sabato 14 novembre 2015
Vaccini, Inizia il terrorismo di Stato
“Calo dei vaccini, già i primi bambini morti”Marcello Pamio – 9 ottobre 2015
Il motivo è presto detto: le persone si stanno svegliando dal letargo cerebrale e in coda lentamente stanno uscendo dalla sala hollywoodiana dove proiettano il Truman Show odierno. In pratica stanno dicendo di no alle vaccinazioni pediatriche!
Una delle pratiche mediche più aberranti e rischiose per i bambini, sta venendo messa in discussione da sempre più genitori consapevoli.
Ma tutto questo, nella società dell’inganno, nella società delle falsità, non va per niente bene, e tale rivolta va stroncata a suon di leggi e decreti, il tutto condito con una buona dose di terrorismo e disinformazione.
Ma tutto questo, nella società dell’inganno, nella società delle falsità, non va per niente bene, e tale rivolta va stroncata a suon di leggi e decreti, il tutto condito con una buona dose di terrorismo e disinformazione.
Nuove epidemie di morbillo e pertosse (per il momento, fino a quando non indurranno qualcosa di più serio…) stanno infatti uccidendo i nostri bambini. Ecco cosa titolano i grandi giornali mainstream italiani:“Calo vaccini, già i primi morti di pertosse”, “Calo record delle vaccinazioni, aumentano i morti per la pertosse”, “Crollo delle vaccinazioni, tornano pertosse, morbillo e difterite”…
Le ipotetiche morti da pertosse risalirebbero al 2013 in due casi sospetti attribuibili alla regione Marche e un altro invece all'inizio dell'anno al Bambin Gesù di Roma. Casi sospetti in quanto la sede ospedaliera marchigiana non ha mai fornito notizie precise.
Nel 2014 nelle Marche, è bene saperlo, è nata l’importantissima Rete Informazioni Vaccini (RIV), tra i cui partner scientifici sono: “Ulrike –Vaccinar..Sì – Vaccininfo” un blog gestito da una casalinga esperta di allattamento e anche di vaccini pediatrici di nome Ulrike Schmidleithner (vedi curriculum http://www.vaccinarsi.org/comitato-scientifico/ulrike-schmidleithner.html), e il serissimo sito “Butac (Bufale un tanto al chilo)” gestito da personaggi che si arrogano il diritto e la presunzione di demolire e smantellare le menzogne su qualsiasi argomento che da fastidio: vaccini, religione, salute, 11 settembre, politica, ecc. Spaziano su tutto perché ovviamente sono onniscienti. La Verità ce l’hanno solo loro. Loro che non hanno nemmeno il coraggio di mettere nome e cognome (ma forse è meglio così). Ecco i partner seri della RIV…
Nel 2014 nelle Marche, è bene saperlo, è nata l’importantissima Rete Informazioni Vaccini (RIV), tra i cui partner scientifici sono: “Ulrike –Vaccinar..Sì – Vaccininfo” un blog gestito da una casalinga esperta di allattamento e anche di vaccini pediatrici di nome Ulrike Schmidleithner (vedi curriculum http://www.vaccinarsi.org/comitato-scientifico/ulrike-schmidleithner.html), e il serissimo sito “Butac (Bufale un tanto al chilo)” gestito da personaggi che si arrogano il diritto e la presunzione di demolire e smantellare le menzogne su qualsiasi argomento che da fastidio: vaccini, religione, salute, 11 settembre, politica, ecc. Spaziano su tutto perché ovviamente sono onniscienti. La Verità ce l’hanno solo loro. Loro che non hanno nemmeno il coraggio di mettere nome e cognome (ma forse è meglio così). Ecco i partner seri della RIV…
Avete capito quindi? La causa delle epidemie sarebbe il calo vaccinale!
Il Presidente della società italiana di pediatria Giovanni Corsello ha dichiarato che tale calo vaccinale ha fatto tornare malattie “dimenticate”. Ovviamente l’Istituto Superiore di Sanità è stato il primo a lanciare il gravissimo allarme sul rischio che tornino malattie “dimenticate” come la difterite che avrebbe fatto capolino in Spagna. Tale allarme è stato immediatamente accolto dalle associazioni portavoce delle lobbies della chimica e farmaceutica come per esempio l’Aifa. Naturalmente anche Federfarma si accoda condividendo le preoccupazioni delle Autorità sanitarie e invitando tutti a vaccinarsi.
Il Presidente della società italiana di pediatria Giovanni Corsello ha dichiarato che tale calo vaccinale ha fatto tornare malattie “dimenticate”. Ovviamente l’Istituto Superiore di Sanità è stato il primo a lanciare il gravissimo allarme sul rischio che tornino malattie “dimenticate” come la difterite che avrebbe fatto capolino in Spagna. Tale allarme è stato immediatamente accolto dalle associazioni portavoce delle lobbies della chimica e farmaceutica come per esempio l’Aifa. Naturalmente anche Federfarma si accoda condividendo le preoccupazioni delle Autorità sanitarie e invitando tutti a vaccinarsi.
Panico quindi nelle sale ovali dei produttori e spacciatori di veleni…
Il messaggio è chiarissimo: l’origine delle epidemie o presunte tali è dovuto al calo delle vaccinazioni, quindi la colpa dei bambini morti è dei genitori che incoscientemente non vaccinano i propri figli.
Il messaggio è chiarissimo: l’origine delle epidemie o presunte tali è dovuto al calo delle vaccinazioni, quindi la colpa dei bambini morti è dei genitori che incoscientemente non vaccinano i propri figli.
Ufficialmente se si scende sotto il 95% di copertura vaccinale, il 5% rimanente fungerebbe da pericoloso untore in grado di infettare e creare epidemie.
A questo punto alcune domande sorgono spontanee: ma se i bambini vaccinati sono coperti dai vaccini dove sta il rischio di ammalarsi? I problemi saranno semmai dei bambini non vaccinati, perché sono loro, non essendo appunto coperti, i più a rischio…
Non è che forse i vaccini non coprono realmente dai virus come vogliono farci credere?
I bambini morti o quelli che si ammalano di morbillo, difterite, ecc. erano vaccinati oppure no? Questo ci permetterebbe di capire se le vaccinazioni servono realmente a qualcosa oltre ad ingrassare la casse delle lobbies.
A questo punto alcune domande sorgono spontanee: ma se i bambini vaccinati sono coperti dai vaccini dove sta il rischio di ammalarsi? I problemi saranno semmai dei bambini non vaccinati, perché sono loro, non essendo appunto coperti, i più a rischio…
Non è che forse i vaccini non coprono realmente dai virus come vogliono farci credere?
I bambini morti o quelli che si ammalano di morbillo, difterite, ecc. erano vaccinati oppure no? Questo ci permetterebbe di capire se le vaccinazioni servono realmente a qualcosa oltre ad ingrassare la casse delle lobbies.
L’amara realtà è che i farmaci spacciati per vaccini sono altamente pericolosi per la salute di tutti, bambini in primis. Nessun ente governativo, nessun ministro della salute (con o senza laurea), nessun attore al comando di istituti di sanità e nessun medico può contestare il fatto che NON esiste un solo farmaco privo di effetti collaterali. Partiamo da questo assunto.
I vaccini-farmaci però contengono non solo il virus attenuato o meno, ma tantissime altre sostanze chimiche altamente tossiche chiamate adiuvanti e/o conservanti, come per esempio la formaldeide (noto cancerogeno), idrossido di alluminio e fino a ieri un sale di mercurio (entrambi metalli neurotossici), infine nanoparticelle, ecc. Non tutti sanno che i virus inoculati nel corpo dei neonati vengono coltivati e fatti crescere su cellule di feti umani abortiti. Vi siete mai chiesti che fine fanno i feti abortiti?
I vaccini-farmaci però contengono non solo il virus attenuato o meno, ma tantissime altre sostanze chimiche altamente tossiche chiamate adiuvanti e/o conservanti, come per esempio la formaldeide (noto cancerogeno), idrossido di alluminio e fino a ieri un sale di mercurio (entrambi metalli neurotossici), infine nanoparticelle, ecc. Non tutti sanno che i virus inoculati nel corpo dei neonati vengono coltivati e fatti crescere su cellule di feti umani abortiti. Vi siete mai chiesti che fine fanno i feti abortiti?
Gli effetti collaterali di tutte queste sostanze che penetrano nell’organismo attraverso un canale innaturale (iniezione), quindi bypassando le normali entrate sottoposte non a caso a barriere e difese organiche (bocca, stomaco, intestino, ecc.), possono essere devastanti per un bambino. E purtroppo lo sono: in America 1 bambino ogni 50 rientra nello spettro autistico, per non parlare delle altre patologie pediatriche.
Qual è la causa della pandemia di autismo?
Ricordiamo sempre che un bambino di pochi mesi non ha un sistema immunitario maturo e correttamente formato (tanto più se allattato artificialmente e non al seno della mamma), quindi la sua reazione ai vaccini e alle sostante in essi contenute è spropositata e completamente diversa da quella di un adulto. Tale reazione può essere così intensa da creare una infiammazione delle meningi (le membrane che proteggono il cervello), una specie di encefalopatia che induce all’autismo.
Ma oltre all’autismo ci sono tantissime altre problematiche, meno gravi ma certamente molto fastidiose provocate dai vaccini (allergie, asma, infezioni varie, intolleranze alimentari come la celiachia ma non solo, problemi respiratori e di pelle, patologie autoimmunitarie come il diabete di tipo 1, ecc.).
Ricordiamo sempre che un bambino di pochi mesi non ha un sistema immunitario maturo e correttamente formato (tanto più se allattato artificialmente e non al seno della mamma), quindi la sua reazione ai vaccini e alle sostante in essi contenute è spropositata e completamente diversa da quella di un adulto. Tale reazione può essere così intensa da creare una infiammazione delle meningi (le membrane che proteggono il cervello), una specie di encefalopatia che induce all’autismo.
Ma oltre all’autismo ci sono tantissime altre problematiche, meno gravi ma certamente molto fastidiose provocate dai vaccini (allergie, asma, infezioni varie, intolleranze alimentari come la celiachia ma non solo, problemi respiratori e di pelle, patologie autoimmunitarie come il diabete di tipo 1, ecc.).
A questo punto torna alla mente il perverso e demoniaco sogno di Henry Gadsen, il capo della Merck. Egli voleva creare “farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di venderli a chiunque”. Quindi non solo spacciare droghe ai malati, ma anche a tutte le persone sane e tra queste ci sono anche i neonati.
Un sogno divenuto purtroppo una realtà. Grazie alle campagne gratuite di screening, all’anticipazione delle diagnosi, alla sempre più crescente sovradiagnosi, agli incidentalomi, all’abbassamento dei valori di normalità, alle vaccinazioni pediatriche, centinaia di milioni di persone ogni anno diventano malate pur essendo oggettivamente sane. E le industrie del farmaco piangono lacrime di coccodrillo…
Tutto rigorosamente gratuito e a norma di legge. I vaccini infatti non li paghiamo direttamente, ma li paghiamo indirettamente in due modi: con le tasse che poi vanno al Sistema Sanitario Nazionale (e da questo alle industrie, ecco perché il sistema sta deflagrando), e con le malattie provocate (cause iatrogene, effetti collaterali).
Un prezzo salatissimo perché di mezzo c’è la salute dei bambini.
Un sogno divenuto purtroppo una realtà. Grazie alle campagne gratuite di screening, all’anticipazione delle diagnosi, alla sempre più crescente sovradiagnosi, agli incidentalomi, all’abbassamento dei valori di normalità, alle vaccinazioni pediatriche, centinaia di milioni di persone ogni anno diventano malate pur essendo oggettivamente sane. E le industrie del farmaco piangono lacrime di coccodrillo…
Tutto rigorosamente gratuito e a norma di legge. I vaccini infatti non li paghiamo direttamente, ma li paghiamo indirettamente in due modi: con le tasse che poi vanno al Sistema Sanitario Nazionale (e da questo alle industrie, ecco perché il sistema sta deflagrando), e con le malattie provocate (cause iatrogene, effetti collaterali).
Un prezzo salatissimo perché di mezzo c’è la salute dei bambini.
Se volete sapere realmente quali sono i rischi gravissimi dei vaccini - propaganda disinformativa di Regime a parte - andatelo a chiedere a tutti quei genitori che hanno avuto un figlio danneggiato. Andate a chiederlo ai genitori di quei bambini sanissimi, vitali e gioiosi il giorno prima dei vaccini, e che dal giorno dopo non sono più stati gli stessi.
Per questi "sfortunati" casi chi si deve ringraziare? Il Ministero della salute, i medici vaccinatori delle ASL, i siti provaccini?
Per questi "sfortunati" casi chi si deve ringraziare? Il Ministero della salute, i medici vaccinatori delle ASL, i siti provaccini?
lunedì 9 novembre 2015
“Francesco è sereno”. Per forza, Nuzzi lo aiuta….
“Francesco è sereno”. Per forza, Nuzzi lo aiuta….
Date per scontate le spregevoli figure, il malcostume e le ripugnanti azioni prelatizie degli ultimi scandali vaticani, ci sia dato qui di subodorare una accorta regia. Basta mettere in rilievo la tempistica, la successione degli eventi provocati, e la loro coordinazione, che testimoniano una vasta e concorde operazione a più mani.
Fase 1 – Vengono annunciati non uno, ma due libri sugli scandali vaticani, scritti indipendentemente da due autori, che dicono di non conoscersi, e fatti uscire dagli editori in contemporanea.
Fase 2 – Seguono i clamorosi arresti della gendarmeria pontificia di due personaggi indicati come “i corvi” che hanno passato le notizie “riservate” ai due giornalisti autori dei due libri in prossima uscita. L’aver dato documenti riservati è « frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa».
Il caso, senza precedenti moderni, dei due personaggi cacciati nelle segrete del Vaticano (la belloccia Chauqui e “ un prelato dell’Opus Dei”, strizzano l’occhio i giornali), è naturalmente un ottimo battage per i due libri. Che non sono ancora usciti, ma che tutti ormai attendono spasmodicamente. Nel mondo intero. Gli editori, previdenti, han già firmato contratti e traduzioni in 15 paesi.
La Sala stampa bergogliana emana uno stranissimo comunicato, come se conoscesse in anticipo il contenuto dei libri, e lo approvasse, solo ne deplorasse il “modo”.
“Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del papa“. Perché, magari qualcuno può sospettare che l’intera manovra sia fatta per “aiutare” la missione del papa? E quale missione?
Fase 3 – I due libri continuano a non essere disponibili; nessuno li ha ancora letti, ma già i media ricevono anticipazioni succulente e intervistano i due autori. “Ricchezza, sprechi e giochi di potere – attrici e viaggi d’oro, sartorie e tv porno; spese fantasma per milioni; hanno rubato i soldi per le Messe”, sono alcuni dei titoli.
Fase 4 – I media in delirio concorde spiegano: questo nuovo Vatileaks è un altro complotto dei “conservatori” che impediscono al Papa di “fare le riforme”. I corrotti, ladri di offerte delle Messe e per l’ospedale del Bambin Gesù, i possessori di attici da 700 mq, sono quelli stessi che “non vogliono il rinnovamento”, la “pulizia nelle finanze vaticane”, sono i malversatori che usano lo Ior per riciclaggio….e via così. Non è assolutamente vero – molti dei coinvolti sono stati nominati da Bergoglio alle cariche di cui hanno profittato, dei modernisti, degli arrivisti e lecchini. Ma il messaggio che deve passare è: vedete, la Chiesa “vecchia” è corrotta, le gerarchie “conservatrici” sono ricche e scandalose, i cardinali fanno schifo, e sono luridi proprio quelli che si oppongono al “nuovo”. .. solo il Papa è pulito e innovatore e onesto, anzi santo….E’ esattamente il messaggio che Bergoglio e la sua junta sudamericana hanno voluto far passare fin dall’inizio.
“I media italiani vivono in una bolla di papolatria”, scrive giustamente Socci, “vedono Bergoglio come il Bene assoluto e chi dissente da lui è dipinto come un losco cospiratore o un emissario del Male”.
Fase 5 – Lo scandalo non indigna né addolora più di tanto sua santità. “Francesco è sereno e sa cosa fare…Procede senza incertezza sulla strada della buona amministrazione”.
Fase 6 – Il Nuzzi, uno dei due autori dei due libri simultanei, indice la conferenza-stampa di lancio del suo volume e ripete la parola d’ordine convenuta: “Credo che questo papa stia portando avanti delle riforme e che incontri molte difficoltà”. E’ la tesi che deve passare. Le “riforme”, le “riforme”: Comunione ai divorziati, nozze gay, Chiesa povera per i poveri, tutto il repertorio. Se fosse stato Bergoglio a suggerire la strategia, non avrebbe potuto far meglio a proprio favore. Nuzzi, in conferenza stampa dice anche un’altra cosa, di punto in bianco: di non aver “avuto nessun contatto con il Papa”. E perché dovrebbe aver avuto un contato col Papa? Chi ci pensava? E poi aggiunge: “Se lo avessi avuto, certamente non lo renderei pubblico perché ci sarebbero altre strumentalizzazioni”. E se, magari, il Nuzzi l’avesse dunque incontrato, il Papa? Se questo fosse tutto un ben architettato complotto a favore di Francesco? Grazie a questi “scandali” (molti dei quali vecchi e già noti, altri che scandali non sono…come i soldi che occorrono per le cause di beatificazione) la Junta sudamericana potrà procedere a nuove purghe nella curia romana.
Se tutto ciò vi sembra inverosimile complottismo, ricordate che questo papato ha la fiducia della Massoneria. Bergoglio è stato eletto il 13 marzo 2013. Nello stesso giorno, poche ore dopo, un comunicato ufficiale del Grande Oriente veniva diramato. In esso, il gran maestro Gustavo Raffi prevedeva con gioia incontenibile: “Con Papa Francesco, nulla sarà più come prima”.
Domanda ingenua: come faceva Raffi a saperlo prima?Prima di tutti? E perché salutava El Papa con un comunicato ufficiale, su carta intestata del Grande Oriente, dunque non a titolo personale, ma della Fratellanza Universale? Anticipando inoltre i motivi propagandistico-ideologici che l’argentino avrebbe messo al centro della sua azione: “Il gesuita che è vicino agli ultimi della storia ha la grande occasione per mostrare al mondo il volto di una Chiesa che deve recuperare l’annuncio di una nuova umanità (notate la terminologia muratoria, ndr) . Bergoglio conosce la vita reale e ricorderà la lezione di uno dei suoi teologi di riferimento, Romano Guardini, per il quale non si può staccare la verità dall’amore”.
“La semplice croce che ha indossato sulla veste bianca -conclude il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani – lascia sperare che una Chiesa del popolo ritrovi la capacità di dialogare con tutti gli uomini di buona volontà e con la Massoneria che, come insegna l’esperienza dell’America Latina, lavora per il bene e il progresso dell’umanità, avendo come riferimenti Bolivar, Allende e José Martí, solo per citarne alcuni”.
Alcuni dei laicissimi personaggi che hanno tirato fuori il nuovo scandalo vaticano hanno arie e parole da massoni. Quando la Massoneria decide che è ora di “aiutare il Papa” può ben organizzare il concerto papolatrico così vistoso sui media. Che poi questa grancassa semini disgusto, nausea e sgomento fra i fedeli, tanto meglio.
mercoledì 4 novembre 2015
giovedì 29 ottobre 2015
mercoledì 28 ottobre 2015
Siddharameshwar Maharaj
Siddharameshwar Maharaj
traduzione di Isabella di Soragna
Siddharameshwar Maharaj, maestro di Nisargadatta Maharaj e Ranjit Maharaj, nacque nel 1888 a Pathti, piccolo villaggio del Maharashtra in India. Qualche tempo dopo la morte del suo maestro Bhausaheb Maharaj, entrò in meditazione con la ferma risoluzione di non uscirne prima di aver avuto accesso alla piena comprensione. Rifiutò qualunque potere che gli veniva offerto e smise solo quando, dopo nove mesi, il suo defunto maestro gli apparve in sogno per confermargli la sua piena realizzazione. Questi, quando era vivo, gli aveva insegnato la via della costante meditazione, il “sentiero della formica” ed egli non avendo scelta, l’aveva seguita, anche a costo della sua vita - come soleva dire. Più tardi per facilitarne la comprensione ad altri, egli iniziò ad insegnare la via diretta o “sentiero dell’uccello”. Le rinunce, una volta obbligatorie nella pratica, egli le considerò come spesso un impedimento che rinforzava l’ego spirituale invece di dissolverlo. Se tutto è davvero illusorio in questo mondo, che senso aveva rinunciare a qualcosa che non esisteva? La rinuncia era invece la conseguenza della comprensione. Si trattava dunque di rinunciare alla rinuncia stessa.
“La conoscenza è necessaria per disfarsi dell’ignoranza, ma la realtà che siamo a nostra insaputa è molto aldilà di entrambe.” Il suo insegnamento semplice e diretto lo dispensava a chiunque ed insisteva solo sul fatto di avere una fede illimitata nelle parole del maestro(che era alla fine il “guru interiore o il Sè”) e una determinazione infallibile nella pratica.
”La conoscenza spirituale, senza il supporto della devozione, è solo un castello di sabbia.
Quando si abbandona la devozione al vero maestro(che è poi il maestro interiore), il divino in noi, la mente inevitabilmente scivola verso i beni materiali, che sono la vera schiavitù. La grazia del guru scende quando si abbandonano tutti i concetti. Questo assomiglia all’advaita vedanta, ma egli metteva l’accento sul fatto che l’aspirante era il traguardo stesso della ricerca.
”Parlo solo di voi - diceva - voi siete Quello, sono solo i concetti che lo velano.”
I suoi insegnamenti furono poi raccolti da appunti presi dai suoi allievi.
Fece notare che quando uno di loro integrava una verità, in seguito doveva abbandonarla, poiché era pronto per passare alla successiva. Realizzare che siamo la Coscienza universale o Brahman era solo una tappa poiché “ la Conoscenza è ignoranza, dato che è ancora uno stato, ma voi siete aldilà di tutti gli stati, siete il Parabrahman (prima di Brahman o Coscienza)inconcepibile”. Il fatto di parlare di inconcepibile, non sperimentabile quindi, non è molto gradevole per la mente, (che è solo un pacco di concetti cementati) quindi molti maestri insegnano solo fino alla tappa della conoscenza universale, illimitata certo, ma che dà sempre un granello da macinare allo spirito del discepolo: è pur sempre “qualcosa di definibile”. L’osservatore, il testimone persiste - anche se lo si chiama con nomi esaltanti “sat-chit-ananda” (essere-coscienza-beatitudine) - e dà continuità al senso di esistere che non viene minacciato, ma allargato ad un senso di vastità e pienezza. La tappa seguente (“aldilà della conoscenza”) confuta ciò che è e ciò che non è, infine confuta la confutazione stessa! Aldilà della dualità dell’essere e del non-essere, quindi inconcepibile e non insegnabile! Questo lo ripetono i veri maestri, spesso provocando l’esasperazione dei ricercatori.
Siddharameshwar dopo aver condotto molti discepoli alla comprensione ultima, lasciò il suo corpo nel 1936 all’età di 48 anni, mentre recitava e ballava i bhajans( rituale devozionale). Ranjit Maharaj, suo discepolo, che si realizzò giovanissimo pur continuando la sua vita ordinaria di contabile,(solo dopo la morte di Nisargadatta accettò di insegnare nel suo monolocale) soleva dire:”Nessuno muore, credetemi. I 5 elementi tornano ai 5 elementi e il potere al potere. Che cosa se ne va? Nulla, tranne un nome”. Morì il 15 novembre 2000.
Alcuni estratti dal libro Amrut laya(Abbracciare l’immortalità) pubblicato in francese da - Les deux océans. Si tratta del testo Dasbodh, trattato poetico di spiritualità pratica scritto in marathi da Ramdas nel 17.mo secolo e che Siddharameshwar presentava e commentava ai suoi studenti.
“La conoscenza è necessaria per disfarsi dell’ignoranza, ma la realtà che siamo a nostra insaputa è molto aldilà di entrambe.” Il suo insegnamento semplice e diretto lo dispensava a chiunque ed insisteva solo sul fatto di avere una fede illimitata nelle parole del maestro(che era alla fine il “guru interiore o il Sè”) e una determinazione infallibile nella pratica.
”La conoscenza spirituale, senza il supporto della devozione, è solo un castello di sabbia.
Quando si abbandona la devozione al vero maestro(che è poi il maestro interiore), il divino in noi, la mente inevitabilmente scivola verso i beni materiali, che sono la vera schiavitù. La grazia del guru scende quando si abbandonano tutti i concetti. Questo assomiglia all’advaita vedanta, ma egli metteva l’accento sul fatto che l’aspirante era il traguardo stesso della ricerca.
”Parlo solo di voi - diceva - voi siete Quello, sono solo i concetti che lo velano.”
I suoi insegnamenti furono poi raccolti da appunti presi dai suoi allievi.
Fece notare che quando uno di loro integrava una verità, in seguito doveva abbandonarla, poiché era pronto per passare alla successiva. Realizzare che siamo la Coscienza universale o Brahman era solo una tappa poiché “ la Conoscenza è ignoranza, dato che è ancora uno stato, ma voi siete aldilà di tutti gli stati, siete il Parabrahman (prima di Brahman o Coscienza)inconcepibile”. Il fatto di parlare di inconcepibile, non sperimentabile quindi, non è molto gradevole per la mente, (che è solo un pacco di concetti cementati) quindi molti maestri insegnano solo fino alla tappa della conoscenza universale, illimitata certo, ma che dà sempre un granello da macinare allo spirito del discepolo: è pur sempre “qualcosa di definibile”. L’osservatore, il testimone persiste - anche se lo si chiama con nomi esaltanti “sat-chit-ananda” (essere-coscienza-beatitudine) - e dà continuità al senso di esistere che non viene minacciato, ma allargato ad un senso di vastità e pienezza. La tappa seguente (“aldilà della conoscenza”) confuta ciò che è e ciò che non è, infine confuta la confutazione stessa! Aldilà della dualità dell’essere e del non-essere, quindi inconcepibile e non insegnabile! Questo lo ripetono i veri maestri, spesso provocando l’esasperazione dei ricercatori.
Siddharameshwar dopo aver condotto molti discepoli alla comprensione ultima, lasciò il suo corpo nel 1936 all’età di 48 anni, mentre recitava e ballava i bhajans( rituale devozionale). Ranjit Maharaj, suo discepolo, che si realizzò giovanissimo pur continuando la sua vita ordinaria di contabile,(solo dopo la morte di Nisargadatta accettò di insegnare nel suo monolocale) soleva dire:”Nessuno muore, credetemi. I 5 elementi tornano ai 5 elementi e il potere al potere. Che cosa se ne va? Nulla, tranne un nome”. Morì il 15 novembre 2000.
Alcuni estratti dal libro Amrut laya(Abbracciare l’immortalità) pubblicato in francese da - Les deux océans. Si tratta del testo Dasbodh, trattato poetico di spiritualità pratica scritto in marathi da Ramdas nel 17.mo secolo e che Siddharameshwar presentava e commentava ai suoi studenti.
I requisiti per l’aspirante sono:
- un’aspirazione profonda e ardente
- la facoltà di discernimento e riflessione
- la pratica
- il distacco.
Questo significa che non ci si identifica più a nulla per poter rimanere in se stessi. Anche l’attaccamento a parenti ed amici è solo sorgente di sofferenza.
CONOSCERE IL SÈ SIGNIFICA DIVENTARLO. Se volete sperimentarlo ve ne separate e vedrete il nulla, lo zero o spazio.(n.d.t.dallo zero come può sorgere “qualcosa”?)
Ogni apparenza è illusoria ed il testimone di questo è il Sé. Ciò che è visto è falso poiché dovuto alla magia dell’occhio. Come ci si guarda allo specchio e si vedono due figure, il reale ed il suo riflesso, in realtà ve ne è una sola. L’osservatore esiste in quanto considerate gli oggetti percepiti come esistenti. L’ego e l’osservatore sono concetti. Se dici che questa città è Bombay essa apparirà come Bombay, ma se dite che è una distesa di terra, essa apparirà come terra. Se chiamate questa cosa “sedia” è una sedia, ma se dite che è legno, sarà legno. Se dite tutto è coscienza allora tutto è divino, ma se lo chiamate mondo diventerà mondo. Tutti gli oggetti dipendono dai concetti dell’osservatore mentre il Sé è al di là di qualunque concetto. Nessun concetto può descriverlo. Qualcuno nomina una donna “figlia”, un altro “madre” o “moglie”. In realtà è un’insieme di ossa, carne, sangue, ma ognuno di voi le dà una consistenza. Tutto dipende dal concetto che ne avete fatto. Quando il mondo esterno, tangibile, si rivela il prodotto di una percezione illusoria, l’ego scompare. Questa è la pratica da ricordare. Per l’essere realizzato tutto è il Sé: il cibo, la panca, la moglie, l’acqua, ecc.
Vivete come volete, ma rinunciate interiormente. Quando affermate che il tale è morto significa che solo il nome è scomparso. Ciò che nasce deve morire: se vi togliete dalla mente di essere un “io” particolare, uscite dall’illusione. La mano si muove, ma voi dite che “io muovo la mano”(n.d.t. in questo la neuroscienza è arrivata alle identiche conclusioni: l’io sorge dopo il gesto o l’azione). Non è mangiando cibo puro che realizzerete il Sé, ma eliminando l’agitazione mentale. Siete ossessionati dal benessere fisico, come può il Sé penetrare in un corpo già invaso dall’ego? Se continuate a pensare al mondo esterno delle sensazioni è impossibile realizzare la vostra vera natura.
Il Sé rivestito dall’ignoranza del senso di essere o coscienza è ricoperto da un altro strato di illusione: è un sogno dentro ad un sogno. Chi afferma “io sono il Sé” è ancora nel falso. Infatti significa che egli si crede diverso dal Sé. Il vero criterio è quando il Sé non ha il senso di essere. Se voi dite “ho sperimentato” significa che l’ego è ancora presente.
Come parlare del Sé? Non ha forma, è lo stato naturale che si mantiene al di là dei 4 corpi che sono: il corpo fisico, il sottile, il causale(ignoranza totale) il sopra-causale(la conoscenza “io-sono”). La Realtà è anteriore al Dio creatore o conoscenza, è il Parabrahman, che tutto trascende, immutabile ed inconoscibile, al di là del vuoto e dell’ignoranza. È il quarto stato o non-stato(turyatita).
Colui che trascende per sempre il mondo sta in pace con sé e con gli altri. Anche quando vi è un movimento nella coscienza egli ritorna nella coscienza corporea, pur sapendo che egli è il Sé e che tutto è il Sé, sempre ben ancorato in questa comprensione. La vera natura è al di là dell’alienazione e della liberazione, entrambe illusorie, ma se si resta a livello della coscienza corporea non vi è alcuna libertà possibile. “Sono libero per un momento e il momento dopo sono alienato”oppure “Quando sarò libero…”:ecco lo stato di chi non vive il Sé. Anche chi pretende di essere libero è immerso in un’illusione peggiore: è un coccodrillo! È ancora nella dualità della ricerca e s’infossa ancor più nell’oceano del mondo. Per il saggio l’idea d’essere libero o alienato è una barzelletta! Quando l’illusione svanisce e i nomi e le forme scompaiono, le parole tacciono.
Le catene esistono per colui che pur brevemente o inconsapevolmente s’identifica ancora col corpo. Anche quando si medita sul “testimone silenzioso o coscienza pura” vi è ancora dualità. Se si dimentica anche l’ “io sono” allora il movimento mentale che dice “io sono o ego”, sparisce. La sola cosa che resta da fare è vedere tutto quello che ostacola la realizzazione. Per vivere“Quello” dobbiamo “esserlo” senza “saperlo”. Dimenticare tutto è il solo mezzo, anche “io sono il Sé”. Dobbiamo dormire per conoscere il sonno profondo. L’ “IO” farà di tutto per sopravvivere!
La nostra immaginazione anche la più sottile non potrà mai immaginare il Sé. La riflessione invece, se diventa un’abitudine, vi condurrà alla verità. Senza la pratica del discernimento resterete imprigionati nel cerchio dell’ego. Se comprendete che non siete assolutamente né il corpo, né i pensieri, come può il mondo della materia avere un legame con “me”?
Tutta l’energia dell’ignorante è utilizzata solo per rinforzare l’ego (credendo di eliminarlo):”io sono un cercatore, io sono realizzato”: ecco come nutrire proprio ciò che volete far sparire con i vostri sforzi. Il mondo visibile è effimero, irreale, e ciò che non è transitorio non può essere visto. L’osservatore, l’osservato e l’osservazione dipendono dalla mente. Non può esserci un’osservazione senza “qualcuno” che osserva. Ciò che dite o sperimentate si produce a causa della mente. Finché ”voi” ci siete, l’ego sarà là per discriminare, giudicare, denigrare, ecc. I sensi sono gli strumenti dell’azione e quindi dell’ego.
Chi assiste alla morte del proprio ego può affermare come il devoto poeta Tukaram:”Ho visto la mia morte con i miei occhi, la gioia che ne è derivata è senza pari.”
Bisogna soprattutto lasciar perdere le vecchie abitudini. Quando dite:”Sono il Sé” mettete il vostro ego sulle spalle del Sé. Non è con la concentrazione, le formule o le penitenze che capirete questo, ma al contatto di esseri realizzati e soprattutto con la devozione al Sé supremo, non a un dio o a un santo protettore!
Non serviranno gli studi delle Scritture, né le buone azioni, né i pellegrinaggi per esaudire tacitamente un desiderio mondano. Non servono i digiuni. Il saggio mangia e suo malgrado digiuna. Non ci dovrà essere nemmeno il sentimento di “essere tutto e niente”. Non vi è il mondo da una parte e il Sé dall’altra. L’illusione appare su e a partire dal Sé, ma non appena si avvicina al Sé scompare definitivamente. L’illusione appare sul Sé come un riflesso sullo specchio, ma non è in esso. (n.d.t. L’illusione significa che qualcosa appare soltanto, quindi non esiste). Se disponete cento secchi pieni d’acqua sul terrazzo al sole vi saranno cento riflessi, ma significa forse che vi sono cento soli? Ci si domanda come la realtà che è senza forma possa contenere l’illusione che si esprime come forma: è solo quando vi sveglierete dal sogno che capirete come il sogno, apparentemente solido, non è mai esistito. Noi crediamo che vi sia qualcosa, quando in realtà è solo il frutto dell’immaginazione e non vi è nulla. Il mondo appare quando avvengono i concetti e non dura più di quelli. Il concetto è la causa, il mondo è l’effetto.(n.d.t. l’immagine più moderna è il paragone con l’ologramma) Trascendendo tutti gli stati, i cinque elementi e la vacuità,(ancora concetti) sparisce anche l’ “io sono” e rimane la realtà senza alcun concetto, la nostra vera natura. È come una donna che partorisce una finzione. Il Sé supremo non sarà mai toccato dalle apparenze di nascite e morti. È reale come il nostro viso riflesso nello specchio o di mille specchi. Le immagini sono forse reali? Anche i Veda dicono:“ Tutto ciò che è percettibile è effimero, un gioco e un’elucubrazione della mente.” È l’implicazione della mente nel mondo che crea lo stato d’ignoranza. Tutto quello che fate nel mondo fa parte dell’illusione ed anche se la conoscenza distrugge l’ignoranza, rimane anch’essa un’illusione. Felicità e dolore fanno parte dell’illusione dualista: non vi è dunque nulla da cambiare. Il non-agire non significa rinunciare ad un’azione esteriore, anche quella di diventare un santo, o di diventare ricco e in buona salute: significa non considerarsi un corpo e lasciare che avvengano le cose. Intervenire per cambiare le situazioni vuol dire accrescere l’ego. Se dirigete la mente verso il Sé, questa si identificherà a Lui, allora non ridiscenderete a livello del vostro corpo. Siate nel corpo come un invitato in casa altrui. Se siete il re perché mettervi a pulire le strade? Sbarazzatevi dal credere che gli oggetti esterni siano reali. Sono convenzioni. Ho creduto a mille ruoli che ho recitato credendo di essere ognuno di essi, ma ogni forma è solo apparsa sul Sé senza forma. Una volta ben compreso quello che siete veramente, agite sempre di conseguenza. Alcuni si sono risvegliati, ma sono poi ricaduti nella confusione per mancanza di vigilanza. Se vi insultano, insultano il corpo, non voi. Risalite alla sorgente della collera. Senza un distacco totale non potrete liberarvi dalle passioni. Gli ipocriti che ammassano milioni ingannando gli altri con i discorsi sulla conoscenza del Sé non vanno certo nel senso del naturale distacco di chi è veramente realizzato.
“Astinenza” non significa rinuncia dolorosa, ma non più essere attaccato ai sensi. Comportarsi con generosità nel quotidiano temporale-mondano, significa dare spazio, lasciar gli altri liberi di avere punti di vista diversi: voler imporre il proprio indica tendenza all’intransigenza e alla censura. Non occupatevi degli affari degli altri, poiché si rischia di non vedere la loro essenza profonda(che siete anche voi).
Osserviamo ora le caratteristiche dell’ego. Dire “sono il corpo o questo è mio” significa creare impedimenti o catene all’essere nella sua autenticità. Al contrario, essere convinti che “non sono il corpo, nulla mi appartiene, poiché non esisto”, è liberazione.
Vi sono quattro corpi o veli che ricoprono la realtà. Si riferiscono all’individuo, ma anche all’universo che lo circonda.
Il primo corpo è il corpo fisico o grossolano. Il secondo, il corpo sottile che include la mente, i sensi, l’intelletto, il sogno notturno, ecc. il terzo è il corpo causale o ignoranza, il quarto è il sopra-causale o sorgente della conoscenza. Rispetto all’universo vi è il corpo cosmico fisico, il corpo sottile, il non manifestato ed infine la sorgente della conoscenza o illusione primordiale(mula maya) o Dio. Si tratta di disidentificarsi da ciascuno di questo corpi. Dopo essersi definitivamente disidentificati dai primi tre corpi, si arriva al sopra-causale, o turya, alla coscienza di essere o “io” sotto forma di “sat-chit-ananda” (essere-coscienza-beatitudine):un senso di unità senza limiti pervade l’individuo. La mente è all’origine dell’alienazione, ma anche della liberazione. Il corpo sottile si trova tra Dio o sat-chit-ananda e dall’altra i sensi grossolani ed i cinque elementi. A causa della pesantezza dell’intelletto allo stato di veglia, voi credete alla realtà di questo mondo! Se riusciste almeno una volta, ma con una profonda convinzione ad affermare “io non esisto”, potrete intuire la realizzazione. Quindi anche l’ego sottile che si identifica a Dio (n.d.t. immersione devozionale nel divino) è da abbandonare. L’ “io sono” o quarto velo, che dà vita al corpo - che sarebbe un cadavere senza di esso - deve essere trasceso: al di là dell’ “io sono” o testimone, si trova la realtà finale ove non c’è né alienazione, né liberazione. Il Sé supremo si trova al di là di qualsiasi “stato”. Vi è stato detto che siete la “Coscienza” o Conoscenza perché voi possiate capire correttamente, ma se lo affermate, siete ancora nell’ego, sottile certamente, ma che dovete abbandonare senz’altro. Qualsiasi affermazione da quella di “sono un uomo” fino a “sono il Sé o sono risvegliato” sono illusioni. Il Sé supremo è al di là della conoscenza e dell’ignoranza. Praticate quindi l‘introspezione, per negare qualsiasi concetto e identificazione: anche il Dio creatore si rivela un nulla, poiché è solo immaginario. Ciò che resta è la realizzazione senza concetti, (neti neti) il Sé supremo (non identificabile). Se vi è un “io sono” vi è automaticamente anche un “tu sei” quindi dualità.
La natura della dualità è quella di dimenticare il Sé e di focalizzarsi sui cinque elementi e sugli oggetti esterni. La natura dell’illusione è tale che essa cerca sempre di conoscere ciò che succede e di dimenticare ciò che precede tutto questo. L’oblio e la conoscenza vanno mano in mano: in tal modo non appena si dimentica il Sé profondo, sorge lo spazio. Nel Sé non essendoci né tempo né luogo, nulla può essere percepito, ossia non vi è possibilità di percepire oggetti. Non appena sorge la percezione, si creano i concetti di spazio-tempo e quindi gli oggetti ad essi legati( solo grazie a quelle dimensioni). All’origine della creazione tre cose furono create: lo spazio, il tempo e la materia. Così si è manifestato il mondo. Apparve al momento in cui l’avete percepito, ma in realtà nulla è successo. Non vi è rinascita per colui che comprende che il mondo è la sua creazione mentale. La mente è fatta solo di pensieri, parole e quando riposa silenzioso, tutti i sogni, i dubbi, i pensieri, svaniscono. Resta il nulla, ma anche quel nulla, quel vuoto - ancora un concetto - deve essere sorpassato. Rimane solo “colui che ha tutto trasceso”. Infine anche quell’ “io testimone” deve essere abbandonato per realizzare e vivere ciò che è oltre la conoscenza e l’ignoranza. È un’illusione dire “io”, “tu” , Dio o démone… anche la preghiera è un’illusione. Il vero asceta ha la mente libera da qualunque concetto, quelli legati al bene o al male, poiché hanno perso significato per lui. L’esperienza effettiva della verità ultima è la prova finale: se la cercate solo per mezzo della logica, del ragionamento o con rituali, sacrifici corporei ed esperienze spirituali, sarete delusi. Anche se arrivate alla soglia ultima della Coscienza pura, se una punta di orgoglio si infiltra in essa, ricadrete nell’ignoranza. Gli oggetti che hanno un nome ed una forma sono effimeri, non hanno esistenza propria ed esistono solo grazie all’abitudine di nominarli. Che uno sia re o fachiro dagli immensi poteri mentali, o abbia raggiunto il divino, dovrà morire. La realtà invece non è mai stata creata, quindi nulla potrà distruggerla. Osservate l’esperienza del sonno. Lì la percezione di vostra moglie o marito sparisce poiché esistono solo quando li percepite. Nel sogno la coscienza proietta un altro mondo. Quando lo spazio e gli oggetti sono creati nel sogno esiste davvero uno spazio?No. È la coscienza che crea questo spazio: essa è il supporto di un mondo intero e di altri mondi. Allora perché non creare un altro mondo in questo stesso mondo?Finché credete di essere un corpo limitato, non avete nessun potere, mentre in realtà tutto quello che pensate o avete pensato può prodursi. Al risveglio tutto si dissolve. Tuttavia il potere fa parte ancora dell’illusione. Senza coscienza non vi è mondo. Il saggio è libero dai concetti “io sono” e “io non sono” da non confondere con l’oblio. Tutto quello che si può ricordare non è quello che siamo, cioè il Sé. Il Sé essendo al di là di qualunque pensiero e sensazione, non ha bisogno di essere ricordato, è sempre presente e al di là di ogni congettura o attesa. Per arrivare alla resa della mente è bene osservare passivamente le fluttuazioni e i meandri dei pensieri ed esserne testimoni. I pensieri moriranno naturalmente. Rifiuterete tranquillamente ogni idea che possa riferirsi al corpo per eliminare il senso di isolamento che spinge la mente a cercare illusorie soddisfazioni. La paura resterà finché vi identificherete a qualcosa che non siete mai stato! La mente è un aggregato di memorie. Quando abbandonerete l’una dopo l’altra le memorie che vi legano alla matassa di ricordi ripetitivi, questo sparirà. Il meccanismo dei desideri è legato al ricordo degli oggetti conosciuti, alimentato dalla speranza di gioirne ancora o di evitare il dolore. La mente non sarà mai vinta senza il discernimento e la riflessione. Cercare qualcosa di diverso dal Sé conduce alla dualità. La determinazione e la devozione sono il miglior modo di giungere alla méta. A volte il maestro cerca di disorientare il discepolo con delle contraddizioni (come i koans zen): percepire un oggetto e definirlo logicamente fa parte della natura della mente da scardinare.
Il culmine è rimanere fissi nello stato naturale.
La meditazione e la pratica vengono dopo.
I pellegrinaggi sono lo stadio più basso.
Quando dite che questo corpo vi appartiene significa che non siete il corpo: disidentificatevi dicendo spesso:”non sono il corpo”.Come il bambino crede all’esistenza di mostri immaginari, l’uomo ordinario crede alla produzioni mentali, quindi sbarazzatevi dalla vostra abitudine passiva di immagazzinare informazioni! Disimparate tutto ciò che avete appreso. Il Sé non può essere realizzato con la pratica, ma la pratica resta indispensabile per rompere le abitudini mentali. L’ignoranza(corpo causale) e la conoscenza mescolata all’ignoranza(corpo sottile) sono l’origine dei cinque elementi che creano questo mondo di sogno. Malgrado l’apparenza di autenticità le esperienze generate nel mondo sono totalmente false. Come fantasmi che ci invadono. Creiamo una miriade di nomi e di forme, dimenticando la loro essenza. Quando i fiori sono intessuti insieme ad un filo si dà loro un nuovo nome:ghirlanda! Non sapere chi siete significa che la vostra esistenza non ha nessun valore, siete solo il risultato del passatempo piacevole dei vostri genitori! I sogni sono il riflesso della vostra mente e così nello stato di veglia vedete solo ciò che volete (o potete) vedere. Perché questa città si chiama Bombay? Semplicemente perché avete deciso quel nome. Lo stesso dicasi per “corpo” a cui vi identificate al punto che senza di lui vi sentite una nullità: così sul punto di morte ne cercate subito un altro! La vostra esistenza nel mondo è solo una ripetizione di memorie vissute al momento della nascita o del concepimento. (n.d.t. Stan Grof ha realizzato praticamente che questo è vero con migliaia di esperimenti di nascite rivissute) Il vostro nome non esisteva prima della vostra nascita e sparirà dopo la morte: in India dopo qualche giorno dall’incinerazione il nome viene dimenticato. Invece di ricordarvi che siete solo il Sé che vi ha sempre accompagnato, pensate solo a quel nome imposto. Non avete una sola prova della vostra esistenza,( tranne un pensiero), allora cercate di non preoccuparvi di cose così inutili come la nascita e la morte: una persona che non esiste, non è nata e non morirà mai.
Chi è questo “io” che cerca rifugio, cibo, famiglia, siete voi o il corpo? “Cos’ è questo “io”?” “Chi ha compiuto questo gesto? La mano. Sono la mano?” In seguito si tratta di mettere in pratica le vostre conclusioni, ma ogni volta che volete “conoscere” o dite di “sapere “ che cos’è il Sé, ve ne allontanate. Nemmeno il silenzio può descriverlo, nemmeno il sonno profondo che è ancora un concetto. Il concetto di assenza di pensiero è ancora un pensiero. È uno stato senza stato. Inconcepibile. Solo il vero maestro realizzato vi libera dai concetti e dai legami illusori, i vostri cari invece stringono la morsa che vi incolla alle cose del mondo irreale: la paura vi attanaglia quando credete di perdere parenti o possessi. Nello stato naturale cessa ogni paura. Il saggio vive spontaneamente e in perfetto accordo sempre con quanto afferma. Lo stato in cui si sperimenta”non sono il corpo” equivale alla morte. Il risvegliato è distaccato dai quattro corpi, ed è morto ben prima della morte del corpo: così l’essere fuori dal tempo nasce ed è nato uccidendo la morte.
La fase del sat-chit-ananda o Coscienza pura fa ancora parte dell’ego: è come la luna crescente che brilla fulgida nel cielo. Nella fase finale il maestro aiuta ad immergervi nella realtà finale: questa è comparabile alla metà oscura della luna. C’è oscurità totale, poi l’oscurità si dissipa e siete nello stato senza stato del Sé. Lì la meditazione non serve più. Ma prima di questo essa è indispensabile per sciogliere le memorie e le associazioni mentali. Molti smettono di meditare credendo di “essere arrivati” solo con la comprensione intellettuale, e perché trovano la pratica fastidiosa. Non è perché ci cospargiamo il capo di cenere o altri segni esteriori che possiamo sentirci realizzati, anche un macellaio che continua il suo mestiere può essere realizzato senza che nessuno se ne accorga.
Mettete costantemente in pratica quanto detto qui, meditate, rileggete una frase di un saggio realizzato, impregnatevene, scartando tutto ciò che non serve, coltivando un desiderio ardente.
Il tempo non esiste, non preoccupatevi.
CONOSCERE IL SÈ SIGNIFICA DIVENTARLO. Se volete sperimentarlo ve ne separate e vedrete il nulla, lo zero o spazio.(n.d.t.dallo zero come può sorgere “qualcosa”?)
Ogni apparenza è illusoria ed il testimone di questo è il Sé. Ciò che è visto è falso poiché dovuto alla magia dell’occhio. Come ci si guarda allo specchio e si vedono due figure, il reale ed il suo riflesso, in realtà ve ne è una sola. L’osservatore esiste in quanto considerate gli oggetti percepiti come esistenti. L’ego e l’osservatore sono concetti. Se dici che questa città è Bombay essa apparirà come Bombay, ma se dite che è una distesa di terra, essa apparirà come terra. Se chiamate questa cosa “sedia” è una sedia, ma se dite che è legno, sarà legno. Se dite tutto è coscienza allora tutto è divino, ma se lo chiamate mondo diventerà mondo. Tutti gli oggetti dipendono dai concetti dell’osservatore mentre il Sé è al di là di qualunque concetto. Nessun concetto può descriverlo. Qualcuno nomina una donna “figlia”, un altro “madre” o “moglie”. In realtà è un’insieme di ossa, carne, sangue, ma ognuno di voi le dà una consistenza. Tutto dipende dal concetto che ne avete fatto. Quando il mondo esterno, tangibile, si rivela il prodotto di una percezione illusoria, l’ego scompare. Questa è la pratica da ricordare. Per l’essere realizzato tutto è il Sé: il cibo, la panca, la moglie, l’acqua, ecc.
Vivete come volete, ma rinunciate interiormente. Quando affermate che il tale è morto significa che solo il nome è scomparso. Ciò che nasce deve morire: se vi togliete dalla mente di essere un “io” particolare, uscite dall’illusione. La mano si muove, ma voi dite che “io muovo la mano”(n.d.t. in questo la neuroscienza è arrivata alle identiche conclusioni: l’io sorge dopo il gesto o l’azione). Non è mangiando cibo puro che realizzerete il Sé, ma eliminando l’agitazione mentale. Siete ossessionati dal benessere fisico, come può il Sé penetrare in un corpo già invaso dall’ego? Se continuate a pensare al mondo esterno delle sensazioni è impossibile realizzare la vostra vera natura.
Il Sé rivestito dall’ignoranza del senso di essere o coscienza è ricoperto da un altro strato di illusione: è un sogno dentro ad un sogno. Chi afferma “io sono il Sé” è ancora nel falso. Infatti significa che egli si crede diverso dal Sé. Il vero criterio è quando il Sé non ha il senso di essere. Se voi dite “ho sperimentato” significa che l’ego è ancora presente.
Come parlare del Sé? Non ha forma, è lo stato naturale che si mantiene al di là dei 4 corpi che sono: il corpo fisico, il sottile, il causale(ignoranza totale) il sopra-causale(la conoscenza “io-sono”). La Realtà è anteriore al Dio creatore o conoscenza, è il Parabrahman, che tutto trascende, immutabile ed inconoscibile, al di là del vuoto e dell’ignoranza. È il quarto stato o non-stato(turyatita).
Colui che trascende per sempre il mondo sta in pace con sé e con gli altri. Anche quando vi è un movimento nella coscienza egli ritorna nella coscienza corporea, pur sapendo che egli è il Sé e che tutto è il Sé, sempre ben ancorato in questa comprensione. La vera natura è al di là dell’alienazione e della liberazione, entrambe illusorie, ma se si resta a livello della coscienza corporea non vi è alcuna libertà possibile. “Sono libero per un momento e il momento dopo sono alienato”oppure “Quando sarò libero…”:ecco lo stato di chi non vive il Sé. Anche chi pretende di essere libero è immerso in un’illusione peggiore: è un coccodrillo! È ancora nella dualità della ricerca e s’infossa ancor più nell’oceano del mondo. Per il saggio l’idea d’essere libero o alienato è una barzelletta! Quando l’illusione svanisce e i nomi e le forme scompaiono, le parole tacciono.
Le catene esistono per colui che pur brevemente o inconsapevolmente s’identifica ancora col corpo. Anche quando si medita sul “testimone silenzioso o coscienza pura” vi è ancora dualità. Se si dimentica anche l’ “io sono” allora il movimento mentale che dice “io sono o ego”, sparisce. La sola cosa che resta da fare è vedere tutto quello che ostacola la realizzazione. Per vivere“Quello” dobbiamo “esserlo” senza “saperlo”. Dimenticare tutto è il solo mezzo, anche “io sono il Sé”. Dobbiamo dormire per conoscere il sonno profondo. L’ “IO” farà di tutto per sopravvivere!
La nostra immaginazione anche la più sottile non potrà mai immaginare il Sé. La riflessione invece, se diventa un’abitudine, vi condurrà alla verità. Senza la pratica del discernimento resterete imprigionati nel cerchio dell’ego. Se comprendete che non siete assolutamente né il corpo, né i pensieri, come può il mondo della materia avere un legame con “me”?
Tutta l’energia dell’ignorante è utilizzata solo per rinforzare l’ego (credendo di eliminarlo):”io sono un cercatore, io sono realizzato”: ecco come nutrire proprio ciò che volete far sparire con i vostri sforzi. Il mondo visibile è effimero, irreale, e ciò che non è transitorio non può essere visto. L’osservatore, l’osservato e l’osservazione dipendono dalla mente. Non può esserci un’osservazione senza “qualcuno” che osserva. Ciò che dite o sperimentate si produce a causa della mente. Finché ”voi” ci siete, l’ego sarà là per discriminare, giudicare, denigrare, ecc. I sensi sono gli strumenti dell’azione e quindi dell’ego.
Chi assiste alla morte del proprio ego può affermare come il devoto poeta Tukaram:”Ho visto la mia morte con i miei occhi, la gioia che ne è derivata è senza pari.”
Bisogna soprattutto lasciar perdere le vecchie abitudini. Quando dite:”Sono il Sé” mettete il vostro ego sulle spalle del Sé. Non è con la concentrazione, le formule o le penitenze che capirete questo, ma al contatto di esseri realizzati e soprattutto con la devozione al Sé supremo, non a un dio o a un santo protettore!
Non serviranno gli studi delle Scritture, né le buone azioni, né i pellegrinaggi per esaudire tacitamente un desiderio mondano. Non servono i digiuni. Il saggio mangia e suo malgrado digiuna. Non ci dovrà essere nemmeno il sentimento di “essere tutto e niente”. Non vi è il mondo da una parte e il Sé dall’altra. L’illusione appare su e a partire dal Sé, ma non appena si avvicina al Sé scompare definitivamente. L’illusione appare sul Sé come un riflesso sullo specchio, ma non è in esso. (n.d.t. L’illusione significa che qualcosa appare soltanto, quindi non esiste). Se disponete cento secchi pieni d’acqua sul terrazzo al sole vi saranno cento riflessi, ma significa forse che vi sono cento soli? Ci si domanda come la realtà che è senza forma possa contenere l’illusione che si esprime come forma: è solo quando vi sveglierete dal sogno che capirete come il sogno, apparentemente solido, non è mai esistito. Noi crediamo che vi sia qualcosa, quando in realtà è solo il frutto dell’immaginazione e non vi è nulla. Il mondo appare quando avvengono i concetti e non dura più di quelli. Il concetto è la causa, il mondo è l’effetto.(n.d.t. l’immagine più moderna è il paragone con l’ologramma) Trascendendo tutti gli stati, i cinque elementi e la vacuità,(ancora concetti) sparisce anche l’ “io sono” e rimane la realtà senza alcun concetto, la nostra vera natura. È come una donna che partorisce una finzione. Il Sé supremo non sarà mai toccato dalle apparenze di nascite e morti. È reale come il nostro viso riflesso nello specchio o di mille specchi. Le immagini sono forse reali? Anche i Veda dicono:“ Tutto ciò che è percettibile è effimero, un gioco e un’elucubrazione della mente.” È l’implicazione della mente nel mondo che crea lo stato d’ignoranza. Tutto quello che fate nel mondo fa parte dell’illusione ed anche se la conoscenza distrugge l’ignoranza, rimane anch’essa un’illusione. Felicità e dolore fanno parte dell’illusione dualista: non vi è dunque nulla da cambiare. Il non-agire non significa rinunciare ad un’azione esteriore, anche quella di diventare un santo, o di diventare ricco e in buona salute: significa non considerarsi un corpo e lasciare che avvengano le cose. Intervenire per cambiare le situazioni vuol dire accrescere l’ego. Se dirigete la mente verso il Sé, questa si identificherà a Lui, allora non ridiscenderete a livello del vostro corpo. Siate nel corpo come un invitato in casa altrui. Se siete il re perché mettervi a pulire le strade? Sbarazzatevi dal credere che gli oggetti esterni siano reali. Sono convenzioni. Ho creduto a mille ruoli che ho recitato credendo di essere ognuno di essi, ma ogni forma è solo apparsa sul Sé senza forma. Una volta ben compreso quello che siete veramente, agite sempre di conseguenza. Alcuni si sono risvegliati, ma sono poi ricaduti nella confusione per mancanza di vigilanza. Se vi insultano, insultano il corpo, non voi. Risalite alla sorgente della collera. Senza un distacco totale non potrete liberarvi dalle passioni. Gli ipocriti che ammassano milioni ingannando gli altri con i discorsi sulla conoscenza del Sé non vanno certo nel senso del naturale distacco di chi è veramente realizzato.
“Astinenza” non significa rinuncia dolorosa, ma non più essere attaccato ai sensi. Comportarsi con generosità nel quotidiano temporale-mondano, significa dare spazio, lasciar gli altri liberi di avere punti di vista diversi: voler imporre il proprio indica tendenza all’intransigenza e alla censura. Non occupatevi degli affari degli altri, poiché si rischia di non vedere la loro essenza profonda(che siete anche voi).
Osserviamo ora le caratteristiche dell’ego. Dire “sono il corpo o questo è mio” significa creare impedimenti o catene all’essere nella sua autenticità. Al contrario, essere convinti che “non sono il corpo, nulla mi appartiene, poiché non esisto”, è liberazione.
Vi sono quattro corpi o veli che ricoprono la realtà. Si riferiscono all’individuo, ma anche all’universo che lo circonda.
Il primo corpo è il corpo fisico o grossolano. Il secondo, il corpo sottile che include la mente, i sensi, l’intelletto, il sogno notturno, ecc. il terzo è il corpo causale o ignoranza, il quarto è il sopra-causale o sorgente della conoscenza. Rispetto all’universo vi è il corpo cosmico fisico, il corpo sottile, il non manifestato ed infine la sorgente della conoscenza o illusione primordiale(mula maya) o Dio. Si tratta di disidentificarsi da ciascuno di questo corpi. Dopo essersi definitivamente disidentificati dai primi tre corpi, si arriva al sopra-causale, o turya, alla coscienza di essere o “io” sotto forma di “sat-chit-ananda” (essere-coscienza-beatitudine):un senso di unità senza limiti pervade l’individuo. La mente è all’origine dell’alienazione, ma anche della liberazione. Il corpo sottile si trova tra Dio o sat-chit-ananda e dall’altra i sensi grossolani ed i cinque elementi. A causa della pesantezza dell’intelletto allo stato di veglia, voi credete alla realtà di questo mondo! Se riusciste almeno una volta, ma con una profonda convinzione ad affermare “io non esisto”, potrete intuire la realizzazione. Quindi anche l’ego sottile che si identifica a Dio (n.d.t. immersione devozionale nel divino) è da abbandonare. L’ “io sono” o quarto velo, che dà vita al corpo - che sarebbe un cadavere senza di esso - deve essere trasceso: al di là dell’ “io sono” o testimone, si trova la realtà finale ove non c’è né alienazione, né liberazione. Il Sé supremo si trova al di là di qualsiasi “stato”. Vi è stato detto che siete la “Coscienza” o Conoscenza perché voi possiate capire correttamente, ma se lo affermate, siete ancora nell’ego, sottile certamente, ma che dovete abbandonare senz’altro. Qualsiasi affermazione da quella di “sono un uomo” fino a “sono il Sé o sono risvegliato” sono illusioni. Il Sé supremo è al di là della conoscenza e dell’ignoranza. Praticate quindi l‘introspezione, per negare qualsiasi concetto e identificazione: anche il Dio creatore si rivela un nulla, poiché è solo immaginario. Ciò che resta è la realizzazione senza concetti, (neti neti) il Sé supremo (non identificabile). Se vi è un “io sono” vi è automaticamente anche un “tu sei” quindi dualità.
La natura della dualità è quella di dimenticare il Sé e di focalizzarsi sui cinque elementi e sugli oggetti esterni. La natura dell’illusione è tale che essa cerca sempre di conoscere ciò che succede e di dimenticare ciò che precede tutto questo. L’oblio e la conoscenza vanno mano in mano: in tal modo non appena si dimentica il Sé profondo, sorge lo spazio. Nel Sé non essendoci né tempo né luogo, nulla può essere percepito, ossia non vi è possibilità di percepire oggetti. Non appena sorge la percezione, si creano i concetti di spazio-tempo e quindi gli oggetti ad essi legati( solo grazie a quelle dimensioni). All’origine della creazione tre cose furono create: lo spazio, il tempo e la materia. Così si è manifestato il mondo. Apparve al momento in cui l’avete percepito, ma in realtà nulla è successo. Non vi è rinascita per colui che comprende che il mondo è la sua creazione mentale. La mente è fatta solo di pensieri, parole e quando riposa silenzioso, tutti i sogni, i dubbi, i pensieri, svaniscono. Resta il nulla, ma anche quel nulla, quel vuoto - ancora un concetto - deve essere sorpassato. Rimane solo “colui che ha tutto trasceso”. Infine anche quell’ “io testimone” deve essere abbandonato per realizzare e vivere ciò che è oltre la conoscenza e l’ignoranza. È un’illusione dire “io”, “tu” , Dio o démone… anche la preghiera è un’illusione. Il vero asceta ha la mente libera da qualunque concetto, quelli legati al bene o al male, poiché hanno perso significato per lui. L’esperienza effettiva della verità ultima è la prova finale: se la cercate solo per mezzo della logica, del ragionamento o con rituali, sacrifici corporei ed esperienze spirituali, sarete delusi. Anche se arrivate alla soglia ultima della Coscienza pura, se una punta di orgoglio si infiltra in essa, ricadrete nell’ignoranza. Gli oggetti che hanno un nome ed una forma sono effimeri, non hanno esistenza propria ed esistono solo grazie all’abitudine di nominarli. Che uno sia re o fachiro dagli immensi poteri mentali, o abbia raggiunto il divino, dovrà morire. La realtà invece non è mai stata creata, quindi nulla potrà distruggerla. Osservate l’esperienza del sonno. Lì la percezione di vostra moglie o marito sparisce poiché esistono solo quando li percepite. Nel sogno la coscienza proietta un altro mondo. Quando lo spazio e gli oggetti sono creati nel sogno esiste davvero uno spazio?No. È la coscienza che crea questo spazio: essa è il supporto di un mondo intero e di altri mondi. Allora perché non creare un altro mondo in questo stesso mondo?Finché credete di essere un corpo limitato, non avete nessun potere, mentre in realtà tutto quello che pensate o avete pensato può prodursi. Al risveglio tutto si dissolve. Tuttavia il potere fa parte ancora dell’illusione. Senza coscienza non vi è mondo. Il saggio è libero dai concetti “io sono” e “io non sono” da non confondere con l’oblio. Tutto quello che si può ricordare non è quello che siamo, cioè il Sé. Il Sé essendo al di là di qualunque pensiero e sensazione, non ha bisogno di essere ricordato, è sempre presente e al di là di ogni congettura o attesa. Per arrivare alla resa della mente è bene osservare passivamente le fluttuazioni e i meandri dei pensieri ed esserne testimoni. I pensieri moriranno naturalmente. Rifiuterete tranquillamente ogni idea che possa riferirsi al corpo per eliminare il senso di isolamento che spinge la mente a cercare illusorie soddisfazioni. La paura resterà finché vi identificherete a qualcosa che non siete mai stato! La mente è un aggregato di memorie. Quando abbandonerete l’una dopo l’altra le memorie che vi legano alla matassa di ricordi ripetitivi, questo sparirà. Il meccanismo dei desideri è legato al ricordo degli oggetti conosciuti, alimentato dalla speranza di gioirne ancora o di evitare il dolore. La mente non sarà mai vinta senza il discernimento e la riflessione. Cercare qualcosa di diverso dal Sé conduce alla dualità. La determinazione e la devozione sono il miglior modo di giungere alla méta. A volte il maestro cerca di disorientare il discepolo con delle contraddizioni (come i koans zen): percepire un oggetto e definirlo logicamente fa parte della natura della mente da scardinare.
Il culmine è rimanere fissi nello stato naturale.
La meditazione e la pratica vengono dopo.
I pellegrinaggi sono lo stadio più basso.
Quando dite che questo corpo vi appartiene significa che non siete il corpo: disidentificatevi dicendo spesso:”non sono il corpo”.Come il bambino crede all’esistenza di mostri immaginari, l’uomo ordinario crede alla produzioni mentali, quindi sbarazzatevi dalla vostra abitudine passiva di immagazzinare informazioni! Disimparate tutto ciò che avete appreso. Il Sé non può essere realizzato con la pratica, ma la pratica resta indispensabile per rompere le abitudini mentali. L’ignoranza(corpo causale) e la conoscenza mescolata all’ignoranza(corpo sottile) sono l’origine dei cinque elementi che creano questo mondo di sogno. Malgrado l’apparenza di autenticità le esperienze generate nel mondo sono totalmente false. Come fantasmi che ci invadono. Creiamo una miriade di nomi e di forme, dimenticando la loro essenza. Quando i fiori sono intessuti insieme ad un filo si dà loro un nuovo nome:ghirlanda! Non sapere chi siete significa che la vostra esistenza non ha nessun valore, siete solo il risultato del passatempo piacevole dei vostri genitori! I sogni sono il riflesso della vostra mente e così nello stato di veglia vedete solo ciò che volete (o potete) vedere. Perché questa città si chiama Bombay? Semplicemente perché avete deciso quel nome. Lo stesso dicasi per “corpo” a cui vi identificate al punto che senza di lui vi sentite una nullità: così sul punto di morte ne cercate subito un altro! La vostra esistenza nel mondo è solo una ripetizione di memorie vissute al momento della nascita o del concepimento. (n.d.t. Stan Grof ha realizzato praticamente che questo è vero con migliaia di esperimenti di nascite rivissute) Il vostro nome non esisteva prima della vostra nascita e sparirà dopo la morte: in India dopo qualche giorno dall’incinerazione il nome viene dimenticato. Invece di ricordarvi che siete solo il Sé che vi ha sempre accompagnato, pensate solo a quel nome imposto. Non avete una sola prova della vostra esistenza,( tranne un pensiero), allora cercate di non preoccuparvi di cose così inutili come la nascita e la morte: una persona che non esiste, non è nata e non morirà mai.
Chi è questo “io” che cerca rifugio, cibo, famiglia, siete voi o il corpo? “Cos’ è questo “io”?” “Chi ha compiuto questo gesto? La mano. Sono la mano?” In seguito si tratta di mettere in pratica le vostre conclusioni, ma ogni volta che volete “conoscere” o dite di “sapere “ che cos’è il Sé, ve ne allontanate. Nemmeno il silenzio può descriverlo, nemmeno il sonno profondo che è ancora un concetto. Il concetto di assenza di pensiero è ancora un pensiero. È uno stato senza stato. Inconcepibile. Solo il vero maestro realizzato vi libera dai concetti e dai legami illusori, i vostri cari invece stringono la morsa che vi incolla alle cose del mondo irreale: la paura vi attanaglia quando credete di perdere parenti o possessi. Nello stato naturale cessa ogni paura. Il saggio vive spontaneamente e in perfetto accordo sempre con quanto afferma. Lo stato in cui si sperimenta”non sono il corpo” equivale alla morte. Il risvegliato è distaccato dai quattro corpi, ed è morto ben prima della morte del corpo: così l’essere fuori dal tempo nasce ed è nato uccidendo la morte.
La fase del sat-chit-ananda o Coscienza pura fa ancora parte dell’ego: è come la luna crescente che brilla fulgida nel cielo. Nella fase finale il maestro aiuta ad immergervi nella realtà finale: questa è comparabile alla metà oscura della luna. C’è oscurità totale, poi l’oscurità si dissipa e siete nello stato senza stato del Sé. Lì la meditazione non serve più. Ma prima di questo essa è indispensabile per sciogliere le memorie e le associazioni mentali. Molti smettono di meditare credendo di “essere arrivati” solo con la comprensione intellettuale, e perché trovano la pratica fastidiosa. Non è perché ci cospargiamo il capo di cenere o altri segni esteriori che possiamo sentirci realizzati, anche un macellaio che continua il suo mestiere può essere realizzato senza che nessuno se ne accorga.
Mettete costantemente in pratica quanto detto qui, meditate, rileggete una frase di un saggio realizzato, impregnatevene, scartando tutto ciò che non serve, coltivando un desiderio ardente.
Il tempo non esiste, non preoccupatevi.
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