mercoledì 25 settembre 2013
Earthing
Marcello Pamio, Effervescienza inserto del mensile Biolcalenda, www.labiolca.it/effervescienza
“Girogirotondo, casca il mondo, casca la Terra…tutti giù per terra”.
Questa filastrocca, che viene insegnata a tutti i bambini fin dall’asilo, oggi assume un significato molto più profondo, e anzi, dovrebbe essere messa in pratica da tutti, adulti compresi.
Prima di spiegare questa affermazione, è necessario addentrarci negli aspetti bioelettrici della Terra.
Questa filastrocca, che viene insegnata a tutti i bambini fin dall’asilo, oggi assume un significato molto più profondo, e anzi, dovrebbe essere messa in pratica da tutti, adulti compresi.
Prima di spiegare questa affermazione, è necessario addentrarci negli aspetti bioelettrici della Terra.
Il nostro azzurro pianeta, rispetto al Cielo, è l’entità a maggior carica negativa esistente. Se saliamo di altitudine, se cioè ci alziamo dal pavimento, il potenziale elettrico aumenta di circa 200 volt per ogni metro.
Non è necessario essere elettricisti per capire che si tratta di numeri importanti, visto che nelle prese domestiche vi sono 220 volt.
Detto questo, in una giornata in cui il cielo è terso, la differenza di potenziale elettrico, tra la parte più alta della ionosfera e la superficie terrestre, può variare da 250.000 a 500.000 volt!
Un’immagine che ben rappresenta questa situazione è una gigantesca batteria, in cui il polo negativo è la Terra e il polo positivo il Cielo, l’uomo sta proprio nel mezzo: il ponte tra l’alto e il basso.
Non è necessario essere elettricisti per capire che si tratta di numeri importanti, visto che nelle prese domestiche vi sono 220 volt.
Detto questo, in una giornata in cui il cielo è terso, la differenza di potenziale elettrico, tra la parte più alta della ionosfera e la superficie terrestre, può variare da 250.000 a 500.000 volt!
Un’immagine che ben rappresenta questa situazione è una gigantesca batteria, in cui il polo negativo è la Terra e il polo positivo il Cielo, l’uomo sta proprio nel mezzo: il ponte tra l’alto e il basso.
Quando c’è bel tempo, l’aria non è un buon conduttore di elettricità se non c’è particolato conduttivo (nanoparticelle, inquinanti, ecc.), soprattutto vicino al terreno, ma non è neppure un isolante, per cui una corrente molto debole di elettroni, chiamata “corrente di bel tempo”, fuoriesce dal terreno.
La Natura è perfetta e si riequilibra grazie ai continui temporali: i cumulonembi generano infatti correnti elettriche enormi (la corrente fuoriesce dal suolo nel punto del fulmine e ritorna al terreno, in un perenne riequilibrio generale). A livello globale vi sono continuamente dai 1000 ai 2000 temporali che sviluppano oltre 5000 fulmini al minuto: una corrente dai 1000 ai 2000 ampère, trasferisce continuamente una carica negativa alla superficie della Terra e una carica uguale ma opposta nella parte alta dell’atmosfera. Questo riequilibrio avviene costantemente.
La Natura è perfetta e si riequilibra grazie ai continui temporali: i cumulonembi generano infatti correnti elettriche enormi (la corrente fuoriesce dal suolo nel punto del fulmine e ritorna al terreno, in un perenne riequilibrio generale). A livello globale vi sono continuamente dai 1000 ai 2000 temporali che sviluppano oltre 5000 fulmini al minuto: una corrente dai 1000 ai 2000 ampère, trasferisce continuamente una carica negativa alla superficie della Terra e una carica uguale ma opposta nella parte alta dell’atmosfera. Questo riequilibrio avviene costantemente.
A noi interessa la carica negativa, cioè gli elettroni liberi di scorazzare nel terreno. Perché c’interessano?
L’uomo è costituito da acqua e sali minerali, entrambi eccellenti conduttori, e quando cammina sulla superficie terrestre, possiede una differenza di potenziale elettrico, per il motivo detto prima, tra la testa e i piedi, di centinaia di volt. Questo potenziale induce correnti elettriche che fluttuano continuamente in tutto il corpo, dalla testa ai piedi.
Una persona che vive al secondo piano di una casa, a 4 metri dal suolo, avrà un potenziale elettrico nei piedi di 800 volt e nella testa di 1200 volt: una differenza di potenziale che corrisponde a correnti interne elevate.
E coloro che vivono nei grattacieli a decine e decine di metri dalla Terra? Il principio è semplice: più in alto si vive e più il potenziale elettrico è elevato rispetto al terreno, con le conseguenze per la salute che saranno spiegate più avanti.
L’uomo è costituito da acqua e sali minerali, entrambi eccellenti conduttori, e quando cammina sulla superficie terrestre, possiede una differenza di potenziale elettrico, per il motivo detto prima, tra la testa e i piedi, di centinaia di volt. Questo potenziale induce correnti elettriche che fluttuano continuamente in tutto il corpo, dalla testa ai piedi.
Una persona che vive al secondo piano di una casa, a 4 metri dal suolo, avrà un potenziale elettrico nei piedi di 800 volt e nella testa di 1200 volt: una differenza di potenziale che corrisponde a correnti interne elevate.
E coloro che vivono nei grattacieli a decine e decine di metri dalla Terra? Il principio è semplice: più in alto si vive e più il potenziale elettrico è elevato rispetto al terreno, con le conseguenze per la salute che saranno spiegate più avanti.
Siamo scollegati dalla TerraLa Terra essendo caricata negativamente è ricchissima di elettroni liberi che fluttuano in continuazione, alimentati da fenomeni naturali (radiazione solare, fulmini, ecc.) e si spostano sopra, dentro e attraverso l’organismo umano, se e solo sé, esiste un contatto diretto tra il corpo fisico e il terreno.L’industrializzazione ha portato alla società tanti benefici, ma altrettanti problemi: uno di questi è proprio lo scollegamento dalla Madre Terra.
Nell’ultimo secolo, abbiamo completamente perduto la naturale connessione elettrica con il pianeta: pavimenti in cemento, scarpe di gomma, materassi e case isolanti. Passiamo 24 ore su 24, scollegati dalla Terra. In questa situazione anormale, il corpo accumula elettricità statica, correnti elettriche indotte dai campi elettromagnetici (cellulari, cordless, wifi, cablaggio domestico, ripetitori, antenne radio e tv, bluetooth, computer, ecc.), e tale elettrificazione artificiale, procura nervosismo, ansia, depressione, tensioni muscolari, dolori e predispone il terreno alle malattie.
Dalla notte dei tempi è risaputo che camminare a piedi nudi alla mattina sull’erba bagnata (l’umidità aumenta la conducibilità elettrica), o sulla battigia di una spiaggia, procura enormi benefici all’intero organismo. Perché non sfruttare questa connessione anche quando si dorme e/o si lavora in ufficio?
Nell’ultimo secolo, abbiamo completamente perduto la naturale connessione elettrica con il pianeta: pavimenti in cemento, scarpe di gomma, materassi e case isolanti. Passiamo 24 ore su 24, scollegati dalla Terra. In questa situazione anormale, il corpo accumula elettricità statica, correnti elettriche indotte dai campi elettromagnetici (cellulari, cordless, wifi, cablaggio domestico, ripetitori, antenne radio e tv, bluetooth, computer, ecc.), e tale elettrificazione artificiale, procura nervosismo, ansia, depressione, tensioni muscolari, dolori e predispone il terreno alle malattie.
Dalla notte dei tempi è risaputo che camminare a piedi nudi alla mattina sull’erba bagnata (l’umidità aumenta la conducibilità elettrica), o sulla battigia di una spiaggia, procura enormi benefici all’intero organismo. Perché non sfruttare questa connessione anche quando si dorme e/o si lavora in ufficio?
La natura dei piediLa Natura è perfetta, e la pianta del piede non sfugge a questa meravigliosa logica.
La pianta è infatti ricoperta dal più alto numero di terminazioni nervose, circa 1300 per pollice quadrato, ed è dotata del maggior numero di ghiandole sudoripare rispetto a tutto il corpo.
Come mai tutte queste terminazioni nervose e ghiandole sono concentrate proprio sotto i nostri piedi?
La risposa è ovvia: per mantenere un contatto perfetto e ottimale con la Terra, visto che il sudore, ricco di sali, aumenta la conducibilità!
La pianta è infatti ricoperta dal più alto numero di terminazioni nervose, circa 1300 per pollice quadrato, ed è dotata del maggior numero di ghiandole sudoripare rispetto a tutto il corpo.
Come mai tutte queste terminazioni nervose e ghiandole sono concentrate proprio sotto i nostri piedi?
La risposa è ovvia: per mantenere un contatto perfetto e ottimale con la Terra, visto che il sudore, ricco di sali, aumenta la conducibilità!
Elettroni dentro il corpoGli elettroni liberi, presenti sulla superficie terrestre, una volta entrati nel corpo umano tramite il contatto diretto, interrompono la reazione a catena dei radicali liberi.
Una sovrapproduzione di radicali liberi da parte del sistema immunitario, o una carenza di antiossidanti, determina un’aggressione pericolosa ai tessuti sani (membrane cellulari e DNA) e la loro infiammazione.
Nonostante la brutta fama, i radicali liberi svolgono un servizio utile: sono molecole con carica positiva (manca loro un elettrone) alla ricerca perenne di elettroni per diventare una molecola stabile. Tali elettroni vengono presi da organismi patogeni o tessuti danneggiati, e questa attività uccide germi e microbi.
Una sovrapproduzione di radicali liberi da parte del sistema immunitario, o una carenza di antiossidanti, determina un’aggressione pericolosa ai tessuti sani (membrane cellulari e DNA) e la loro infiammazione.
Nonostante la brutta fama, i radicali liberi svolgono un servizio utile: sono molecole con carica positiva (manca loro un elettrone) alla ricerca perenne di elettroni per diventare una molecola stabile. Tali elettroni vengono presi da organismi patogeni o tessuti danneggiati, e questa attività uccide germi e microbi.
Non appena tale lavorio rallenta, l’eccesso di radicali liberi, prodotti dalla risposta immunitaria, dovrebbe venire neutralizzato da antiossidanti o elettroni liberi presenti nel corpo. Se nel corpo mancano questi elettroni liberi, se l’alimentazione è inadeguata e si vive in perenne stress, i radicali continuano ad attaccare e ossidare i tessuti sani, diventando molto pericolosi per la salute.
Abbiamo la possibilità di ricevere elettroni gratuiti proprio dalla Terra: la forte carica negativa del nostro meraviglioso pianeta, vincerà la debole carica positiva dei radicali.
Abbiamo la possibilità di ricevere elettroni gratuiti proprio dalla Terra: la forte carica negativa del nostro meraviglioso pianeta, vincerà la debole carica positiva dei radicali.
La messa a terraIl corpo in connessione con la Terra è protetto dagli effetti dei campi elettrici ambientali.
Il primo ad individuare i pericoli per la salute derivanti dall’isolamento dalla Terra fu un medico americano, i dr. George Starr White. Nel suo libro del 1940 “Cosmo-Electro Culture for Land and Man”, evidenziava i risultati positivi su sonno, difese immunitarie e diminuzione di dolori ottenuti con il suo sistema per la messa a Terra. Come mai la scoperta sugli effetti salutari della messa a terra è rimasta nascosta per oltre 70 anni?
Il primo ad individuare i pericoli per la salute derivanti dall’isolamento dalla Terra fu un medico americano, i dr. George Starr White. Nel suo libro del 1940 “Cosmo-Electro Culture for Land and Man”, evidenziava i risultati positivi su sonno, difese immunitarie e diminuzione di dolori ottenuti con il suo sistema per la messa a Terra. Come mai la scoperta sugli effetti salutari della messa a terra è rimasta nascosta per oltre 70 anni?
Il corpo connesso a terra, soprattutto durante il sonno, per alcune settimane può ottenere una riduzione dei livelli di stress; normalizzazione dei ciclo del cortisolo (l’ormone dello stress); rilassamento delle tensioni muscolari; riduzione dei fenomeni infiammatori; aumento della bilirubina (eccellente antiossidante); maggiore fluidità del sangue; protezione dai campi elettromagnetici ambientali; accelerazione del recupero da attività sportiva intensa; aumenta l’energia fisica e mentale.
EarthingQuando il corpo è in contatto diretto con la Terra, mediante camminate a piedi nudi sull’erba, o attraverso un collegamento a terra casalingo che vedremo più avanti, avvengono all’istante diverse modificazioni fisiologiche benefiche. I tessuti conduttivi della matrice organica del corpo si caricano di elettroni liberi, e la conseguenza è che il corpo torna a essere naturalmente un conduttore. In questa situazione naturale, si assiste ad una riduzione rapida dei dolori correlati a infiammazioni croniche dovute ai radicali.
Vengono influenzate positivamente tutte le attività elettriche come quella del cuore, cervello e muscoli, anche dopo solo un’ora; la circolazione sanguigna ne beneficia alla grande.
Il cardiologo Stephen T. Sinatra, non ha dubbi: “l’Earthing è da annoverare tra gli elementi primari per il ripristino cellulare e la riabilitazione cardiaca”.
Vengono influenzate positivamente tutte le attività elettriche come quella del cuore, cervello e muscoli, anche dopo solo un’ora; la circolazione sanguigna ne beneficia alla grande.
Il cardiologo Stephen T. Sinatra, non ha dubbi: “l’Earthing è da annoverare tra gli elementi primari per il ripristino cellulare e la riabilitazione cardiaca”.
La messa a Terra in casaCamminare a piedi nudi nell’erba è facile, ma non si può farlo sempre. Come collegare a Terra il corpo umano dentro una casa o un ufficio isolati elettricamente?
Fisici e ingegneri hanno scelto la Terra come punto di riferimento per tutti i sistemi elettrici: non esiste un potenziale elettrico assoluto, ma quello che viene misurato è sempre la differenza di potenziale tra due punti, e uno è la Terra stessa. Ecco perché si definisce “massa” un oggetto conduttivo collegato direttamente al nostro pianeta.
La famosa “messa a terra” dentro le case è importante per la sicurezza: funge da scarico elettrico, riducendo il rischio di danni alle apparecchiature e alle persone. Quando un componente elettrico o una persona sono connessi a massa, hanno un potenziale elettrico uguale a quello della Terra.
Fisici e ingegneri hanno scelto la Terra come punto di riferimento per tutti i sistemi elettrici: non esiste un potenziale elettrico assoluto, ma quello che viene misurato è sempre la differenza di potenziale tra due punti, e uno è la Terra stessa. Ecco perché si definisce “massa” un oggetto conduttivo collegato direttamente al nostro pianeta.
La famosa “messa a terra” dentro le case è importante per la sicurezza: funge da scarico elettrico, riducendo il rischio di danni alle apparecchiature e alle persone. Quando un componente elettrico o una persona sono connessi a massa, hanno un potenziale elettrico uguale a quello della Terra.
Detto questo, i metodi più semplici per sperimentare l’Earthing in casa è: impiantare un paletto di ferro nel terreno e con un filo di rame connetterlo direttamente a cuscini, lenzuola, coperte, materassi, tappeti e qualsiasi altro oggetto casalingo, ovviamente fatti in materiale conduttivo.
Così facendo, mentre si dorme si è costantemente collegati a Terra e ci si carica di elettroni durante il sonno.
Per le persone che vivono in un condominio, si può sfruttare la messa a terra delle prese elettriche, e cioè il buco centrale di ogni presa elettrica che nelle case, ad eccezione di quelle costruite in passato, è obbligatorio per legge.
Così facendo, mentre si dorme si è costantemente collegati a Terra e ci si carica di elettroni durante il sonno.
Per le persone che vivono in un condominio, si può sfruttare la messa a terra delle prese elettriche, e cioè il buco centrale di ogni presa elettrica che nelle case, ad eccezione di quelle costruite in passato, è obbligatorio per legge.
Esistono in commercio sistemi pronti, sicuri e collaudati: tappetini per mouse, tappeti per i piedi, lenzuola, sacchi a pelo, tappeti per gli amici a quattro zampe che non escono di casa, ecc., collegati mediante un filo elettrico direttamente alla presa. Altrimenti è possibile farsi aiutare da un elettricista o persona specializzata.
Le prove dimostrano che gli effetti benefici per la salute sono i medesimi sia usando il paletto metallico impiantato, sia la messa a terra della presa casalinga.
Il risultato è che mentre si dorme, si lavora al computer o si legge un libro, si è direttamente collegati alla nostra amata Terra.
In conclusione, Madre Terra da sempre ci ha accolto amorevolmente nel suo grembo e caricato gratuitamente, senza richiedere nulla in cambio. L’uomo, invece di ricambiare il favore, ha pensato bene di distruggere, inquinare, isolare e cementificare l’ambiente, isolandoci e allontanandoci ancor di più.
Le prove dimostrano che gli effetti benefici per la salute sono i medesimi sia usando il paletto metallico impiantato, sia la messa a terra della presa casalinga.
Il risultato è che mentre si dorme, si lavora al computer o si legge un libro, si è direttamente collegati alla nostra amata Terra.
In conclusione, Madre Terra da sempre ci ha accolto amorevolmente nel suo grembo e caricato gratuitamente, senza richiedere nulla in cambio. L’uomo, invece di ricambiare il favore, ha pensato bene di distruggere, inquinare, isolare e cementificare l’ambiente, isolandoci e allontanandoci ancor di più.
Per cui, prima che veramente “caschi il mondo”…. mettiamoci tutti “giù per terra”, e iniziamo a rispettare e amare la nostra temporanea casa!
Marcello Pamio
Tratto da “Earthing. A piedi nudi: curarsi con l’energia della Terra”, Clinton Ober, Stephen T. Sinatra, Martin Zucker, ed. Macro.
L'ultimo regalo della Fornero: sdoganata la pedofilia
di Riccardo Cascioli - La nuova Bussola Quotidiana
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lultimo-regalo-della-fornerosdoganata-la-pedofilia-6443.htm
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lultimo-regalo-della-fornerosdoganata-la-pedofilia-6443.htm
Scuole e luoghi di lavoro ridotti a campi di rieducazione in chiave omosessuale, e sdoganamento della pedofilia (o almeno della efebofilia, ovvero i rapporti di un adulto con un adolescente). E’ questo lo scenario che ci si prospetta per il prossimo futuro, in quanto l’allora ministro del Lavoro (con deleghe per le Pari opportunità) Elsa Fornero ha aderito sei mesi fa a un progetto sperimentale del Consiglio d’Europa per la lotta alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
E ora l’UNAR (ovvero l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità) ha pubblicato le linee guida per l’applicazione dei princìpi contenuti nella Raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, volta a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere: “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)”, si chiama.
(scarica la Strategia http://www.pariopportunita.gov.it/images/strategianazionale_definitiva%20_logocoenuovo.pdf )
(scarica la Strategia http://www.pariopportunita.gov.it/images/strategianazionale_definitiva%20_logocoenuovo.pdf )
L’intero documento del nostro governo è improntato al più radicale estremismo gay, mentre è nella Raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che si trova l’invito agli Stati membri ad abrogare “qualsiasi legislazione discriminatoria ai sensi della quale sia considerato reato penale il rapporto sessuale tra adulti consenzienti dello stesso sesso, ivi comprese le disposizioni che stabiliscono una distinzione tra l’età del consenso per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso e tra eterosessuali” ( art. 18 ). Considerato che in Italia l’età del consenso per i rapporti sessuali è di 14 anni, si vorrebbe che un cinquantenne possa tranquillamente avere rapporti omosessuali con un 14enne senza incorrere in reati. Ma potrebbe andare anche peggio, perché i Radicali stanno da tempo proponendo di eliminare qualsiasi limite di età di consenso.
Pur tralasciando questo aspetto, che non viene direttamente ripreso nella Strategia Nazionale (ma è implicito), il documento dell’Unar è inquietante perché impone l’obbligo di considerare l’omosessualità equivalente all’eterosessualità in tutto e per tutto. E soprattutto non è ammesso alcun dubbio o riserva.
Pur tralasciando questo aspetto, che non viene direttamente ripreso nella Strategia Nazionale (ma è implicito), il documento dell’Unar è inquietante perché impone l’obbligo di considerare l’omosessualità equivalente all’eterosessualità in tutto e per tutto. E soprattutto non è ammesso alcun dubbio o riserva.
Ma vediamo gli aspetti più inquietanti di questa strategia nazionale:
Tutto ciò che non è approvazione di ogni diritto richiesto dalla comunità LGBT (Lesbiche, gay, bisessuali e trans) è omofobia, rientra in quei “pensieri dell’odio” che la legge punisce severamente . In pratica è obbligatorio pensare che sia sacrosanto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, perché come radice dell’omofobia viene indicato l’eterosessismo, vale a dire pensare che solo il rapporto eterosessuale sia naturale. Non a caso si fa riferimento a personalità politiche ed ecclesiastiche, che violerebbero spesso e volentieri questo punto: “incitamenti all’odio e alla discriminazione permangono nelle dichiarazioni provenienti dalle autorità pubbliche e da alcuni rappresentanti delle istituzioni politiche ed ecclesiastiche, veicolate costantemente dai media italiani”. Sotto questa luce si capisce meglio il “caso Biancofiore”, dapprima nominata sottosegretario alle Pari opportunità e poi spostata perché le organizzazioni gay l’hanno bollata come omofoba: appoggiava in tutto le battaglie del mondo gay, disposta pure a partecipare ai Gay Pride, l’unica cosa che non concedeva era il matrimonio, ed è stata “espulsa” dalle Pari Opportunità.
Né può passare inosservato quel riferimento esplicito alle personalità ecclesiastiche che starebbero incitando all’odio: siccome non risulta che ci siano vescovi che vanno in giro invitando i fedeli a emarginare gli omosessuali o a picchiarli, possiamo facilmente immaginare cosa potrà accadere a chi – sul tema omosessualità – si limiterà anche solo a leggere il Catechismo della Chiesa.
La scuola sarà il principale teatro delle operazioni: cambiamento dei programmi scolastici e indottrinamento forzato sull’argomento per promuovere lo stile di vita LGBT sono i cardini di questa iniziativa. Ecco, ad esempio, alcuni degli obiettivi e delle misure fissati dall’Unar per le scuole: ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche LGBT; favorire l’empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni; contribuire alla conoscenza delle nuove realtà familiari, superare il pregiudizio legato all’orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei confronti dei figli di genitori omosessuali; realizzazione di percorsi innovativi di formazione e di aggiornamento per dirigenti, docenti e alunni sulle materie antidiscriminatorie, con un particolare focus sul tema LGBT e sui temi del bullismo omofobico e transfobico; integrazione delle materie antidiscriminatorie nei curricula scolastici (ad es. nei percorsi di Cittadinanza e Costituzione) con un particolare focus sui temi LGBT; riconoscimento presso il Ministero dell’Istruzione delle associazioni LGBT; ulteriori corsi di approfondimento che daranno crediti formativi. Inutile dire che è previsto che siano direttamente le associazioni LGBT a gestire corsi di istruzione sul tema.
Per quanto riguarda il lavoro il discorso è analogo, con l’aggiunta di corsie preferenziali per l’assunzione e la formazione di personale LGBT (dopo le quote rosa anche quelle arcobaleno) e formazione a tutti i lavoratori sul tema per cancellare ogni residuo di resistenza. Corsi di formazione e iniziative varie saranno finanziate con i fondi strutturali europei, vale a dire con i soldi, in massima parte, della Commissione Europea, cioè le nostre tasse. C’è poi l’introduzione forzata di una (quasi) nuova figura professionale, ovvero chi si occupa del diversity management, gestire e valorizzare le diversità.
Ovviamente le diversità in questione sono quelle dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, ma le indicazioni sul diversity management lasciano sconcertati. Ecco alcune indicazioni: creazione di network LGBT all’interno delle aziende e istituzione a livello di alta dirigenza del ruolo di mentore LGBT; estensione di benefit specifici per le persone LGBT, anche in relazione alle famiglie omogenitoriali; certificazione delle aziende gay friendly.
Ovviamente le diversità in questione sono quelle dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, ma le indicazioni sul diversity management lasciano sconcertati. Ecco alcune indicazioni: creazione di network LGBT all’interno delle aziende e istituzione a livello di alta dirigenza del ruolo di mentore LGBT; estensione di benefit specifici per le persone LGBT, anche in relazione alle famiglie omogenitoriali; certificazione delle aziende gay friendly.
Questo indottrinamento è previsto specificamente anche per giornalisti, tutori dell’ordine pubblico, personale carcerario.
E’ inoltre prevista una inquietante cabina di regia, definita “Sistema integrato di governance”, composto da Unar, organizzazioni di gay e lesbiche, diversi ministeri, Ordine dei Giornalisti, sindacati e così via. La governance peraltro è già una realtà, visto che il 20 novembre 2012 si è costituito il Gruppo Nazionale di Lavoro LGBT.
E’ inoltre prevista una inquietante cabina di regia, definita “Sistema integrato di governance”, composto da Unar, organizzazioni di gay e lesbiche, diversi ministeri, Ordine dei Giornalisti, sindacati e così via. La governance peraltro è già una realtà, visto che il 20 novembre 2012 si è costituito il Gruppo Nazionale di Lavoro LGBT.
Il ministro Fornero dunque, avrà pure sbagliato i conti sugli esodati, ma sicuramente ha portato avanti con decisione – e senza fare pubblicità - l’agenda della lobby gay, che se non viene fermata ci porta rapidamente all’approvazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e alla legalizzazione della pedofilia. Non a caso diciamo “se non viene fermata”: la Raccomandazione del Consiglio d’Europa che è alla base della Strategia Nazionale è infatti un protocollo cui si aderisce su base volontaria; non c’è alcun obbligo né morale né politico di recepirlo, tanto è vero che l’Italia è fra i pochissimi paesi che lo hanno fatto. E quindi è possibile per il nuovo governo ritirarsi dal progetto in qualsiasi momento.
La cosa non sarà però facile, per due motivi: il Dipartimento delle Pari Opportunità è dominato da militanti pro-LGBT, e il nuovo ministro delle Pari Opportunità Josefa Idem ha già sposato la visione più radicale. Basta leggere la lunga intervista rilasciata ieri a “Repubblica” per capire che l’intenzione non è solo di procedere nella direzione del matrimonio gay, ma di farlo anche rapidamente. E il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha tutta l’aria di non voler contrastare questa ondata: ha rimosso Michaela Biancofiore da sottosegretario alle Pari Opportunità con il pretesto di un’intervista rilasciata in violazione di un ordine dato di sobrietà e rinuncia al protagonismo; nessuna conseguenza invece per l’intervista – ben più dirompente – del ministro Idem.
Ci sarà in questo governo qualche ministro capace di opporsi a questa deriva, nella convinzione che questa opera di distruzione della famiglia finirà di distruggere la nostra società?
Il passato remoto di Gobekli Tepe
Gary Rollefson, archeologo
di Eva Danese
Oggi voglio portarvi in un luogo sorprendente.
Il luogo si chiama Gobekli Tepe, nell’attuale Turchia, ed è situato a circa diciotto chilometri dalla città di Şanlıurfa, presso il confine con la Siria. L’aspetto è quello di una collina alta circa quindici metri, con un diametro di trecento.
Qui, nel 1963 un gruppo di ricerca archeologico notò nella zona cumuli di frammenti di selce, segno della presenza, nel passato, di un’attività umana. Solo trent’anni dopo, però, se ne riconobbe il potenziale: un pastore notò che dal terreno spuntavano alcune pietre di strana forma. Avvisò il responsabile del museo della città di Şanlıurfa, e di bocca in bocca la notizia arrivò all’Istituto Archeologico Germanico. Nel 1995 cominciarono gli scavi, guidati dall’archeologo Klaus Schmidt, e in seguito il tutto passò sotto la supervisione di due università tedesche. Ciò che venne scoperto avrebbe lasciato non pochi a bocca aperta.
Vennero infatti alla luce, dopo un tempo incommensurabile, alcuni recinti circolari, delimitati da megaliti a forma di “T” di oltre quindici tonnellate ciascuno e di circa tre metri di altezza. Risalgono al 9500 a.C. Un’epoca in cui, fino a questo momento, gli studiosi non credevano fosse possibile per gli essere umani erigere una struttura del genere. Gli scavi continuano a tutt’oggi, e si calcola che decine e decine di megaliti debbano ancora essere riportati in superficie. A circa un chilometro dal sito riposa un megalite la cui lavorazione fu abbandonata a causa di una rottura. Questo significa che una volta finito sarebbe dovuto essere trasportato, forse, verso il sito. Vi lascio immaginare cosa significhi spostare un manufatto di tale peso.
Fino a questo momento si era pensato che gli uomini e le donne vissuti in quel periodo fossero solamente nomadi dediti alla caccia. Non si pensava potessero avere l’intenzione e i mezzi di erigere alcunché. Scopriamo invece che centinaia di esseri umani collaborarono alla costruzione di questo monumento nell’arco di tre o cinque secoli e che, a un certo punto della storia, si preoccuparono di seppellirlo. La pietra è sempre stata ed è tutt’oggi, nell’arte, il materiale dedicato a ciò che dovrebbe durare per sempre; ciò che ha, in qualche maniera, una valenza sacra, importante. Scopriamo infatti che questo monumento altro non era se non ciò che oggi definiremmo un “tempio”.
Da un lato vi sono infatti evidenti prove che gli uomini di Gobekli Tepe non vivessero lì, non essendo presenti testimonianze di vita domestica. Dall’altro, le pietre sono decorate con incredibili, meravigliosi bassorilievi raffiguranti animali, per la maggior parte predatori o comunque difficilmente addomesticabili, come serpenti, anatre, gru, tori, cinghiali e scorpioni. A questi si aggiungono sculture in argilla rappresentanti volpi o cinghiali (è difficile da stabilire, dato lo stato di deterioramento). Sono presenti inoltre elementi puntiformi e geometrici. Ma è davvero possibile che uomini dediti a continui spostamenti erigessero un luogo così imponente? Secondo Schmidt ciò è possibile solo se immaginiamo i centinaia di costruttori stanziarsi intorno al sito.
Da qui la grande, nuova intuizione.
Non fu l’avvento delle tecniche agricole, che secondo quanto si afferma sarebbero nate di lì a poco, a far sì che l’uomo cominciasse a gravitare verso un punto specifico del territorio e cominciasse a costruire centri abitati, come si è creduto fino a ora. Non fu un’esigenza di tipo economico a farci vivere gli uni vicini agli altri, bensì la volontà di raccogliersi intorno a un luogo considerato, per una ragione o per un’altra, di vitale importanza da un punto di vista simbolico o magico. Non è nata prima la città e poi il tempio, ma prima il tempio e poi la città. La scoperta del sito di Gobekli Tepe ci invita a ripensare il nostro passato, che non è detto sia quello scritto sui libri di testo. Chi siamo? Che storia abbiamo? Non smettiamo di indagare, di mettere in discussione, di chiedere.
Non ci fossilizziamo su quanto è stato stabilito “una volta per tutte”. Personalmente ho smesso di immaginare che i nostri antenati fossero esseri ricurvi, gretti, produttori di suoni sgradevoli, uomini e donne che andavano in giro spinti semplicemente da istinti corporali e senza un briciolo di senso estetico (semmai quest’ultimo è in dubbio oggi). Guardate la bellezza e la grande espressività di questi bassorilievi risalenti a 12.000 anni fa. C’è molto di più di quanto dicono. E probabilmente molto altro deve essere ancora raccontato.
Fonte:
domenica 22 settembre 2013
venerdì 20 settembre 2013
Il “Memo di Simpsonwood”: la pistola fumante sui vaccini al mercurio
Istituto Superiore di Sanità: l'ignoranza dilaga
ANSA (20/04/12): "Non ci sono elementi a sostegno di un nesso causale tra la vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia (mpr) e l'autismo. E' quanto spiega in un articolo Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia e sorveglianza dell'Istituto superiore di sanita' (Iss). La possibile associazione causale tra il vaccino mpr e autismo e' stata estensivamente studiata, rileva Salmaso."
Qualcuno voglia gentilmente segnalare a Stefania Salmaso che come minimo è male informata sulla questione. Visto la gravità del problema, sarebbe il caso che desse subito le dimissioni, oppure che correggesse pubblicamente quello che ha detto. Oppure smentisca la documentazione e le affermazioni del Dott. Verstraeten e degli altri membri del CDC qui di seguito riportate. Ambedue le cose non possono essere vere.
di Massimo Mazzucco
Il “Memo di Simpsonwood”: la pistola fumante sui vaccini al mercurio
12/01/2011 - Il dibattito sui vaccini è tornato sulle prime pagine di tutto il mondo con l’accusa di “falso” del BMJ alla famosa ricerca di Andrew Wakefield, che nel 1998 avrebbe stabilito un legame fra autismo e vaccino MMR (morbillo-orecchioni-rosolia). Sulle dinamiche mediatiche che entrano in gioco in questi casi abbiamo ritenuto di non dilungarci, poichè sono le stesse che entrano in funzione ogni volta che diventi necessario distruggere la credibilità di qualcuno che dia troppo fastidio al sistema vigente. Ognuno rimane libero di interpretarle come meglio crede.
Vorremmo piuttosto far notare come la posizione pro-vaccini sia tenacemente aggrappata alla semplice frase “non esistono prove scientifiche di un legame fra autismo e vaccini”. Nulla di più. Questo mantra viene continuamente ripetuto da ogni tribuna televisiva, ...... come se i giornalisti non sapessero che da vent’anni ormai tutte le più importanti ricerche scientifiche sui medicinali vengono condotte quasi esclusivamente dalle case farmaceutiche. Davvero qualcuno si aspetta che queste facciano una ricerca – e magari la pubblichino anche! – da cui risultasse magari che i vaccini aumentano il rischio di autismo?
Il buon senso ci dice anzi che se mai esistesse una ricerca del genere, le case farmaceutiche farebbero di tutto pur di tenerne nascosti i risultati. Ed è proprio, guarda caso, quello che è successo con il cosiddetto “Memo di Simpsonwood”, un documento che doveva restare segreto, ma che qualcuno ha deciso di rendere pubblico. Tecnicamente, il “Memo di Simpsonwood” è la trascrizione letterale di tutto ciò che è stato detto durante un convegno medico indetto dal CDC nel giugno 2000, nelle vicinanze di Norcross in Georgia. (Il CDC, o Center for Desease Control, è l’organizzazione governativa americana che ha il compito di monitorare, prevenire ed eventualmente combattere la diffusione di malattie di qualunque tipo. E’, in altre parole, soprattutto una organizzazione di raccolta e diffusione dati sul pericolo e sulla diffusione delle malattie).
Allarmati dal crescente movimento di protesta contro i potenziali danni da vaccino, il CDC organizzò un convegno “interno”, di consultazione fra esperti, al quale parteciparono più di 50 specialisti di immunologia e tossicologia venuti da ogni parte d’America. Al centro della discussione furono posti i risultati di una ricerca, il cosiddetto “Verstraeten Study”, che suggeriva una diretta correlazione fra vaccini a base di mercurio (Timerosal) e malattie infantili del sistema nervoso (autismo, ritardi nello sviluppo del linguaggio, tic, disturbi neurologici eccetera). Lo studio di Verstraeten era particolarmente interessante poichè aveva preso in esame un totale di ben 100.000 casi circa, attingendo le informazioni direttamente dal Safety Datalink, ovvero il database medico nazionale.
Il “Memo di Simpsonwood” consiste di quasi 300 pagine dattiloscritte, delle quali abbiamo tradotto i punti più salienti relativi al succitato rischio da vaccini a base di mercurio. A chi sia interessato ad approfondire l’argomento, consigliamo la lettura completa del documento. Diciamo subito che nessuno degli esperti, nei due giorni di convegno, ha mai affermato l’esistenza certa di un legame fra autismo e vaccini, e che anzi molti partecipanti hanno giudicato i dati disponibili “non sufficienti a stabilire una diretta correlazione fra mercurio (Timerosal) e autismo”. Ma è proprio dall’imbarazzo generale, dai tortuosi giri di parole, dai continui dubbi espressi – e soprattutto dalla “istruzioni finali” ricevute dai convenuti - che si coglie lo spessore innegabile del conflitto che si veniva a creare fra gli interessi economici dei produttori di farmaci e la necessità di garantire la sicurezza e la salute dei bambini da vaccinare. Non è certo in queste situazioni che ci si può illudere di avere la botte piena e la moglie ubriaca (la presenza del Timerosal nel vaccini serve a ridurre sensibilmente il costo di produzione dei vaccini stessi).
NOTE:
1) Per FOIA si intende “Freedom of Information Act”, una azione legale da parte dei cittadini per ottenere documentazione di pubblico interesse altrimenti secretata o comunque detenuta da privati.
2) Per “dato statistico significativo superiore a 1” si intende un rischio reale di effetti collaterali non desiderati (come ad esempio i ritardi neurologici di tipo autistico), mentre al di sotto di 1 il farmaco è considerato benefico, o “protettivo”. Un valore =1 rappresenta un rischio nullo, così come un vantaggio protettivo nullo.
3) Chiedo scusa per il linguaggio non scientifico che ho utilizzato: sarà mia cura apportare correzioni di tipo tecnico-linguistico all’articolo, man mano che mi verranno segnalate da chi è specializzato nel settore. (M.M.)
Il MEMO DI SIMPSONWOOD – Passaggi scelti
All’inizio del convegno i partecipanti si auto-presentano ai colleghi uno per uno. Poi vengono fatti discorsi introduttivi di vario tipo, ed infine si passa al sodo della questione: il Dott. Thomas Verstraeten, che al tempo lavorava per il CDC, presenta la sua ricerca insieme al Dott. Phil Rhodes, che lavorava per l’Ufficio Nazionale Statistiche. E molto presto iniziano ad emergere i problemi:
(Pag. 40) Dr. Verstraeten: “Abbiamo trovato una relazione statisticamente significativa tra le esposizioni [ai vaccini] e gli esiti [di tipo autistico] per tre diversi tipi di esposizioni ed esiti. Nel primo caso [con la somministrazione] a due mesi di età, c’era un non specificato ritardo nello sviluppo, che ha il suo codice ICD9 specifico. Per l’esposizione a tre mesi, tic nervosi. Per l’esposizione a sei mesi, sindrome da deficit di attenzione. Esposizione a 1, 3 e 6 mesi: ritardi nel linguaggio e nella parola, con due codici ICD9 separati. Esposizione a 1,3 e 6 mesi: tutta la categoria di ritardi nello sviluppo neurologico, che include tutti questi disturbi più un certo numero di altri disturbi.
(Pag. 42) Dr. Verstraeten: “Una cosa è certa: c’è sicuramente una sottovalutazione [di tutti questi dati] perché alcuni dei bambini semplicemente non sono ancora abbastanza grandi per poterli diagnosticare. Quindi il tasso crudo di incidenza è probabilmente molto più basso di quello che ci si può aspettare, perché la coorte è ancora molto giovane”.
(Pag. 44) Dr. Verstraeten: “Parliamo dei ritardi nell’uso della parola, che è il disturbo più diffuso in questa categoria di ritardi di tipo neurologico. […] Il test generale del trend è altamente significativo, statisticamente, al di sopra di uno.
(Pag. 68) Dr. Verstraeten: “Nei nati prematuri il trend è significativo, e troviamo un rischio relativo fino [ai valori] 2 e 3, dove quelli che hanno ricevuto più Timerosal sono più a rischio di quelli che hanno ricevuto il vaccino combinato.
(Pag. 105) Dr. Rhodes (esperto di statistica): “Un’altra cosa che accade al Northern California Kaiser [una grande associazione ospedaliera] è che persino un anno o due dopo che abbiamo cambiato la procedura, e che tutti bambini dovrebbero ricevere la combinazione [dei vaccini], c’è uno strano, piccolo gruppo di bambini che apparentemente riceve dosi separate di DTP e HiB [con dosi maggiori di Timerosal], ed una percentuale inspiegabilmente alta di questi bambini dà risultati [di tipo autistico]”.
(Pag. 198) Dr. Johnson: “Questa associazione [fra vaccini e diagnosi di tipo autistico] mi porta a favorire la raccomandazione che i bambini fino a due anni non vengano inoculati con vaccini contenenti Timerosal, qualora vi siano valide alternative disponibili. Io mi occupo di rapporti di causalità, e mi sembra abbastanza chiaro che i dati non siano sufficienti nè in un senso nè nell’altro. Se volete la mia impressione, la cosa mi preoccupa abbastanza. Chiedo scusa per questo commento personale, ma ho ricevuto una chiamata di emergenza, e mia nuora ha appena avuto un figlio nella sezione-C. E’ il primo maschio in famiglia della prossima generazione, e non voglio che questo mio nipote riceva nessun vaccino con Timerosal finchè non ne sapremo di più. Ci vorrà probabilmente molto tempo. Nel frattempo, e mi rendo conto che vi saranno probabilmente implicazioni a livello internazionale, ma nel frattempo penso che mio nipote debba ricevere solamente vaccini senza Timerosal”.
ANSA (20/04/12): "Non ci sono elementi a sostegno di un nesso causale tra la vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia (mpr) e l'autismo. E' quanto spiega in un articolo Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia e sorveglianza dell'Istituto superiore di sanita' (Iss). La possibile associazione causale tra il vaccino mpr e autismo e' stata estensivamente studiata, rileva Salmaso."
Qualcuno voglia gentilmente segnalare a Stefania Salmaso che come minimo è male informata sulla questione. Visto la gravità del problema, sarebbe il caso che desse subito le dimissioni, oppure che correggesse pubblicamente quello che ha detto. Oppure smentisca la documentazione e le affermazioni del Dott. Verstraeten e degli altri membri del CDC qui di seguito riportate. Ambedue le cose non possono essere vere.
di Massimo Mazzucco
Il “Memo di Simpsonwood”: la pistola fumante sui vaccini al mercurio
12/01/2011 - Il dibattito sui vaccini è tornato sulle prime pagine di tutto il mondo con l’accusa di “falso” del BMJ alla famosa ricerca di Andrew Wakefield, che nel 1998 avrebbe stabilito un legame fra autismo e vaccino MMR (morbillo-orecchioni-rosolia). Sulle dinamiche mediatiche che entrano in gioco in questi casi abbiamo ritenuto di non dilungarci, poichè sono le stesse che entrano in funzione ogni volta che diventi necessario distruggere la credibilità di qualcuno che dia troppo fastidio al sistema vigente. Ognuno rimane libero di interpretarle come meglio crede.
Vorremmo piuttosto far notare come la posizione pro-vaccini sia tenacemente aggrappata alla semplice frase “non esistono prove scientifiche di un legame fra autismo e vaccini”. Nulla di più. Questo mantra viene continuamente ripetuto da ogni tribuna televisiva, ...... come se i giornalisti non sapessero che da vent’anni ormai tutte le più importanti ricerche scientifiche sui medicinali vengono condotte quasi esclusivamente dalle case farmaceutiche. Davvero qualcuno si aspetta che queste facciano una ricerca – e magari la pubblichino anche! – da cui risultasse magari che i vaccini aumentano il rischio di autismo?
Il buon senso ci dice anzi che se mai esistesse una ricerca del genere, le case farmaceutiche farebbero di tutto pur di tenerne nascosti i risultati. Ed è proprio, guarda caso, quello che è successo con il cosiddetto “Memo di Simpsonwood”, un documento che doveva restare segreto, ma che qualcuno ha deciso di rendere pubblico. Tecnicamente, il “Memo di Simpsonwood” è la trascrizione letterale di tutto ciò che è stato detto durante un convegno medico indetto dal CDC nel giugno 2000, nelle vicinanze di Norcross in Georgia. (Il CDC, o Center for Desease Control, è l’organizzazione governativa americana che ha il compito di monitorare, prevenire ed eventualmente combattere la diffusione di malattie di qualunque tipo. E’, in altre parole, soprattutto una organizzazione di raccolta e diffusione dati sul pericolo e sulla diffusione delle malattie).
Allarmati dal crescente movimento di protesta contro i potenziali danni da vaccino, il CDC organizzò un convegno “interno”, di consultazione fra esperti, al quale parteciparono più di 50 specialisti di immunologia e tossicologia venuti da ogni parte d’America. Al centro della discussione furono posti i risultati di una ricerca, il cosiddetto “Verstraeten Study”, che suggeriva una diretta correlazione fra vaccini a base di mercurio (Timerosal) e malattie infantili del sistema nervoso (autismo, ritardi nello sviluppo del linguaggio, tic, disturbi neurologici eccetera). Lo studio di Verstraeten era particolarmente interessante poichè aveva preso in esame un totale di ben 100.000 casi circa, attingendo le informazioni direttamente dal Safety Datalink, ovvero il database medico nazionale.
Il “Memo di Simpsonwood” consiste di quasi 300 pagine dattiloscritte, delle quali abbiamo tradotto i punti più salienti relativi al succitato rischio da vaccini a base di mercurio. A chi sia interessato ad approfondire l’argomento, consigliamo la lettura completa del documento. Diciamo subito che nessuno degli esperti, nei due giorni di convegno, ha mai affermato l’esistenza certa di un legame fra autismo e vaccini, e che anzi molti partecipanti hanno giudicato i dati disponibili “non sufficienti a stabilire una diretta correlazione fra mercurio (Timerosal) e autismo”. Ma è proprio dall’imbarazzo generale, dai tortuosi giri di parole, dai continui dubbi espressi – e soprattutto dalla “istruzioni finali” ricevute dai convenuti - che si coglie lo spessore innegabile del conflitto che si veniva a creare fra gli interessi economici dei produttori di farmaci e la necessità di garantire la sicurezza e la salute dei bambini da vaccinare. Non è certo in queste situazioni che ci si può illudere di avere la botte piena e la moglie ubriaca (la presenza del Timerosal nel vaccini serve a ridurre sensibilmente il costo di produzione dei vaccini stessi).
NOTE:
1) Per FOIA si intende “Freedom of Information Act”, una azione legale da parte dei cittadini per ottenere documentazione di pubblico interesse altrimenti secretata o comunque detenuta da privati.
2) Per “dato statistico significativo superiore a 1” si intende un rischio reale di effetti collaterali non desiderati (come ad esempio i ritardi neurologici di tipo autistico), mentre al di sotto di 1 il farmaco è considerato benefico, o “protettivo”. Un valore =1 rappresenta un rischio nullo, così come un vantaggio protettivo nullo.
3) Chiedo scusa per il linguaggio non scientifico che ho utilizzato: sarà mia cura apportare correzioni di tipo tecnico-linguistico all’articolo, man mano che mi verranno segnalate da chi è specializzato nel settore. (M.M.)
Il MEMO DI SIMPSONWOOD – Passaggi scelti
All’inizio del convegno i partecipanti si auto-presentano ai colleghi uno per uno. Poi vengono fatti discorsi introduttivi di vario tipo, ed infine si passa al sodo della questione: il Dott. Thomas Verstraeten, che al tempo lavorava per il CDC, presenta la sua ricerca insieme al Dott. Phil Rhodes, che lavorava per l’Ufficio Nazionale Statistiche. E molto presto iniziano ad emergere i problemi:
(Pag. 40) Dr. Verstraeten: “Abbiamo trovato una relazione statisticamente significativa tra le esposizioni [ai vaccini] e gli esiti [di tipo autistico] per tre diversi tipi di esposizioni ed esiti. Nel primo caso [con la somministrazione] a due mesi di età, c’era un non specificato ritardo nello sviluppo, che ha il suo codice ICD9 specifico. Per l’esposizione a tre mesi, tic nervosi. Per l’esposizione a sei mesi, sindrome da deficit di attenzione. Esposizione a 1, 3 e 6 mesi: ritardi nel linguaggio e nella parola, con due codici ICD9 separati. Esposizione a 1,3 e 6 mesi: tutta la categoria di ritardi nello sviluppo neurologico, che include tutti questi disturbi più un certo numero di altri disturbi.
(Pag. 42) Dr. Verstraeten: “Una cosa è certa: c’è sicuramente una sottovalutazione [di tutti questi dati] perché alcuni dei bambini semplicemente non sono ancora abbastanza grandi per poterli diagnosticare. Quindi il tasso crudo di incidenza è probabilmente molto più basso di quello che ci si può aspettare, perché la coorte è ancora molto giovane”.
(Pag. 44) Dr. Verstraeten: “Parliamo dei ritardi nell’uso della parola, che è il disturbo più diffuso in questa categoria di ritardi di tipo neurologico. […] Il test generale del trend è altamente significativo, statisticamente, al di sopra di uno.
(Pag. 68) Dr. Verstraeten: “Nei nati prematuri il trend è significativo, e troviamo un rischio relativo fino [ai valori] 2 e 3, dove quelli che hanno ricevuto più Timerosal sono più a rischio di quelli che hanno ricevuto il vaccino combinato.
(Pag. 105) Dr. Rhodes (esperto di statistica): “Un’altra cosa che accade al Northern California Kaiser [una grande associazione ospedaliera] è che persino un anno o due dopo che abbiamo cambiato la procedura, e che tutti bambini dovrebbero ricevere la combinazione [dei vaccini], c’è uno strano, piccolo gruppo di bambini che apparentemente riceve dosi separate di DTP e HiB [con dosi maggiori di Timerosal], ed una percentuale inspiegabilmente alta di questi bambini dà risultati [di tipo autistico]”.
(Pag. 198) Dr. Johnson: “Questa associazione [fra vaccini e diagnosi di tipo autistico] mi porta a favorire la raccomandazione che i bambini fino a due anni non vengano inoculati con vaccini contenenti Timerosal, qualora vi siano valide alternative disponibili. Io mi occupo di rapporti di causalità, e mi sembra abbastanza chiaro che i dati non siano sufficienti nè in un senso nè nell’altro. Se volete la mia impressione, la cosa mi preoccupa abbastanza. Chiedo scusa per questo commento personale, ma ho ricevuto una chiamata di emergenza, e mia nuora ha appena avuto un figlio nella sezione-C. E’ il primo maschio in famiglia della prossima generazione, e non voglio che questo mio nipote riceva nessun vaccino con Timerosal finchè non ne sapremo di più. Ci vorrà probabilmente molto tempo. Nel frattempo, e mi rendo conto che vi saranno probabilmente implicazioni a livello internazionale, ma nel frattempo penso che mio nipote debba ricevere solamente vaccini senza Timerosal”.
(Pag. 207) Dr. Weil: “Il numero di associazioni [diagnosi di tipo autistico] dovute alle inoculazioni è lineare, ed è statisticamente significativo. Possiamo girarci intorno finché vogliamo, ma sono lineari. Sono statisticamente significative.”
(Pag. 229) Dr. Brent: ”I risultati medico-legali di questa ricerca, che siano di tipo causale o meno, sono orrendi. E’ quindi importante che vengano eseguiti degli studi epidemiologici, farmacocinetici e studi su animali. Se qualcuno sostenesse che questi risultati neuro-comportamentali dei bambini sono causati da vaccini che contengono il Timerosal, si troverebbe subito uno scienziato da due lire pronto a sostenere questa tesi “con un ragionevole grado di certezza”. Ma non troverete di certo un solo scienziato, con un minimo di integrità morale, disposto a sostenere il contrario, di fronte ai dati disponibili. Questa è la verità. Siamo quindi in una brutta posizione, se dovessimo trovarci a difenderci da una qualunque causa in tribunale, e questo mi preoccupa”.
(Pag. 247) Dr. Clements: “Io ho come la sensazione che siamo partiti a tutta velocità con una barca verso un braccio della palude, senza che vi sia stata prima una discussione su quale direzione prendere. Potrò anche offendere qualcuno fra i presenti, ma dico che forse questo studio non andava fatto del tutto, perché il risultato, in una certa misura, era prevedibile, e ora siamo tutti li senza sapere cosa fare. Questo anche se ho sentito che la maggior parte dei consulenti non si dice convinta di un diretto collegamento causale fra il Timerosal e le varie diagnosi di tipo neurologico. Mi rendo conto che il modo in cui tratteremo la cosa da qui in avanti è estremamente problematico. Ormai siamo arrivati ad un punto che dobbiamo affrontare la questione, e anche se questo comitato decidesse che non vi sono associazioni [fra vaccini e autismo], il lavoro fatto finirà in mani altrui grazie al FOIA, ed il modo in cui sarà usato non è più sotto il controllo di questo gruppo. Io sono molto preoccupato, perché penso che sia ormai troppo tardi per fare qualunque cosa, indipendentemente da quello che possa dire qualunque associazione professionale.”
(Pag. 113) Dr. Bernier: “ Vi abbiamo chiesto di mantenere queste informazioni riservate. Intendiamo discutere questi dati nel prossimo incontro con il Consiglio Direttivo delle Pratiche Immunologiche (ACIP), il 21 e 22 giugno. Per quella data il CTC prevede di rendere pubbliche queste informazioni, per cui ritengo nell’interesse di tutti che continuiamo a considerare questi dati come in una specie di ambiente protetto, per cui chiediamo alle persone che finora hanno fatto un ottimo lavoro nel tenere riservate queste informazioni, di continuare a farlo fino all’incontro dell’ACIP, quindi sostanzialmente considerate queste formazioni sotto embargo [secretate]. Questo permetterà a tutti noi di usare i meccanismi che abbiamo a disposizione per valutare questi dati e formulare le eventuali raccomandazioni.”
Lo “Studio Verstraeten” fu pubblicato su “Pediatrics”, nella sua forma conclusiva, solo nel novembre 2003, più di tre anni dopo. Per quella data, sostengono i critici, i dati erano stati “massaggiati” a sufficienza da far scomparire qualunque traccia di rischio effettivo dovuto al mercurio nei vaccini.
Come ben sanno, peraltro, tutti coloro che hanno a che fare con ricerche mediche di questo tipo, i risultati possono variare in modo stupefacente a seconda delle variabili e dei criteri di inclusione o esclusione che si utilizzano di volta in volta nel determinare le varie “coorti” esaminate. Pur senza entrare nel merito, è di certo curioso che lo studio pubblicato nel 2003 mostrasse quasi tutti i livelli di rischio dei vaccini al mercurio vicinissmi, oppure appena sotto il valore “1” (ovvero valori “sicuri”), mentre a Simpsonwood Verstraeten aveva chiaramente parlato di livelli di rischio pari anche a 2 o 3, a seconda dei gruppi analizzati.
GENERATION ZERO
Ma la vera pistola fumante, in questo senso, è quella che è stata definita la “Generation Zero” dello studio di Verstraeten, che risale al novembre-dicembre del 1999. Il ricercatore infatti a Simpsonwood aveva presentato la “seconda generazione” del suo studio, ovvero una ricerca in cui i criteri di valutazione e analisi erano già stati generosamente “massaggiati”, per cercare di ridurre l’evidenza di un collegamento fra mercurio e autismo. (Quella che fu pubblicata nel 2003 è stata definita la “4a generazione”).
Ma la Generazione Zero, ottenuta dalla Associazione Safe Minds della California con un atto del FOIA, ci parla di statistiche ben diverse, con un rischio di autismo, in certi casi, pari addirittura all’11%. La differenza fondamentale è che nello studio iniziale venivano comparati (correttamente) i gruppi di massima esposizione ai vaccini con quelli di esposizione pari a zero. (Questo criterio sarebbe invece scomparso nelle analisi successive). Sempre grazie al FOIA, l’organizzazione Safe Minds è anche riuscita ad ottenere alcune e-mail di Verstraeten, dalle quali emerge il totale disagio nel trovarsi di fronte a dati così fortemente negativi, mentre già iniziava a domandarsi “come fare” per ridurre sostanzialmente il risultato negativo della ricerca.
E-MAIL n. 1
“THIMEROSAL ANALYSIS”
From: Verstraeten, Thomas
Sent: Monday, November 29, 1999 11:45 AM
To: ‘Robert Davis’
Cc: ‘Frank Destefano’
Subject: Thimerosal analysis
Hi Bob, After running, re-thinking, re-running, re-thinking....for about two weeks now I should touch base with you, I think, to see whether you can agree with what I came up with so far. I’ll attach the SAS programs hoping you or one of your statisticians can detect major flaws before I jump to conclusions. I’ll try to structure my findings....
Thomas Verstraeten, M.D.
Ciao Bob, dopo aver analizzato e rianalizzato i dati per un paio di settimane, […] volevo sapere se un tuo esperto di statistica riusciva a trovare qualche errore sostanziale [nell’impostazione dell’analisi], prima di trarre le mie conclusioni.
Thomas Verstraeten, M.D.
Come si può vedere da questo grafico, con le inoculazioni ad un mese dalla nascita, il rischio di neuropatie di tipo autistico arrivava a superare in certi casi l’8%.
Con l’inoculazione a tre mesi, la media del rischio si aggirava fra l’1,40 e il 3,50%, con una punta del 18% nei distrurbi della coordinazione motoria.
In un’altra tabella, che prendeva in considerazione le quantità di mercurio inoculato, il rischio di autismo superava l’11%.
Come abbiamo già detto, con questi documenti non vogliamo stabilire nessuna prova di tipo scientifico, ma vogliamo soprattutto sottolineare la evidente malafede di tutti coloro che si sono venuti a trovare in contatto con uno studio che – secondo molti – “non andava mai fatto”.
Il senso complessivo di questa vicenda può forse essere riassunto dall’ultima e-mail che Verstraeten mandò al suo collega Davis prima della fine dell’anno, intitolata "It just won’t go away", che vuole dire "Semplicemente non se ne vuole andare" [riferito genericamente al "problema").
E-MAIL n. 2
“IT JUST WON’T GO AWAY”
From: Verstraeten, Thomas
Sent: Friday, December 17, 1999 4:40 PM
To: ‘Robert Davis’
Cc: Destefano, Frank
Subject: It just won’t go away
Hi, Attached please find four tables with RRs [relative risks] and three SAS programs... As you’ll see, some of the RRs increase over the categories and I haven’t yet found an alternative explanation...Please let me know if you can think of one. Frank proposes we discuss this on a call after the New Year... Happy Holidays!
Thomas Verstraeten, M.D.
Come puoi vedere dalle tabelle allegate, il rischio relativo aumenta in certe categorie, e ancora non sono riuscito a trovare una spiegazione. Fammi sapere se te ne viene in mente una […]
Thomas Verstraeten, M.D.
Come abbiamo visto, sembra che di “modi” per ridurre il fattore di rischio a livelli accettabili ne furono trovati in abbondanza.
Dopo la pubblicazione del documento finale, Thomas Verstraeten è stato assunto dalla Glaxo-Smith-Kline.
Massimo Mazzucco (Luogocomune.net)
NOTA: Nella analisi di Safe Minds della "Generation Zero" compaiono le tabelle statistiche, ma non i dati originali da cui sarebbero state ottenute. Ho contattato l’Associazione per sapere se è possibile avere accesso ai dati originali.
Fonte:
Vedi:
(Pag. 229) Dr. Brent: ”I risultati medico-legali di questa ricerca, che siano di tipo causale o meno, sono orrendi. E’ quindi importante che vengano eseguiti degli studi epidemiologici, farmacocinetici e studi su animali. Se qualcuno sostenesse che questi risultati neuro-comportamentali dei bambini sono causati da vaccini che contengono il Timerosal, si troverebbe subito uno scienziato da due lire pronto a sostenere questa tesi “con un ragionevole grado di certezza”. Ma non troverete di certo un solo scienziato, con un minimo di integrità morale, disposto a sostenere il contrario, di fronte ai dati disponibili. Questa è la verità. Siamo quindi in una brutta posizione, se dovessimo trovarci a difenderci da una qualunque causa in tribunale, e questo mi preoccupa”.
(Pag. 247) Dr. Clements: “Io ho come la sensazione che siamo partiti a tutta velocità con una barca verso un braccio della palude, senza che vi sia stata prima una discussione su quale direzione prendere. Potrò anche offendere qualcuno fra i presenti, ma dico che forse questo studio non andava fatto del tutto, perché il risultato, in una certa misura, era prevedibile, e ora siamo tutti li senza sapere cosa fare. Questo anche se ho sentito che la maggior parte dei consulenti non si dice convinta di un diretto collegamento causale fra il Timerosal e le varie diagnosi di tipo neurologico. Mi rendo conto che il modo in cui tratteremo la cosa da qui in avanti è estremamente problematico. Ormai siamo arrivati ad un punto che dobbiamo affrontare la questione, e anche se questo comitato decidesse che non vi sono associazioni [fra vaccini e autismo], il lavoro fatto finirà in mani altrui grazie al FOIA, ed il modo in cui sarà usato non è più sotto il controllo di questo gruppo. Io sono molto preoccupato, perché penso che sia ormai troppo tardi per fare qualunque cosa, indipendentemente da quello che possa dire qualunque associazione professionale.”
(Pag. 113) Dr. Bernier: “ Vi abbiamo chiesto di mantenere queste informazioni riservate. Intendiamo discutere questi dati nel prossimo incontro con il Consiglio Direttivo delle Pratiche Immunologiche (ACIP), il 21 e 22 giugno. Per quella data il CTC prevede di rendere pubbliche queste informazioni, per cui ritengo nell’interesse di tutti che continuiamo a considerare questi dati come in una specie di ambiente protetto, per cui chiediamo alle persone che finora hanno fatto un ottimo lavoro nel tenere riservate queste informazioni, di continuare a farlo fino all’incontro dell’ACIP, quindi sostanzialmente considerate queste formazioni sotto embargo [secretate]. Questo permetterà a tutti noi di usare i meccanismi che abbiamo a disposizione per valutare questi dati e formulare le eventuali raccomandazioni.”
Lo “Studio Verstraeten” fu pubblicato su “Pediatrics”, nella sua forma conclusiva, solo nel novembre 2003, più di tre anni dopo. Per quella data, sostengono i critici, i dati erano stati “massaggiati” a sufficienza da far scomparire qualunque traccia di rischio effettivo dovuto al mercurio nei vaccini.
Come ben sanno, peraltro, tutti coloro che hanno a che fare con ricerche mediche di questo tipo, i risultati possono variare in modo stupefacente a seconda delle variabili e dei criteri di inclusione o esclusione che si utilizzano di volta in volta nel determinare le varie “coorti” esaminate. Pur senza entrare nel merito, è di certo curioso che lo studio pubblicato nel 2003 mostrasse quasi tutti i livelli di rischio dei vaccini al mercurio vicinissmi, oppure appena sotto il valore “1” (ovvero valori “sicuri”), mentre a Simpsonwood Verstraeten aveva chiaramente parlato di livelli di rischio pari anche a 2 o 3, a seconda dei gruppi analizzati.
GENERATION ZERO
Ma la vera pistola fumante, in questo senso, è quella che è stata definita la “Generation Zero” dello studio di Verstraeten, che risale al novembre-dicembre del 1999. Il ricercatore infatti a Simpsonwood aveva presentato la “seconda generazione” del suo studio, ovvero una ricerca in cui i criteri di valutazione e analisi erano già stati generosamente “massaggiati”, per cercare di ridurre l’evidenza di un collegamento fra mercurio e autismo. (Quella che fu pubblicata nel 2003 è stata definita la “4a generazione”).
Ma la Generazione Zero, ottenuta dalla Associazione Safe Minds della California con un atto del FOIA, ci parla di statistiche ben diverse, con un rischio di autismo, in certi casi, pari addirittura all’11%. La differenza fondamentale è che nello studio iniziale venivano comparati (correttamente) i gruppi di massima esposizione ai vaccini con quelli di esposizione pari a zero. (Questo criterio sarebbe invece scomparso nelle analisi successive). Sempre grazie al FOIA, l’organizzazione Safe Minds è anche riuscita ad ottenere alcune e-mail di Verstraeten, dalle quali emerge il totale disagio nel trovarsi di fronte a dati così fortemente negativi, mentre già iniziava a domandarsi “come fare” per ridurre sostanzialmente il risultato negativo della ricerca.
E-MAIL n. 1
“THIMEROSAL ANALYSIS”
From: Verstraeten, Thomas
Sent: Monday, November 29, 1999 11:45 AM
To: ‘Robert Davis’
Cc: ‘Frank Destefano’
Subject: Thimerosal analysis
Hi Bob, After running, re-thinking, re-running, re-thinking....for about two weeks now I should touch base with you, I think, to see whether you can agree with what I came up with so far. I’ll attach the SAS programs hoping you or one of your statisticians can detect major flaws before I jump to conclusions. I’ll try to structure my findings....
Thomas Verstraeten, M.D.
Ciao Bob, dopo aver analizzato e rianalizzato i dati per un paio di settimane, […] volevo sapere se un tuo esperto di statistica riusciva a trovare qualche errore sostanziale [nell’impostazione dell’analisi], prima di trarre le mie conclusioni.
Thomas Verstraeten, M.D.
Come si può vedere da questo grafico, con le inoculazioni ad un mese dalla nascita, il rischio di neuropatie di tipo autistico arrivava a superare in certi casi l’8%.
Con l’inoculazione a tre mesi, la media del rischio si aggirava fra l’1,40 e il 3,50%, con una punta del 18% nei distrurbi della coordinazione motoria.
In un’altra tabella, che prendeva in considerazione le quantità di mercurio inoculato, il rischio di autismo superava l’11%.
Come abbiamo già detto, con questi documenti non vogliamo stabilire nessuna prova di tipo scientifico, ma vogliamo soprattutto sottolineare la evidente malafede di tutti coloro che si sono venuti a trovare in contatto con uno studio che – secondo molti – “non andava mai fatto”.
Il senso complessivo di questa vicenda può forse essere riassunto dall’ultima e-mail che Verstraeten mandò al suo collega Davis prima della fine dell’anno, intitolata "It just won’t go away", che vuole dire "Semplicemente non se ne vuole andare" [riferito genericamente al "problema").
E-MAIL n. 2
“IT JUST WON’T GO AWAY”
From: Verstraeten, Thomas
Sent: Friday, December 17, 1999 4:40 PM
To: ‘Robert Davis’
Cc: Destefano, Frank
Subject: It just won’t go away
Hi, Attached please find four tables with RRs [relative risks] and three SAS programs... As you’ll see, some of the RRs increase over the categories and I haven’t yet found an alternative explanation...Please let me know if you can think of one. Frank proposes we discuss this on a call after the New Year... Happy Holidays!
Thomas Verstraeten, M.D.
Come puoi vedere dalle tabelle allegate, il rischio relativo aumenta in certe categorie, e ancora non sono riuscito a trovare una spiegazione. Fammi sapere se te ne viene in mente una […]
Thomas Verstraeten, M.D.
Come abbiamo visto, sembra che di “modi” per ridurre il fattore di rischio a livelli accettabili ne furono trovati in abbondanza.
Dopo la pubblicazione del documento finale, Thomas Verstraeten è stato assunto dalla Glaxo-Smith-Kline.
Massimo Mazzucco (Luogocomune.net)
NOTA: Nella analisi di Safe Minds della "Generation Zero" compaiono le tabelle statistiche, ma non i dati originali da cui sarebbero state ottenute. Ho contattato l’Associazione per sapere se è possibile avere accesso ai dati originali.
Fonte:
Vedi:
L’umanità si può liberare dalla sua schiavitù
L’umanità si può liberare dalla sua schiavitù
Qual’è la causa della schiavitù umana? Molti risponderebbero il sistema finanziario mondiale, l’élite globale, Bilderberg, Rothschild e così via. Il loro contributo è certo, ma perché miliardi di persone dipendono da questi pochi che dirigono il sistema finanziario? Perché la maggior parte crede in quel campo dominante che fornisce l’electtricità e alimenta tutti i mezzi di comunicazione. E’ il campo electromagnetico che possiamo vedere e usare ormai con facilità, ma che non può spiegare da solo l’organizzazione sublime delle forme viventi. Quella più essenziale è il cervello umano, in particolare, la materia bianca del cervello che non usa l’elettricità e genera quella sincronia che sentiamo come coscienza, presenza nonché l’imminenza di campi epocali ingenti.
Guardano solo a chiese e governi, tutti dipendenti dal sistema finanziario, i media ignorano ciò che sta per succedere nei prossimi mesi e l’opportunità straordinaria di liberarci dalla sindrome della scarsità che ha afflitto tutta la storia umana per millenni.
I cambi più grossi riguardano il sole, la terra e tutti noi, terrestri.
Il campo magnetico solare, che è molto potente, sta per invertirsi da Nord a Sud entro i prossimi mesi. Questo evento avrà impatti su tutta l’eliosfera, una sorta di uovo magnetico largo circa un anno luce, entro il quale è immerso l’intero sistema solare (la distanza tra terra e sole è solo 8 minuti luce). I fisici solari hanno riconosciuto che il campo magnetico solare si inverte ogni 11 anni e quindi “don’t panic”, dice la NASA, “è già avvenuto tante volte”. Sono d’accordo; il panico è inutile e nocivo. Dovremmo piuttosto capire perché l’inversione prossima è totalmente anomala rispetto a tutte quelle precedenti e quindi prefigura cambiamenti e rivelazioni sorprendenti.
Sin dal dicembre 2008 c’è uno squarcio gigante – pari a 4-5 volte le dimensioni della terra – nella magnetosfera terrestre che invece è molto più tenue e abbastanza piccola in confronto a quella solare (70.000 km, circa 10 volte il raggio terrestre). Osservazioni da satellite più recenti hanno poi rivelato altri squarci giganti in varie parti, squarci che consentono al possente vento solare di penetrare dentro la magnetosfera terrestre e di… soffiarla via. Gli esperti dicono che la magnetosfera è tutta bucata e che non è più un schermo protettivo come lo era prima, non deflette più i raggi cosmic diretti verso la Terra. Perché gli esperti credono che i raggi cosmici siano pericolosi? Perché i raggi cosmici sono particelle ad altissima energia di “origine misteriosa”, dicono. L’origine “misteriosa” per me è un universo parallelo, vivo e intelligente, invisibile perché non interagisce con il campo elettromagnetico, l’unico osservato da telescopi a terra e da sonde spaziali. I raggi cosmici testimoniano la sua esistenza e, soprattutto, il suo modo di comunicare con l’universo osservabile. E’ ciò che i fisici chiamano “interazione debole”, relazione che “tocca” soprattutto il cuore di ogni atomo – il nucleo – e può provocare una fusione nucleare fredda o meglio una trasmutazione alchemica che fa crollare buona parte della fisica ortodossa, ma non è affatto nociva come si fa credere. Per gli eretici come me, è la rivelazione che la magnetosfera terrestre è uno schermo che non ci ha affatto “protetto”, ma ha alimentato la millenaria illusione della separazione tra cielo e terra.
Non abbiamo osservato la realtà reale, bensì la magnetosfera terrestre, uno schermo in 3D che abbiamo chiamato “cielo”.
E ciò che finora abbiamo chiamato “realtà” è un canale di una TV olografica – una matrix – composta di materia “normale” la cui forma più sofisticata è quella organica, soprattutto la materia bianca che compone il cervello umano. Questa materia è indipendente dall’elettricità che domina la superficie del pianeta e può fondersi con i raggi cosmici. Peraltro la magnetosfera terrestre mostra ingenti cambiamenti già da vari anni, come scrivo nel mio libro Baby Sun Revelation (in Italiano) di recente tradotto in tedesco Das Sonnenkind. Quindi la magnetosfera terrestre già stava svanendo e l’imminente flip del campo magnetico solare può accelerare questo processo, con effetti profondi su tutto, in particolare sulle menti umane. Gli avvistamenti di nuvole a forma di astronavi sono sempre più frequenti. Ciò significa che le astronavi sono composte di materia oscura – materia che non interagisce con il campo elettromagnetico – materia che è qui genera calore e quindi il vapore acqueo che appare a forma di nuvola. Alieni? Forse cittadini dell’universo come lo siamo noi. Per me le astronavi in cielo non sono la salvezza né una minaccia per il genere umano; sono la prova che abbiamo ignorato la Forza più possente della natura, l’unica che ci unisce agli infiniti mondi intelligenti e dimostra che la morte non esiste.
Io sono convinta che ci dobbiamo salvare da soli, dobbiamo ammettere che abbiamo dato credito e peso immeritato a un campo illusorio – quello electromagnetico, TV, cellulari, internet, etc. – e ignorato il lato luminoso della Forza, la Vita universale, che opera in modo speciale negli organismi in particolare quelli umani, dotati di postura verticale. Come mostro nel mio video - Le stelle cadranno dal cielo – la scomparsa della magnetosfera terrestre non è un pericolo per l’umanità. E’ la scomparsa dell’UTERO in cui siamo stati immersi per millenni, la Rivelazione che l’UNIVERSO è ORGANICO e INTELLIGENTE, ETERNO e INFINITO. E’ la RINASCITA di tutti gli umani che anelano a un mondo saggio, giusto e prospero, riconoscono l’evidenza che i limiti non esistono affatto.
Se vogliamo vivere la realtà reale che finora è stata invisible, nascosta dallo schermo, la “mela” o magnetosfera che finora ha avvolto il pianeta, dobbiamo usare il lato luminoso della Forza, la VITA Universale; è ciò che gli antichi chiamavano il “Fiume della Vita” e i fisici oggi “corrente neutra debole”, una forza nucleare possente e benefice, portata da un flusso imponente e invisibile di massicci messaggeri che i fisici hanno chiamato bosoni Z. Usare il lato luminoso della Forza significa riconoscersi e amarsi, agire in modo creare un mondo con amicizia e rispetto tra i popoli, senza confini e senza eserciti. Quindi ti invito a sentire la Forza, a renderti conto che non è spirito, né è solo il lato oscuro, cioè solo il campo elettromagnetico. Il Suo lato luminoso è ciò che non possiamo vedere, ma che possiamo sentire come intuizioni, sensazioni, previsioni, eros, creatività, innovazione, emozioni. Quindi credi in te stesso.
Fonte:
giovedì 12 settembre 2013
mercoledì 11 settembre 2013
L’IMPERATORE (DELLA FARSA) È NUDO
PEPE ESCOBAR
atimes.com
atimes.com
Non c’è niente di tragico nella Presidenza di B. Obama, capace di attrarre i talenti analitici di un neo-Plutarco o di un neo-Gibbon. Questa Presidenza è più una farsa pirandelliana, del tipo “Personaggio in Cerca di Autore”.
I candidati ad essere l’Autore sono ben noti – dalla lobby ebraica alla Casa di Saud, da una ristretta cerchia di industriali bellici ad una élite ancora più ristretta dell’alta finanza, gli unici e soli Padroni del Mondo. Il povero Barack è solo un numero, un funzionario dell’Impero, il cui repertorio decisionale non arriva neanche a stabilire in che modo sorridere ai fotografi.
Non c’è niente di tragico nel fatto che in questa settimana – che segna il 12° anniversario del 9/11 – questa Presidenza dovrà combattere per la sua credibilità di “attacco”, tentando di sedurre i falchi Repubblicani del Congresso statunitense, dato che la maggior parte dei guerrafondai pare siano.. Democratici!
I Repubblicani sono divisi tra il sostenere questo Presidente che a loro piace tanto odiare e dargli una bella lezione, e gli ordini di scuderia che gli arrivano dai loro “padroni”, al secolo l’American Israel Public Affairs Committee e le industrie belliche. E quindi, ancora una volta, una farsa, perché l’uomo che era stato eletto per porre fine a tutte le guerre, eccolo pronto ad iniziarne di nuove. E senza il voto delle Nazioni Unite.
In questa settimana di negoziati decisivi, la “strategia” della Casa Bianca si riduce a questo: convincere il Congresso statunitense che gli Stati Uniti devono iniziare una guerra contro la Siria per punire un “crudele dittatore” – anche questo ‘cattivo tanto quanto Hitler’ – che uccide i bambini con il gas. Le prove? “E’ un fatto indiscutibile”.
Dunque, non è un fatto “inconfutabile”. Non è neanche “oltre ogni ragionevole dubbio”. Come ha ammesso con espressione seria il Capo di Stato Maggiore dell’amministrazione Obama, Denis McDonough, si tratta di “…è una questione di senso comune, una percezione forte che prescinde dall’intelligenza e che ci suggerisce che il regime siriano abbia davvero compiuto queste azioni”.
Quindi, se davvero si tratta di “senso comune”, allora vuol dire che la truppa di sicofanti ancora non ha mostrato al suo presidente questo compendio di senso comune, redatto da un gruppo di dieci ex-alti funzionari dell’intelligence americana ad alta credibilità, che liquidano a priori qualsiasi prova venga fornita. Evocando una farsa di 12 anni fa, questo sembra essere un classico caso di “fatti incentrati sulla politica”.
E ad aumentare la farsa: qui non si parla solo di Siria, ma di un messaggio in codice all’Iran: “Se continuate a fare i furbi con noi, vi bombarderemo”.
AL SEGUITO DEI PLUTOCRATI
E poi c’è la farsa sulla “credibilità”. L’amministrazione Obama ha avvolto il mondo nella sua rete, insistendo sul fatto che la responsabilità della “linea rossa” spudoratamente tracciata dal presidente, è difatti una questione globale. Eppure quel “mondo”, dispettoso, non la bevono.
Non la bevono le “piazze” arabe, poiché ne colgono la profonda ipocrisia; questa smania di correre a “punire” il governo di Bashar al-Assad in Siria, mentre nei territori occupati della Palestina si continua a tollerare tutto quello che combina lo Stato segregazionista d’Israele.
Non la beve il mondo musulmano, perchè comprende che la demonizzazione si applica solo ai musulmani : Arafat – bin Laden – Saddam – Gheddafi e ora Assad. Mai avverebbe con la Junta militare di Myanmar, che è stata piuttosto furba nell’inscenare “un’apertura”. Il giorno appresso gli Occidentali facevano la fila per baciare l’orlo dei “longyis” birmani…
Non succederebbe mai con la dittatura di Islam Karimov in Uzbekistan, poichè “noi” abbiamo sempre bisogno di sedurlo, facendogli credere che è uno dei nostri, lontano da Russia e Cina.
Succede invece a volte con la dinastia Kim in Corea del Nord, ma senza conseguenze significative – perchè questi sono dei bastardi asiatici e potrebbero rispondere sul serio ad un attacco statunitense.
Non la beve l’opinione pubblica informata nei paesi in via di sviluppo, perchè guardando alla storia, comprende bene che a Washington non importa tanto il triste e prolungato spettacolo degli Arabi che uccidono altri Arabi o dei Musulmani che uccidono altri Musulmani. E ne è stata una prova lampante la guerra Iran-Iraq dal 1980 al 1988.
Al Gruppo dei 20 della scorsa settimana, il Gruppo BRICS di paesi emergenti – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – come anche Indonesia e Argentina, hanno dichiarato in modo inequivocabile che una guerra in Siria senza l’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite qualificherebbe Obama come criminale di guerra.
Persino tra i “fantocci” europei il sostegno alla Casa Bianca è condizionato. La tedesca Merkel e il “mastino” francese Hollande hanno detto che tutto deve avvenire nell’ambito delle Nazioni Unite.
L’intera Unione Europea vuole una soluzione politica. Va qui ricordato qui che l’Unione Europea di Bruxelles può emettere dei mandati d’arresto contro capi di governi europei colpevoli di crimini di guerra. E’ probabile che a Parigi qualcuno deve aver suggerito che non è il momento di sbattere in prigione nessuno.
”Il male”, come categoria politica, è qualcosa degna della morte cerebrale. Il punto centrale ora ruota intorno all’asse dei guerrafondai – Washington, Israele e la Casa di Saud. Riusciranno la lobby ebraica, la più discreta ma non meno potente Casa di Saud e i neo-conservatori alla “Ritorno dei Morti Viventi” a convincere il Congresso americano a dare il via alla loro guerra?
E poi c’è il caso sempre più strano di al-Qaeda – in pratica la denominazione araba di un database della CIA di mujaheddin addestrati da Stati Uniti/Pakistan/Sauditi negli anni ‘80: questo comodo spauracchio transnazionale che ha ‘legittimato’ una GWOT (Guerra Globale al Terrore) durante gli anni di George W. Bush; l’apertura di al-Qaeda a spostarsi in Iraq; e ora senza più neanche intermediari; la CIA e l’Amministrazione Obama che combattono fianco a fianco con al-Qaeda in Siria. Non c’è da sorprendersi se l’espressione “al-CIAeda” sia ormai così diffusa.
Nella sua personale Torre di Babele dove si accumulano farse dopo farse e dopo farse, la tanto vantata “credibilità” statunitense è in se stessa la più grande tra tutte le farse. Politicamente parlando, nessuno sa come si riuscirà a ricomporre questo quadro. Non sarà attraverso le Nazioni Unite. Non sarà attraverso i paesi BRICS. Non sarà con il G-20 – che è irrimediabilmente diviso; almeno ci sono più parti che hanno voce in capitolo nella vicenda, e non solo i soliti “fantocci” europei.
Si potrebbe fare molto per ristabilire la “credibilità degli USA” se l’Amministrazione Obama avesse il fegato di intimare alla Casa di Saud e al Qatar (“300 persone e una stazione televisiva”, nella famosa espressione del Principe Saudita Bandar Sultan – ovvero Bandar Bush) di porre fine alle loro attività di addestramento militare dei “ribelli” e degli irriducibili jihadis, ed accettare l’Iran al tavolo delle trattative per una vero e autentico nuovo processo di pace “Ginevra II” in Siria. Non accadrà, perchè questo andrebbe oltre la farsa.
Ancora una volta Barack si è dimostrato soltanto uno “strillone” impotente. I plutocrati al potere si stanno molto innervosendo. Il sistema sta crollando e devono agire al più presto.
Hanno bisogno di una Siria docile come le petrolmonarchie arabe.
Vogliono dare una bella lezione alla Russia – per poi discutere da una posizione di forza la difesa missilistica e l’influenza russa nell’Europa dell’Est.
Vogliono dare una bella lezione anche all’Iran e poi continuare, da una posizione di forza, a emettere ultimatum.
Vogliono agevolare un ennesimo tentativo di Israele di conquistare il sud del Libano (“E’ l’acqua! Idioti!” – frase famosa di Bill Clinton durante la sua campagna del 1992, con la quale sottolineava l’importanza primaria dell’acqua nel futuro dell’umanità – ndt).
Vogliono un gigantesco gasdotto che dal Qatar arrivi fino ai clienti europei bypassando Siria e Gazprom. Perché più che ad ogni altro argomento, qui tutto gira intorno al controllo delle risorse naturali e ai canali di distribuzione.
Queste sono delle motivazioni reali – e non hanno niente a che vedere con la farsa. La farsa viene inscenata solo per uccidere qualsiasi possibilità di una vera diplomazia e di un vero dibattito politico. La farsa è una maschera teatrale – come nell’imperialismo “umanitario” – una versione “accettabile” degli anni dominati da Dick Cheney.
Ed è come se Dick Cheney non avesse mai lasciato il palazzo; l’impacciato “strillone” Barack non è che Dick Cheney con un volto “umano”. L’unica cosa buona che nasce da questa tragicissima vicenda è che la “comunità internazionale”, di tutto il mondo, ha potuto vedere l’Imperatore nudo in tutta la sua gloria (farsesca).
I candidati ad essere l’Autore sono ben noti – dalla lobby ebraica alla Casa di Saud, da una ristretta cerchia di industriali bellici ad una élite ancora più ristretta dell’alta finanza, gli unici e soli Padroni del Mondo. Il povero Barack è solo un numero, un funzionario dell’Impero, il cui repertorio decisionale non arriva neanche a stabilire in che modo sorridere ai fotografi.
Non c’è niente di tragico nel fatto che in questa settimana – che segna il 12° anniversario del 9/11 – questa Presidenza dovrà combattere per la sua credibilità di “attacco”, tentando di sedurre i falchi Repubblicani del Congresso statunitense, dato che la maggior parte dei guerrafondai pare siano.. Democratici!
I Repubblicani sono divisi tra il sostenere questo Presidente che a loro piace tanto odiare e dargli una bella lezione, e gli ordini di scuderia che gli arrivano dai loro “padroni”, al secolo l’American Israel Public Affairs Committee e le industrie belliche. E quindi, ancora una volta, una farsa, perché l’uomo che era stato eletto per porre fine a tutte le guerre, eccolo pronto ad iniziarne di nuove. E senza il voto delle Nazioni Unite.
In questa settimana di negoziati decisivi, la “strategia” della Casa Bianca si riduce a questo: convincere il Congresso statunitense che gli Stati Uniti devono iniziare una guerra contro la Siria per punire un “crudele dittatore” – anche questo ‘cattivo tanto quanto Hitler’ – che uccide i bambini con il gas. Le prove? “E’ un fatto indiscutibile”.
Dunque, non è un fatto “inconfutabile”. Non è neanche “oltre ogni ragionevole dubbio”. Come ha ammesso con espressione seria il Capo di Stato Maggiore dell’amministrazione Obama, Denis McDonough, si tratta di “…è una questione di senso comune, una percezione forte che prescinde dall’intelligenza e che ci suggerisce che il regime siriano abbia davvero compiuto queste azioni”.
Quindi, se davvero si tratta di “senso comune”, allora vuol dire che la truppa di sicofanti ancora non ha mostrato al suo presidente questo compendio di senso comune, redatto da un gruppo di dieci ex-alti funzionari dell’intelligence americana ad alta credibilità, che liquidano a priori qualsiasi prova venga fornita. Evocando una farsa di 12 anni fa, questo sembra essere un classico caso di “fatti incentrati sulla politica”.
E ad aumentare la farsa: qui non si parla solo di Siria, ma di un messaggio in codice all’Iran: “Se continuate a fare i furbi con noi, vi bombarderemo”.
AL SEGUITO DEI PLUTOCRATI
E poi c’è la farsa sulla “credibilità”. L’amministrazione Obama ha avvolto il mondo nella sua rete, insistendo sul fatto che la responsabilità della “linea rossa” spudoratamente tracciata dal presidente, è difatti una questione globale. Eppure quel “mondo”, dispettoso, non la bevono.
Non la bevono le “piazze” arabe, poiché ne colgono la profonda ipocrisia; questa smania di correre a “punire” il governo di Bashar al-Assad in Siria, mentre nei territori occupati della Palestina si continua a tollerare tutto quello che combina lo Stato segregazionista d’Israele.
Non la beve il mondo musulmano, perchè comprende che la demonizzazione si applica solo ai musulmani : Arafat – bin Laden – Saddam – Gheddafi e ora Assad. Mai avverebbe con la Junta militare di Myanmar, che è stata piuttosto furba nell’inscenare “un’apertura”. Il giorno appresso gli Occidentali facevano la fila per baciare l’orlo dei “longyis” birmani…
Non succederebbe mai con la dittatura di Islam Karimov in Uzbekistan, poichè “noi” abbiamo sempre bisogno di sedurlo, facendogli credere che è uno dei nostri, lontano da Russia e Cina.
Succede invece a volte con la dinastia Kim in Corea del Nord, ma senza conseguenze significative – perchè questi sono dei bastardi asiatici e potrebbero rispondere sul serio ad un attacco statunitense.
Non la beve l’opinione pubblica informata nei paesi in via di sviluppo, perchè guardando alla storia, comprende bene che a Washington non importa tanto il triste e prolungato spettacolo degli Arabi che uccidono altri Arabi o dei Musulmani che uccidono altri Musulmani. E ne è stata una prova lampante la guerra Iran-Iraq dal 1980 al 1988.
Al Gruppo dei 20 della scorsa settimana, il Gruppo BRICS di paesi emergenti – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – come anche Indonesia e Argentina, hanno dichiarato in modo inequivocabile che una guerra in Siria senza l’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite qualificherebbe Obama come criminale di guerra.
Persino tra i “fantocci” europei il sostegno alla Casa Bianca è condizionato. La tedesca Merkel e il “mastino” francese Hollande hanno detto che tutto deve avvenire nell’ambito delle Nazioni Unite.
L’intera Unione Europea vuole una soluzione politica. Va qui ricordato qui che l’Unione Europea di Bruxelles può emettere dei mandati d’arresto contro capi di governi europei colpevoli di crimini di guerra. E’ probabile che a Parigi qualcuno deve aver suggerito che non è il momento di sbattere in prigione nessuno.
”Il male”, come categoria politica, è qualcosa degna della morte cerebrale. Il punto centrale ora ruota intorno all’asse dei guerrafondai – Washington, Israele e la Casa di Saud. Riusciranno la lobby ebraica, la più discreta ma non meno potente Casa di Saud e i neo-conservatori alla “Ritorno dei Morti Viventi” a convincere il Congresso americano a dare il via alla loro guerra?
E poi c’è il caso sempre più strano di al-Qaeda – in pratica la denominazione araba di un database della CIA di mujaheddin addestrati da Stati Uniti/Pakistan/Sauditi negli anni ‘80: questo comodo spauracchio transnazionale che ha ‘legittimato’ una GWOT (Guerra Globale al Terrore) durante gli anni di George W. Bush; l’apertura di al-Qaeda a spostarsi in Iraq; e ora senza più neanche intermediari; la CIA e l’Amministrazione Obama che combattono fianco a fianco con al-Qaeda in Siria. Non c’è da sorprendersi se l’espressione “al-CIAeda” sia ormai così diffusa.
Nella sua personale Torre di Babele dove si accumulano farse dopo farse e dopo farse, la tanto vantata “credibilità” statunitense è in se stessa la più grande tra tutte le farse. Politicamente parlando, nessuno sa come si riuscirà a ricomporre questo quadro. Non sarà attraverso le Nazioni Unite. Non sarà attraverso i paesi BRICS. Non sarà con il G-20 – che è irrimediabilmente diviso; almeno ci sono più parti che hanno voce in capitolo nella vicenda, e non solo i soliti “fantocci” europei.
Si potrebbe fare molto per ristabilire la “credibilità degli USA” se l’Amministrazione Obama avesse il fegato di intimare alla Casa di Saud e al Qatar (“300 persone e una stazione televisiva”, nella famosa espressione del Principe Saudita Bandar Sultan – ovvero Bandar Bush) di porre fine alle loro attività di addestramento militare dei “ribelli” e degli irriducibili jihadis, ed accettare l’Iran al tavolo delle trattative per una vero e autentico nuovo processo di pace “Ginevra II” in Siria. Non accadrà, perchè questo andrebbe oltre la farsa.
Ancora una volta Barack si è dimostrato soltanto uno “strillone” impotente. I plutocrati al potere si stanno molto innervosendo. Il sistema sta crollando e devono agire al più presto.
Hanno bisogno di una Siria docile come le petrolmonarchie arabe.
Vogliono dare una bella lezione alla Russia – per poi discutere da una posizione di forza la difesa missilistica e l’influenza russa nell’Europa dell’Est.
Vogliono dare una bella lezione anche all’Iran e poi continuare, da una posizione di forza, a emettere ultimatum.
Vogliono agevolare un ennesimo tentativo di Israele di conquistare il sud del Libano (“E’ l’acqua! Idioti!” – frase famosa di Bill Clinton durante la sua campagna del 1992, con la quale sottolineava l’importanza primaria dell’acqua nel futuro dell’umanità – ndt).
Vogliono un gigantesco gasdotto che dal Qatar arrivi fino ai clienti europei bypassando Siria e Gazprom. Perché più che ad ogni altro argomento, qui tutto gira intorno al controllo delle risorse naturali e ai canali di distribuzione.
Queste sono delle motivazioni reali – e non hanno niente a che vedere con la farsa. La farsa viene inscenata solo per uccidere qualsiasi possibilità di una vera diplomazia e di un vero dibattito politico. La farsa è una maschera teatrale – come nell’imperialismo “umanitario” – una versione “accettabile” degli anni dominati da Dick Cheney.
Ed è come se Dick Cheney non avesse mai lasciato il palazzo; l’impacciato “strillone” Barack non è che Dick Cheney con un volto “umano”. L’unica cosa buona che nasce da questa tragicissima vicenda è che la “comunità internazionale”, di tutto il mondo, ha potuto vedere l’Imperatore nudo in tutta la sua gloria (farsesca).
Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e di Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009).
Lo si può raggiungere a questo indirizzo: pepeasia@yahoo.com.
(Copyright 2013 Asia Times Online (Holdings) Ltd. All rights reserved. Please contact us about sales, syndication and republishing.)
Fonte: www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-03-090913.html
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63
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Fonte: www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-03-090913.html
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63
Il mistero irrisolto del dodecaedro romano: a che diavolo serviva?
I misteriosi reperti sono stati rinvenuti in ogni parte dell'Europa: dal Galles all'Ungheria, dall'Italia alla Germania. La funzione e l'utilizzo del dodecaedro romano rimangono un mistero, anche perchè non sono menzionati in nessun resoconto, cronaca o immagine dell'epoca romana.
C’è un piccolo oggetto antico di 2 mila anni che sta facendo impazzire gli archeologi di tutto il mondo e che non ne vuole sapere di svelare i suoi segreti. Si tratta del “Dodecaedro Romano”, nome attribuito ad una serie di piccoli oggetti cavi in bronzo o in pietra, composti da dodici facce pentagonali piane, ciascuna con un foro circolare di 8 centimentri al centro. Le dimensioni di questi enigmatici oggetti varia dai 4 agli 11 centimetri e si stima risalgano al II o III secolo d.C. Attualmente, tra collezioni private e musei, si conservano circa un centinaio di dodecaedri.
I misteriosi reperti sono stati rinvenuti in ogni parte dell’Europa: dal Galles all’Ungheria, dall’Italia alla Germania. La funzione e l’utilizzo del dodecaedro romano rimangono un mistero e tutti i tentativi di risolvere l’enigma sono andati a vuoto, anche perchè non sono menzionati in nessun resoconto, cronaca o immagine dell’epoca romana. Sono state avanzate le più svariate ipotesi sull’utilizzo del Dodecaedro Romano, dal porta candela al giocattolo, dall’osservazione astronomica al calcolo ingegneristico, dall’oggetto decorativo alla funzione religiosa. C’è anche chi ha avanzato ipotesi più esotiche, considerando la Teoria di Atlantide o l’ipotesi aliena, partendo da una semplice domanda: il misterioso dodecaedro è stato veramente creato e utilizzato dai romani, oppure è stato definito “romano” semplicemente perchè è stato rinvenuto nei siti che una volta facevano parte dell’Impero Romano?
Le ipotesi più semplici
Il Dodecaedro Romano non è menzionato in alcuna fonte antica, quindi, l’unico modo di procedere è avanzando delle ipotesi sul suo utilizzo. Sebastian Heath, professore presso l’Istituto per lo studio del mondo antico presso l’Università di New York, in un intervento su Fox News di qualche tempo fa, ammise di non avere nessuna idea precisa su cosa sia il dodecaedro. Partendo dallo spunto di Heath, i lettori di Fox News hanno avanzato le più svariate ipotesi.
C’è chi crede si tratti di un semplice campanello e chi di un porta candela. Qualcuno ha ipotizzato che, dopo averlo riscaldato, venisse utilizzato per massaggi rilassanti. Secondo un lettore, il dodecaedro potrebbe essere un giocattolo per bambini, o anche un semplice oggetto decorativo. Il prof. Heath è rimasto molto colpito dalla quantità di ipotesi, tutte potenzialmente valide, ma nessuna chiaramente definitiva.
Ipotesi militare
Una recente ipotesi è stata avanzata da John Ladd, un ingegnere in pensione, secondo il quale il dodecaedro era utilizzato dai romani per definire la geometria ottimale delle loro armi. Secondo l’ipotesi di Ladd, il dodecaedro veniva immerso in un fluido, al fine di migliorare la progettazione e la fabbricazione dei proiettili per le fionde. Secondo la complessa teoria dell’ingegnere, grazie alla Spinta di Archimede, i romani erano in grado di determinare la deviazione della traiettoria dei proiettili. Tutta la teoria, con relativi schemi e disegni, è presentata a questo indirizzo. Va detto, però, che non sempre i dodecaedri sono stati rinvenuti in siti militari o campi di battaglia. L’ipotesi non tiene conto che gli oggetti sono stati trovati anche nei pressi di semplici abitazioni.
Ipotesi ingegneristica
Amelia Carolina Sparavigna, del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia, al Politecnico di Torino, in un interessante articolo ha ipotizzato che il dodecaedro servisse come strumento per misurare le distanze, soprattutto per il rilevamento e a scopo militare. L’articolo dove vengono spiegati i principi di ottica geometrica sottostanti a questa ipotesi lo trovate su arXiv (in inglese) e nel sito del Politecnico in traduzione italiana.
Ipotesi astronomica
Nonostante la storiografia non ci consegni una grande passione, da parte dei romani, per i moti celesti e l’osservazione astronomica, qualcuno ha ipotizzato il contrario. Nel 2010, Sjra Wagemans, della DSM Research, ha proposto una nuova teoria che assegna una funzione astronomica a questi oggetti. Wagemans ha usato una copia di bronzo di un dodecaedro per vedere se era possibile determinare gli equinozi di primavera e in autunno. Secondo Wagemans, il dodecaedro è un oggetto legato al ciclo agricolo, sofisticato e semplice al tempo stesso. Esso era usato per determinare senza un calendario, il periodo più adatto durante l’autunno per la semina del grano. Ed avere un buon raccolto era di vitale importanza per le legioni romane situate in regioni lontane da Roma. Ciò che è notevole è che Wagemans abbia usato un approccio sperimentale, nel testare il dispositivo su un periodo di alcuni anni e in diversi posti a diverse latitudini.
Ipotesi esotiche
Come si è visto, le ipotesi sono tante e non è facile seguire una traccia univoca. Altre ipotesi sono state avanzate anche dai teorici degli Antichi Astronauti, secondo i quali il dodecaedro è ciò che rimane di uno strumento tecnologico molto più complesso e che, probabilmente, i romani nemmeno conoscevano. Forse, gli abitanti dell’antica Roma si sono trovati tra le mani oggetti che non comprendevano, risalenti ad un remoto passato e che sono stati accolti dalla cultura romana utilizzandoli nella maniera più disparata, dal porta candela alla decorazione.
Alcuni studiosi indipendenti, hanno avanzato l’idea che il dodecaedro possa rappresentare un simbolo sacro per i Druidi, antichi sacerdoti che animavano il culto degli antichi dei che una volta abitavano il pianeta. In questo caso, il dodecaedro potrebbe rappresentare il legame dell’uomo moderno con l’antica conoscenza di visitatori alieni entrati in contatto con i nostri antenati. Ovviamente, si tratta di ipotesi estremamente esotiche, ma visto che manca una spiegazione ufficiale condivisa, in questa fase ogni teoria ha diritto di cittadinanza, in attesa di smentita, naturalmente.
Fonte:
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Karen Hudes, sotto, ha lavorato per ben 20 anni presso la Banca Mondiale e ha confermato che le famiglie dei banchieri centrali possiedo...