venerdì 31 luglio 2015

Due miracolose piante bibliche efficaci contro l’Alzheimer


Dottor Russell Blaylock, traduzione per Disinformazione a cura di Lorenza Veronese
L’Alzheimer è la ormai più comune forma di demenza, colpisce la memoria e i processi cognitivi del cervello.
Al giorno d’oggi, più di 5 milioni di americani convivono con l’Alzheimer che vanta il sesto posto nella classifica delle cause di decessi, negli Stati Uniti.
Mentre gli scienziati continuano a ricercare una cura per questa malattia mortale del cervello, alcuni ricercatori stanno valutando le potenzialità curative di antiche piante conosciute fin dai tempi Biblici.
Una di queste piante è la SALVIA, molto spesso utilizzata come spezia per dare sapore ai cibi.
Sono svariati gli usi della salvia che ci provengono dalla medicina popolare, di fatto il nome botanico della salvia deriva dalla parola latina “salvere” che significa “essere salvati”. Gli antichi guaritori non solo utilizzavano la salvia per migliorare la memoria e le funzioni cerebrali, ma anche per diverse tipologie di disfunzioni cardiache, infertilità e per offrire longevità alle persone.
La salvia è anche conosciuta come la “Pianta del Candelabro a 7 braccia” perché, quando pressata e appiattita, la pianta di salvia prende la forma del Candelabro a 7 braccia o Menorah, importante simbolo ebraico descritto nel libro dell’Esodo.
Finalmente, ai nostri giorni la scienza conferma ciò che gli antichi guaritori dell’era Biblica già sapevano. Infatti, qui sotto sono riportati due studi recenti che documentano i potenziali benefici della salvia nel trattamento dell’Alzheimer.
In uno studio “doppio cieco”*, randomizzato* e placebo controllato, riportato nel Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics si conferma che la salvia ufficialmente incrementa e sostiene le funzioni cognitive e dimostra l’efficacia nel mitigare gli effetti dell’Alzheimer.
In aggiunta, uno studio riportato nel Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics dimostra l’effetto protettivo della salvia nelle cellule nervose contro i danni dovuti ad una elevata presenza delle proteine amiloidi riscontrata negli individui affetti da Alzheimer.
L’acido rosmarinico presente nella salvia possiede proprietà antiossidanti e antinfiammatorie oltre alla capacità di arrestare la morte delle cellule nervose.
La salvia è sorella del ROSMARINO, altra erba culinaria che offre altrettanti benefici per la salute, anch’essi scoperti ai tempi Biblici.
Il rosmarino è conosciuto come la “Pianta della Memoria” ed è la pianta che una volta protesse la Vergine Maria nel suo viaggio verso l’Egitto. In qualità di “Pianta Curativa Biblica” il rosmarino è stato utilizzato nei secoli per accrescere la memoria e per ridurre le palpitazioni cardiache, aumentare le energie, curare le cataratte e per curare molti altri problemi.
Il rosmarino possiede componenti chimici che prevengono la perdita di acetilcolina, elemento fondamentale per pensare e ragionare. Gli individui affetti da Alzheimer sono spesso carenti di acetilcolina.
Un recente studio condotto dalla Saint Louis University School of Medicine dimostra che gli estratti del rosmarino migliorano l’apprendimento e la memoria e riducono l’ossidazione dovuta a stress, fattore caratteristico del declino dell’invecchiamento.
Il rosmarino e la salvia contengono un altro ingrediente conosciuto come acido carnosico il quale favorisce la protezione delle cellule cerebrali. Ricerche riportate nel Cell Journal dimostrano che l’acido carnosico previene la degenerazione dei nervi.
Nella loro lunga tradizione di erbe mediche, sia il rosmarino che la salvia sono state utilizzate nella preparazione di tisane curative.
Per favore considerate che l’utilizzo di erbe mediche come il rosmarino e la salvia a scopi curativi non deve fungere da sostituto di adeguati trattamenti medici.
NOTE
*Una sperimentazione controllata randomizzata è un disegno di studio sperimentale nel quale il trattamento studiato è prescritto ad una sola frazione dei soggetti arruolati nell’indagine, selezionati casualmente (randomizzazione), secondo uno schema predeterminato e imposto agli operatori sanitari esecutori della ricerca. Al gruppo di controllo dello studio viene prescritto un trattamento di cui si conosce l’effetto, oppure nessun trattamento. Lo studio si definisce “a doppio cieco” quando né i partecipanti, né le persone che raccolgono i dati sanno se, rispettivamente, ricevono o prescrivono il trattamento in studio o quello di controllo.
Definizione tratta dal sito “BMV Biblioteca Medica Virtuale”

venerdì 3 luglio 2015

Papa Francesco denuncia la teoria del gender come colonizzazione ideolog...

Raimon Panikkar - L'arte di vivere

Un estratto di Marco Cosmo dal canale Decimo Toro che mi sembra doveroso pubblicare : Animalisti e Vegani

Sono convinto che non bisogna unire tutti in un unico minestrone,così tra gli animalisti e i vegani ci sono sicuramente molte brave persone che in buona fede cercano di migliorare il mondo.Però è un fatto che gli animalisti e vegani sono in larga parte squilibrati,che hanno fatto dell'alimentazione una filosofia di vita e sono entrati in un'ossessione alimentare che li porta a ipervalutare l'alimentazione e la dieta fino a farne una nuova religione caratterizzata da rigidità,intolleranza e come tutti gli integralismi,da un atteggiamento aggressivo ed ostile nei confronti di tutti quelli che non la pensano come loro.L'ho già scritto ma è meglio ripeterlo:Buddha morì mangiando carne avariata,Gesù moltiplicava pesci,Lao Tze e Bodhidharma mangiavano carne e Gesù pronunciò queste parole: "Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna?  Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!».Il Decimo Toro la pensa esattamente come Gesù.Mangiate quel che volete,nutritevi anche di sole bucce di limone,ma non venite a rompere i coglioni con il vostro fondamentalismo sul canale.Inoltre sono anche contrario al salutismo,perchè porta ad una forte identificazione con il corpo che "era polvere e tornerà polvere".L'animalismo e il veganesimo sono veramente subdoli.Nella visione tradizionale degradare gli uomini e metterli sullo stesso piano degli animali è veramente L'ESSENZA DELL'ANTITRADIZIONE per le conseguenze dannose determinate da convinzioni così aberranti.Esattamente come l'ideologia gender,animalismo e veganesimo  sono strumenti utilizzati dal capitalismo per privare le persone della loro identità ed estendere il mercato."Animali e esseri umani sono la stessa cosa.Amare indifferentemente uomini e donne è giusto",Quale affermazione può essere più funzionale ad un sistema che mira ad uniformare tutto il pianeta?Siccome non mi va di perder tempo a discernere animalisti e vegani integralisti da quelli tolleranti,ne' per mettermi a fare lunghi discorsi sull'argomento,ho deciso che da oggi animalisti e vegani non avranno spazio nel Sangha buoni o cattivi che siano non saranno accettati.Spero di non dover tornare più sull'argomento a ripetere sempre le stesse cose e concludo con Dante.

"Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".

"Considerate la vostra natura,
non siete stati fatti per vivere come gli animali,
ma per seguire il cammino verso la conoscenza."

Se qualcuno si sente al livello di un animale e pensa di discendere da una scimmia faccia come vuole.
Personalmente la vedo come Dante è SO che non discendo da nessuno perchè sono il Brahman.

mercoledì 1 luglio 2015

Energia rinnovabile dall’evaporazione dell’acqua?

 evaporazione
Il prototipo alimentato dall’energia generata dall’evaporazione dell’acqua. Credit: Columbia University
Un gruppo di ricercatori americani ha realizzato un dispositivo in grado di sfruttare l’energia prodotta dall’evaporazione dell’acqua per alimentare un generatore elettrico.
L’energia “prodotta” è in grado di muovere un piccolo veicolo e di alimentare una lampada a led. La ricerca potrebbe aprire la strada ad una nuova generazione di dispositivi in grado di “estrarre” energia dall’evaporazione naturale dell’acqua e renderla utilizzabile per applicazioni pratiche.
«Le macchine potrebbero trarre energia dall’acqua, man mano che evapora continuamente dalle superfici dei laghi e degli oceani» scrive Ozgur Sahin ricercatore responsabile dello studio. «L’acqua evapora naturalmente. Una superficie bagnata tenderà ad asciugarsi per effetto dell’evaporazione dell’acqua» continua Sahin. «Ciò che abbiamo fatto è stato soltanto trovare un modo per imbrigliare l’evaporazione al fine di ottenere delle possibili applicazioni pratiche» sostiene il ricercatore.
Il lavoro che ha portato alla realizzazione di queste macchine è frutto della scoperta, effettuata l’anno scorso dal gruppo guidato dal prof. Sahin, che le spore dei batteri comuni del suolo si gonfiano quando assorbono acqua in ambienti umidi e si restringono quando rilasciano l’acqua in condizioni di aria più asciutta. La modifica delle dimensioni delle spore può essere utilizzata per spingere e tirare oggetti. Per realizzare una delle macchine, un motore a pistoni, i ricercatori hanno incollato una linea di spore su ogni lato di un sottile nastro di plastica.
Quando il nastro viene esposto all’aria secca, le spore vengono compattate e il nastro si ritrae come se fosse una molla. Viceversa, in presenza di aria umida, il nastro si estende. Il risultato ottenuto è un “muscolo artificiale” alimentato dalle differenze di umidità.
Gli scienziati hanno denominato tale muscolo artificiale “hydra”.
Attraverso l’uso di dozzine di hydra, i ricercatori sono riusciti a costruire un rudimentale motore a pistoni. L’hydra viene posizionato all’interno di un contenitore di plastica che ha dei piccoli pannelli in alto.

Quando viene versata dell’acqua all’interno del contenitore l’evaporazione rende possibile l’allungamento dell’hydra e l’apertura dei pannelli.

Questo rende possibile la fuoriuscita dell’umidità causando la contrazione dell’hydra e la chiusura dei pannelli e il ciclo ricomincia. Nei test di laboratorio il motore è riuscito a “produrre” elettricità sufficiente per far lampeggiare una lampadina a led. La macchina potrebbe essere utilizzata per alimentare piccole luci galleggianti o sensori posizionati sul fondo del mare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications
In futuro tali macchine potrebbero essere utilizzate e diventare dei generatori.
In futuro, potrebbero essere progettati dei motori per l’autotrazione azionati solo dall’energia meccanica immagazzinata nelle spore. Se venisse realizzato un motore del genere non servirebbero combustibili o batterie elettriche con evidenti ripercussioni sia sull’ambiente sia sull’intero settore industriale dell’automobile.

BAGNAI SCATENATO: TUTTE LE BALLE CHE VI DICONO SULLA GRECIA

Dieci Tori Zen:Introduzione 1 di 11