domenica 30 ottobre 2011
martedì 25 ottobre 2011
Concordia e Armonia
Sto leggendo un bellissimo libro Concordia e Armonia di Ramon Pannikar,
un libro impegnativo ma di rara bellezza e profondita'.
Ne consiglio a tutti la lettura
Politica , religione ed economia vengono analizzate sottolineando l'importanza della biodiversita' umana naturale, vera richezza della Nostra Vita.
Alcuni passi.....
"Dio e' quella sfera infinita il cui il centro e' ovunque e in cui la circonferenza e' in nessun luogo"
"Siamo ridotti cioe' ad atomi che cercano di sopravvivere a scapito di altri.
Se la vita ha senso solo per i vincitori, solo per quelli che "ce la fanno", creiamo allora un inferno artificiale per tutti gli altri, e nessuna "liberazione", "redenzione"o "reincarnazione" potra' salvarli.Il senso della vita di una persona non sta nel diventare capo di una azienda prevalendo sugli altri trecento dipendenti, cosi' come per il popolo del Madagascar non consiste nell'imitare il "modello"America ricca e potente, accetando gli standar materiali occidentali."
Un libro straordinario pieno di parole di cui abbiamo dimenticato il vero significato; e di cui abbiamo disperatamente bisogno, cariche di quell' antica sapienza che apre gli occhi e i cuori.
E alcune parole inventate dallo stesso autore come Ecosofia:
Dal libro:
" Nessun rinnovamento ecologico del mondo sara' possibile finche' consideremo l'"ecologia" soltanto come una scienza "rigorosa", o come un movimento sentimentale.
Il termine ecosofia ci appare piu' adeguato. L'ecosofia considera , infatti, la terra come appartenente al nostro corpo e il corpo come appartenente al nostro SE'. Sarebbe tuttavia un aberrazione se per "appartenenza" intendessimo una proprieta' privata e individuale.
Ne la terra, ne il corpo, ne il Se' appartengono al mio ego (psicologico)".Noi condividiamo la Parola,
come dicono i Veda e come riecheggia il Vangelo, equiparando il verbo alla vita divina, o identificando la vita con la luce e la luce con Dio."
"La pace con la terra esclude la vittoria su di essa, la sua sottomissione o il suo sfruttamento per le nostre esclusive necessita'.Richiede collaborazione, sinergia e nuova consapevolezza.
Dobbiamo avere il coraggio, di questa METANOIA radicale, di un cambiamento non di mentalita', ma di mente, di spirito, che redima gli ultimi seimila anni di esperienza umana, prima di provocare una maggiore catastrofe."
METANOIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
un libro impegnativo ma di rara bellezza e profondita'.
Ne consiglio a tutti la lettura
Politica , religione ed economia vengono analizzate sottolineando l'importanza della biodiversita' umana naturale, vera richezza della Nostra Vita.
Alcuni passi.....
"Dio e' quella sfera infinita il cui il centro e' ovunque e in cui la circonferenza e' in nessun luogo"
"Siamo ridotti cioe' ad atomi che cercano di sopravvivere a scapito di altri.
Se la vita ha senso solo per i vincitori, solo per quelli che "ce la fanno", creiamo allora un inferno artificiale per tutti gli altri, e nessuna "liberazione", "redenzione"o "reincarnazione" potra' salvarli.Il senso della vita di una persona non sta nel diventare capo di una azienda prevalendo sugli altri trecento dipendenti, cosi' come per il popolo del Madagascar non consiste nell'imitare il "modello"America ricca e potente, accetando gli standar materiali occidentali."
Un libro straordinario pieno di parole di cui abbiamo dimenticato il vero significato; e di cui abbiamo disperatamente bisogno, cariche di quell' antica sapienza che apre gli occhi e i cuori.
E alcune parole inventate dallo stesso autore come Ecosofia:
Dal libro:
" Nessun rinnovamento ecologico del mondo sara' possibile finche' consideremo l'"ecologia" soltanto come una scienza "rigorosa", o come un movimento sentimentale.
Il termine ecosofia ci appare piu' adeguato. L'ecosofia considera , infatti, la terra come appartenente al nostro corpo e il corpo come appartenente al nostro SE'. Sarebbe tuttavia un aberrazione se per "appartenenza" intendessimo una proprieta' privata e individuale.
Ne la terra, ne il corpo, ne il Se' appartengono al mio ego (psicologico)".Noi condividiamo la Parola,
come dicono i Veda e come riecheggia il Vangelo, equiparando il verbo alla vita divina, o identificando la vita con la luce e la luce con Dio."
"La pace con la terra esclude la vittoria su di essa, la sua sottomissione o il suo sfruttamento per le nostre esclusive necessita'.Richiede collaborazione, sinergia e nuova consapevolezza.
Dobbiamo avere il coraggio, di questa METANOIA radicale, di un cambiamento non di mentalita', ma di mente, di spirito, che redima gli ultimi seimila anni di esperienza umana, prima di provocare una maggiore catastrofe."
METANOIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
lunedì 24 ottobre 2011
venerdì 21 ottobre 2011
La chiave rubata
IL PERSONAGGIO. Giuseppe Li Rosi è un siciliano che ha scommesso sul recupero e la semina delle antiche “accessioni” di germoplasma di grano duro
Per amore del pane. L’uomo che salva i semi:
Per amore del pane. L’uomo che salva i semi:
«Questo pane è il mio, è il mio pane chè l’ho fatto fare nel mio panificio. E so che cosa c’è in questo pane, conosco il seme del grano che ho seminato io, il lievito naturale che ho utilizzato io. E so che cosa c’è in questo pane, perché lo debbo dare anche ai miei bambini….».
La denuncia è chiara e oggi è di scottante attualità:
[1] il mercato delle sementi è in mano alle multinazionali, il problema non è solo negli OGM, il problema è nel mercato occupato dalle grandi imprese sementiere. Altro che biodiversità: un solo grano (il Creso) o i suoi derivati hanno drogato i campi di tutta Europa. Alla qualità, alla bontà, alla salute si è preferita la quantità, la standardizzazione, l’omologazione dei sistemi di produzione. Li Rosi pare uneroe d’altri tempi, si aggira per i suoi campi, tocca il frumento, un frumento che ha una storia antica, un frumento (quel frumento) che pur chinando il capo non ha bisogno di concimi e diserbanti, che resiste oggi come ai tempi dei Siculi, dei Romani, dei Bizantini e degli Arabi al “progresso”.
Non è solo Giuseppe, alcuni produttori lo affiancano in questa battaglia, ma la diffidenza è tanta. Anche i contadini della sua Raddusa sono scettici. Le colture convenzionali garantiscono rendimenti per ettaro doppi rispetto a quelle biologiche. Ma la riflessione si ferma lì, vengono esclusi i costi dell’impatto terribile sull’ambiente, sulla salute dei consumatori, i costi per l’acquisto di sementi certificate, concimi e prodotti chimici, viene soprattutto dimenticata la violenza che si rinnova quotidianamente contro la tradizione di frumenti antichi, contro la storia umana e sociale dell’intera isola. Un costo culturale abnorme.
Giuseppe Li Rosi è un illuso, un don Chisciotte, si potrebbe essere tentati di dire, ma le cose non stanno così. La proposta è reale, seria, fattiva. La qualità di un buon pane, di una buona pasta, di un buon frumento per quanto possa essere riconosciuta non ha valore se non può tramutarsi in buon cibo. Un pane di grandi peculiarità non ha senso se non può essere mangiato. Per questo nasce un panificio moderno che partendo dal frumento tradizionale e biologico, utilizzando lieviti naturali (criscenti) vuol portare sulle tavole ilpane. Il pane di cui parla Li Rosi è quello che concentra della sua tessitura fitta e compatta secoli di saper fare, caratteristiche di cultivar antiche e mai dimenticate (anche grazie al lavoro lodevole della Stazione di Granicultura di Caltagirone), è un pane che permette a chi mangia di mangiare un pezzo di passato, un pezzo di terra, un pezzo di cultura e chiaramente un pezzo di un avvenire atteso.
Vale in questo caso, in questo più che in altri, il logoro detto: La terra ci è stata data in prestito dai nostri figli. E consegnare loro un pezzo di pane buono e sano è un ottimo modo per cominciare a restituire il debito.
giovedì 20 ottobre 2011
Malattie mentali?
Italia: 3.000.000 di nuovi malati di mente con il DSM V.
E il Ritalin in USA si prescriverà ai bambini dai 4 anni in poi
E il Ritalin in USA si prescriverà ai bambini dai 4 anni in poi
La denuncia non è di qualche movimento anti-psichiatrico, ma dal Dott. Allen Frances del coordinatore della task-force del DSM IV, che sta per essere soppiantato dalla nuova edizione, la quale conterrà molte più malattie mentali classificate. Frances (team DSM) "Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali". + 40% per i disturbi bipolari, raddoppiate le diagnosi di iperattività infantile.
Poma (Giù le Mani dai Bambini): "In Italia siamo a rischio con 3 milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori fatti in USA".
Costa (psichiatra La Sapienza): "Tra le nuove possibili sindromi, il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali, attenzione perché è a rischio l'indipendenza della classe medica"
Poma (Giù le Mani dai Bambini): "In Italia siamo a rischio con 3 milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori fatti in USA".
Costa (psichiatra La Sapienza): "Tra le nuove possibili sindromi, il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali, attenzione perché è a rischio l'indipendenza della classe medica"
"La semplice tristezza e l’astinenza da caffeina stanno per diventare malattie mentali. La prossima edizione del manuale, il DSM-V, in uscita nel 2013, potrebbe far diagnosticare come malati mentali milioni di persone sane, affette da normalissimi problemi di tristezza o sofferenza". La dichiarazione sarebbe normale se rilasciata da un fervente attivista di un movimento anti-psichiatrico, ma diventa eccezionale se consideriamo che è di un "big-boss" della psichiatria americana, Allen Frances, coordinatore del team di specialisti che ha curato l'edizione attualmente in uso del Manuale Diagnostico per le Malattie Mentali, utilizzato per perfezionare diagnosi da psichiatri di tutto il mondo, la cui 5^ revisione vedrà appunto la luce tra meno di 18 mesi. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria inflazione diagnostica - prosegue Frances, che è intervenuto al convegno "Pharmageddon" organizzato presso la Comunità di San Patrignano - e già oggi, ogni anno, il 25% della popolazione statunitense - circa 45 milioni di persone - si vede diagnosticare un disordine mentale, eventualità che sale al 50% degli abitanti se consideriamo le persone anziane. Nel DSM-IV (l'edizione attualmente in uso del Manuale, curata da Frances, ndr) abbiamo cercato di essere il più cauti possibile ma non abbiamo comunque evitato l’aumento delle patologie e la conseguente tendenza all'incremento delle diagnosi, a cause della quale i disordini bipolari sono 'aumentati' del 40% rispetto a quanto avveniva con la precedente edizione del Manuale (il DSM-III, ndr), quelle di autismo sono cresciute del 25%, e quelle di ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione dei bambini, sono addirittura raddoppiate, mentre gli antipsicotici sono venduti con un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno". Quella di Frances è una vera confessione-shock, con anche il sapore di un "j'accuse" verso molti Suoi colleghi: "Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze delle persone rispetto ai produttori di droghe illegali. Il problema non è nella malafede dei membri della Commissione del DSM - prosegue lo psichiatra - ma nella loro appartenenza all’élite del settore psichiatrico: non si rendono conto che le loro indicazioni, in mano a medici frettolosi e non sempre competenti e con la pressione irresponsabile delle industrie farmaceutiche, possono portare a gravi abusi. Le nostre attuali conoscenze fra l’altro non ci permettono la prescrizione preventiva degli psicofarmaci, e sarebbe quindi importante che i medici non eseguano le diagnosi con disinvoltura e valorizzino le terapie relazionali rispetto a quelle farmacologiche", ha concluso l'esperto americano.
Sul punto è intervenuto Luca Poma, giornalista e portavoce di "Giù le Mani dai Bambini" (www.giulemanidaibambini.org), il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica nel nostro paese: "La situazione è assai preoccupante, perchè come ha dichiarato sul Corriere della Sera il giornalista Mario Pappagallo 'un mondo di pazzi sarebbe un gran bel mercato', dal momento che solo in Italia ci sarebbero almeno 3 milioni di nuovi potenziali 'pazienti', e non pochi tra loro sono in fascia pediatrica.Ci renderemo conto a brevissimo - e a spese della salute nostra e dei nostri bambini - di quanto ciò sia assolutamente vero", ha concluso Poma.
Anche Emilia Costa, decana di psichiatria, già titolare della 1^ Cattedra dell'Università "La Sapienza" di Roma e Primario di Psicofarmacologia all'Umberto I°, era nel panel dei relatori di "Pharmageddon", e ha commentato ironicamente: "Dovrei fare istanza al team di colleghi del DSM V affinché inseriscano una nuova patologia, la "bulimia da diagnosi", perchè questo è quello che sta accadendo in America, con influssi concreti anche in Italia: una sistematica medicalizzazione del disagio ad opera di 'inventori di categorie diagnostiche' che sono tra l'altro in palese conflitto d'interessi. I miei corrispondenti oltreoceano mi dicono che persino un lutto, che è parte della vita di una persona, potrebbe essere diagnosticato come episodio depressivo sul nuovo Manuale, e che tra le patologie che stanno valutando di inserire c'è anche una non meglio precisata 'astinenza da caffeina'. Tutto ciò è folle, noi medici e specialisti siamo vittime delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali: attenzione - ha concluso l'esperta italiana - perché è veramente a rischio l'indipendenza della classe medica".
Intanto, il Wall Street Journal annuncia che l'American Academy of Pediatrics ha stilato le nuove linee guida per la diagnosi della contestata Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (bambini agitati e distratti), che suggeriscono di consigliare la prescrizione di Ritalin (metilfenidato) anche a bambini in età prescolare, fin dai 4 anni. Le linee guida americane sono poi recepite in molti paesi del mondo.
Per media relation: 338/7478239 - portavoce@giulemanidaibambini.org
Luca Yuri Toselli
Coordinatore operativo
Coordinatore operativo
Campagna Nazionale "GIU' LE MANI DAI BAMBINI" Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO! www.giulemanidaibambini.org - www.donttouchthechildren.org
lunedì 17 ottobre 2011
FIL vs PIL: l’esperienza del Bhutan

Fonte: Magozine *

Nel Bhutan, regno himalayano ricco di miti e leggende, un paese dove acquistare sigarette è illegale, si sta valutando un altro indice detto Felicità Interna Lorda (FIL). Questo singolare parametro sta riscuotendo interesse a livello mondiale perché è stato utilizzato come indicatore della felicità umana indipendentemente dal benessere materiale, contrassegnato dal (PIL). Invece che basare lo sviluppo sulla crescita economica , il Bhutan misura in base alla felicità delle persone. Il 96,7 per cento dei suoi abitanti ha dichiarato di essere molto felice, nonostante non sia un paese ricco. Il FIL rappresenta un nuovo approccio filosofico allo sviluppo: in altri termini, l’indice non si limita a valutare la ricchezza materiale, bensì prende in considerazione soprattutto la ricchezza mentale. In Bhutan conta per misuare la felicità (FIL): -promuovere uno sviluppo economico imparziale e uno sviluppo generale -mantenere un ambiente naturale ricco e uno sfruttamento sostenibile -proteggere l’eredità culturale, tramandare e promuovere la cultura tradizionale -stabilire e mantenere un buon governo.
Ma poiché questi aspetti non possono essere espressi numericamente, attualmente un gruppo di ricerca bhutanese sta lavorando per sviluppare un’espressione quantitativa del FIL, nella quale le quattro voci sono ulteriormente suddivise nei seguenti nove parametri misurabili: -standard di vita basilari -differenza e diversità culturali -ricchezza di emozioni e sentimenti -salute fisica e mentale -livello di istruzione e di cultura -gestione del tempo e progettualità di vita -ambiente ed ecologia -grado di attività (o disponibilità a lavorare con gli altri) all’interno di una comunità Stabilire e mantenere un buon governo I politici del paese si impegnano per mantenere un buon equilibrio tra un’alta qualità morale, la felicità e la crescita economica, in una società che riconosce l’individualità di ognuno, dove le relazioni umane sono valorizzate e le persone possiedono le capacità emotive per esprimere empatia verso gli altri. Gli abitanti del Bhutan sono convinti che la crescita economica non sia una misura valida della felicità umana perché sanno bene che non c’è limite al desiderio di beni materiali e non è poi così interessante possedere tante cose. Essi vivono e praticano i principi buddisti di carità e compassione (kasha), offrire e donare (fuse) e non possedere beni (mu-shoyuu) predicati da Mahatma Gandhi in India. Un insegnamento prezioso quello del popolo bhutanese, che ci porta inevitabilmente alla riflessione, in un periodo in cui i valori umani sono troppo trascurati a favore di un alienante individualismo egoista; la lezione che ci danno si fonda proprio sulla valorizzazione della “relazione” fra esseri umani e fra essere umani e natura. Inoltre il successo o la maturità sono considerati il risultato di un processo di crescita del cuore e dello spirito piuttosto che nell’accumulo di ricchezze. Provate a “dare i numeri” sulla base dei nove parametri al vostro paese… grasse risate! Rielaborazione da Sustainability and Buddhism, The Journal of Oriental St5udies, vol.20.
Ma poiché questi aspetti non possono essere espressi numericamente, attualmente un gruppo di ricerca bhutanese sta lavorando per sviluppare un’espressione quantitativa del FIL, nella quale le quattro voci sono ulteriormente suddivise nei seguenti nove parametri misurabili: -standard di vita basilari -differenza e diversità culturali -ricchezza di emozioni e sentimenti -salute fisica e mentale -livello di istruzione e di cultura -gestione del tempo e progettualità di vita -ambiente ed ecologia -grado di attività (o disponibilità a lavorare con gli altri) all’interno di una comunità Stabilire e mantenere un buon governo I politici del paese si impegnano per mantenere un buon equilibrio tra un’alta qualità morale, la felicità e la crescita economica, in una società che riconosce l’individualità di ognuno, dove le relazioni umane sono valorizzate e le persone possiedono le capacità emotive per esprimere empatia verso gli altri. Gli abitanti del Bhutan sono convinti che la crescita economica non sia una misura valida della felicità umana perché sanno bene che non c’è limite al desiderio di beni materiali e non è poi così interessante possedere tante cose. Essi vivono e praticano i principi buddisti di carità e compassione (kasha), offrire e donare (fuse) e non possedere beni (mu-shoyuu) predicati da Mahatma Gandhi in India. Un insegnamento prezioso quello del popolo bhutanese, che ci porta inevitabilmente alla riflessione, in un periodo in cui i valori umani sono troppo trascurati a favore di un alienante individualismo egoista; la lezione che ci danno si fonda proprio sulla valorizzazione della “relazione” fra esseri umani e fra essere umani e natura. Inoltre il successo o la maturità sono considerati il risultato di un processo di crescita del cuore e dello spirito piuttosto che nell’accumulo di ricchezze. Provate a “dare i numeri” sulla base dei nove parametri al vostro paese… grasse risate! Rielaborazione da Sustainability and Buddhism, The Journal of Oriental St5udies, vol.20.
venerdì 14 ottobre 2011
Bruce Lee lost interview....
Due parole : un genio!!!!
Un grande attore, un grande filosofo un uomo che aveva capito la profonda importanza della COMUNIONE, dell'integrazione tra culture, un' intervista in cui traspare il suo grande carisma e il suo amore per la vita.
Il suo discorso e' un trattato di fisica quantistica....
Metaforicamente (o forse no)Si puo essere onda o particella ma l'equilibrio si raggiunge quando si capisce d' essere entrambe.
Bruce Lee-The Lost Interview by NewLionHeart
Un grande attore, un grande filosofo un uomo che aveva capito la profonda importanza della COMUNIONE, dell'integrazione tra culture, un' intervista in cui traspare il suo grande carisma e il suo amore per la vita.
Il suo discorso e' un trattato di fisica quantistica....
Metaforicamente (o forse no)Si puo essere onda o particella ma l'equilibrio si raggiunge quando si capisce d' essere entrambe.
Bruce Lee-The Lost Interview by NewLionHeart
mercoledì 12 ottobre 2011
Intervista all'Astronauta Edgar Dr. Mitchell
Edgar Mitchell, laureatosi al MIT in aeronautica e astronautica, è il fondatore dell'Istituto di Scienze Noetiche. Come astronauta è stato pilota di riserva per le missioni dell'Apollo 10 e dell'Apollo 16, e ha volato con l'Apollo 14. Ha passato venticinque anni studiando la coscienza umana e i fenomeni psichici e paranormali, alla ricerca di un terreno comune sul quale si incontrassero scienza e religione. Oggi vive in Florida.
Intervista a cura di Valerio Cibrario e Andrea Leone.
giovedì 6 ottobre 2011
mercoledì 5 ottobre 2011
Informazioni sullo stato del Pianeta World watch institute
La Cina è sempre più impegnata nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e la crescita esponenziale sta portando il popoloso paese asiatico ai vertici mondiali di questo settore. Come ha dimostrato il rapporto del Worldwatch Institute la Cina entro il 2020 sarà in grado di rispondere a circa il 20% del proprio fabbisogno energetico complessivo ricorrendo all’eolico ed al fotovoltaico.
Un ottimo risultato per un paese che si trova a contrastare seri problemi di inquinamento, soprattutto nelle aree urbane, ed una dipendenza stretta dal petrolio. Ma il futuro si prospetta come assolutamente green per il paese, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle tecnologie per lo sfruttamento dell’energia eolica a cui le amministrazioni nazionali sembrano credere particolarmente. La Cina oggi ha esteso le sue installazioni eoliche e si trova ad essere il paese che presenta la maggiore capacità di ottenere energia elettrica dallo sfruttamento di questa importante fonte rinnovabile. Se i progetti al momento in sospeso saranno portati a termine il paese disporrà entro il 2011 di 58 gigawatts (Gw) di capacità elettrica, un numero destinato ad espandersi ulteriormente fino a 150-230 Gw entro il prossimo decennio.
Ma lo sviluppo delle fonti rinnovabili ha anche delle motivazioni prettamente economiche e non soltanto ambientali. In Cina i grandi gruppi industriali del settore stanno facendo fatturati da record e sono quindi ben disposti ad investire in sviluppi ancora maggiori ed in tecnologie sempre più efficienti. Per dare un’idea del giro di affari basti pensare che il Longyuan Power Group, una delle compagnie più grandi nel settore dell’installazione e produzione di impianti eolici, ha triplicato i propri introiti annui con cifre da capogiro che stanno attraendo verso il paese anche finanziatori esteri interessati a salire su questo “treno in corsa”.
Naturalmente la crescita del settore incontra anche qualche difficoltà in primo luogo per quanto riguarda le infrastrutture di cui dovrà dotarsi il paese per garantire il corretto “trasporto” dell’energia elettrica generata evitando eventuali sprechi. E proprio su questo sta agendo l’amministrazione nazionale portando avanti una politica di installazioni che consenta di poter continuare a investire in tale settore. Inoltre, le aziende produttrici di impianti eolici devono anche tener conto di un’ulteriore fattore, ovvero la necessità di creare strutture in grado di resistere a eventuali calamità naturali come terremoti e tsunami (i fatti del Giappone hanno posto la tematica all’ordine del giorno). In conclusione dalla Cina abbiamo davvero tutti da imparare e speriamo che lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili possa diventare un’assoluta realtà in tutto il mondo. Il petrolio non è infinito …
Un ottimo risultato per un paese che si trova a contrastare seri problemi di inquinamento, soprattutto nelle aree urbane, ed una dipendenza stretta dal petrolio. Ma il futuro si prospetta come assolutamente green per il paese, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle tecnologie per lo sfruttamento dell’energia eolica a cui le amministrazioni nazionali sembrano credere particolarmente. La Cina oggi ha esteso le sue installazioni eoliche e si trova ad essere il paese che presenta la maggiore capacità di ottenere energia elettrica dallo sfruttamento di questa importante fonte rinnovabile. Se i progetti al momento in sospeso saranno portati a termine il paese disporrà entro il 2011 di 58 gigawatts (Gw) di capacità elettrica, un numero destinato ad espandersi ulteriormente fino a 150-230 Gw entro il prossimo decennio.
Ma lo sviluppo delle fonti rinnovabili ha anche delle motivazioni prettamente economiche e non soltanto ambientali. In Cina i grandi gruppi industriali del settore stanno facendo fatturati da record e sono quindi ben disposti ad investire in sviluppi ancora maggiori ed in tecnologie sempre più efficienti. Per dare un’idea del giro di affari basti pensare che il Longyuan Power Group, una delle compagnie più grandi nel settore dell’installazione e produzione di impianti eolici, ha triplicato i propri introiti annui con cifre da capogiro che stanno attraendo verso il paese anche finanziatori esteri interessati a salire su questo “treno in corsa”.
Naturalmente la crescita del settore incontra anche qualche difficoltà in primo luogo per quanto riguarda le infrastrutture di cui dovrà dotarsi il paese per garantire il corretto “trasporto” dell’energia elettrica generata evitando eventuali sprechi. E proprio su questo sta agendo l’amministrazione nazionale portando avanti una politica di installazioni che consenta di poter continuare a investire in tale settore. Inoltre, le aziende produttrici di impianti eolici devono anche tener conto di un’ulteriore fattore, ovvero la necessità di creare strutture in grado di resistere a eventuali calamità naturali come terremoti e tsunami (i fatti del Giappone hanno posto la tematica all’ordine del giorno). In conclusione dalla Cina abbiamo davvero tutti da imparare e speriamo che lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili possa diventare un’assoluta realtà in tutto il mondo. Il petrolio non è infinito …
sabato 1 ottobre 2011
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Karen Hudes, sotto, ha lavorato per ben 20 anni presso la Banca Mondiale e ha confermato che le famiglie dei banchieri centrali possiedo...
