martedì 15 maggio 2012

OGM: il Vermont chiede l’etichettamento e la Monsanto Minaccia Ritorsioni

Il Giornale OnlineL’America è a un punto cruciale di ribaltamento delle sorti nella lotta per la trasparenza sull’etichettatura dei prodotti alimentari OGM. Lo stato del Vermont potrebbe essere il primo stato dell’unione a chiedere l’etichettatura obbligatoria di organismi geneticamente modificati (OGM). Ma il governatore del Vermont Peter Shumlin e lo stato del Vermont hanno bisogno di un pungolo insistente da parte del pubblico per far si che accada, perche’ l’ intimidazione e la minaccia della Monsanto sono sul punto di uccidere questo importante primo passo verso la libertà per il cibo vero. Simile e’ l’iniziativa elettorale che i californiani avranno l’opportunità di votare questo autunno. L H.722, noto anche come GMO Vermont Act, richiede che tutti gli OGM e i prodotti che contengono OGM, debbano essere adeguatamente etichettati. La legge H.722 è supportata da oltre il 90 per cento di abitanti del Vermont e ha anche il sostegno schiacciante dal Vermont Agriculture Committee  Allora cosa frena il disegno di legge? Secondo l’Organic Consumers Association (OCA), le minacce provenienti dal gigante della biotecnologia Monsanto, che sta facendo ostruzionismo, cosi’ il governatore Shumlin e gli altri politici stanno decidendo di fare marcia indietro per far passare la legge. Sembra che il disegno di legge morirà semplicemente in commissione, a meno che i sostenitori per l'etichettatura degli OGM siano finalmente considerati dai politici locali. La ragione principale per cui i legislatori e il Governatore Shumlin sembrano ritardare la votazione su H.722, è basato sul loro timore di avere a che fare con una possibile causa giurdica. Anche se tale causa non avrebbe assolutamente alcun merito giuridico, la Monsanto ha lanciato la crociata contro l'etichettatura degli OGM e potrebbe diventare un impegno oneroso per lo stato del Vermont. Secondo Carolyn Partridge della (OCA), il presidente della Camera del Vermont House Agricultural Committee ha ritirato il sostegno alla legge H.722, forse per il timore di una punizione legale dalla Monsanto. Il governatore dello Stato Shumlin ha assunto una posizione simile, come la risposta del suo ufficio al feedback sul disegno di legge che ora esprime “è necessaria una approfondita investigazione federale giurisdizionale” (Nda il governatore ha paura di una causa milionaria tra lo stato del Vermont e la Monsanto, che dissanguerebbe le casse statali)

Ma i cittadini del Vermont, OCA, e milioni di sostenitori in materia di etichettatura degli OGM in tutto il paese non voglio tirarsi indietro, e hanno anche espresso la volontà di aumentare il sostegno per un fondo di difesa legale per sostenere Vermont nella lotta contro Monsanto.

“Negli ultimi quattro giorni abbiamo già ricevuto più di 50.000 dollari per difendere il Vermont o qualsiasi altro Stato che passa un disegno di legge per l'etichettatura OGM”, ha detto Katherine Paul, coordinatore di raccolta fondi a OCA. “L’unico modo per respingere un bullo legale come la Monsanto o la Biotechnology Industry Organization è mostrargli un bastone giuridicamente più grande e moralmente piu’ alto del loro e noi popolo “We The People” facciamo in modo che tutto ciò avvenga.”

È possibile contribuire a sostenere questo sforzo cruciale nel Vermont telefonando all’ufficio del governatore Shumlin al numero (802) 828-3333 e sollecitando il supporto per H.722. È inoltre possibile sostenere l’OCA Millions Against Monsanto, che si batte per la trasparenza degli alimenti in tutti i 50 stati degli Stati Uniti 
Non possiamo permettere che i nostri rappresentanti si debbano piegare sotto la pressione dell’industria biotecnologica e capitolare alle loro richieste tiranniche. Gli OGM devono essere etichettati e Noi “We the People” (NdA bellissima citazione costituzionale) dobbiamo far si che cio’ non avvenga.

Fonte:  
Vedi:   

Energia pulita: La prima foglia artificiale è realtà





Una foglia vera con sopra una foglia artificiale. Sarà questo il futuro dell'uomo?


di Vincenzo Zappalà

Ce l’hanno fatta! Al MIT di Cambridge, Mass., USA, sono riusciti a creare la prima foglia artificiale, in grado di imitare la meravigliosa fotosintesi. Una vera rivoluzione per il futuro dell’energia.

Ciò che è veramente strano è che nessuno ne abbia ancora parlato. Sono parecchi mesi che la ricerca era a conoscenza dei giornali e non solo. Forse che, in fondo, nessuno vuole realmente produrre energia a basso costo e in modo semplice? Pensare che anche le nazioni più povere arrivino al livello del cosiddetto “mondo civile” spaventa qualcuno? Temo proprio sia così. Comunque la notizia è vera e merita di essere divulgata, sperando che i governi abbiano veramente voglia di metterla in pratica. Una dettagliata descrizione della prima foglia artificiale è stata pubblicata sull’ ACS (Accounts of Chemical Research) Journal. La scoperta rappresenta una pietra miliare per dirigersi verso una fonte energetica perfettamente sostenibile. Forse l’unica veramente tale, come la Natura ci ha mostrato da centinaia di milioni di anni. Il concetto è ben noto ed estremamente semplice: trasformare l’acqua e la luce solare in energia, copiando ciò che le piante fanno in modo perfetto e meraviglioso. L’unico problema è che… costa troppo poco… Il materiale di cui è fatta è a basso costo e i processi per costruirla di facile realizzazione. Il responsabile di questo fantastico risultato ha un nome italiano (Daniel Nocera) e spero di cuore che tocchi proprio a un italiano (o di origini tali) di segnare questa svolta eccezionale. Magari è anche dovuto emigrare per mancanza di fondi… Ovviamente, se tutto sarà confermato, come sembra molto plausibile leggendo l’articolo originale, questa è una scoperta da premio Nobel, se non per la chimica, almeno per la pace.

Il meccanismo base della foglia artificiale è di spezzare la molecola d’acqua in ossigeno e idrogeno. E non è cosa da poco, soprattutto se fatto con mezzi estremamente economici. L’idrogeno servirà a produrre energia ed elettricità. La grandezza del risultato sta nel fatto che la produzione di energia a basso costo potrà essere utilizzata senza problemi nei paesi del terzo mondo. Non vi è, infatti, necessità di materiale prezioso come il platino. Nocera ha infatti sostituito il platino con un composto formato da zinco, molibdeno e nichel. L’altra parte della foglia sarà invece di cobalto, anch’esso di facile reperibilità. Energia per tutti i miliardi di esseri umani, senza discriminazioni basate sulla ricchezza. Addio alle orribili pale eoliche, ai carissimi e ingombranti pannelli solari, al mefitico biogas, al vigliacco petrolio, all’inquinante metano? Forse potrà essere così. Tuttavia, ho una grande paura che questa soluzione non piaccia ai ricchi della Terra… Spero proprio di sbagliarmi. Mi piace concludere con le parole di Nocera: ““Un obiettivo di ricerca che fornisca energia solare per le zone più povere della Terra, come la foglia artificiale, fornisce alla società globale il percorso più diretto per l’energia sostenibile del futuro”.

Il lavoro originale si può trovare qui 

Fonte: 

giovedì 10 maggio 2012

Precario


Riporto parte di un interessante post dal blog di Salvatore Brizzi...che mi ha fatto riflettere...

Precario


“Nessuna banca mi concede un mutuo per comprarmi una casa e mettere su famiglia, perché non ho il posto sicuro... sono precario!”
Questa frase la stiamo sentendo milioni di volte... al telegiornale, al bar, nelle trasmissioni di Maria de Filippi o addirittura già all’interno delle aule universitarie.

Il posto fisso e il mutuo.

Tutte le volte che si parla del futuro dei ragazzi italiani si dice che non ce l’hanno, perché non trovano il posto fisso, quello che permetterà loro di accedere al Sancta Sanctorum: il mutuo per comprare la casa.

Poche sere fa ho assistito alla scena dell’ennesimo giovane che in televisione si lamentava di non poter realizzare i suoi obiettivi a causa dell’attuale crisi. E i suoi obiettivi erano il posto fisso e la casa di proprietà.
Ma il vero problema non è il precariato in sé, né il fatto che nessuno sulla faccia di questo pianeta si possa permettere di acquistare un’abitazione in contanti. Che un giovane abbia come sogni il posto fisso e la casa... ecco dov’è lo scandalo! Che un giovane si senta depresso perché non gli riesce di raggiungere questi due obiettivi... ecco dove s’intravede l’oscenità dei tempi che stiamo attraversando!

È incredibile – e francamente deludente – che questo sia il “sogno” d’una generazione di giovani. Io mi ricordo di generazioni di giovani che erano davvero giovani, ossia capaci di esprimere l’energia dirompente di un 25enne. Una delle caratteristiche che fa della gioventù un’epoca da rimpiangere in tarda età è proprio il fatto che da giovani si può sognare, da giovani è tutto ancora davanti. A quell’età possiedi sogni, visioni, valori per cui combattere. Un giovane degno di questo appellativo è uno “che vuole cambiare il mondo”. Molti fra di voi che state leggendo – chi più chi meno – sono passati da questa fase della loro vita piena di possibilità.

Un giovane degno di questo nome dovrebbe sentirsi contento di essere “precario”, perché se leggiamo a un livello più elevato questo termine scopriamo che il precariato implica l’assenza di sicurezze e legami. L’assenza di zavorre morali e preoccupazioni finanziarie. L’angoscia e l’afflizione del dover far quadrare l’economia domestica per non far mancare niente ai tuoi cari... insomma... l’asservimento agli schemi di pensiero dei terricoli, di solito sopraggiungono con la cosiddetta “età matura”, espressione che maschera la totale perdita di ogni residuo di spinta creativa. Che tali preoccupazioni giungano a vent’anni è un fatto piuttosto grave, che richiama alla memoria il dopoguerra, quando i giovani in effetti non esistevano perché non potevano permetterselo.

Il processo di asservimento delle masse – di cui tratto anche nel mio prossimo libro La rinascita italica – sta ottenendo un successo che non si aspettavano nemmeno i suoi ideatori e sostenitori. È difficile trovare un ragazzo che pensi a se stesso in maniera diversa rispetto ai genitori. Se per il nonno e per il papà era importante il posto fisso, per uno strano fenomeno di ricalco mentale diventa importante anche per lui.

Quando si è giovani è obbligatorio sognare l’impossibile, voler cambiare le regole del gioco, invece oggi troppi giovani vogliono solo vincere – o almeno trovare un angolino sicuro – all’interno di un gioco che danno per scontato non possa essere alterato in alcun modo. L’orizzonte del posto fisso è spaventosamente limitato. Piuttosto vado a dormire in un dormitorio e a mangiare alla mensa dei poveri... perché tanto è uguale, sono già stato sconfitto, e allora a che serve che impieghi le mie energie, otto/nove/dieci ore al giorno per vivere ai limiti della sopravvivenza, dentro un ufficio, senza più sogni, aspettando che un cancro metta fine alle mie pene.

Il processo di asservimento delle masse macina terreno a una velocità impressionante, passa da una vittoria a quella successiva. Dopo l’annullamento dell’identità nazionale e la creazione di un’Europa di “province” asservite alla BCE, adesso siamo passati all’estinzione dell’identità personale. Un uomo è ciò sogna, per cui un giovane spento e inchiodato al problema del posto fisso e del mutuo è un essere senza identità. È un guscio vuoto che attende di essere ricevuto nella sala d’aspetto di una banca.

Ma cosa vuol dire precario?
Dante era precario, Baudelaire era precario, anche Salvador Dalì e Nietzsche erano precari. Ogni artista, cantante, filosofo, scrittore è precario. Così come ogni lavoratore autonomo e ogni negoziante. Chiunque si affidi alle proprie capacità creative e imprenditoriali per guadagnarsi da vivere è per definizione “precario”... ma è anche contento di esserlo. La mia vita, per esempio, è precariato puro, vivo nell’incertezza: oggi i miei libri vendono... domani non si sa; oggi gli affari vanno bene... domani non si sa. Il fatto che un ventenne appena uscito dall’università, con un futuro davanti, si pensi come “precario” e si senta afflitto per questo... è un’aberrazione mentale, che non rappresenta lo stato oggettivo delle cose.

Sentire un giovane che parla di pensioni mi stringe il Cuore.
Vedere un giovane che protesta in piazza affinché il suo posto di lavoro sia più sicuro... perché ha paura di essere licenziato... mi fa talvolta credere che non ci siano più speranze. La mediocrità ha vinto, il mindfucking ha sortito il suo effetto distruggendo gli ultimi residui di gioventù che si trovavano dentro i giovani... i quali protestando in piazza contro l’incertezza, non si avvedono di stare lottando contro la loro stessa possibilità di sognare un mondo nuovo. Quando pensano al futuro ormai riescono solo a immaginare lo stesso mondo che c’è oggi... ma più tecnologico. Una fotocopia... di una fotocopia... di una fotocopia... (come si dice in Fight Club)

Servono monaci-guerrieri, ribelli, eretici... che si mettono in proprio e si costruiscono un futuro nonostante gli adulti, la società, i politici e le banche. Servono guerrieri, non mendicanti che protestano per l’articolo 18 e cercano di assicurasi la pensione. Servono avventurieri capaci di vivere senza una mappa, che non hanno bisogno di programmare i prossimi vent’anni della loro vita.

L’unico modo per avere successo è essere speciali, non continuare a nascondersi nelle pieghe del sistema vivendo delle briciole che l’oligarchia al potere ci concede. Sta avvenendo una selezione naturale alla quale sopravviveranno solo i creativi e gli imprenditori di se stessi. Gli altri sono già condannati perché sono già morti, si sono già suicidati... tutti i giorni... in ufficio. L’assenza di creatività e responsabilità tipica di chi è condannato nei gironi impiegatizi è un fenomeno innaturale e presto scomparirà.

Chi ha stipulato un patto con il Diavolo – “segui le direttive e non dovrai mai pensare” “rinuncia alla creatività e alla libertà in cambio della sicurezza” – ne pagherà le conseguenze nei prossimi mesi. Il Diavolo sta venendo a riscuotere ciò che gli spetta.

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

Un film da non perdere : Il pianeta verde!

LO STORDIMENTO MEDIATICO DELLE MASSE

Walter Russel