martedì 29 dicembre 2015

Usa: la rivolta dei generali. Nascosta, ma continua. Maurizio Blondet

“L’ostinata insistenza di Barack Obama che Bashar al-Assad va rovesciato, e che in Siria ci sono ribelli ‘moderati’ ha provocato il silenzioso dissenso, ed anche aperta opposizione, fra alcuni dei più alti generali dello Stato Maggiore Congiunto del Pentagono”: con questo incipit, Seymour Hersh, uno dei massimi giornalisti statunitensi, rivela stupefacenti dettagli di una incredibile resistenza e disobbedienza dei militari Usa. In breve, un gruppo di gallonati, fra cui il generale Martin Dempsey allora capo degli Stati Maggiori (JCS), e il capo della DIA (spionaggio militare), generale Michel Flynn, hanno impedito o ritardato la caduta del regime di Assad…fornendo informazioni di intelligence ai militari siriani. Ma attenzione, non direttamente: hanno mandato “informazione tattica e consulenza operativa” contro i terroristi islamici ai servizi militari di Germania, Israele (sic) e Russia sapendo che, avendo questi dei contatti informali con Assad e i suoi alti gradi, glieli avrebbero passati.


Se la cosa vi sembra troppo contorta, idiota e incredibile, si sappia che Hersh è uno che non da oggi ha fonti altissime nel settore militare Usa che è stato ostile alla presa di potere neocon, ed ha già prodotto importanti articoli sui retroscena indicibili delle guerre americane, dalle atrocità nel carcere di Abu Ghraib alla prova che non fu Assad a lanciare i gas sarin “contro il suo stesso popolo” nel 2013. E l’indizio che le verità che dice sono scomode, è che non vengono accolte dai grandi media americani; uno dei più celebri giornalisti del nostro tempo, oggi 78 enne, è stato persino congedato dal New Yorker (un mensile), ed ora deve scrivere le sue esplosive rivelazioni sul britannico London Review of Books.
Seymor Hersh e le sue scomode verità
Seymor Hersh e le sue scomode verità
En passant, la lunghissima ultima inchiesta di Hersh rivela che la Cia ha continuato ad armare i terroristi anti-Assad, senza distinzione fra moderati ed estremisti, con navi  piene di armi prese dagli arsenali del rovesciato Gheddafi in Libia “via Turchia”. “L’operazione è stata condotta dal 2011 da un annesso clandestino della Cia a Bengasi, col tacito assenso del Dipartimento di Stato [allora diretto da Hillary Clinton, ndr.]…Christopher Stevens, l’ambasciatore Usa che è stato ucciso durante l’attacco che ha incendiato l’ambasciata, ebbe un incontro l’11 settembre del 2012, poco prima di morire, con un dirigente della compagnia di navigazione di Tripoli Al-Marfa Shipping and Maritime Services, che come sapeva il Capo degli Stati Maggiori, gestiva   la spedizione di armamenti”. Comprate a caro prezzo a fondamentalisti e tagliagole libici. E’ sempre più probabile che l’attacco in cui fu ucciso (e stuprato da morto) l’ambasciatore sia stato  l’esito di un litigio sui prezzi. Fra gangsters.
Hersh
Hersh
Era dal 2006, dunque dalla Amministrazione Bush, che l’ambasciata Usa fianziava l’opposizione in Siria (nel 2006 con 5 milioni di dollari); Obama ha continuato la stessa politica, nonostante i consigli contrari e sempre più urgenti dei militari: la caduta di Assad provocherà solo il caos, come in Libia.   Ma “gli Stati Maggiori” giunsero alla conclusione che “era impossibile per loro controbattere direttamente” l’ostinazione di Obama, che (si lascia intendere) ha sempre sostenuto i sauditi e i Fratelli Musulmani, ciecamente, rigettando i rapporti militari che (tra l’altro) sottolineavano che la Turchia conduceva un suo doppio gioco.

Il Pentagono inganna la Cia

“Non c’era modo di bloccare le spedizioni di armi, essendo esse autorizzate dal presidente” – prosegue Hersh,citando un “consigliere degli Stati Maggiori Riuniti” ( JCS) che è la sua anonima fonte (ed è chiaramente uno dei generali della fronda), allora “La Cia fu avvicinata da un rappresentante dello Stato Maggiore  che suggerì: ci sono disponibili armamenti molto meno costosi negli arsenali turchi, che possono arrivare ai ribelli in Siria nello spazio di giorni e senza richiedere una spedizione navale”. La Cia accettò il suggerimento. Ma la gola profonda del JCS dice: “Noi abbiamo lavorato con turchi che sapevamo per certo non essere lealisti   pro-Erdogan, e da loro abbiamo ottenuto che mandassero ai jihadisti in Siria le armi più obsolete dell’arsenale, fra cui carabine M1 mai viste in giro dai tempi della guerra di Corea”. Poco dopo, Assad capì il messaggio: c’erano in Usa amici che “hanno il potere di sminuire la direttiva presidenziale nella sua realizzazione”. Dai quali, quindi, poteva accettare le “indirette relazioni di intelligence” e consigli operativi.
Un’amicizia di lunga data. Un alto esponente dela “Intelligence community”americana dice ad Hersh: “Dall’11 Settembre, Bashar ci è stato estremamente utile: nel 2002 ha autorizzatolo spionaggio siriano a passarci centinaia di dossiers sulle attività della Fratellanza Musulmana in Siria e Germania. Nello stesso anno, ci ha aiutato a sventare un attentato di Al Qaeda contro il quartier generale della 5ta Flotta in Bahrein, anzi Assad “accettò di dare alla Cia il nome di un informatore vitale interno ad Al Qaeda. In violazione dell’accordo, la Cia ha contattato l’informatore direttamente; costui ha rigettato l’approccio, e troncò i rapporti con i suoi gestori siriani”.
Una serie di servizi preziosi per i militari Usa, che la Casa Bianca ha ripagato come si sa: “Assd must go”, ed armi ai tagliagole. Prospettiva che oltretutto farebbe mancare ai congiurati del Pentagono una fonte essenziale di informazioni, che certo non sarebbe sostituita con l’instaurazione del Califfato. Stesso discorso per la Russia di Putin: amicizia e stima per l’uomo del Cremlino che ha le stesse loro preoccupazioni sul pericolo islamista, non condivise dal presidente. Come ha detto il generale Flynn nella recente intervista allo Spiegel (dove ha accusato Obama di volere deliberatamente la presa del potere del Califfato in Siria): “Dobbiamo lavorare in modo costruttivo con la Russia…non puoi dire che la Russia è cattiva, che deve andarsene dalla Siria; non succederà. Siamo realistici”. Per la sua posizione, Flynn “è incorso nella furia dell’Amministrazione” che lo  ha licenziato. Quanto al generale Dempsey – che Hersh descrive “esterrefatto dal continuo appoggio che Obama ha dato a Erdogan” – è stato sostituito de un generale Joseph Dunford, che davanti alla Commissione senatoriale competente, prima di assumere la carica: “Se volete che indichi una nazione che rappresenta un pericolo esistenziale per gli Stati Uniti, devo indicare la Russia”.

La fronda è utile

Insomma, si deduce, la strana “fronda militare” contro Obama e a favore di Assad (e di Putin) pare sconfitta – e forse è questo il motivo per cui ha passato ad Hersh le esplosive rivelazioni. Resta la domanda su questa alta crema militare Usa, perfettamente cosciente che la politica di “guerra a terrorismo globale” è rovinosa politicamente, militarmente e moralmente, a cui sono costretti dal governo Usa, non sappia o non possa ribellarsi apertamente. Già all’indomani dell’11 Settembre – che è stato il colpo di Stato con cui i neocon hanno lanciato la Superpotenza nelle guerre per destabilizzare i nemici di Sion- non pochi a Washington hanno sperato in un “golpe democratico” da parte dei generali, i soli a poterlo attuare. Invece fanno la fronda.
Difficile giudicarli. Forse è meglio ricordare le volte in cui la fronda dei generali ha scongiurato il peggio. Già molte volte. Nell’aprile 2006, quando “Bush e Chenei avevano deciso seriamente di bombardare la centrale iraniana di Natanz con l’atomica”, e il  capo degli Stati Maggiori di allora, il generale dei Marines Peter Pace, si oppose apertamente e  con tanta forza, da ottenere che “l’opzione nucleare” fosse cancellata.
Non per molto. Il 29 agosto 2007, un bombardiere strategico B-52 decollò dalla base di Minot (Nord Dakota) e fece scalo dopo ore di volo a Barksdale, in Louisiana, per rifornirsi di carburante. Allora il personale si accorse che sotto le sua vaste ali, il Boeing aveva sei missili da crociera AGM-129 armati con altrettante testate atomiche W80-1, già attivate. Furono gli ufficiai della US Air Frce di stanza a Barksdale ad impedire che l’aereo con le bombe ripartisse per la sua ignota destinazione, riuscendo a capire che il carico e armamento di tali testate era avvenuto “scavalcando” completamente non solo le norme di sicurezza complesse e strettissime, ma la catena di comando – modo discreto di dire che l’ordine era venuto da Dick Cheney, il vicepresidente. Lo scandalo fu soffocato. Ci furono morti sospette   fra i militari che avevano sventato il volo della morte.
Le sei testate atomiche
Le sei testate atomiche
Nell’autunno dello stesso 2007 l’ammiraglio William Fallon, allora comandante del CENTCOM, si oppose ad un ennesimo tentativo di aggredire l’Iran, che stava architettando il generale Petraeus, allora suo sottoposto, e che apostrofò come segue: “Sei un leccaculo, un vile, il tipo di persone che detesto”.
Solo la storia ci dirà se questi gallonati, che invece di ribellarsi resistono occultamente e sotterraneamente ai loro capi civili,  sono degli arrivisti preoccupati della carriera o invece sono degli eroi che hanno adottato il solo metodo praticabile per attenuare la follia della Superpotenza-Mostro.
Solo la storia ce lo dirà, se ci sarà ancora una storia.

Prova tecnica di attentato? Ma cosa andate a pensare… Maurizio Blondet

Prova tecnica di attentato? Ma cosa andate a pensare…

Sono stato letteralmente inondato da mail e messaggi di   lettori su questo fatto. Sicchè lo riporto, come è apparso su Il Tempo di Roma:
Drone viola la no fly zone vaticana Denunciati due trentenni israeliani 
Preoccupazione a San Pietro per l’oggetto volante fatto decollare da Ponte Umberto I 
La no fly zone per il Giubileo violata due volte in meno di quindici giorni. Un drone con tanto di telecamera ha sorvolato il Biondo Tevere fino a sfiorare il Cupolone eludendo per pochi, lunghissimi minuti, il sistema di sicurezza. «Eravamo a Castel Sant’Angelo, dove c’è l’ufficio mobile per il coordinamento delle operazioni nell’area, quando ci siamo visti volare sulla testa quel drone. Lo abbiamo seguito con gli occhi, lungo il Tevere e poi fino a via della Conciliazione. Ci siamo messi a cercare subito chi lo stesse pilotando, ormai a cinquanta metri dalla Basilica di San Pietro, e a ponte Umberto I abbiamo notato due ragazzi con un telecomando e sequestrato quell’apparecchio molto professionale, con un obiettivo da 12 mega pixel e una risoluzione 4k: insomma, non certo un giocattolo». L’agente della Polizia Locale, gruppo GSSU, che ieri mattina alle 8,30 ha visto per primo il drone sorvolare il cielo sopra la Città Santa, ha ancora la voce rotta dalla preoccupazione.
È il secondo episodio a distanza di 12 giorni dal fermo del 31enne turco sorpreso in piazza del Colosseo mentre con quattro connazionali manovrava un quadricottero radiocomandato identico al «Phantom 3» sequestrato ieri. Due israeliani, denunciati per violazione del codice della navigazione aerea e dell’ordinanza prefettizia, hanno avuto modo di trascinare il trolley con il marchingegno all’interno fino a ponte Umberto I. Da lì hanno montato sul parapetto l’apparecchio con la telecamera, facendolo volare per tutta la lunghezza del Tevere fino a San Pietro. All’arrivo degli agenti del reparto «Centauro», i due – 33 e 32 anni, entrambi consulenti finanziari a Tel Aviv e incensurati – si sono mostrati sorpresi ma per niente intimoriti. Sprovvisti di documenti, sono stati portati nell’ufficio della Polizia Scientifica per i rilievi fotodattiloscopici prima di esser rimessi in libertà. Allertata anche la Digos per gli accertamenti attraverso database, Interpol e Europol, è stata poi disposta la perquisizione nella camera d’albergo dove i due alloggiavano, in via delle Muratte, a due passi dalla Fontana di Trevi. Richiesta anche la collaborazione delle autorità diplomatiche israeliane, non è però emerso alcun elemento di pericolosità e i due sono riparti ieri sera come da programma. Ai due sono stati sequestrati sia il drone super accessoriato da 2mila euro che le sim dei telefoni cellulari sui quali i filmati potevano essere scaricati in tempo reale.  Silvia Mancinelli “
Evidentemente i lettori vogliono che commenti il fatterello: prova tecnica di false flag?, domanda l’amico Galoppini. Il quale aggiunge: pensate se fossero stati due musulmani, che titoloni in prima pagina dei grandi media: “Sventato attentato dell’ISIS contro Papa Francesco! Due arrestati! Scoperta e smantellata la cellula terrorista che minacciava..” e bla bla..
Qual commento migliore? Altro non mi viene in mente. Se non forse il titolino che Il Tempo appone sopra al titolo sul fatto: “MINACCIA ISLAMICA”. E’ vero, anche se il sopralluogo lo fanno degli israeliani, la minaccia è islamica. Per definizione.
Altro non ho in mente. Magari   una lode ai “consulenti finanziari di Tel Aviv” per essere risultati privi di documenti. E’ ben noto che i terroristi islamici più professionali e scafati  cascano su questo punto debole: si portano dietro i documenti d’identità e li perdono, dimenticano, abbandonano sul luogo del delitto o nelle auto che hanno usato per scapparne, il che permette di accertarne identità senza ombra di dubbio: trattasi di islamici. E’ confortante vedere come gli israeliani invece, quando vengono a Roma per far volare i loro droni con telecamere ad alta definizione, cogliendo immagini che possono essere scaricate in tempo reale coi loro smartphones, non si fanno trovare coi passaporti in tasca. Li avranno lasciati in albergo? Così nessuno sa chi sono. Anche la Digos, dopo averli beccati e fotografati, tace i loro nomi: che delicata discrezione, e non possiamo che approvarla. Non erano loro i terroristi, non potevano esserlo: son israeliani, perbacco.

Perché certi agenti possono essere così dilettanti

Non mi viene in mente niente. Siete troppo malfidenti cari lettori, a sospettare subito che i due consulenti finanziari di Tel Aviv stessero facendo un sopralluogo per il prossimo imminente attentato dell’ISIS che l’ISIS ha promesso nei suoi comunicati, destinato a insanguinare il Giubileo di Sua Popolarità Mediatica. Non può essere, e per un motivo: come possono essere così sprovveduti da farsi notare e segnalare da passanti?
Adesso per caso mi viene in mente che altri israeliani furono anche più sprovveduti Fu l’11 Settembre 2001.   Una cameriera che puliva un appartamento al di là dell’Hudson, affacciatasi a vedere le Torri in famme, scorse dei giovanottoni che, su un camion di traslochi, si fotografavano a vicenda tenendo sulla sfondo le Twin Towers colpite, tutti contenti: saltavano di gioia, facevano V con le dita, si davano il cinque. La cameriera prese la targa. La polizia di New York li rintracciò il furgone – era di un’agenzia di traslochi chiamata Urban Moving Systems –  e c’erano “a bordo cinque giovani israeliani: Silvan e Paul Kurzberg, Yaron Shmuel, Oded Ellner e Omer Marmari. Costretti con la forza ad uscire dal veicolo e stesi a terra, l’autista Sivan Kurzberg disse questa strana frase: “Siamo israeliani. Non siamo noi il vostro problema. I vostri problemi sono i nostri problemi. I palestinesi sono il problema.” Le fonti della polizia resero noto che “C’erano mappe della città nel furgone, con certi punti evidenziati”.
I cinque israeliani danzanti
I cinque israeliani danzanti
Ai giovanottoni furono trovati “quasi 6000 dollari in contanti e biglietti aerei in bianco per l’estero, più passaporti di varie nazionalità”. Per una volta, documenti compromettenti. I peggiori sospetti si addensavano sui ragazzoni, due dei quali (i Kurzberg) identificati dall’FBI come agenti del Mossad: se le Twin Towers erano cadute per una magistrale demolizione controllata con esplosivi, cosa di meglio di agenzie dei traslochi per andare e venire nei due grattacieli (che erano sostanzialmente degli uffici noleggiabili a giornata) apparendo come semplici movimentatori di mobili? Di fatto nei montacarichi delle Towers (ciascuna aveva 155 ascensori ) era un continuo viavai di facchini e che portavano carichi voluminosi.
Il sospetto crebbe quando il proprietario della Urban Moivng Systems, che si chiamava Dominic Suter ed era israeliano, appena seppe che i suoi ragazzoni s’eran fatti beccare, tagliò la corda – lasciando addirittura i computer accesi negli uffici della ditta – e riparò in Israele.
Alcuni furgoni della ditta avevano sulle   fiancate questa immagine. Per mesi, prima dell’attacco alle Towers, avevano girato per Manhattan con questa profezia dipinta.
Profetiche decorazioni sul furgone
Profetiche decorazioni sul furgone
La domanda anche allora fu: come hanno potuto essere così grulli? Da farsi notare a festeggiare per il crollo del World Trade Center? Da farsi beccare dai poliziotti e farsela sotto farfugliando frasi assurde?
La risposta è: loro possono. Possono permettersi di essere citrulli, mostrare comportamenti d dilettanti. Quelli della Urban Moving Systems se la cavarono perché uno dei procuratori penali di New York, invece di trattenerli (come voleva l’FBI) li espulse per aver lavorato senza permesso in America. Sottraendoli alle indagini.
Michae Chertoff
Michae Chertoff
Il procuratore che dirigeva la divisione penale allora era Michael Chertoff, figlio di un rabbino e di una pioniera del Mossad.Pochi mesi dopo, i presidente Bush jr. l’avrebbe nominato capo del Dipartimento Sicurezza Interna.

Ma sono storie che molti di voi già conoscono. Quindi nessun commento. Non vi preoccupate, almeno finché non vedete dei furgoni di traslochi girare pe Roma con dipinta la cupola di San Pietro…Una domanda: perché c’è stata “preoccupazione a San Pietro per l’oggetto volante fatto decollare da Ponte Umberto I”? Certamente la preoccupazione è rientrata adesso che  sanno chi faceva volare il drone. Gente buonissima, amata da Gesù, che non ha bisogno di essere convertita, dato che è santa ed eletta per definizione. Mica sono francescani  dell’Immacolata: quelli sì sono sospetti. Difatti hanno aggravato la prigionia di padre Manelli, pericolosissimo terrorista.

mercoledì 16 dicembre 2015

La paura della febbre danneggia i nostri figli?

La paura della febbre danneggia i nostri figli?
A cura di Archimede, scritto da Edda Ovest
Parliamo di uno dei più diffusi paradigmi nel mondo della salute. Non c’è niente di più profondamente radicato della paura alla base della convinzione che senza vaccinazioni siamo condannati ad essere attaccati da una miriade di malattie mortali. Nell’ombra di questa convinzione, la “paura della febbre” ci obbliga a sopprimere la febbre ogni volta che sorge, assicurando così la nostra prigionia al monopolio della medicina, orientato alla malattia. L’impero medico/farmaceutico ci fustiga con queste tattiche, imprimendo la paura nella psiche collettiva, lo strumento preferito con cui si dominano le masse per farci incamminare lungo il pendio scivoloso verso la distruzione della salute e la dipendenza dal farmaco.
Vaccinazioni e soppressori della febbre, insieme all’uso eccessivo di antibiotici e l’esposizione a contaminanti chimici nell’ambiente, sono alla base del declino della vitalità e della salute dei bambini, che si manifesta su larga scala con la disattivazione della funzione immunitaria e neurologica, e con un’ondata di malattie croniche in molti segmenti della società odierna. I bambini, in particolare, sono stati colpiti duramente in quanto sono i componenti più vulnerabili di questa società. Emergono ora nuove prove sul fatto che i farmaci soppressori della febbre potrebbero essere un altro fattore che contribuisce all’epidemia esplosiva di disturbi dello sviluppo neurologico, come l’autismo.
Come amorevoli genitori, noi vogliamo naturalmente aiutare i nostri figli affinché si sentano meglio quando le febbri, inevitabili influenze, raffreddori e malattie varie sorgono durante l’infanzia. Molti ricorreranno a comuni farmaci da banco per eliminare la febbre e alleviare i sintomi, nella convinzione che questi prodotti siano affidabili, efficaci e sicuri. Ma qual è il vero grado di sicurezza? E quali sono i rischi quando la febbre viene soppressa e i sintomi mascherati? La febbre ha forse una funzione fondamentale nella lotta della malattia che abbiamo perso di vista?
Vi è un’abbondanza di prove scientifiche a sostenere che la febbre porti benefici nella lotta contro infiammazioni virali e batteriche e che abbia un ruolo importante nel processo di guarigione. La febbre aumenta il tasso di sopravvivenza durante le malattie infettive. Questa è un’informazione di base che non ha ancora raggiunto la maggioranza delle persone. Rimangono disinformate e fuorviate dalla propaganda farmaceutica e dai medici che ancora sostengono spudoratamente l’uso di farmaci antipiretici al primo segno di una febbre. Il mito che le febbri non curate porteranno a convulsioni e danni al cervello si protrae fino alla nausea.
La febbre è calunniata, fraintesa e vista come nemico da temere, piuttosto che un alleato che segnala al sistema immunitario di prepararsi per l’azione.
L’aspirina una volta era comunemente usata per sopprimere la febbre, fino a quando non è stata collegata alla sindrome di Reye quando somministrata ai bambini con infezioni virali come l’influenza e la varicella. La sindrome di Reye è una malattia spesso mortale che colpisce il cervello e il fegato, un’importante ragione per la quale i medici sono passati all’acetaminofene (o paracetamolo), che ora sappiamo essere la causa principale dell’insufficienza epatica. Insomma, un disastro dopo l’altro!
L’acetaminofene è un ingrediente talmente comune usato sia nei farmaci da banco che nei farmaci da prescrizione, che molte persone possono non essere a conoscenza della sua presenza. E’ contenuto in molti farmaci comuni per la febbre, dolori, raffreddore e influenza. Health Canada, l’agenzia per la salute canadese avverte che l’uso eccessivo di questi farmaci da banco può portare a grave tossicità epatica e morte.
I genitori devono essere particolarmente cauti quando somministrano ai bambini prodotti contenenti acetaminofene. Ad esempio, il genitore di un bambino con una malattia simil-influenzale può utilizzare un prodotto per curare la febbre del bambino e un altro per il trattamento del naso che cola, senza rendersi conto che entrambi i prodotti contengono gli stessi ingredienti. Un articolo pubblicato di recente ha identificato l’overdose di acetaminofene come la causa numero uno di insufficienza epatica acuta negli Stati Uniti, e la maggior parte di questi sovradosaggi erano non intenzionali. Spesso, diversi preparati della stessa marca (ad esempio, Tylenol Pain e Tylenol Sinus) o farmaci diversi per gli stessi sintomi (ad esempio Tylenol Cold, Neo-Citran e Sinutab) si trovano comunemente in casa e, quando usati insieme, possono portare ad un overdose”. (1)
E’ importante capire che la febbre non è una malattia, ma piuttosto un sintomo di una malattia. Controversie che circondano la gestione della febbre causano enorme ansia nei genitori, si traducono spesso in una reazione istintiva, avendo paura tentano di sconfiggere la febbre con i farmaci. Finché rimaniamo prigionieri del mito medico che dice che la natura ha fatto un errore nel causare la febbre, i nostri figli saranno messi a rischio. Vi è l’urgenza di riesaminare i principi di base sulla natura della febbre e il suo ruolo evolutivo nella sopravvivenza della specie umana.
Febbri alte durante alcune malattie come il morbillo e la rosolia, sono necessarie per espellere il virus. In uno studio clinico su 56 bambini durante un’epidemia di morbillo in Ghana, in Africa nel 1967, era una pratica standard trattare tutti i casi di morbillo con sedativi, antipiretici come l’aspirina e Tylenol, sedativi della tosse, e se necessario anche con antibiotici. Nella prima metà dell’epidemia, il 35% dei bambini sono morti. Ma i medici curanti hanno osservato che i bambini che sono sopravvissuti erano quelli che avevano avuto febbri più elevate e eruzioni cutanee più gravi di quelli che sono morti. Anche se all’inizio della malattia quelli che sono morti sembravano star meno male di quelli sopravvissuti, presero poi la polmonite e morirono.
In una conferenza sui rischi dei vaccini nel 2000, il dottor Philip Incao ha citato questo studio come un esempio sul ruolo vitale della febbre. “I medici cominciarono a pensare che le febbri elevate e le eruzioni cutanee avevano aiutato l’organismo ad eliminare il virus del morbillo dal corpo e quindi maggiore sopravvivenza. E così a metà di questa epidemia di morbillo, i medici hanno rivisto il loro trattamento non somministrando sedativi, aspirina o Tylenol, né soppressori della tosse, ma soltanto antibiotici, antimalarici e trasfusioni di sangue in caso di necessità. In questo gruppo, anch’esso di 56 bambini, solo il 7% è morto, contro il 35% del primo gruppo. Questa è una dimostrazione drammatica, ma ce ne sono molte altre, che danno vitale importanza al principio fondamentale che è pericoloso sopprimere una reazione infiammatoria”.
Ippocrate lo riconobbe più di duemila anni fa. In ogni malattia infiammatoria infettiva, ciò che viene scaricato dal corpo può essere spaventoso a vedersi, ma non è quello che ci uccide. Ciò che può ucciderci proviene dagli effetti tossici di quello che rimane all’interno del corpo e non viene espulso”.
Quello che ho letto in questo studio venti anni fa conferma quello che ho vissuto nella mia pratica, cioè che i bambini che hanno prodotto febbri più elevate, forti eruzioni cutanee e abbondanti escrezioni di muco e pus, sono sani e più robusti e hanno sistemi immunitari più forti rispetto ai bambini che hanno prodotto questi sintomi con una minore intensità. Nella mia pratica, questi bambini robusti che hanno vigorosamente esternato e curato le loro infezioni spontaneamente, spesso senza antibiotici, nella loro vita hanno avuto poco o niente a che fare con antibiotici, antipiretici o vaccinazioni. Invece gli altri bambini che hanno avuto tutte le vaccinazioni, un sacco di antipiretici e antibiotici - quelli che hanno avuto trattamenti medici che sopprimono e interiorizzano - questi bambini non hanno mai avuto una febbre alta. E proprio questi bambini sono quelli che hanno più probabilità di avere allergie e problemi autoimmuni”. (2)
La diffusa convinzione che la febbre sia pericolosa e deve essere soppressa, non tiene conto delle prove scientifiche che dimostrano il suo ruolo benefico nelle malattie infiammatorie. Il sistema immunitario dipende dal ruolo fondamentale della febbre per svolgere una miriade di compiti attrezzandosi a combattere le infezioni. Una ricercatrice neozelandese, Hilary Butler ha messo insieme un impressionante elenco di citazioni tratte dalla letteratura medica per dimostrare questo punto. Siamo grati per il suo lavoro, e includiamo queste citazioni come addendum a questo articolo.
I medici fanno un pessimo servizio per voi e il vostro bambino quando prescrivono farmaci per ridurre la febbre” dice il Dott. Robert Mendelsohn, pediatra e autore di “Come crescere un bambino sano, nonostante il medico”. “La fobia della febbre è una malattia dei pediatri, non dei genitori, e nella misura in cui i genitori sono vittime di essa, i medici sono in difetto.” Ai genitori viene fatto credere che la temperatura del loro bambino continuerà ad aumentare a meno che non vengano prese misure per controllarla. “Non vi dicono che ridurre la sua temperatura non aiuterà il bambino a guarire, o che il suo corpo ha un meccanismo interno, non completamente spiegato, che impedisce alla temperatura indotta dall’infezione di raggiungere i 106° F” (41° C). (3)
Mendelsohn sottolinea che “solo in caso di colpo di calore, avvelenamento o altre febbri da cause esterne, questo meccanismo corporeo viene sopraffatto e reso inefficace”. Questo è vero anche nei casi di reazioni ai farmaci e di overdose.
“Febbre: Difesa del tuo corpo contro le malattie” è il titolo del capitolo 7 nel libro del Dr. Mendeloshn, che senza dubbio è una delle migliori linee guida mai scritte per i genitori alla ricerca di un’equilibrata e precisa prospettiva del ruolo benefico e protettivo della febbre nei bambini. Egli condanna la pratica inutile e pericolosa di soppressione della febbre attraverso i medicinali. “Se il tuo bambino contrae un’infezione, la febbre che la accompagna è una benedizione, non è niente di male. Il rilascio spontaneo di pirogeni porta la temperatura corporea a salire, innescando il meccanismo di difesa naturale necessario per combattere la malattia. La presenza di febbre indica che i meccanismi di riparazione del corpo sono entrati in funzione. E’ qualcosa per cui gioire, nulla da temere”. (3)
Mendelsohn controbatte il mito che la febbre alta provochi convulsioni. “Molti genitori hanno paura della febbre, perché hanno assistito ad una crisi convulsiva e credono che se ne potrebbe verificare una nel loro bambino se si permettesse alla sua temperatura di salire troppo. La febbre alta non causa convulsioni. Possono raramente verificarsi quando la temperatura aumenta in modo estremamente rapido. Si stima che solo il 4 per cento dei bambini con febbre alta sia soggetto a convulsioni. Per giunta non vi è alcuna prova che le convulsioni causino postumi gravi”. (3)
Le febbri prodotte da infezioni virali o batteriche non causano danni al cervello o danni fisici permanenti. La febbre è un sintomo comune nei bambini e non è segnale di malattia grave, a meno che non sia associata a cambiamenti importanti dell’aspetto, del comportamento o altri sintomi quali difficoltà respiratorie, estrema stanchezza o perdita di coscienza. L’intensità della febbre non è una misura della gravità di una malattia”. (3)
Numerosi studi hanno dimostrato che la febbre aumenta la risposta immunitaria stimolando la mobilità e l’attività dei globuli bianchi detti leucociti, che disattivano batteri e virus e rimuovono le cellule danneggiate. La febbre innesca una sequenza complessa di attività immunitarie. Le proprietà antivirali e antibatteriche dell’interferone aumentano in presenza di febbre. Con l’aumento della temperatura, il ferro viene rimosso dal sangue e immagazzinato nel fegato, ostacolando ulteriormente il moltiplicarsi dei batteri. Studi su febbri indotte artificialmente negli animali da laboratorio, affetti da malattia, hanno dimostrato che temperature elevate favoriscono la sopravvivenza, mentre le temperature abbassate aumentano il tasso di mortalità. (4)
Vi è tuttavia un’eccezione. Quando la febbre si presenta in un neonato nelle prime settimane di vita, è bene essere cauti. “I neonati possono soffrire di infezioni correlate agli interventi ostetrici durante il parto, condizioni prenatali o ereditarie, polmonite da aspirazione di liquido amniotico nei polmoni causata dall’eccessiva medicazione della madre durante il parto... e l’esposizione alla miriade di germi che abbondano negli ospedali”, scrive il dottor Mendelsohn. Egli consiglia ai genitori di consultare un medico se il bambino contrae la febbre nei primi due mesi di vita.
L’allattamento al seno svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle infezioni nei neonati. Bambini allattati al seno sono super protetti da una vasta gamma di agenti patogeni e hanno un minor rischio di sviluppare febbri nei primi mesi di vita.
La barriera sanguigna del cervello non è ancora intatta nelle prime 6 settimane di vita. Perciò la febbre nei bambini molto piccoli necessita un alto livello di cautela, vista la facilità con cui gli agenti patogeni, virus o batteri che siano, possono accedere al cervello e al sistema nervoso del bambino, creando un più alto rischio di meningiti. Quando viene consultato il medico per un bambino febbricitante con meno di 6 settimane di età, questi può adottare procedure invasive come punture lombari, antibiotici, steroidi e soppressori della febbre, i quali non sono privi di rischi. Se un genitore si oppone al metodo di trattamento, potrebbe incontrare ostilità da parte del personale medico, come recentemente accaduto a una mamma del distretto di Boise negli USA, che ha perso la custodia della sua bambina, quando la portò al pronto soccorso locale per un check-up.
La bambina era stata intrattabile e febbrile per tutto il giorno, e la madre volle assicurarsi che tutto fosse a posto. Ha acconsentito agli esami del sangue, delle urine, ai raggi X e alle flebo, ma ha rifiutato la puntura lombare, voleva aspettare i risultati delle analisi. La madre ha calcolato che al 95% di probabilità la sua bambina non avesse la meningite e che potesse soffrire dello stesso raffreddore che aveva colpito gli altri membri della famiglia. La sua decisione di rinunciare alla puntura lombare e alla somministrazione di antibiotici ha indotto l’ospedale a chiamare i servizi sociali che le tolsero la bambina. Il medico pensò che la vita della bambina fosse in pericolo perché la madre rifiutò il “trattamento salvavita”, nonostante il fatto che la bambina fosse notevolmente migliorata già dopo alcune ore di flebo.
Sembrerebbe prudente durante i primi mesi di vita, vista la vulnerabilità, proteggere i neonati dall’esposizione a qualsiasi situazione o procedura che li potrebbe mettere a rischio di febbre. Eppure, la maggior parte dei neonati e dei bambini piccoli vengono vaccinati nelle prime 6-8 settimane di vita. I medici sanno bene che l’iniezione del cocktail di vaccini contenenti una miscela di particelle virali/batteriche, proteine estranee, coadiuvanti e conservanti chimici può innescare una reazione febbrile in un gran numero di bambini. Anticipando tutto ciò, spesso consigliano ai genitori di dare al bambino dosi di “baby Tylenol” (l’equivalente della Tachipirina) prima di vaccinarlo. In seguito alla vaccinazione, i genitori preoccupati che chiamano lo studio medico con un intrattabile e febbricitante bambino appena vaccinato, vengono rassicurati che “è perfettamente normale - niente di cui preoccuparsi, basta dare al bambino un po’ di Tylenol”.
Nella determinazione ad avviare programmi di vaccinazione il più presto possibile, vi è una strana e ostinata cecità tra i medici vaccinatori. Perché non hanno alcuna preoccupazione per l’impatto delle febbri indotte da vaccino nei bambini durante questo periodo critico della giovane vita? Per quale ragione una febbre spontanea che sorge nel neonato è vista come una potenziale emergenza medica, ma se la febbre è indotta dal vaccino, la stessa febbre viene considerata “normale” e si consiglia ai genitori di sopprimerla con antipiretici?
La mentalità medica che impone programmi di vaccinazione nella prima infanzia, viola un principio fondamentale di precauzione nella sua mancanza di rispetto per la fragilità del bambino e l’immaturità e vulnerabilità del suo cervello, sistema nervoso e sistema immunitario. Osservate come si adottano, in queste sostanze, due pesi e dure misure. Da una parte viene consigliato ai genitori di richiedere immediatamente assistenza medica se la febbre si sviluppa nel neonato, ma dall’altra i genitori sono soggetti a forti pressioni per sottoporre i loro bambini a multipli vaccini, nonostante il fatto che queste iniezioni siano la prima causa di febbre nei bambini piccoli. La febbre viene consapevolmente indotta durante queste prime settimane di vita attraverso le vaccinazioni, quando il buon senso e l’istinto dovrebbero prevalere per proteggere il bambino.
E non sono solo le febbri indotte dalle vaccinazioni che sollevano dubbi. La febbre è segno della risposta immunitaria del neonato all’inoculazione artificiale di virus, batteri e agenti chimici che è costretto ad affrontare, ma la domanda più importante è – quali saranno i futuri effetti di queste sostanze tossiche, ora che hanno accesso al flusso sanguigno, agli organi vitali e all’immaturo sistema nervoso/cervello? E qual è l’ulteriore danno che si verifica quando la febbre viene poi trattata con antipiretici bloccando la normale mobilitazione del sistema immunitario?
Il Dr. Anthony R. Torres, direttore del laboratorio biomedico presso la Utah State University sta attualmente sviluppando una nuova teoria sulle cause dell’autismo. La sua ipotesi è che la soppressione della febbre possa essere una delle cause dell’autismo e dei disturbi dello sviluppo neurologico.
Il Dr. Torres sta vagliando evidenze che suggeriscono che le cause dell’autismo sono da ricercare nelle infezioni, sia della madre in stato di gravidanza, che del bambino. “La maggior parte delle infezioni provocano la febbre, che poi viene sistematicamente controllata con antipiretici come l’acetaminofene. Il blocco della febbre inibisce i processi di protezione contro gli attacchi dei microbi, evolutisi nel corso di milioni di anni. Le attività immunologiche nel sistema nervoso centrale hanno un ruolo in questi processi protettivi”. (4)
Le infezioni patologiche, incluse quelle da vaccinazioni, provocano comunemente la febbre. Ad esempio, il 50-60% dei bambini sviluppano la febbre dopo aver ricevuto il vaccino MMR” e vengono regolarmente trattati con la Tachipirina. Molti genitori riferiscono che i loro bambini sono caduti nell’autismo dopo la somministrazione del vaccino MMR. Il Dottor Torres ha anche rilevato che “il 43% delle madri con un bambino autistico ha avuto infezioni alle vie respiratorie superiori, influenza, infezioni delle vie urinarie o vaginali durante la gravidanza, rispetto a solo il 26% delle madri nel gruppo di controllo”, suggerendo che in alcuni casi l’autismo può essere collegato a “postumi di infezioni patogene, soprattutto quelle di origine virale”. (4)
Sopprimere la febbre durante la gravidanza e il travaglio, può influenzare il feto. La ricerca ha dimostrato che l’acetaminofene “diminuisce in modo significativo l’IL-6 (interleuchina6) nel siero materno e fetale”.
L’IL-6 è un fattore immunitario che il neonato non è in grado di produrre alla nascita e che viene trasmesso dalla madre. Un comunicato dalla British Thoracic Society avverte che un recente studio collega il paracetamolo, un farmaco basato sull’acetaminofene simile al Tylenol, all’asma infantile quando viene utilizzato dalla madre in gravidanza. (5)
Il sistema nervoso centrale e decine di fattori del sistema immunitario lavorano in sinergia per portare ad un ottimale funzione immunitaria. Ciò che colpisce uno colpisce anche l’altro. Il Dr. Torres evidenzia il fatto che l’acetaminofene è un agente immunosoppressivo. Con un linguaggio molto tecnico, descrive le complesse attività avviate dal sistema immunitario ed i molti segnali inoltrati ai centri di controllo nel cervello quando il corpo sta combattendo organismi patogeni. L’attivazione di pirogeni stimola l’aumento della febbre e “la produzione di diverse citochine (cellule immunitarie) da organi nelle viscere (intestino)”, essendo l’intestino l’organo immunitario principale e più grande del corpo. Segnali chiave trasmessi lungo il nervo vago che collega il percorso immunitario intestino/cervello e che sono normalmente mediati dalle prostaglandine, possono essere bloccati dagli antipiretici come l’acetaminofene, facendo così deragliare le complesse sequenze di segnali immunitari che scorrono tra l’intestino e il cervello. (4)
Il Dr. Torres postula che la soppressione delle febbri con antipiretici, che siano indotti da infezioni o vaccinazioni, interferisce con il normale sviluppo immunologico nel cervello, portando a disturbi dello sviluppo neurologico in alcuni individui geneticamente e immunologicamente predisposti. Gli effetti si possono verificare in utero o in età molto giovane, quando il sistema immunitario è in rapido sviluppo. (4)
Kathy Blanco, presidente di Childscreen, lei stessa madre di bambini autistici, prevede che questa ricerca non risulterà popolare con la medicina tradizionale e che sarà "una potenziale bomba a tempo per le loro relazioni pubbliche". Ricercando su internet consigli su febbri e reazioni da vaccino, Blanco ha rilevato che la maggior parte dei siti consiglia: "se il vostro bambino ha la febbre durante una reazione ad un vaccino, dategli l’acetaminofene”. Questo consiglio fin troppo comune potrebbe effettivamente essere una causa dell'autismo. Tuttavia, se la rivoluzionaria teoria del Dottor Torres si dimostrasse vera, potrebbe essere il mezzo per salvare migliaia di bambini dal diventare autistici."
Attualmente, un’enorme paura viene montata sull'epidemia di SARS, la sindrome respiratoria acuta grave (nel 2008, ndt) in questo paese. I funzionari della sanità sono in subbuglio, ipotizzando che, anche se non è influenza, questa potrebbe essere "Quella Grande" - la pandemia che hanno anticipato per anni. Ci sono draconiane misure di quarantena in corso di attuazione, e alcune fonti ipotizzano si tratti di un esercizio per testare la volontà della popolazione a sottoporsi alla quarantena in previsione di un attacco di guerra biologica.
Ad oggi non c'è stata alcuna identificazione definitiva del patogeno, nonostante si ipotizzi sia una forma di corona virus, la famiglia di virus presenti nel raffreddore comune. Si è pensato potesse essere correlato al virus paramyxo che è legato al morbillo e al cimurro canino, esiste anche l’ipotesi che possa essere coinvolta la clamidia. Il virus del morbillo sta mutando e sue tracce sono state individuate in alcuni casi di encefalite e brutte infezioni respiratorie in Asia negli ultimi anni. Sono già in atto piani per avviare lo sviluppo del vaccino SARS, cosa sorprendente dal momento che il virus o la combinazione virale sono ancora da identificare.
I primi rapporti descrivono l’inizio della SARS con una tosse secca che continua a peggiorare, e che alcune persone accusano mal di testa, dolori in tutto il corpo, una "febbre altissima o eruzioni di macchie sul corpo", e per come vanno le malattie, questo sembra abbastanza serio. Il trattamento? Le persone vengono curate con "combinazioni di farmaci - cocktail di antibiotici e farmaci antivirali". (6)
Probabilmente stanno ricevendo forti dosi di soppressori della febbre e così ... mi chiedo se forse gli antipiretici hanno diminuito le capacità del sistema immunitario di coloro che sono morti per la SARS. Sarà questa una di quelle malattie che hanno bisogno di una febbre alta per portare il sistema immunitario a un livello ottimale? Non saranno gli aggressivi trattamenti medici che aumentano il rischio di morte?
I metodi di cura omeopatici e naturopatici si basano su lunga esperienza e sono affidabili nella prevenzione e nel trattamento di malattie epidemiche. Uno dei maggiori antivirali noti è la vitamina C, che è stata utilizzata con grande successo sia nella prevenzione che nel trattamento delle malattie infettive. Protocolli di trattamento altamente efficaci sono stati sviluppati con la somministrazione di ascorbati di vitamina C per via endovenosa in situazioni critiche e sono documentati nella letteratura medica e accessibili attraverso il sito web del Dr. Robert Cathcart con collegamenti a Klenner e Linus Pauling. (7)
Sarebbe importante che la vitamina C per via endovenosa fosse disponibile per ogni paziente che affronta malattie acute e critiche, ma gli attuali monopoli medici bloccano l’accesso a questo trattamento semplice e molto efficace. L’attivista per la salute Croft Woodruff scrive, "nella primavera del 2000 ho indirizzato una giovane parente, che soffriva di una forma acuta di mononucleosi, a un medico che ha somministrato quattro iniezioni endovenose di vitamina C come ascorbato di sodio in altrettanti giorni. I risultati sono stati sensazionali. La paziente è completamente guarita, non senza acquistare una nuova consapevolezza rispetto alla potenza della vitamina C come sostanza curativa."
La nostra diffidenza sui processi naturali e la fiducia nella medicina orientata verso il farmaco, ha oscurato la nostra comprensione sull'importanza delle malattie infantili e la necessità della febbre come aspetto vitale della maturazione del sistema immunitario che contribuisce a sviluppare una forte e resistente base alla salute. Quando mettiamo da parte le vecchie paure e solleviamo il velo di ignoranza, siamo in grado di vedere con la nostra intelligenza innata, l'immagine reale dispiegarsi davanti a noi - e riconoscere che la manipolazione artificiale del sistema immunitario dei bambini, attraverso programmi di vaccinazione di massa, l’uso indiscriminato di antipiretici e antibiotici, anziché proteggere, sta minacciando la loro salute - il loro futuro.
Le parole incoraggianti e sagge del Dr. Incao possono aiutarci a lasciare le vecchie paure e abbracciare un nuovo rapporto con la natura - "Ogni infiammazione, ogni raffreddore, mal di gola, mal d'orecchi, febbre ed eruzione cutanea fanno parte di eventi di guarigione e di un processo di purificazione, un forte sforzo da parte dello spirito umano per rimodellare il corpo, per renderlo una dimora più adatta. I rimedi antroposofici e omeopatici aiutano e promuovono questo processo di purificazione, aiutando la malattia a farsi strada fuori del corpo in modo che la guarigione possa avvenire." (8)
In un colloquio personale, di recente, il dottor Incao mi ha ricordato che: "Ci vuole un po' per liberare la nostra mente dalla prigionia e dal nostro bisogno di reagire in modo “corretto”, per paura di essere giudicati. La malattia è parte della vita. Non è estranea o anormale e deve essere accettata come una parte della vita. Ogni dettaglio è un'opportunità di crescita spirituale. Abbiamo bisogno di imparare come affrontarla e lavorare attraverso di essa - questo fa parte del nuovo paradigma".
Tradotto da "La Leva di Archimede"
Fonte originale: http://vran.org/alternatives/alternatives-general/is-fear-of-fever-hurting-our-children/
Referenze:
Health Canada Advisory, Feb. 13/2003.
Philip Incao, M.D. – excerpt from a talk given at NVIC conference 2000
Robert Mendelsohn, M.D. How To Raise a Healthy Child in Spite of Your Docotor.
Anthony R. Torres, M.D. “Is Fever Suppression Involved In The Etiology Of Autism And Neurodevelopmental Disorders?”
Press Release, British Thoracic Society (BTS), 28/10/2002
The Globe & Mail, Mar.17/03 –Cause of Deadly Pneumonia Still Eludes Scientists
Dr. Robert Cathcart, MD
Philip Incao, M.D. Chapter on How To Treat Childhood Illnesses, pge. 61; Mothering Magazine, Issue 95, July/August, 1999.
Sheri Nakken website – great links to homeopathic sources of information
Alternatives & Antidotes to Infectious Diseases – Year end VRAN Newsletter, 2001, lists many alternative healing modalities – available electronically at: info@vran.org
Il paracetamolo (o acetaminofene) (N-acetil-para-amminofenolo) (Fonte Wikipedia)
Il paracetamolo (o acetaminofene) (N-acetil-para-amminofenolo) è un farmaco ad azione analgesica largamente utilizzato sia da solo, sia in associazione ad altre sostanze, ad esempio nei comuni preparati da banco per le forme virali da raffreddamento, o nei farmaci destinati al trattamento del dolore acuto e cronico.
A causa della diffusione come farmaco generico, i nomi "paracetamolo" e "acetaminofene" sono ben conosciuti in altri paesi, soprattutto di cultura anglosassone. In Italia, al contrario, il nome della sostanza è poco conosciuto, mentre sono ben noti i nomi commerciali dei farmaci che lo contengono (Tachipirina, Efferalgan, ecc.).
Supposte Acetamol
Efferalgan
Sanipirina
Tachipirina
Paracetamolo Teva
Sciroppo Acetamol

Paracetamolo OFF