio interno”. La stima delle informazioni fornite da questi due tipi di molecole permetterebbe di operare la fondamentale divisione che consentirebbe alla pianta di utilizzare le sue riserve ad un tasso ottimale, ovvero senza sprechi consumando il 95% delle riserve entro la mattina, in maniera costante e dosando coscienziosamente la cena per non arrivare affamate al mattino. I calcoli, sostengono i ricercatori, sarebbero estremamente precisi, e in grado di tener conto delle variazioni ambientali.

Ulteriori approfondimenti in questo campo potrebbero suggerire cnuovi modi di aumentare la resa agricola, tenendo conto del tasso di crescita notturna. Che siano le piante ad insegnarci l’economia?

Fonte: 

lunedì 1 luglio 2013

Rigurgitiamo


Un’ostruzione delle vie respiratorie provocate da un rigurgito. Questo, a quanto si è appreso, il risultato dell’autopsia svolta sul bambino di un anno morto mercoledì scorso all’ospedale di Frascati dopo che il giorno prima era stato vaccinato con quello stesso vaccino esavalente illegale che prosegue ad essere somministrato anche quando normative Europee imponevano il ritiro precauzionale per la contaminazione batterica verificatasi lo scorso ottobre.
Un’ostruzione alle vie respiratorie in un bambino di un anno, a maggior ragione se causata da banale rigurgito, mette in atto un riflesso importante e primitivo dell’essere umano: la tosse!
Nel servizio televisivo del TG1 la responsabile dell’asilo nido aveva riferito che il bambino era molto sudato, pertanto se vi fosse stato rigurgito e/o ancor peggio un segnale di ostruzione alle vie respiratorie non avrebbe potuto non notarlo durante l’esecuzione delle manovre di primo soccorso. Gli stessi genitori hanno dichiarato che il bambino godeva di buona salute, pertanto è ipotizzabile escludere una situazione cronica di reflusso gastroesofageo che avrebbe potuto giustificare il rigurgito con l’età del bambino.
Sensazionale il dono della preveggenza e la tempestività con la quale alcuni medici e giornalisti, ancor prima dell’esecuzione dell’autopsia, dichiaravano l’innocenza della vaccinazione: sono dei maghi!  O meglio, sono coloro che, in gergo tecnico, lanciano le “linee guida” per il medico legale che sarà chiamato ad effettuare l’autopsia.
Da anni la letteratura accenna al fatto che spesso la sindrome della morte improvvisa del lattante [Sudden Infant Death Syndrome o SIDS­­] è preceduta da una vaccinazione. Sia studi tedeschi [2006 Unexplained cases of sudden infant death shortly after hexavalent vaccination] che quelli dimenticati dell’ISS [2011 Sudden unexpected deaths and vaccinations during the first two years of life in Italy: a case series study], ricollegano i decessi intervenuti entro 48 ore dalla prima vaccinazione con esavalente.
La vaccinazione somministrata al bambino era il secondo richiamo, ovvero la terza dose di esavalente, e non si può escludere a priori che il danno vaccinale si sia accumulato. E’ inverosimile che un medico legale non affronti l’argomento denominato positive rechallenge, uno dei mezzi a disposizione per stabilire la validità e i benefici di un farmaco e l’eventualità di reazioni avverse a carico del sistema immunitario e degli organi interessati dalla tossicità del farmaco somministrato.
Infatti, godendo il bambino di buona salute ed essendo occorso un simile tragico evento in stretta concomitanza temporale con la vaccinazione, non si poteva non considerare lo stesso come “reazione avversa o evento avverso serio“, ovvero qualsiasi evento medico spiacevole che, per qualsiasi dose:
- metta in pericolo la vita del paziente;
- richieda l’ospedalizzazione del paziente o prolunghi una ospedalizzazione già avvenuta
- determini una persistente o significativa disabilità o incapacità
- provochi la morte
Se la famiglia voleva avere qualche speranza di dimostrare che ad uccidere il piccolo è stato l’esavalente era necessario intervenire immediatamente, se possibile, bloccando qualunque iniziativa tesa a scagionare il vaccino; responsabilità che il sistema sanitario fa di tutto per escludere!
A questo proposito abbiamo scritto un protocollo [istruzione operativa] da prendere in considerazione in caso di decesso da vaccinazione.
Inoltre, secondo l’appendice delle LINEE GUIDA EUROPEE sull’AUTOPSIA GIUDIZIARIA, solo un folle può pensare che in meno di due giorni siano stati garantiti tutti questi passaggi:
6. Morte improvvisa
I casi di morte improvvisa si possono suddividere in tre categorie, in relazione ai risultati dell’esame macroscopico del cadavere:
A. gli apprezzamenti macroscopici mettono in evidenza la causa della morte improvvisa (per esempio,  emopericardio, rottura di aorta). I casi appartenenti a questa categoria si possono considerare risolti;
B. quanto constatato può spiegare la morte ma consente anche altre interpretazioni. In questi casi è necessario escludere altre cause, quale un avvelenamento; sono inoltre necessari esami istologici per verificare se le lesioni che possono essere causa della morte siano acute o croniche;
C. gli apprezzamenti macroscopici sono o negativi o insufficienti: comunque sia, essi non sono in grado di spiegare la causa della morte. I casi di questa categoria generalmente giustificano il riscorso ad esami complementari più complessi. E’ il caso, in particolare, della morte improvvisa del neonato. Qui si faccia riferimento a un protocollo d’indagine più completo e dettagliato.
Tragedia nella tragedia è la posizione giuridica di coloro che avevano in affido il bambino in quel momento che, pur avendo messo in atto le manovre di primo soccorso, non potevano magicamente attingere a strumenti in uso a medici rianimatori né trasformarsi in tali.
L’importante è che la santa vaccinazione ne esca sempre pulita, anche di fronte alla morte di un bambino che non è mai il loro: è sempre il vostro!

L’Olanda vuole estendere l’eutanasia ai più piccoli


Ecco, ci siamo arrivati: in Olanda è stata proposta una legge per uccidere i bambini malati. Del resto, che male c’è? L’eutanasia esiste da 12 anni, spiega l’associazione dei medici, e si tratta soltanto di estenderla: «È un modo per limitare la sofferenza del malato e dei suoi genitori», sostengono. È un atto di pietà, capite? Stiamo legalizzando il dottor Mengele, stiamo autorizzando l’infanticidio e la selezione della specie, stiamo riscrivendo in diretta il libro dell’orrore eugenetico, ma lo facciamo per pietà. Per sentirci migliori. Perché siamo buoni.
Oh, ma certo: come siamo buoni. Un bambino potrà essere buttato giù dalla moderna rupe Tarpea soltanto perché ha una grave malformazione, e questo gesto (la soppressione del bebé) dev’essere considerato pure un grande atto di bontà perché limita la sofferenza sua e dei suoi genitori, come affermano i medici olandesi. Ma certo: limita la sofferenza. Del resto la domanda è nota: valeva la pena di essere vissuta quella vita? E siccome nessuno si chiede mai chi stabilisce se una vita vale la pena di essere vissuta o no, andiamo avanti di gran lena: presto arriverà un’associazione di medici olandesi che proporrà di uccidere, per esempio, chi nasce cieco (poverino, non vedrebbe mai un tramonto) o magari zoppo (poverino, non correrebbe mai i cento metri). E ci spiegherà che lo facciamo nel suo interesse, ovviamente, lo facciamo per non farlo soffrire e non far soffrire i genitori. Ma sì, dai: non è venuto bene. Lo buttiamo via e lo sostituiamo con un altro, che non sia fallato. Non è meglio per tutti?
A leggere i resoconti della proposta olandese (che è già stata imitata anche dal Belgio) impressiona proprio l’immensa banalità del male, la subdola mostruosità quotidiana che riduce i bambini alla stregua di detersivi o margarina in vendita da supermercato. La merce è fallata? Avanti, procediamo con il rimpiazzo. Un’intera partita è difettosa? Non si esiti nemmeno un minuto a sostituirla. Il detersivo o la margarina vengono tolti dagli scaffali e buttati in discarica. I bambini pure. Per il loro bene, s’intende. E per quello dei loro genitori. Bisogna pure ringraziare.
Purtroppo è così: quando ci si allontana dalla cultura della vita, l’abisso non ha più fine. Se si può raschiare via un bimbo nel ventre della mamma, perché non lo si può buttare in discarica quando è nato? Se si possono togliere acqua e cibo a un malato terminale, perché non lo si può fare a un neonato? I medici olandesi, sotto il manto ipocrita, sono spietati: bisogna intervenire, dicono, perché i bambini malati «impiegano tempi lunghi per spegnersi». Capito? Non ne vogliono sapere di morire, accidenti, restano lì aggrappati a quel frammento di vita, quale essa sia, vogliono riempirsi i polmoni con un respiro dopo l’altro, foss’anche l’ultimo non ci vogliono rinunciare, e non si rendono conto di essere soltanto un fastidio da spazzare via. O, forse, un costo da tagliare.
Non può non venire il sospetto, infatti, che alla fine più che le condizioni di salute contano le condizioni economiche. Puoi mantenere un figlio malato? Allora vive. Non lo puoi mantenere? Che problema c’è: lo buttiamo. E così il risultato finale di questi campioni dei diritti è che finiscono per difendere solo i diritti dei più forti e dei più ricchi: chi sta bene non ha problemi, chi ha tanti soldi neppure, ma se hai gravi problemi di salute e hai la sfiga di nascere in una famiglia povera, beh, sei condannato alla discarica, come un prodotto difettato.
E non ci rendiamo conto che di questo passo, orrore su orrore, dopo la soppressione del bimbo malconcio arriveremo pure alla soppressione del nonno malato. Del resto la domanda è già pronta: l’anziano non più autosufficiente ha diritto ancora di vivere? Sì o no? Chi lo decide? Una commissione? La possibilità economica della famiglia? Ci sarà qualche associazioni di medici che dirà: «Impiega un tempo troppo lungo per spegnersi», pure lui. Ma come osa? Con quel che costa? Come si permette di restare inchiodato in poltrona davanti alla tv senza sentire l’urgenza di morire? Bisogna intervenire per togliere il fastidio. E, guardate che se lo facciamo, è solo per ridurgli le sofferenze. Perché siamo buoni.
Ma sì, siamo buoni, buonissimi. E a forza di presunta bontà arriveremo, per l’appunto, a un passo da Mengele, anzi forse ci siamo già: avremo una selezione della specie, avremo l’eliminazione dei deboli, forse avremo anche qualche bella convenienza economica, un bel risparmio da mettere nella finanziaria in stile olandese. Quello che non riesco più a capire è se, essendo così buoni e finanziariamente perfetti, avremo ancora la possibilità di dirci uomini.
di Mario Giordano

Walter Russel