giovedì 7 marzo 2013

Terapia immunologica contro il cancro


Il Giornale Onlinedi Cristina Gandola

Cellule specializzate del sistema immunitario umano possono essere indirizzate in modo preciso contro il tumore per attaccarlo e distruggerlo. Una nuova tecnica di immunoterapia adattativa apre la strada a trattamenti più dolci per contrastare il cancro evitando in parte i numerosi e pesanti effetti collaterali delle terapie antitumorali attualmente in uso. I metodi impiegati per il trattamento e la cura dei tumori prevedono l'uso di sistemi invasivi e aggressivi come interventi chirurgici, chemioterapia e/o radioterapia. Un nuovo studio preliminare condotto da un team di ricercatori del Dana-Faber Cancer Institute e guidato dal dott. Marcus Butler, mette in luce la possibilità di trattare i tumori in modo più dolce, usando il sistema immunitario umano.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, porta i risultati di un piccolo trial di fase I in cui la tecnica di immunoterapia adattativa è stata testata su 9 pazienti con melanoma in fase avanzato. Le cellule T prelevate dai pazienti sono state poste in coltura e rese capaci di riconoscere specifici antigeni allo scopo di aggredire, una volta re-iniettate nei pazienti, le cellule tumorali recanti tali antigeni. I ricercatori hanno condotto il trial usando cellule del sistema immunitario umano di pazienti colpiti da melanoma, una delle forme più comuni di cancro. Il metodo, se si rivelerà sicuro ed efficace, potrà essere testato su altre neoplasie.

Per mantenere e migliorare la longevità delle cellule T re-iniettate, i ricercatori del Dana-Faber Cancer Institute hanno elaborato una versione artificiale delle cellule che presentano gli antigeni tumorali, così facendo il sistema immunitario percepisce la presenza del tumore e la necessità di operarsi affinché venga eliminato. Queste cellule producono una particolare molecola, chiamata CD83, che permette alle cellule T di rimanere attive per molto tempo. La tecnica mostra minori effetti collaterali sui pazienti e una più elevata longevità delle cellule T. In condizioni normali, infatti, le cellule T re-iniettate rimangono in vita appena qualche giorno e i metodi per mantenerle in attività causano svariati effetti collaterali.

L'immunoterapia adattativa prevede l'uso di cellule T antitumorali capaci di preparare il sistema immunitario umano a cercare e distruggere le cellule tumorali grazie al riconoscimento di antigeni specifici.


Dopo 10 settimane dall'inizio della terapia 7 dei 9 pazienti hanno mostrato di avere un numero maggiore di cellule T antitumorali specializzate e in 3 di questi pazienti il tumore si è stabilizzato, mentre in 1 paziente il tumore è regredito. Un altro paziente ha avuto una remissione completa e, a distanza di due anni da una singola somministrazione della nuova terapia, non è avvenuta alcuna recidiva. I risultati dello studio mettono in luce che è possibile mantenere alti livelli di cellule T antitumorali in circolo nell'organismo dei pazienti per lungo tempo e che la nuova terapia può risultare efficace per curare il melanoma offrendo un approccio più dolce, non invasivo e con meno effetti collaterali rispetto alle terapie attualmente in uso.

La tecnica di immunoterapia adattativa apre la strada a trattamenti meno tossici e più duraturi per la cura dei tumori. 

La nuova terapia immunologica può essere usata in combinazione con farmaci antitumorali allo scopo di migliorarne l'efficacia e ridurre gli effetti collaterali, infatti, dallo studio emerge che in 5 pazienti in cura con un anticorpo monoclonale per il trattamento del melanoma in fase metastatica, la terapia adattativa ha contribuito alla regressione del tumore in 3 pazienti e interrotto la crescita tumorale in 2 pazienti. Questo studio preliminare di fase I, volto quindi ad accertare la sicurezza della tecnica e la capacità di mantenere vitali le cellule T antitumorali per lungo tempo nei pazienti, fornisce anche indicazioni a supporto dell'efficacia della terapia adattativa in associazione alle terapie attualmente in uso. Tuttavia il metodo messo a punto dai ricercatori americani dovrà superare ulteriori studi clinici per dimostrare di essere valido su un numero molto più elevato di pazienti e la tecnica dovrà essere perfezionata e resa più efficiente. Per questo motivo i ricercatori del Dana-Faber Cancer Institute stanno già programmando nuovi trials per valutare in modo più esteso gli effetti della terapia e i benefici dati dall'associazione con altri trattamenti.

Riferimenti: Butler M. "Establishment of Antitumor Memory in Humans Using in Vitro–Educated CD8+ T Cells" Sci Transl Med: Vol. 3, Issue 80

Immagine: Linfocita T (Lawrence Berkley Lab) 
Fonte: 

martedì 5 marzo 2013

Sul sito della marina militare USA leggiamo di nubi di plasma create con il sistema antennistico HAARP


di
Corrado Penna
Fisici ed ingegneri che lavorano come ricercatori nei laboratori della marina degli Stati Uniti alla "Plasma Physics Division" (Dipartimento di fisica dei plasmi), lavorando al programma High-frequency Active Auroral Research Program (HAARP – che potremmo tradurre "Programma di ricerca attivo aurorale con l’alta frequenza") nella struttura di Gakona (Alaska) hanno prodotto con successo una durevole nuvola di plasma ad alta densità nell’alta atmosfera terrestre.
Queste sono le prime righe dell’annuncio dato sul sito ufficiale della struttura militare:http://www.nrl.navy.mil/media/news-releases/2013/nrl-scientists-produce-densest-artificial-ionospheric-plasma-clouds-using-haarp 
Nell’articolo viene specificato che a differenza delle nuvole di plasma generate precedentemente, che duravano appena dieci minuti, questa volta si è arrivati a generare una palla di plasma  più denso, che è stata mantenuta per un’ora dalle emissioni delle antenne del progetto HAARP, e che si è dissolta solo dopo la cessazione delle emissioni della centrale di Gakona.
Al di là dei particolari tecnici che chi vuole può leggersi sull’articolo originale, dove si trovano anche alcune immagini che illustrano l’esperimento, viene specificato come l’esperimento (che ha impiegato emissioni sulle alte frequenze con una potenza pari a 3.6 Megawatt) sia:
part of the Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) sponsored Basic Research on Ionospheric Characteristics and Effects (BRIOCHE) campaign to explore ionospheric phenomena and its impact on communications and space weather.
ovvero "parte della Ricerca di Base sugli Effetti e le Caratteristiche Inosferiche della DARPA  (l’Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata nel campo della Difesa – laddove per Difesa, è noto, si intende l’esercito), una iniziativa per esplorare i fenomeni della ionosfera ed i suoi impatti sulle comunicazioni e sul clima spaziale".
Abbiamo quindi la precisa conferma che si tratta di un progetto militare.
Più avanti l’articolo riferisce che: "Tali nuvole  di plasma vengono utilizzate come schermi artificiali a quote 50 kilometri inferiori rispetto alla ionosfera artificiale per riflettere i segnali elettromagnetici ad alta frequenza dei radar e delle comunicazioni".
E inoltre che: "la prossima iniziativa di HAARP, in programma per l’inizio del 2013, includerà esperimenti per sviluppare nuvole di ionizzazione [ovvero di plasma] più dense e più stabili".
Detto questo chi conosce l’agenzia DARPA sa che è responsabile di una serie di progetti molto particolari nell’ambito della sua "Ricerca Avanzata per la Difesa". 
Uno di questi è il progetto della cosiddetta polvere intelligente,
Nel suo articolo Ecco la polvere che spia pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 31 ottobre 2002, Federico Rampini descrive la polvere intelligente o "smart dust" come un pulviscolo composto di miriadi di microchip. 
Inoltre egli precisa che si tratta di un progetto tecnologico portato avanti dalla DARPA: 
Dietro la polvere intelligente c’è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa) che è stata all’origine di innovazioni fondamentali, compreso Internet. E’ il braccio scientifico del ministero della Difesa (…)
Questi nanosensori sono pure contemplati nello studio "Weather as a multiplier force – Owning the weather in 2025", pubblicato anch’esso su un sito militare statunitense (http://csat.au.af.mil/2025/volume3/vol3ch15.pdf), che ne ipotizza la diffusione in grandi quantità (fino a generare "nubi di nanosensori") nell’atmosfera. Inutile dire che tutte queste sostanze, viste le dimensioni ultramicroscopiche, vengono alla fine inalate dagli animali e dagli uomini, con pesanti ricadute sulla loro salute. 
La DARPA è implicata anche in altre ricerche sulla nanotecnologia ad uso militare vedi quanto scritto a pagina 215 del libro Nanotecnologie – Il Cammino della Scienza. Si tratta per esempio della creazione di insetti-robot (con inserzione di microchip collegato al loro cervello). Vedi per approfondimento gli articoli qui sotto ed il video fin troppo esplicito: 
http://www.ansuitalia.it/Sito/index.php?mod=read&id=1352971871 
http://it.emcelettronica.com/computer-grado-di-creare-insetti-robot 

http://punto-informatico.it/3440184/PI/News/falene-cyborg-ronzano-ancora.aspx
 
Altre informazioni sulla DARPA sono reperibili al link http://www.tankerenemy.com/2009/03/il-sistema-di-controllo-globale-della.html
Un piccolo elenco di progetti e realizzazioni della DARPA è il seguente:
Previsione del futuro e controllo globale:
Soldati-robot:
Nano chip per i soldati (impiantati come gli insetti di cui sopra):
E non possiamo fare a meno di notare, come ad esempio ci ricorda un articolo del "Secolo d’Italia" che:
Darpa ha sviluppato tecnologie importanti, come le reti informatiche, fondando Arpanet, che si sviluppò poi nel moderno… Internet.
In effetti il fatto di rimanere "tutti collegati", che a qualcuno pare una stupenda innovazione tecnologica, ha permesso innanzi tutto:
- Agli USA di fornire tecnologia informatica che permette agevolmente di spiare tutto il resto del mondo
- A tutti gli altri governi di tracciare in tempo reale le attività di ricerca, informazione, acquisto, le abitudini e le opinioni (grazie all’invenzione dei social network) di tutti i cittadini che sono collegati ad internet (vedi http://www.crom.be/it/documenti/print/internati-in-internet)
Insomma la DARPA è un organismo che partorisce invenzioni che sembrano la concretizzazione dei nostri peggiori incubi e finanzia apprendisti stregoni, il che fa vedere con molto sospetto questi esperimenti sul plasma che potrebbero servire non solo agli scopi dichiarati, ma anche allo sviluppo di applicazioni offensive, ad esempio al perfezionamento di armi ad energia diretta. 
Del resto, come mostrato in un vecchio articolo, ci sono diversi collegamenti tra il rilascio di ioni metallici nell’atmosfera e certi progetti militari. Tenendo quindi presente come i nanosensori siano (secondo gli studiosi del fenomeno come la dottoressa Staninger) uno degli elementi contenuti nelle scie chimiche, e tenendo presente come ci siano fin troppi sospetti che HAARP ed altri riscaldatori ionosferici possano essere utilizzati per generare uragani e terremoti artificiali (come afferma anche un valente fisico teorico) questi nuovi progressi tecnologici non possono che fare paura. 

venerdì 1 marzo 2013

GLI EBREI HAREDI AFFRONTANO LO STATO SIONISTA DI ISRAELE


DI
JAMES PETRAS 
Global Research 
 







Israele sta per entrare in una profonda crisi interna: un confronto faccia a faccia Ebreo-contro-Ebreo, avrà effetti importanti sia nei rapporti con i palestinesi, che con gli altri vicini arabi. Il conflitto è sorto tra uno stato sionista, altamente militarizzato e Haredi, un movimento religioso, su una serie di questioni, tra cui le recenti proposte del Primo Ministro israeliano Netanyahu per mettere fine all’esonero dall’arruolamento nelle forze armate coloniali di Israele, per i giovani religiosi di Haradi.
Haredim e lo Stato sionista coloniale 
Già prima della forzatura (che fondò) lo stato di Israele, gli haredim erano contrari al sionismo. Oggi la stragrande maggioranza degli haredim in Israele restano fermamente contrari allo stato sionista per motivi religiosi, etici e politici. I precettori religiosi degli Haredi insegnano che il popolo ebraico è tenuto a rispettare tre giuramenti:
  • non insediarsi in Israele con la forza o la violenza,
  • non per fare guerra con altre nazioni e
  • non agire come se le altre nazioni del mondo stessero perseguitando Israele.
Gli Haredim si sono opposti alla violenta pulizia etnica su oltre 850 mila palestinesi, fatta da Israele per stabilirsi nell’attuale Stato di Israele e continuano ad opporsi ai coloni israeliani che occupano con violenza le terre dei palestinesi. A differenza di altre sette cosiddette ‘ultra-ortodosse’, che sostengono il colonialismo sionista e benedicono l’esercito israeliano, gli haredim sostengono che il militarismo corrompe lo spirito e che i sionisti hanno trasformato gli ebrei da retti seguaci della Torah in rabbiosi sostenitori di uno stato militarista etnocentrico. Per gli haredim, ‘il culto dello Stato’, quando sventola una bandiera israeliana nel tempio, è un sacrilegio che si può paragonare a quando gli ebrei rinnegarono il loro Dio per adorare il vitello d’oro e furono condannati da Mosè.
La maggior parte degli haredim boicottano le elezioni, organizzano le proprie scuole (yeshiva), incoraggiano gli studenti ad approfondire i loro studi religiosi, sottolineano i valori della comunità e della famiglia (del tipo profondamente patriarcale), con parecchi figli e respingono fortemente gli sforzi dello stato sionista che vuole arruolare i giovani di haredi nel suo esercito di occupazione coloniale, la cosiddetta Forza di Difesa Israeliana (sic) -IDF. Tutti i principali partiti politici sionisti e il regime coloniale al governo si sono uniti per demonizzare gli haredim, sostenendo che si vogliono sottrarre alle loro responsabilità militari patriottiche. Con tutti i mezzi di comunicazione di massa e con discorsi pubblici, i politici sionisti e tutto il governo di Israele incitano all’odio contro gli haredim: Uno studio condotto nel 2006, ha dimostrato che più di un terzo degli ebrei israeliani identifica gli haredim come il gruppo più impopolare di Israele.
Gli haredim, d’altra parte, hanno motivo per aver paura e per opporsi allo stato secolare, militarista e sionista e ai politici: Dicono che, dopo la Seconda Guerra Mondiale nei campi di reinsediamento per i bambini ebrei rifugiati a Teheran, controllati dai sionisti, l’Agenzia Ebraica abbia opposto una ideologia sionista e militarista contro le religioni, per strappare i bambini haredim alle loro radici spirituali. Secondo un rapporto degli haredim, molti giovani religiosi ebrei che venivano dalla Polonia, per lo più i sopravvissuti all’Olocausto e alla Russia Sovietica, sono stati sottoposti a "inimmaginabile crudeltà mentali e fisiche con un solo obiettivo in mente: "sradicare il giudaismo". Per come vanno le cose in Israele oggi e per come si sfrutta una forma corrotta di giudaismo per servire il militarismo coloniale, gli haredim hanno tutte le ragioni per credere che l’arruolamento dei loro figli e delle loro figlie produrrà anche crudeli, sistematici e sionisti lavaggi del cervello per assicurarsi di plasmare degli efficaci (brutali) soldati di occupazione.
Gli haredim contro i valori dello stato di Israele
Gli haredim credono ferventemente e praticano il biblico insegnamento: "Siate fecondi e moltiplicatevi". Hanno famiglie numerose e l’età media tra gli haredim è di 16 anni. Il loro messaggio di pace ai sionisti militaristi potrebbe essere riassunto così: "Fate i bambini, non le bombe". Alcuni leader haredim si sono incontrati con funzionari palestinesi e iraniani e, in linea con la loro dottrina religiosa, hanno dichiarato il loro sostegno ad una soluzione pacifica dei conflitti e hanno denunciato un atteggiamento militare aggressivo di Israele.
Gli haredim sono intensamente religiosi e dedicano il loro tempo a discussioni e dibattiti sulle letture dei grandi maestri di religione: Il messaggio che inviano ai sionisti è : Leggete di più i “trattati etici di Maimonide" piuttosto che ascoltare gli sproloqui bellicosi e grondanti di sangue di Netanyahu. 
Gli Haredim vivono e studiano in gran parte entro i ristretti confini della loro comunità e insistono a mandare i loro figli nelle yeshivah, per studiare i libri sacri, piuttosto che in Cisgiordania ad uccidere palestinesi. Vogliono che i loro figli a servano Dio – non l’IDF. Cercano la verità nella Torah, non nelle conquiste fatte con dottrine di guerra preventiva abbracciate dai più autorevoli militaristi israeliani e da sionisti accademici che vivono all’estero.
L’attenzione degli haredim per costruirsi una vita migliore all’interno della loro comunità li porta a rigettare tutti gli sforzi dello Stato sionista per invogliarli a seguire quei violenti, sedicenti " coloni ebrei", che vanno in Cisgiordania ad occupare con ferocia le terre, per "fare la loro parte nella società (sic) ". L’ introverso stile di vita degli Haredi è visto come una giusta alternativa al rozzo militarismo, al riciclaggio di denaro, alla speculazione finanziaria, alla tratta di organi umani e a truffe immobiliari a cui si prestano le elite israeliane, insieme a comunità di sionisti che vivono all’estero, con cui riescono a procurarsi diversi miliardi di dollari come contributi dal Tesoro degli Stati Uniti.
Gli Haredim credono, con evidenza esemplare, che l’arruolamento dei loro giovani nell’esercito coloniale israeliano potrebbe distruggere i loro valori morali, se i loro figli fossero costretti a molestare e ispezionare le donne arabe ai posti di blocco, a rompere le gambe ai bambini palestinesi tirando sassi, a difendersi senza rispetto per nessuna legge, come fanno i "coloni ebrei", a dipingere graffiti osceni nelle moschee e nelle chiese e af attaccare i bambini arabi mentre vanno a scuola … per non parlare degli effetti negativi che produce quella che gli ebrei israeliani laici chiamano "educazione moderna", piena di menzogne storiche sulle origini di Israele, e di insegnamenti scientifici su alte tecnologie con cui fare la guerra, e le dottrine economiche "avanzate" che inneggiano al sacro ruolo del libero mercato, che spiegano che il tasso di povertà del 60% tra gli haredim è "auto-indotto".
Gli haredim chiedono che l’élite ebraica israeliana smetta di chiedere di arruolare i loro giovani e di discriminarli nel lavoro, tanto da triplicare il tasso di disoccupazione (tra gli haredim).
La ‘guerra civile’ che verrà: Lo Stato sionista contro il haredim
Il leader eletto, Yair Lapid, del partito Atid, recentemente formatosi, è stato definito un "centrista" dal New York Times, e un ‘moderato’ dagli ideologi di punta della "lobby" sionista degli Stati Uniti, ha messo tra i punti di forza della sua piattaforma politica la fine di qualsiasi esenzione per gli Haredi dall’obbligo del servizio militare nelle colonie . Yair Lapid, per riuscire ad entrare in un nuovo governo di coalizione con Netanyahu, ha lanciato un feroce attacco agli haredim e nel suo accordo per entrare a far parte della macchina da guerra di Netanyahu, ha incluso una netta contrapposizione alla leadership haredi.
Yair Lapid raccoglie i rancori secolari della classe dei giovani rampanti di Israele che si lamentano amaramente di doversi arruolare e in questo modo ritardare le loro opportunità per arricchirsi, mentre ai poveri, ai semi-analfabeti "neri" (termine dispregiativo che indica l’abbigliamento degli haredim) è concesso dedicarsi ai loro studi "senza valore" della Torah. Lapid, con la stessa logica perversa che ha anche Netanyahu, afferma che "Il 10% della popolazione non può minacciare il 90% con una guerra civile", (Financial Times, 2/14/13).
Ancora una volta, il boia (Lapid) accusa la vittima (haredim) della violenza che sta per commettere. Yesh Atid, il partito centrista (sic) di Lapid, si è alleato con Naftali, il partito neo-fascista “ della casa ebraica” di Bennett (che spinge per l’annessione di tutta la Palestina e l’espulsione dei non ebrei) per cancellare l’esenzione della coscrizione militare per Haredi. Insieme hanno il potere di veto sul prossimo governo. Questo attacco militarista rabbiosamente laico ha suscitato una grande opposizione tra gli altri partiti sionisti-religiosi che, con l’occasione, si sono avvicinati: sia il Partito Shas (sefardita haredim) che la United Torah Judaism hanno preso le difese del haredim.
Si stanno tracciando linee che vanno molto oltre un confronto tra gli haredim e uno stato sionista.
Il vero significato del conflitto haredim-sionisti
L’ostilità degli haredim per la laicità dello Stato sionista è in parte basata nella sua opposizione alla coscrizione militare, rimettendo così in discussione il sistema militarista israeliano, in generale e, in particolare, la sua politica di occupazione coloniale e di aggressione regionale.
Mentre alcuni haredim possono opporsi all’obbligo militare per motivi religiosi e chiedere di essere esentati unicamente per la loro giovane età, oggettivamente, questo può mettere in discussione il comportamento degli israeliani che violano i diritti dei palestinesi e il loro intero sistema di apartheid. 
Parlando di valori spirituali, negano la legittimità dell’idea di uno stato ebraico di polizia, basato sulla forza, sulla violenza, sulla tortura e sulla scomparsa dei prigionieri politici. Il loro mettere in discussione l’aspetto istituzionale che sostiene la supremazia ebraica e l’dea di Israele, patria del popolo eletto, dà un colpo potente ai principi ideologici di tutte le attività d’oltremare che si configurano nel potere sionista.
La loro animosità per la confusione tra sciovinismo ebraico con i rituali religiosi e la deificazione tribale dello Stato di Israele si contrappone al loro abbraccio ai Dieci Comandamenti di Mosè.
Gli haredim studiano l’insegnamento dell’insigne filosofo giudaico Maimonide e aborriscono quegli strateghi militaristi sionisti come Walzer, Dershowitz, Kagan, Feith, Netanyahu, ecc . che predicano le dottrine coloniali della"guerra giusta".
Rappresentando il 10% della popolazione israeliana ed una percentuale di gran lunga maggiore di giovani in età militare, gli haredim possono limitare considerevolmente il campo di applicazione delle future guerre sioniste. Se riusciranno a bloccare l’obbligo di coscrizione, potrebbero fornire un contributo duraturo per rendere il mondo in generale, e il Medio Oriente in particolare, un luogo più sicuro e più pacifico in cui vivere.
Di fronte alla prospettiva che in futuro si potrà perdere la "carne da macello" che serve le sue imprese coloniali, con i loro attacchi forsennati agli haredim, l’elite israelo-sionista ha spinto la maggior parte degli ebrei israeliani a demonizzarli come ‘retrogradi’, analfabeti, scrocconi dando la colpa al loro programma religioso per la forte natalità, per la povertà al 60% e per la alta disoccupazione. La macchina da guerra di Israele ha bisogno di nuove reclute per mantenere la sua missione imperiale di un Grande Israele.
I dati demografici – con famiglie con più di cinque figli- indicano che gli haredim potrebbero raddoppiare la percentuale della popolazione israeliana nel corso dei prossimi due decenni. Di fronte a ‘fatti sul terreno e nella culla’, l’imperativo espansionista coloniale sta spingendo tutti i principali partiti sionisti a togliere le esenzioni agli Haredi. Come risposta i leader Haredi minacciano di cominciare una massiccia disobbedienza civile, se i sionisti imporranno l’arruolamento, vedendo giustamente nella coscrizione dei loro giovani un assalto ai loro valori più profondamente spirituali e familiari che servirà da leva per scardinare la tradizionale solidarietà e le relazioni sociali della comunità.
Gli haredim condividono una condizione comune con la popolazione araba di Israele: Entrambe le comunità devono fronteggiare crescenti vessazioni della polizia, discriminazioni, persecuzioni religiose e aumento del livello di povertà. Una alleanza haredim-araba metterebbe insieme il 30% della popolazione per fronteggiare un nemico comune, militarista, secolare e plutocratico. Sul piano soggettivo sembra una cosa inverosimile ma sono in atto processi storici, oggettivi e strutturali, che stanno avvicinando sempre più i due gruppi.
E’ una delle grandi ironie della storia che i movimenti secolari e antimperialisti del mondo moderno debbano trovare i loro alleati più compatibili proprio nel movimento più tradizionale e più profondamente religioso di Israele.

GRECIA: MERCENARI DELLA BLACKWATER A GUARDIA DEL GOVERNO E A SUPERVISIONARE LA POLIZIA; TIMORI DI UN COLPO DI STATO









Mercenari di Blackwater hanno attualmente la supervisione delle forze di polizia greche, mentre aumentano le voci di un possibile colpo di stato. Riteniamo che la situazione sia estremamente tesa e che i mercenari siano lì principalmente per proteggere il governo e il parlamento in caso di problemi sotto forma sia di rivoluzione che di contro-rivoluzione. È stato inoltre scoperto un tentativo di destabilizzazione che coinvolgeva l’estrema destra e la polizia. 
Negli ultimi 12 mesi o più la Grecia ha assistito a ondate dopo ondate di dimostrazioni di massa, disordini, scontro tra polizia e dimostranti, attacchi armati a sedi governative, attacchi di estremisti di destra (1) (cioè Alba Dorata) (2) contro migranti come pure, naturalmente, il collasso totale dell’economia. 
Il governo è stato afflitto da numerosi scandali (p. es. conti bancari segreti in Svizzera) (3) e giornalisti sono stati arrestati. La maggior parte delle persone vive alla giornata tramite cooperative (4), i lavoratori si stanno impadronendo delle fabbriche. (5) 
Come abbiamo detto, è in corso una rivoluzione, una rivoluzione caotica (6) che diventerà ancor più caotica, perché la situazione in Grecia è entrata adesso in una fase critica, di cui vi presentiamo il riassunto di seguito, con altri dettagli: 
· la strategia delle tensione è già iniziata; 
· mercenari a protezione di un governo sotto assedio; 
· si parla apertamente di colpo di stato; 
· gli addetti ai lavori avvertono che è imminente una rivoluzione (o una contro rivoluzione). 
Strategia della tensione 
Alcuni giorni fa avevamo parlato di un complotto della polizia in connivenza con l’estrema destra per istigare un massacro di poliziotti, del quale accusare gli anarchici. Presumibilmente questo evento sarebbe stato utilizzato come pretesto per introdurre la legge marziale o lo stato d’emergenza. Il complotto potrebbe essere stato sventato (23 persone sono state arrestate) dalla Blackwater in cooperazione con funzionari fedeli al governo. Si prevede che Blackwater continui a monitorare le operazioni di polizia in genere, per identificare quei funzionari che potrebbero essere coinvolti in altri complotti simili. 
Nota: l’espressione “strategia della tensione” fu coniata in Italia tra gli anni ’70 e ’80, quando furono compiuti attentati dinamitardi contro la popolazione civile da parte di organizzazioni neofasciste quali Ordine Nuovo, (7) Avanguardia Nazionale (8) o Fronte Nazionale (9). 
Mercenari a protezione di un governo sotto assedio 
A novembre scorso il governo ellenico ha firmato un contratto con Academi (la nuova denominazione di Blackwater), contratto rimasto peraltro segreto, tanto è vero che non se ne trovano dettagli sul sito di Academi. Notizie circa questo contratto hanno cominciato a filtrare verso la fine di gennaio, quando Leonidas Chrysanthopoulos, ambasciatore greco in Canada, se lo è lasciato sfuggire durante una intervista, pubblicata poi in un blog (10) (vedere frase evidenziata in rosso). Il contratto con Academi è stato confermato pochi giorni dopo dal sito di notizie militari greco Defencenet. 
Blackwater/Academi è la famigerata società che condusse operazioni con mercenari durante l’ultima guerra in Iraq, che si trovarono coinvolti in inutili scontri a fuoco in aree urbane che coinvolsero vittime tra i civili. Attualmente ha una base operativa avanzata (11) in Afghanistan. 
Riteniamo che, in Grecia, abbia un duplice ruolo. Da un lato, supervisionare le operazioni di polizia; il governo ha richiesto il suo intervento in tal senso dato che si sa che le forze di polizia sono ampiamente infiltrate da elementi fascisti di Alba Dorata. Non è quindi possibile fare pieno affidamento sulla lealtà della polizia. L’altro ruolo è quello di operare da forza neutrale per fornire protezione completa al governo contro assalti, da qualsiasi parte arrivino. Di fatto, il governo greco è sotto assedio. 
Imminenza di una rivoluzione (o una contro rivoluzione) 
Secondo l’ambasciatore Chrysanthopoulos, nella sua intervista: “Ad un certo momento, molto presto, si verificherà un’esplosione di agitazione sociale, e questo non sarà affatto piacevole”. Ha fatto poi riferimento ad una quindicina di incidenti armati nei dieci giorni precedenti, inclusi lanci di molotov contro uffici dei partiti di governo e abitazioni di giornalisti pro-governo, oltre a sparatorie contro il quartier generale di Nuova Democrazia, il partito conservatore del Primo Ministro. Infine, anche una bomba in un centro commerciale di proprietà del secondo cittadino più ricco del paese. Chrysanthopoulos prevede che i guai cominceranno con la prossima serie di misure fiscali, cioè presto.
Fonte: http://darkernet.in 
Link: http://darkernet.in/greece-blackwater-mercenaries-guarding-govt-and-overseeing-police-coup-feared/
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ARRIGO DE ANGELI
- See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/02/28/grecia-mercenari-della-blackwater-a-guardia-del-governo-e-a-supervisionare-la-polizia-timori-di-un-colpo-di-stato/#sthash.HmKRThof.dpuf

Nikola Tesla e le sue invenzioni

Il Giornale OnlineGenialità, stranezze e intemperanze di un ricercatore che con le sue invenzioni ha portato l'umanità nel futuro tecnologico che oggi conosciamo...

di Massimo Teodorani
 (Tratto da Scienza e Conoscenza n.39.)

Parlare delle invenzioni di Nikola Tesla (Smiljan, Croazia, 1856–1943) senza cercare di interrogarsi sulla sua mente sarebbe come parlare di un essere vivente di qualunque specie senza parlare del DNA che lo governa. E al contempo non basterebbero le pagine di questo articolo per elencare con completezza tutte le invenzioni di Tesla. Si trattava di una mente poliedrica, con moltissimi interessi, non solamente relativi alla scienza e alla tecnologia. Eppure il suo operato si estrinsecava praticamente sempre in invenzioni tecnologiche, tutte finalizzate all’utilizzo dell’energia, soprattutto in campo elettromagnetico, ma anche in campo meccanico. L’obiettivo di Tesla non era quello di fare soldi, ma di donare al mondo forme di energia che semplificassero l’esistenza alla società e ne incrementassero il benessere. La sua premura per la sana conduzione della società umana nel suo insieme era tale che egli arrivò perfino a parlare di “eugenetica”: purtroppo questo aspetto fu totalmente mal interpretato da chi voleva vedere il male nelle sue parole, dove invece c’era un puro desiderio di protezione degli esseri umani dalla delinquenza e dalla criminalità.

Ascolta l'intervista a Massimo Teodorani su Nikola Tesla a questo link: 

Le mille invenzioni di un genio contemporaneo

Il suo interesse per la scienza e la tecnologia era tale che Tesla, ad ogni sua nuova invenzione, desiderava condividere le sue scoperte attraverso dimostrazioni pratiche di fronte al pubblico. Era un modo pragmatico di fare divulgazione, e tutto questo aveva come unico scopo quello di appassionare e stimolare intellettualmente le persone. Purtroppo Tesla non comprendeva che solo una piccolissima parte del grande pubblico sarebbe stato in grado di recepire il suo pensiero in maniera corretta. Questa eccessiva apertura di Tesla alla gente comune, anche con spettacolari e roboanti esperimenti pubblici, nonché attraverso articoli divulgativi spettacolarizzanti, non faceva che allontanarlo dal mondo accademico, il quale, pur riconoscendone l’ingegno applicativo, gli imputava la mancanza di una metodologia scientifica nella presentazione dei risultati. 

E in questo il mondo accademico non aveva tutti i torti: Tesla non presentava mai tramite articoli tecnici la struttura fisico-matematica che stava alla base delle sue invenzioni, e quindi, non condividendo il suo operato coi colleghi, si poneva con gli stessi in una posizione completamente autarchica e conflittuale. Lo scetticismo dei fisici e degli ingegneri di quel tempo, oltre che la palese invidia e cinismo di alcuni suoi competitori come ad esempio Thomas Edison, lo allontanarono ancora di più dalla scienza ufficiale, con cui avrebbe dovuto comunque confrontarsi dal momento che il metodo scientifico impone anche la condivisione dei dati con tutti i ricercatori, i quali devono essere messi in condizione di replicare a volontà gli stessi esperimenti al fine di confermarne o confutarne la validità.

Ma i detrattori di Tesla, sia del suo che del nostro tempo, sapevano comunque che, in mancanza o meno di pubblicazioni tecnico-matematiche che sostenessero il suo operato di fronte all’accademia, a differenza del caso dei tantissimi cialtroni che si riempiono dogmaticamente la bocca di chiacchiere e di speculazioni dal sapore pseudoscientifico, Tesla era uno che metteva sempre in pratica quello che affermava. E infatti egli agiva producendo una catena di innovazioni tecnologiche che non solo funzionavano, ma che hanno rappresentato un vero e proprio salto nel futuro per l’umanità. Il frutto di queste invenzioni si avverte ancora oggi. Ad esempio la tecnica delle correnti alternate ottenuta attraverso il famoso “motore a induzione” rappresenta l’unico modo possibile per trasmettere energia via cavo a grandissime distanze e senza perdite, ed è in uso tutt’oggi: se dall’alto della stazione spaziale ISS qualcuno ha il piacere di vedere la Terra così mirabilmente illuminata, questo lo dobbiamo esclusivamente a Tesla.

Lo stesso discorso vale per tanti altri marchingegni, come ad esempio il tubo catodico, la lampadina ad elevato rendimento, l’utilizzo dei raggi X per radiografia, i pannelli solari, l’iniettore elettrico, la porta logica, la turbina senza pale, l’oscillatore meccanico, la radio, il radar, l’aereo a decollo verticale, la robotica, i sistemi a radiocomando, i circuiti elettrici sintonizzati, per citarne solo una parte. Moltissime delle attuali applicazioni della tecnologia del tempo presente contengono in sé le basi poste proprio da Nikola Tesla. Gli accademici di ieri e quelli di oggi, di fronte ad un caso peculiare come Tesla, rimangono proprio per questo interdetti: come è mai possibile che un inventore sia in grado di passare direttamente alla parte tecnico-pratica di un esperimento così mirabilmente senza aver fatto prima quasi nessun calcolo di fattibilità, ma solo dei semplici schizzi sui suoi appunti, di cui andava gelosissimo? 

La scienza e l’ingegneria standard partono sempre da studi di fattibilità e da calcoli matematici preliminari che costituiscono un po’ una simulazione teorica di un dato esperimento, procedura che, oltre a permettere di controllarne il corretto funzionamento, consente anche ai vari ricercatori di confrontarsi tra loro tramite pubblicazioni tecniche, al fine di ottimizzare i risultati di una data scoperta. Ma Tesla non desiderava condividere le sue scoperte con i colleghi e ciò potrebbe averne creato l’idea di esasperato egocentrismo e individualismo. Egli desiderava solamente che i suoi esperimenti funzionassero e che avessero un'immediata applicazione pratica, al puro e semplice beneficio di tutta l’umanità e non per ottenere il beneplacito di una ristretta cerchia accademica, a tratti ottusa. 

Intanto i sistemi da lui messi in funzione andavano talmente bene da essere prodotti su scala industriale, riempiendo le tasche dei magnati che lo avevano finanziato e solo molto parzialmente o occasionalmente le sue. Tesla investiva praticamente tutti i fondi nelle sue ricerche, mentre a sé stesso non dedicava sostanzialmente nulla. Era un personaggio brillantissimo e arguto, ma al contempo poco incline alla vita di società. Aveva stranissime manie compulsive. Tutto questo lo rendeva molto singolare ed enigmatico. Ma cosa lo rendeva così?

Probabilmente la chiave del “mistero Tesla” risiedeva nella sua mente, del tutto inconsueta e per molti versi anomala. Aveva visioni delle sue scoperte tecnologiche già prima che esse fossero realizzate e queste visioni erano talmente chiare nella sua mente che egli non aveva nemmeno bisogno di metterle sulla carta in forma matematica, dal momento che dopo alcuni semplici schizzi passava immediatamente alla fase applicativa.

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Walter Russel