mercoledì 31 agosto 2016
SOROS E “FRANCESCO” UNITI NELLA LOTTA…
Maurizio Blondet 13
Ormai da settimane ignoti hackers hanno messo in linea 2500 e-mail riservate fra Georges Soros, i dipendenti delle sue fondazioni – capeggiate dalla casa-madre, la Open Society Foundation e i riceventi dei suoi doni. I media ne tacciono, perché sono ovviamente imbarazzanti. Si vede per esempio che lui ha dato direttive ad Hillary Clinton quando era segretaria di stato, su una crisi in Albania (sic) e su come risolverla: direttive che Hillary ha seguito alla lettera. Si vede anche che alla campagna di Hillary ha versato 30 milioni di dollari, il che ne fa’ il maggior donatore singolo.
Ma non basta. Se una cosa risalta in queste mail, è la megalomania di questo gran burattinaio. Non c’è area del mondo dove non finanzi attività (sovversive, o ‘filantropiche’); non una politica pubblica che non si proponga di ‘riformare’ in ogni parte del pianeta, sganciando soldi ai locali ‘riformatori’, che hanno sempre un carattere sinistroide e libertario. Megalomane e insieme, micro-gestore di tutta la realtà. Come abbiamo visto, Soros finanzia Arcigay in Italia, e Planned Parenthood (in Usa (l’ente pro-aborto che l’hanno scorso s’è scoperto faceva commercio di organi di feti); ha pagato rivoluzioni colorate e l’opposizione ad Orban in Ungheria; istiga la giunta di Kiev a fare la guerra alla Russia; gestisce (attraverso apposite ONG) l’inondazione di immigrati in Europa, e nello stesso tempo eccita organizzazioni di minoranze etniche latinos in Usa, allo scopo di far cambiare la demografia dei collegi elettorali in modo da favorire Hillary contro Trump. Per lo stesso scopo, paga organizzazioni razziali come Black Lives Matter (650 mila dollari) perché interrompano i comizi di Donald. Ha finanziato ripetuti tentativi di manifestazioni LGBT a Mosca, pagando le trasferte di celebri travestiti e sodomiti; in Europa, ha ‘gestito’ certe elezioni, facendo eleggere candidati favorevoli all’immigrazione senza limiti, e finanzia gruppuscoli che in Usa si battono non solo per il “diritto delle donne” e LGBT di entrare nelle unità combattenti, ma il dovere di allogarle in caserme unisex; o gruppi che stanno conducendo la meritevole battaglia per toilettes pubbliche per trans. Tutto in nome di un evidente scopo finale: la dissoluzione di ogni ordine, gerarchia e stabilità nelle società umane.
Poteva tal miliardario mancare di estendere le sue cure lobbistiche al Vaticano, dal momento della elezione di un “Francesco” così attivo nella dissoluzione. Dai documenti rivelati si scopre che Soros ha progettato subito di influenzare il Vaticano “impegnando il Papa sui temi della giustizia economica e razziale”.
Nel maggio 2015, il consiglio direttivo in Usa della Open Society di Soros prende un’iniziativa che viene così riferita:
Pope Francis Visit – $650,000 (USP) – vengono ciè stanziati alla bisogna 650 mila dollari. Segue la veloce delineazione della strategia:
“La prima visita di Papa Francesco in Usa a settembre includerà una storica allocuzione al Congresso [un privilegio mai concesso ad alcun pontefice in un sistema politico ostile ai ‘papisti’. Ndr], un discorso alle Nazioni Unite, e una visita a Philadelphia per “l’incontro mondiale delle famiglie”. Per approfittare del momento, noi sosterremo le attività di PICO per coinvolgere il Papa sui temi della giustizia economica e razziale; useremo l’influenza del cardinal Rodriguez, primo consigliere del Papa, e contiamo di spedire una delegazione in Vaticano in visita, a primavera o estate, per fargli sentire direttamente la voce dei cattolici di basso reddito in America”.
L’ente percettore dei soldi, PICO (People Improving Communities through Organizing) è una organizzazione fondata da un gesuita, John Baumann, nel 1972. Baumann faceva parte di una organizzazione creata nella Grande Depressione da un agitatore ebreo, Saul Alinsky, che intendeva scatenare la rivoluzione socialista; svanito il progetto, la PICO resta un movimento di estrema sinistra che unisce comunità su base ‘religiosa’ che si propone la redistribuzione della ricchezza, fra l’altro “mettendo leader religiosi nei consigli di amministrazione delle banche”. Dio sa quanto il capitalismo americano abbia bisogno di redistribuire le ricchezze; potrebbe cominciare proprio Soros. Ma come il miliardario coniughi le aspirazioni di PICO con i finanziamenti miliardari che fa’0 ad organizzazioni per l’aborto, l’eutanasia, il ‘gender’, il matrimonio Gay e la distruzione della famiglia, è un mistero che non abbiamo il modo di sviscerare.
Più interessante i rapporti cordialissimi che la Open Society Foundation di Soros , mostra di avere per il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga; honduregno, personaggio ambiguo nei suoi rapporti (favorevoli) con un potere golpista nel 2010 in Honduras, ragion per cui fu invitato a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio a parlare sul tema: “Oltre la violenza e la povertà. Proposte di cambiamento per l’America Latina”. Uomo di fiducia di El Papa, che lo ha elevato al ruolo di ‘coordinatore’ del gruppo di 8 cardinali da cui si fa’ affiancare nella ‘riforma della Chiesa”, ossia nel governo senza controllo – come si fa nei golpes sudamericani. In pratica è il capo della Junta Suramericana che sta schiacciando, umiliando e terrorizzando la Curia.
Il direttorio della Foundation di Soros sottolinea la ‘intima amicizia” che El Papa mostra al cardinal Rodriguez Maradiaga e del fatto che già adesso sta “usando la sua influenza” nel Vaticano per promuovere le idee più radicali sulla eguaglianza economica, che sono quelle che Soros caldeggia e propone (e piacerebbe sapere perché). Del resto è noto che la Open Society finanzia gruppi cattolici di sinistra in Usa,e insieme MoveOn org, un gruppo neocon ferocemente anticattolico che pesca nella destra repubblica (attualmente preme sugli esponenti del partito perché depennino Trump come candidato..) e che si è distinto per una campagna calunniosa contro Benedetto XVI accusato di coprire i preti pedofili.
Ma ora c’è “Francesco” e tutto cambia. Attenzione: i progetti di influenzare EL Papa da parte di Soros sembrano perfino timidi, rispetto all’ardimento mostrato da “Francesco”: le mail risalgono all’anno scorso, e ora la personalità modernista (forse massonica) del nostro è molto più chiara. In ogni caso, non va dimenticato che nel dicembre 2015 El Papa non ha esitato di farsi pagare da protagonisti dell’ideologia globalista la scenografica profanazione di San Pietro, su cui han proiettato gigantesche immagini di belve, scimmie e selvaggi – un trionfo della “natura” sulla cultura e sulla storia, dal titolo simbolico “Fiat Lux”, a segnalare che finalmente la luce del progresso illuminava l’oscurantismo clericale. Lo spettacolo osceno era stato pagato dalla Banca Mondiale, e specificamente dal suo programma per il terrore del riscaldamento climatico (bisogna ridurre le emissioni..), dal numero due della Microsoft Paul Allen e da una organizzazione chiamata Okeanos Fondazione per il Mare. Ma per la Junta vaticana era semplicemente la celebrazione ed apoteosi della enciclica “Laudato Sì”, prima enciclica ambientalista mai emessa da un Papa, ma soprattutto quasi franca proclamazione della speciale gnosi panteista-evoluzionista che è la vera fede di “Francesco”: un immanentismo che deve molto a Theilard De Chardin, per il quale Cristo essendosi fatto materia, ha divinizzato non solo il genere umano ma l’intera natura. Onde El Papa esorta, come nuovo dovere cattolico, a sviluppare in noi la coscienza eco-New Age “di non essere separati dalle altre creature, ma di formare con gli altri esseri dell’universo una stupenda comunione universale” (nº 220). Niente più accettazione della Croce, ma sì alla raccolta differenziata e al governo globale del clima.

Secondo il vostro cronista, El Papa non ha certo bisogno di farsi suggerire programmi da Soros. Sta “conducendo” la Chiesa “per nuovi cammini” ignorati dalla Chiesa e dal suo Fondatore per duemila anni. Bisognerà riparlarne. Qui sotto potete trovare qualche spunto essenziale sulla ideologia di El Papa:
Un’altra organizzazione cattolica finanziata da Soros e nominata dai direttivo è la FPL ( Faith in Public Life); ad essa, con la donazione, vengono impartiti gli ordini. La FPL deve organizzare sondaggi per “dimostrare che i votanti cattolici rispondono con favore alla concentrazione del Papa sull’ineguaglianza di reddito” e una azione militante per convincere i cattolici “pro family”; che essere “pro-family” richiede affrontare il problema della iniquità economica. Il che è giustissimo, Non si vede però che bisogno ci sia di pagare per ottenere sondaggi “a priori” favorevoli a una data tesi; e che un gruppo anti-capitalista sia finanziato riccamente dal più famoso speculatore dei nostri anni.
La Open Society ha anche un “advisory board”, un gruppo di consiglieri fra cui appaiono giornalisti, anche importanti, come l’opinionista della Washington Post DanielleAllen, e Steve Coll, del New Yorker. Il che può contribuire a spiegare come mai la fuga delle email di Soros non ha fatto notizia in Usa: non è proprio comparsa nemmeno come breve di cronaca. Un altro motivo è che l’intera classe mediatica americana sta sostenendo la Clinton con i mezzi più vergognosi, abbandonando ogni minima pretesa di oggettività, e quasi suicidandosi in questa operazione, buttando al macero la propria reputazione, in modo – direi – terminale, come se non ci fosse un domani.
A che scopo tutto ciò?, si chiederà il lettore, a questo punto completamente smarrito – e con ragione. Esiste tuttavia un possibile bandolo della matassa, che è utile tenere in mano nel groviglio delle donazioni di Soros. Si trova nelle e-mail dove il direttivo della Open Society segnala il pericolo rappresentato dal fatto che “La Russia cerca di aumentare la propria influenza nella vita politica europea”. Bisogna assolutamente contrastare “il sostegno della Russia a movimenti che difendono i valori tradizionali”. E’ non la “reazione” o “il populismo”, ma esattamente la Tradizione che viene qui indicata come il nemico – il nemico della Dissoluzione – da stroncare. Per il progetto, si chiedono 500 mila dollari. Da aumentare per “bisogni imprevisti”.
A che scopo tutto ciò?, si chiederà il lettore, a questo punto completamente smarrito – e con ragione. Esiste tuttavia un possibile bandolo della matassa, che è utile tenere in mano nel groviglio delle donazioni di Soros. Si trova nelle e-mail dove il direttivo della Open Society segnala il pericolo rappresentato dal fatto che “La Russia cerca di aumentare la propria influenza nella vita politica europea”. Bisogna assolutamente contrastare “il sostegno della Russia a movimenti che difendono i valori tradizionali”. E’ non la “reazione” o “il populismo”, ma esattamente la Tradizione che viene qui indicata come il nemico – il nemico della Dissoluzione – da stroncare. Per il progetto, si chiedono 500 mila dollari. Da aumentare per “bisogni imprevisti”.
martedì 16 agosto 2016
Hillary Clinton, l’Oscura Maurizio Blondet 9 agosto 2016
Hillary Clinton, l’Oscura
La candidata Hillary Clinton è regolarmente accompagnata nelle sue apparizioni pubbliche da un signore obeso che sembra il suo assistente medico. In una foto l’obeso tiene in mano un auto-iniettore di diazepam. Il diazepam – nome commerciale Valium – è indicato nel trattamento di ansia, insonnia, paranoie; persino allucinazioni; ma anche, in questa forma iniettabile, per il controllo di spasmi muscolari di varia gravità, anche come attenuante degli spasmi da sclerosi multipla La candidata ha subito nel 2013 un ictus, per il quale sembra venga trattata con anticoagulanti. Il web s’è scatenato in diagnosi ipotetiche, che vanno dall’epilessia ad altre malattie neurologiche o cardiovascolari fino alla sifilide, che avrebbe contratto dal marito. Spesso la signora è confusa e si abbandona a movimenti spastici del capo; fa’ fatica a salire una piccola rampa di scale e inciampa spesso; ha talora una tosse convulsa o nervosa.
Che la candidata abbia problemi di salute che si aggravano, non pare dubbio. Indicativo è che i media cercano in ogni modo di nasconderlo e fanno finta di non notarlo. L’amico Umberto da Washington mi scrive: “Le voci sulla sua salute sono cominciate su siti da quattro soldi su internet. Poi Trump ha continuato a ripetere: “low energy” “Hilary cannot do a press conference because too weak” (Hillary a bassa energia non può tenere una conferenza stampa perché è troppo debole), “She gives a statement and then she sleeps all day. That’s what she does” (dà una dichiarazione e poi dorme tutto il giorno), “they take her to bed after any appearence.” (la portano a letto dopo ogni apparizione) , “she spend her time sleeping” (passa il tempo a dormire).
Sembrava una specie di polemica infantile, invece sembra che sia stato un avviso e una tattica di guerra psicologica da parte di Trump.
E’ sette mesi che Hillary Clinton non fa un conferenza stampa. SETTE MESI! See https://www.washingtonpost.com/news/the-fix/wp/2016/07/07/heres-how-long-it-has-been-since-hillary-clinton-held-a-press-conference/

Letteralmente, Hillary ha un dottore che la segue continuamente e addirittura e’ stato preso con le mani nel sacco in un video quando Hillary si e’ bloccata di fronte ad una piccola protesta e non riusciva ad andare avanti.
Il grosso dottore nero, Dr Okunola http://newzsentinel.com/is-this-hillary-clintons-medical-handlerdr-oladotun-a-okunola-m-d/
le ha messo la mano sulla spalla e le ha detto (vedi il video) “keep talking”. E’ stato detto che erano uno dei Servizi Segreti, ma quelli dei Secret Service non possono toccare il loro protetto a meno di un attentato violento e certamente non possono dire loro quello che devono fare. La Clinton si e’ ripresa e ha detto in tono semisterico a voce molto alta, “here we are, I keep talking…

Poi c’è una inquietante lista di morti attorno alla campagna di Hillary. Persone che per qualche motivo potevano rovinargliela.
Shawn Lucas – avvocato, era stato incaricato da sostenitori di Bernie Sanders di querelare la presidente della Convenzione Nazionale Democratica (DNC), la nota Debbie Wasserman Schultz, dopo la fuga delle mail in cui costei mostrava di favorire Hillary sul candidato Sandrs; ragion per cui la Wasserman Schultz ha dovuto dimettersi. Il 2 agosto, l’avocato Shawn Lucas è stato trovato morto nel bagno di casa dalla sua fidanzata. Sulle cause della morte le autorità non hanno dichiarato nulla.
Seth Rich era direttore del Voter Expansion Data del DNC. E’ stato ucciso da vari colpi di pistola alla schiena a due passi da casa. L’omicidio è avvenuto dopo che Wikileaks aveva spifferato le 20 mila mail che provano che il DNC stava favorendo Hillary contro Sanders: e Seth Rich, per le sue mansioni, poteva essere lo spifferatore. Per la polizia è stato un tentativo di rapine finito tragicamente. Il corpo della vittima aveva portafoglio e orologio.
Victor Thorn giornalista, autore per la American Free Press (un periodico di destra estremamente ben informato) di decine di articoli-inchiesta contro il clan Clinton e i suoi segreti più oscuri; tre suoi saggi – una trilogia, Crowning Clinton: Why Hillary Shouldn’t Be in the White House eccetera stavano per essere tradotti all’estero. Il 1 agosto è stato trovato morto ucciso da un colpo di pistola presso casa. Suicidio, ha decretato la polizia.
Joe Montano era il presidente del DNC prima di Debbie Wasserman Schultz. Dopo che Wikileaks a diffuso le 20 mila mail dello scandalo, egli è morto improvvisamente il 25 luglio scorso. Attacco cardiaco, è stato decretato: a 47 anni e nessuna storia di malattie.
John Ashe già presidente dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, stava per essere sottoposto a un processo per aver accettato mazzette da un ricco cinese, Ng Lap Seng, nel 1996. Seng aveva fatto donazioni illegali per la rielezione di Bill Clinton; Ashe avrebbe certamente dovuto testimoniare sui legami tra il cinese e i Clinton. E’ morto il 23 giugno scorso, il giorno stesso in cui avrebbe testimoniato. Secondo la polizia, stava sollevando un pesante bilancere da ginnastica ma se l’è fatto cadere addosso, e l’attrezzo gli ha schiacciato la gola.
Cose che succedono.
E siccome in Usa la truce realtà supera la fantasia più trash, ecco chi è apparso a fianco di Hillary Clinton durante un suo comizio a Kisssimmee, cittadina presso Orlando in Florida: Seddique Mateen. E chi è, domanderete. Ma è il babbo di Omar Mateen, il 29 enne gay che ha fatto strage al locale notturno Pulse di Orlando solo poche settimane fa, il 12 giugno: strage che è stata attribuita ad odio islamista, per poi scoprire che Omar Mateen era un omosessuale frequentatore abituale del locale. Il papà, Seddique, è impegnato politicamente …in Afghanistan. I giornalisti gli hanno domandato come mai fosse al comizio, a soli due mesi dall’immane tragedia di Orlando. Risposta: “Hillary Clinton è buona per gli Stati Uniti, al contrario di Trump che non offre soluzioni”.
Il regime di El Papa sui cattolici: censura, persecuzione, brutalità e mutismo. Maurizio Blondet 16 agosto 2016
El Papa è sul punto di cogliere un altro “grande successo” politico. Più grosso della riapertura dei rapporti fra Cuba e Washington, che il mondo ha applaudito. E’ la pacificazione della Chiesa con la Cina. L’accordo prevede il riconoscimento reciproco dei vescovi: quelli della Chiesa clandestina fedeli a Roma, e quelli della Chiesa Patriottica nominati dal Partito Comunista. L’appartenenza alla Chiesa Patriottica era stata dichiarata “Incompatibile” con la dottrina cattolica da Benedetto XVI. Adesso c’è molta fretta di “lanciare ponti”, di fatto accettare che lo stato-partito ateo metta mano nelle strutture ecclesiastiche. Gli applausi del mondo non mancheranno certo: un passo in più verso la globalizzazione delle fedi.
Stranamente, una voce non si unisce agli applausi. Quella di monsignor Joseph Zen, 84 anni, salesiano, cardinale emerito di Hong Kong. Che è stato per qualche tempo nella Chiesa Patriottica, ne è uscito ed ha sofferto le persecuzioni, le violenze di stato e il carcere, ha protestato mitemente contro la ‘pacificazione’ e i metodi con cui ‘Francesco’ la sta conducendo. A Zen si è risposto con insulti su Vatican Insider, che lo ha accusato di “guidare la ribellione” a ‘Francesco’. La risposta del cardinale Zen è stata pubblicata da Asia News. Si badi: Asia News non è un blog dissidente o tradizionalista; è l’organo del PIME, Pontificio Istituto Missioni Estere, una entità diretta della Chiesa, anche se ridotta a ben poco: il Concilio ha segato le gambe all’impulso missionario del Cattolicesimo (che “o è missionario, o non è”). Non siamo abbastanza al corrente della questione per dare un giudizio. Ci pare essenziale però riprendere il grido di dolore del cardinal Zen, perché è per tanti versi lo stesso che alziamo ogni giorno, tanti di noi, di fronte agli atti di El Papa. “Da tanti anni i nostri nemici non sono riusciti a farci morire. Ora ci tocca morire per mano del nostro Padre”.
“Ci tocca morire per mano del nosto Padre”
Cosa dice il cardinale?
“Oggi si presenta lo spettro di una dichiarazione proveniente proprio dalla autorità della Chiesa che dice loro [ai cattolici cinesi fedeli] di cambiare rotta. Quello che era dichiarato contrario alla dottrina ed alla disciplina della Chiesa diventerà legittimo e normale, tutti dovranno sottomettersi al Governo che gestisce la Chiesa, tutti dovranno obbedire a vescovi che fino ad oggi sono illegittimi e perfino scomunicati. Allora, hanno sbagliato per decenni questi poveri “confrontazionisti”?
Ecco, il mio appello è per preparare gli animi ad una tale eventualità, la quale una volta sembrava impossibile, ora ci si presenta molto probabile. Come fare? Accettare di tornare, come dice Vatican Insider, alla condizione catacombale.
Condizione catacombale non è condizione ordinaria. Ma quando l’ordinario è illegittimo ed il legittimo non è permesso, non c’ è altra scelta che tenere fermo al legittimo in una condizione non ordinaria.
Dunque, il mio è un appello pieno di tristezza e di dolore. Qui potrei finire il mio discorso, pregando Valente [il firmatario dell’attacco, nd.] di avere misericordia di noi, di rispettare almeno il nostro dolore e lasciarci piangere in pace nel silenzio. […] “Da tanti anni i nostri nemici non sono riusciti a farci morire. Ora ci tocca morire per mano del nostro Padre. Va bene, andiamo a morire”.
(Non avete mai notato che il bambino, anche quando riceve qualche sculacciata dalla mamma, non scappa, ma si aggrappa alla gamba della mamma, magari piangendo e gridando. Non ha dove andare lontano dalla mamma).
“Nella nostra accettazione delle disposizioni da Roma, c’ è un limite, il limite della coscienza. Non possiamo seguire quell’eventuale accordo in ciò che alla coscienza appare come chiaramente contrario all’autentica fede cattolica. Papa Francesco ha sovente difeso il diritto all’obiezione di coscienza; lui poi, un gesuita che affida anche le cose più delicate al discernimento personale, non negherà ai suoi figli questo diritto.
Questo limite della nostra accettazione la rende ancora più dolorosa. Sarà per me una vera lacerazione del cuore, tra l’istinto salesiano di devozione al Papa e l’impossibilità di seguirlo fino in fondo nel caso, per esempio, che incoraggiasse ad abbracciare l’Associazione Patriottica ed entrare in una Chiesa totalmente asservita ad un Governo ateo.
Dovremo rifiutare di fare quel passo proprio perché esso è formalmente in contraddizione con l’autorità petrina. Sì, nel caso contemplato (e in questo momento speriamo ancora fortemente che non si verifichi), noi vogliamo essere fedeli al Papa (al Papato, all’autorità del Vicario di Cristo) nonostante il Papa. […] Affidiamo al Giudice eterno di giudicare se la vera comunione reale col Papa sia la nostra o quella di coloro che gridano: “Su, pronti, tutti quanti, ad obbedire al Papa, qualunque cosa egli decida!”.
I fautori del “dialogo” lo elimianno all’interno
Continua il cardinale:
“Ho detto che l’eventualità di un accordo inaccettabile si presenta probabile. Ho detto che ancora adesso scongiuriamo che il fatto non si verifichi. Dunque non c’è niente di certo ancora. Allora, perché, mi si dirà, tanta eccitazione?
È proprio vero, non sappiamo niente di sicuro, siamo tenuti completamente all’oscuro. Sappiamo che i contatti si stanno moltiplicando, ma non sappiamo niente di ciò che trattano in quei colloqui. Noi sappiamo che i contatti [col regime] si moltiplicano, ma non sappiamo niente di quel che si tratta in quei colloqui. I contatti non ufficiali esistevano anche prima”, spiega il cardinale, ma i vescovi cinesi erano tenuti al corrente del dialogo e ne potevano discutere. Oggi è diventata tutta una questione segreta tra Santa Sede e Pechino; “estremo sgarbo”, dice, e continua:
“ Estrema deviazione perfino dalla tradizione di correttezza della Curia Romana! […] C’ è ancora un cinese “a Roma”, ma sembra che sia di disturbo. Lo hanno esiliato a Guam. È triste constatare che i grandi promotori del dialogo lo eliminano all’interno della Chiesa.
In questa mancanza assoluta di comunicazione, si cerca di congetturare e indovinare, mettendo insieme frammenti di notizie da qua e là. […] Il quadro che si riesce a tratteggiare non incoraggia per niente. Sembra proprio che la direzione è quella che temiamo.
[…]
“ Sono la voce dei senza voce non solo per protestare contro le autorità comuniste. Lo sono anche per fare certe domande alle autorità romane. In questi anni, continuamente sono stati posti atti direttamente contro la dottrina e la disciplina della Chiesa. […]
“Nelle dittature non c’è il compromesso, c’è solo l’assoluta sottomissione, schiavitù ed umiliazione. I comunisti cinesi, dopo aver ucciso centinaia di migliaia, magari non hanno più bisogno di ucciderne tanti. Regna lo “stato di violenza”, completo diniego dei più fondamentali diritti umani. […] Un prete della comunità clandestina, quarantenne, di nome “Pace”, molto dotto e zelante, stimato ed amato da tutti quelli che lo conoscono, è morto misteriosamente ai primi di novembre 2015. La pubblica sicurezza del Governo dice di aver trovato il suo cadavere in un fiume ed affermano che lui si è suicidato, ma non forniscono nessun indizio che possa chiarire la vera causa della morte.
[…] “Come si può sperare che, mentre la libertà di parola è negata in tutta la Cina, sia a noi concessa?” Il 7 Luglio di 4 anni fa ha mostrato al mondo l’assurdo principio della politica religiosa in Cina: “Chi vuol amare la patria deve rinnegare la sua coscienza religiosa.” Il grande, rispettato Vescovo Aloysius Jin, S. J. di Shanghai doveva rinnegare la sua coscienza […]. Egli non si è sentito di sottomettersi a questa ulteriore umiliazione.
Ma oggi risulta che in tutti i simili casi il consiglio dato dall’alto è di umiliarsi, di accondiscendere, di cedere, di arrendersi…[…]
O Signore, non hai detto a Pietro “confirma fratres tuos!”?
Persecuzioni silenziose
Sarà applauditissimo, El Papa, dal Mondo quando la Chiesa si pacificherà con il regime cinese. Come è stato applaudito – dal Mondo – per Cuba, per la ‘enciclica ecologica’, per le aperture alla Comunione ai divorziati, per i gay. Tutte queste aperture hanno come contraltare le chiusure, le brutalità, e le vere persecuzioni che il cardinal Zen mitemente denuncia. Come i Francescani dell’Immacolata, soppressi per mano del proprio Padre; come (ci dicono) decine di preti che vengono perseguitati da propri vescovi perché si ostinano a insegnare la dottrina, o perché (come è permesso) dicono la Messa in latino. Poche di quelle persecuzioni emergono sui media (che ovviamente le approvano): così Don Massimiliano Pusceddu che per aver citato San Paolo a proposito degli omosessuali ed aver criticato le affermazioni della sala stampa vaticana a proposito di Pannella è stato invitato dal suo vescovo (Cagliari) ad un ‘congruo’ periodo di silenzio.
Più spesso sono persecuzioni silenziose e spietate, occulte e vigliacche: il vescovo “presta” un sacerdote scomodo a un’altra diocesi, la quale dopo un poi’ lo rimanda; e il vescovo di prima non lo accetta più. Lo lascia senza parrocchia, senza status definito, nel Nulla – senza motivare, classico stile Bergoglio – e senza mezzi economici: il prete non viene più stipendiato da nessuno. So di preti che son tornati a vivere dalla vecchia mamma; so di altri – grandi infaticabili ricostruttori e diffusori della fede – che sono “nel mirino del Vaticano” e stanno per essere messi nel nulla e insieme, alla fame.
“I grandi promotori del dialogo lo eliminano all’interno della Chiesa”; come dice monsignor Zen. I cattolici tornano a conoscere la persecuzione, stavolta “per mano del loro Padre”.
Il nostro ha fretta cogliere il “successo” cinese, come ha fretta di dissolvere la Chiesa eucaristica nel protestantesimo. E’ almeno lecito protestare? E’ almeno lecito chiedere perché? In base a quale progetto – se non è quello della creazione della ‘religione unica universale’ globalizzata? Chiedere come mai la sua elezione è stata salutata dal Grande Oriente, che ha visto in lui – ancora sconosciuto ai più- il Papa con cui nulla sarà più come prima? Deve rispondere,El Papa – e invece non risponde.
Vuole il governo mondiale
Come mai già il giorno dopo la sua elezione Gustavo Raffi, il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, già esultava e proclamava con un comunicato ufficiale – ufficiale della Massoneria – che con lei a San Pietro “Nulla sarà più come prima”? Che la sua elezione era ” il ritorno della Chiesa-Parola rispetto alla Chiesa- istituzione”, ossia la predicazione senza Sacramenti di salvezza? Come mai Raffi era così sicuro che lei sul soglio di Pietro, “ha la grande occasione per mostrare al mondo il volto di una Chiesa che deve recuperare l’annuncio di una nuova umanità”? L’umanità del futuro? L’Uomo Nuovo orizzontale e senza resti di sacralità e “superstizioni” suprannaturaliste? E perché lei ha accettato questo saluto ed auspicio senza prenderne minimamente le distanze?
In quale senso precisamente, in Polonia, ai giovani della GMG ha dichiarato che devono “credere in una nuova umanità”? Perché ritiene che gli spetti in qualità di Pontefice di promuovere , come nella enciclica evoluzionista-ecologista Laudato Si, l’esigenza di “una vera Autorità politica mondiale” per “garantire la salvaguardia dell’ambiente e regolamentare i flussi migratori” – Cosa c’entra questo con la missione di Pietro, di annunciare la salvezza eterna attraverso Cristo e i sacramenti?
“Tutte le divinità sono una”.
Vorremmo sapere se Eugenio Scalfari, il miliardario fondatore di Repubblica, ha espresso correttamente il pensiero di El Papa quando ha scritto, il 31 luglio su Repubblica, a proposito delle aperture papali verso l’Islam: “ Questa affermazione del Papa cattolico è motivata da una verità talmente ovvia da essere sconvolgente: per chi crede in Dio ce n’è uno solo e unico. Le religioni del mondo sono molte, ma la loro differenza è soltanto nelle dottrine, nelle Sacre Scritture e nella liturgia, ma il Dio è unico, unico è il Creatore dell’universo che non può che amare le sue creature. Questa è la verità di papa Francesco, che lo spinge a riunire tutti i cristiani come primo passo avanti e nel contempo a predicare l’affratellamento con le altre religioni, cominciando da quelle monoteistiche ma non soltanto. [….] Per un cristiano Cristo è Amore ma questo è vero per l’unico Dio, del quale Cristo è un’articolazione che c’è anche nel Dio di Mosè e in quello di Allah, nel Brahma, nel Buddha, nel Tao, in tutte le divinità che sono una soltanto, plasmata dalla storia degli uomini che la pensano. Questo predica Francesco. Dopo Paolo, i padri dei primi trecento anni di storia cristiana e dopo Agostino di Ippona, non c’era stato altro Papa cattolico che innalzasse il pensiero religioso fino a queste altezze”.
Sono le altezze della religione generale umanitaria, le altezze auspicate dalla Massoneria, la spiritualizzazione senza soprannaturale funzionale al Nuovo Ordine Mondiale. Si riconosce in queste parole, Francesco? Lo chiediamo visto che ha scelto Scalfari come suo confidente, suo interprete autorizza e autore ufficiale, e non ha mai smentito quello che ha scritto, anzi l’ha sempre confermato.
Dobbiamo sapere, ‘Francesco’, se sottoscrive e fa’ sue le parole: “Per un cristiano Cristo è Amore ma questo è vero per l’unico Dio, del quale Cristo è un’articolazione che c’è anche nel Dio di Mosè e in quello di Allah, nel Brahma, nel Buddha, nel Tao, in tutte le divinità che sono una soltanto, plasmata dalla storia degli uomini che la pensano”. Lo dobbiamo sapere, perché il suo amico ed interprete Scalfari lo attibuisce a lei – a lei personalmente.
Ora, questo è il credo del cosiddetto “esoterismo” massonico. Che è anche un ateismo, come ha ben chiaro Scalfari: Dio esiste perché “gli uomini lo pensano”, come costruzione del pensiero, e sopravvive finché sopravvive l’umanità che creda a un qualunque dio.
E’ questa la sua fede, persecutore di credenti? Ciò spiega perché lei non si inginocchia davanti al Santissimo, ma sì davanti ad ‘immigrati e carcerati’? E questa la sua gnosi? Che ‘Cristo’ non esiste se non nella ‘umanità’ ma non nel Pane consacrato? Abbiamo bisogno di sapere.
Ormai non fingono nemmeno più. Di essere civili.
Maurizio Blondet
E’ stato il New York Times a scriverlo sabato scorso: la Cia ha fornito alle milizie di Al Qaida quantità praticamente illimitate di armamenti. Cita un comandante ribelle entusiasta: “Chiediamo munizioni e missili e otteniamo più di quanto chiediamo”. Missili anticarro, missili Stinger a spalla, armi sofisticate che implicano un addestramento professionale, sono giunte nella sacca di Aleppo tenuta dai “ribelli’, consentendo loro la controffensiva e la riapertura della via di rifornimento – rifornimenti che continuano a passare dalla Turchia. “Quasi un miracolo”, ha detto un portavoce degli islamisti, Anas al-Abdah, che mette le “nostre forze” in posizione di rompere l’assedio “tanto che parliamo seriamente di liberare la città”. Ossia di occupare la zona libera – la grande maggioranza della popolazione vive qui, sotto la protezione del governo Assad – e cominciare le decapitazioni e il terrore contro le minoranze. Il gruppo che ha fato il “miracolo” di riunificare le milizie sotto l’egida americana, nota come « Jaysh al Fateh » (per quel che possono valere questi nomi) s’è distinta in passato per la decapitazione dei soldati alawiti catturati., e recentemente per la decapitazione di un dodicenne ferito durante i combattimenti.

Il Financial Times cita un “analista militare” che nota come il carattere preso dai combattimenti mostra che le forze di Al Qaeda hanno ricevuto non solo massicci armamenti, ma una formazione militare professionale. “I militanti e i ribelli dicono che le forze dell’opposizione sono state rafforzate da nuovi armamenti, denaro e rifornimenti prima e durante i combattimenti”: il giornale parla di colonne di camion che “da settimane” hanno passato la frontiera turca con munizioni, artiglieria ed altro armamento pesante. Qualcosa dice che l’avvicinamento di Erdogan a Mosca non è franchissimo ed autentico.
Ma questo è niente in confronto alla doppiezza della Casa Bianca, che nelle settimane scorse ha mandato ripetutamente Kerry a “negoziare” con Lavrov e Putin financo una “cooperazione militare” con Mosca, ovviamente “contro il terrorismo”. Di fatto, ha continuato a dire che Assad must go e a tornare con le pive nel sacco, apparentemente. Ora si capisce perché: dare il tempo alla Cia di rifornire pesantemente Al Qaeda, e prepararla alla controffensiva di Aleppo.
Al Qaeda fatta vincere con armi e addestramento (e forse comandanti) anglo-americani; quella Al Qaeda che la “coalizione occidentale” guidata da Usa ha finto per un anno e mezzo di bombardare, quella che avrebbe commesso l’attenatto dell’11 Settembre…
Nemmeno questo nascondono più. Il New York Times: “Un fattore essenziale dell’avanzata dei ribelli nel fine settimana è stata la collaborazione fra gruppi ribelli tradizionali, di cui alcuni avevano ricevuto segretamente armamento americano, e l’organizzazione jihadista anticamente conosciuta come Fronte al-Nusra, che era affiliata ad Al Qaeda”. Anticamente è una parola grossa: Al Nusrah, ossia Al Qaeda, ha cambiato nome in Jabhat Fatah Al-Sham il 28 luglio scorso, a malapena due settimane prima di intraprendere, con il nuovo nome e l ‘apparenza di “opposizione legittima”, la controffensiva ad Aleppo.
“Assassinare Assad!”
L’ampiezza dei successi di Al Qaeda-Usa non è chiarissima – i media americani forse la esagerano, colti da frenetico entusiasmo. Negli ambienti vicini a Hillary Clinton si parla di “far pagare un prezzo a Russia e Iran”; Hillary stessa, in una intervista a Fox News, ha minacciato la Russia: “I fatti sollevano domande gravi sull’ingerenza russa nelle nostre elezioni, nella nostra democrazia” (accusa i russi di aver spifferato le sue mail incriminanti), ed ha ripetuto ciò che dice da un anno: se lei diventa presidente, sferrerà una escalation massiccia in Siria contro la Russia. Dennis Ross (J), un deputato, ex consigliere dell’Amministrazione, ha proposto pubblicamente: la Casa Bianca deve “cominciare a parlare una lingua che Assad e Putin possano comprendere”, ed ha precisato quale lingua: missili da crociera e droni contro gli uffici governativi e la residenza di Assad, onde assassinare lui e il suo entourage. “Bomb Assad regime, not Islamic State!”, ha esclamato.

Non fingono nemmeno più. Abbiamo parlato dei quattro morti ammazzati in poche settimane, gente che per un motivo o per l’altro ha danneggiato, o poteva danneggiare, la corsa della Clinton alla Casa Bianca. Qualche giorno fa Julian Assange, capo di Wikileaks, ha detto in un’intervista alla tv olandese che uno di questi morti ammazzati – Seth Rich, 27 anni, assassinato con numerosi colpi di pistola alla schiena il 10 luglio scorso a un passo da casa sua – militante e impiegato della Convenzione Democratica (DNC) per la espansione dei dati, era lo spifferatore che aveva dato a Wikilewaks le migliaia di email che hanno incastrato la capa della DNC, Debbie Wasserman Schulz, come sostenitrice di parte della Clinton contro Bernie Sanders. Assange ha promesso anche 20 mila dollari a chi fornirà informazioni che possano incriminare i colpevoli, “perché è stato un omicidio politicamente motivato”. Insomma ha accusato la Clinton e il suo staff dell’omicidio.
“Assassinare (anche) Assange!”
Orbene: invece di respingere sdegnato l’accusa mostruosa e inverosimile, come ha reagito lo staff? Ecco: Bob Beckel, un mezzo giornalista e mezzo analista politico, oggi impegnato nella campagna per Hillary come stratega, ha proclamato che –alla Fox News – che andava assassinato anche Assange: “sparare a quel figlio di puttana”, ha sbottato. “Il modo di farlo è semplice. Abbiamo le forze speciali. Voglio dire – un uomo morto non spiffera…Questo tizio è un traditore, ha – ha – ha violato ogni legge negli Stati Uniti. Questo tizio deve essere – e siccome non sono a favore della pena di morte – la sola cosa da fare è ammazzare illegalmente (sic) ‘sto figlio di puttana”. In pratica, invece di smentire l’accusa di omicidio, l’ha confermata: lo staff della Clinton vuole ammazzare, è in grado di ammazzare – illegalmente, si noti. Perché in Usa ci sono anche omicidi legali.
Questa è la mentalità che hanno: incalliti criminali. Nemmeno si accorgono di rivelarsi per quel che sono. Fanno capire che per loro, assassinare è un’abitudine.
Notevole che i media italiani non abbiano rilevato la minaccia di assassinio dell’uomo della Clinton, ma abbiano strillato di una presunta minaccia da parte di Donald Trump,che era solo un chiaro invio a quelli “del secondo emendamento” (fautori delle armi libere in Usa) a “fermare Hillary” votando per lui. Dei quattro morti ammazzati probabilmente dallo staff clintoniano, nemmeno una parola. E per l’altra uscita di Trump: “Obama ha creato lo Stato Islamico”, solo scherni e derisione.
Per fortuna non a tutti va così male. Bernie Sanders, l’avversario di Hillary, ha fatto l’endorsement alla Clinton e s’è ritirato a vita privata. Comprandosi immediatamente una villetta sul lago nel Vermont: da 600 mila dollari. Furibondi i suoi sostenitori: o Sanders ha usato le loro offerte di 27 dollari l’uno – decine di migliaia di contributi alla sua campagna – per comprarsi lo chalet, o è stato pagato per rinunciare a sfidare croocked Hillary?
domenica 14 agosto 2016
lunedì 1 agosto 2016
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