giovedì 31 gennaio 2013

Robert Dean Congresso ET Contact (italiano)

Il Sergente Maggiore di Commando in ritiro Robert O. Dean racconta una storia che presenta abilmente un messaggio sorprendente e convincente ad un tempo: noi non siamo soli su questo pianeta, né lo siamo mai stati. Spinto dalla necessità di condividere la scoperta di un documento classificato al più alto livello di segretezza, documento cui egli ha avuto accesso nel corso della sua carriera militare, Robert Dean ha perseguito il proprio obiettivo di informare il pubblico sul rapporto tra la vita extraterrestre ed il governo americano. Essendo una delle rare persone a possedere informazioni di prima mano sulle relazioni del suo governo con una forma di vita extraterrestre, Robert Dean riferisce il contenuto del rapporto del 1964 intitolato: “Una valutazione: un’analisi della minaccia potenziale alle forze alleate in Europa” (“An Assessment: An Evaluation of a Possible Threat to Allied Forces in Europe”), uno studio militare della NATO, che ha riconosciuto ed esaminato le implicazioni della presenza extraterrestre sulla Terra.



Robert Dean Congresso ET Contact (italiano) di Ed_Isthar_Luna-Sol

mercoledì 30 gennaio 2013

Alan Watt: Scioccare e Sorprendere – La Manipolazione della Psiche Umana (parte3)




Vi fornirò un esempio in grado di indicare quanto la televisione fosse fondamentale, per mostrare quanto importante fosse averla in ogni singola abitazione delle persone comuni. Ora, in numerosi paesi dell’Europa, ad esempio, già a partire dagli anni ’50 e ’60, e vi fornirò l’esempio della Gran Bretagna. La classe lavoratrice non aveva accesso alle carte di credito. Non era possibile ottenere carte di credito. Non era possibile ottenere prestiti bancari a meno che non si ricorresse a garanzie che fungessero da collaterale. Quindi, si parlava di una capacità di reddito fondamentalmente fissa, non c’era denaro extra se non quello per l’affitto, il cibo, e poco altro, magari gli abiti per i bambini. Si aveva a disposizione l’essenziale, non c’era la possibilità di avere denaro extra a disposizione da spendere per beni di lusso. E non c’era la possibilità di ottenere credito. 

Eppure il governo britannico, esattamente come ha fatto il governo cinese due anni fa, fissò regole per cui diveniva necessario per ogni abitazione in Gran Bretagna avere a disposizione un televisore. E come operarono in questa direzione? Realizzarono un’eccezione, rispetto a tutte le cose di cui magari la gente aveva davvero bisogno, davvero bisogno, stabilirono una singola eccezione. Permisero la creazione di compagnie orientate alla concessione di crediti, che erano autorizzate a fare il giro delle abitazioni ogni settimana e a raccogliere mezza corona, o 5 scellini, o quale che fosse la cifra esatta, al fine di permettere l’acquisto di un televisore usato. 

Il governo britannico strinse un accordo con gli Stati Uniti d’America per acquistare televisori usati, che furono quindi riassemblati per essere poi venduti alla classe lavoratrice di tutta la Gran Bretagna, come ho detto, desideravano ci fosse un televisore in ogni casa. Ora, da quando esattamente il governo si preoccupa di quanto la gente sia felice quando si trova a casa propria? Insomma, doveva necessariamente esserci qualche altra ragione per giustificare tale intervento. E naturalmente la classe lavoratrice si mosse prontamente per avere un ‘DER’. DER era il nome della compagnia che fu incaricata di diffonderli in tutta la Gran Bretagna, e questi personaggi si presentavano ogni fine settimana per raccogliere questa mezza corona, o questi 5 scellini, e improvvisamente, e questo lo ricordo bene, dato che sono cresciuto in una delle ultime aree del paese che hanno ricevuto i televisori, si trattava di una vera e propria regione abitata dalla classe lavoratrice.

Mi ricordo, ed ero alto così, che venivo accompagnato dai miei genitori al parco locale nei fine settimana, e incontravamo dozzine, e dozzine, e dozzine di altre coppie lungo la strada anch’esse con i loro bambini. Quando giungevamo al parco, che era in un vallata, c’erano circa 1000 o 1500 coppie sull’erba nella vallata, ed era lì che ogni cosa veniva discussa: politica locale, politica nazionale, questioni riguardanti i sindacati del settore minerario, eccetera. E tutti avevano la possibilità di incontrare tutti, di incontrarsi con i compagni di scuola e tutto il resto. Quel sistema funzionava così da centinaia di anni. Centinaia di anni in cui le persone si erano comunicate pensieri, sentimenti reali, questioni che davvero avevano importanza per la propria vita e per quella della propria comunità, gli uni con gli altri, tramite conversazioni. Quando si presentò sulla scena la TV, ed io ero ancora alto così, nel giro di un mese, potevo scendere fino alla vallata nei fine settimana, e dico nessuno, ma dico proprio nessuno, era più lì.

Letteralmente era andata distrutta in un attimo la socializzazione e l’interazione tra le persone, e la tradizione stessa di scambiarsi i propri punti di vista, fornirsi l’uno con l’altro notizie, aiutarsi l’uno con l’altro, aiutare chi fosse malato, tutta una serie di questioni, tutti si aiutavano l’uno con l’altro, ma da allora in avanti, potevi passare roseto, dopo roseto, dopo roseto, di queste case rurali, che erano state in effetti addossate l’una all’altra, e l’unica cosa che notavi di notte era lo ‘sfarfallio’ (flickering) di quella luce blu dalle finestre, e quella rappresentò la fine, rappresentò la fine delle vere comunità. E si verificò nel giro, diciamo, di un mese. Il ‘flicker rate’ (frequenza dei fotogrammi) di un televisore è molto, molto importante. E’ stato calibrato per essere di un certo numero di cicli al secondo, un numero che guarda caso ricalca esattamente quello delle onde cerebrali che determinano lo ‘stato alfa’. Quando il nostro cervello vede quelle immagini tramite i nostri occhi, noi adottiamo quel ‘flicker rate’ al livello della nostra mente, e quindi precipitiamo in un profondo ‘stato alfa’. Fate caso ai bambini, e alle loro bocche. Le tengono aperte. Non riescono neppure ad ascoltare i propri genitori che gli parlano.

Sono in effetti ipnotizzati. Perchè mai hanno adottato appunto quello specifico ‘flicker rate’? Quando avrebbero potuto scegliere tra una vastissima serie di possibili ‘flicker rate’ (frequenze di fotogrammi). Non era essenziale utilizzare esattamente quella. Quindi fu adottata con un proposito, fu stabilita affinchè si dimostrasse ipnotica, la televisione doveva essere utilizzata come uno strumento di propaganda, e di indottrinamento, magari con il mascheramento di ‘intrattenimento’, e così via. E contribuì effettivamente a creare una nuova società, perchè rappresentava in effetti l’avanguardia, come ho detto, che aveva il compito di portare la ‘rivoluzione sessuale’ tramite il genere drammatico, tramite brevi documentari, la fiction, e la non-fiction, tutto combinato insieme. Tutto questo ci ricorda nuovamente Platone: il pubblico vedeva ciò che era previsto che vedesse. E bisogna anche comprendere che tale innovazione fu elaborata per dimostrarsi efficace tenendo conto dei diversi target relativi all’età, per ogni target riferito all’età. Ogni gruppo, di ogni età, doveva ricevere i propri aggiornamenti, anche i più anziani, affinchè sviluppassero un nuovo modo di pensare, e conclusioni a questa assimilabili.

Ma l’obiettivo principale restavano comunque i giovani, se fate riferimento ad uno dei maggiori esperti di propaganda a livello mondiale, ovvero Jacques Ellul, che ha scritto estensivamente a proposito della maniera in cui la mente opera, e la maniera in cui tutto l’intrattenimento, come egli stesso ha affermato, che sia legato a programmazioni finanziati da ‘reti governative’, e che veda come protagonisti la polizia, le storie di detective, le serie che vedono i detective come protagonisti, contenga elementi drammatici riferibili ad esseri umani come una sorta di esca, con i quali lo spettatore tende a identificarsi, per far sì che lo spettatore segua l’intera storia. Il bambino viene rapito, il detective dà il via alle ricerche, attraversa l’inferno o anche le fiamme per portare quel bambino a casa, e lo spettatore tende ad identificarsi con l’eroe, se è un maschio, mentre si identifica con l’eroina se è una donna, e quella è l’esca per farti seguire quello spettacolo, ma ciò che egli affermò nello specifico è che ogni rappresentazione drammatica che abbia a che fare con la polizia, o l’ambito militare, anche nei film, sia pura propaganda. Pura propaganda.

L’elemento umano presente nella trama è semplicemente l’esca che ti stimola a guardare quel film, per far sì che tu ti identifichi con i personaggi in esso presentati. Perchè, lo ripeto di nuovo, c’è sempre un messaggio, sistemato chissà dove nel film, e magari potrebbe anche trattarsi di un messaggio che va contro il tuo tipico atteggiamento morale. Potrebbe trattarsi magari di questo poliziotto a cui capita di andare a letto con questa donna bellissima, mentre sua moglie è a casa, e tutto fa parte della storia, e neppure ti viene spiegato il perchè l’abbia fatto, magari si sentiva un pò giù quel giorno, e bla, bla, bla. E quindi lo spettatore ha appena subito un’alterazione del proprio punto di vista, a proposito di come lui, lui stesso si sarebbe potuto comportare in quella stessa situazione, e in qualche maniera può portarti a pensare che alla fine una cosa del genere possa essere giustificabile. Questa è la maniera in cui si viene riforniti di messaggi tramite l’intrattenimento. Quest’ultimo ha sempre la funzione di alterare, e dirigere, e comunque ha la funzione di aggiornare, aggiornare nel senso che si tratta di un ulteriore passo nella direzione di una specifica cultura che è utile implementare nell’interesse di ‘altri’.

Parliamo dell’effetto degli ‘stati-alfa’ prima di tutto. Ci sono stati recenti articoli, di cui si è parlato anche in numerose trasmissioni, relativi a numerosi studi scientifici, i quali dimostrano che, anche quando si spegne il televisore, sia possibile restare in uno ‘stato alfa’ per circa 45 minuti/1 ora, o anche più a lungo, dipende da quanto tempo l’hai guardata. Con l’avvento dell’Alta Definizione (HD) – di nuovo, perchè mai il Presidente di un paese dovrebbe imporre che tutti i televisori siano ad Alta Definizione (HD)? Accade forse perchè si preoccupa così tanto del benessere di chi li guarda? C’è davvero qualcuno che si preoccupa di questo se non lo fai tu? O ci sono altre ragioni che si nascondono dietro tutto questo? Allora, io sono certo che gli effetti dei vecchi ‘flicker rate’ saranno comunque incorporati nei nuovi televisori, ma magari ulteriormente potenziati, per condurti ad uno ancor più profondamente ipnotico. Come fai a risvegliare un soggetto che è dipendente dalla televisione? Non si può, risposta molto semplice.

Non puoi ricevere i tuoi quotidiani lavaggi del cervello – che stanno letteralmente by-passando la coscienza dello spettatore – non puoi assorbire quel materiale ogni giorno, e poi cercare di renderti conto delle cose e di imparare allo stesso tempo. Io conosco casi di persone che si sono allontanate completamente dalla televisione, e che sono finiti in depressione, perchè la loro intera routine ne è risultata compromessa. Le persone amano avere del tempo per sè stessi, e anche quello è un formidabile strumento di controllo, ricordiamo anche che se si sottrae ad una persona il tempo che dovrebbe avere per pensare a sè stessa – c’è chi potrebbe dire, ora leggerò un libro, o studierò qualcosa – e se gli sottrai quel tempo, e li sistemi a mesmerizzarsi di fronte a un televisore, a quel punto sei in grado di mantenerli nell’idiozia, instupiditi, compiacenti, e pronti ad allinearsi alle necessità del sistema. Ho sempre consigliato alle persone, nel caso abbiano a che fare con soggetti che amano guardare la TV, anche perchè è molto semplice comprendere come siano messi a livello mentale, psicologico, e nella comprensione effettiva delle questioni.

Basta porgli alcune semplici domande, e se cominciano a darvi risposte di carattere ‘televisivo’, passate oltre, semplicemente passate oltre, e se invece notate un barlume delle proprie effettive opinioni che si manifesta, ciò può indicare la possibilità che sia possibile avere uno scambio effettivo con loro, ma non si può pretendere, insomma, la televisione dovrebbe essere classificata come una droga. Ogni dipendenza dovrebbe essere vista come una dipendenza, la televisione rappresenta una possibile dipendenza, le persone guardano in media 4 o 5 ore di televisione al giorno. I principali psicologi, ed addirittura le Nazioni Unite, hanno pensato alla possibilità di utilizzare la televisione per la creazione di una nuova cultura per i bambini. Quante persone sanno che tutte le agenzie governative, o i dipartimenti, tutti i governi del mondo fondamentalmente, hanno dipartimenti della cultura che assumono creatori di cartoni animati e li pagano per realizzare cartoni animati che incorporino le ultimissime novità del ‘politically correct’, che magari trattano dell’ambiente, dei rifiuti, di adulti che si comportano male, e che distruggono il pianeta grazie al livello dei loro consumi, eccetera.

Quante persone si rendono conto che una volta sistemato un bambino di fronte a questioni del genere, ad essi venga fatto effettivamente il lavaggio del cervello, in maniera scientifica, e che questi cartoni animati siano stati creati da esperti per instillare messaggi in questi bambini che vanno ad impiantarsi nelle loro giovani menti, messaggi che vengono fissati nelle loro giovani menti per sempre, per il resto delle loro vite, e tutto ciò avviene su base quotidiana, e si può arrivare fino ai racconti che vengono letti ai bambini, anch’essi vengono creati appositamente per i bambini, tutti questi messaggi vengono incorporati in questi ultimi, tutto pagato grazie a contributi governativi a beneficio di autori e scrittori. Bisogna letteralmente gestirlo con la massima attenzione, è uno degli strumenti (la televisione) più insidiosi che possa essere utilizzato. Rappresenta anche un pericolo in riferimento al fatto che, perchè credete che il governo fornisca licenze a specifiche stazioni televisive?

Nel caso tu sia un produttore indipendente, una stazione TV indipendente, e tu abbia intenzione di diffondere questo genere di informazioni, non riceverai affatto alcuna licenza. Devi essere autorizzato e ‘politically correct’. Con una massa infinita di cose da fare e da non fare, che sei tenuto a rispettare se vuoi che ti venga concessa una licenza. E sarai inoltre soggetto a controlli, periodicamente, per essere certi che tu stia proponendo esattamente le questioni di cui sei autorizzato a parlare. Se vuoi dare consigli alle persone sulla televisione, ed è possibile farlo effettivamente, tu stesso devi addestrarti. In quale maniera guardare la televisione? Se riesci a non farti mai coinvolgere, a osservare lo svolgersi della storia, a guardare il film, ma a non farti coinvolgere, perchè c’è sempre qualche spunto, un’esca che ha il compito di attirarti, un elemento della trama, o altro, che tende a sedurti, può trattarsi del personaggio maschile in compagnia di questa bellissima donna, che, alla fine, dopo aver attraversato l’inferno, per liberare un bambino, o quale che sia l’episodio specifico, magari per salvare il mondo – tuttavia, se riesci ad evitare di perderti, di farti coinvolgere a livello emotivo, e studi il film stesso, mentre sei impegnato a guardarlo, puoi cominciare ad apprendere le tecniche che sono state utilizzate nel film stesso, quello può costituire un grande elemento di consapevolezza da acquisire.

Se puoi farlo tu stesso, puoi poi insegnare ad altre persone come fare, studiando effettivamente ogni elemento che ti venga presentato, e ciò che scoprirai è che, anche se ciò che stai guardando è un semplice documentario, ti renderai conto di come questi stessi documentari vengano strutturati per formare la tua opinione, e spesso si tratta di elementi molto convincenti, senza fornirti i fatti specifici che portano a quelle conclusioni, o anche evitando di fornirti i fatti essenziali relativi a quelle conclusioni, eccetera. Cerca di imparare come analizzarli e riflettere criticamente mentre li stai guardando, e tenta di mostrare ad altri questa tecnica. Un buon esempio è sedersi con qualcuno, a cui piace guardare un bel film, un film che ha già visto in precedenza, e quindi provare a sottolineare tutte quelle parole, quegli slogan, quelle frasi ‘politically correct’ che nel film sono state surrettiziamente inserite, e mostrargliele, mostrare la maniera in cui è stato fatto, in quella maniera può anche essere divertente studiare la televisione, appuntandosi tutti gli elementi di cui possono non essersi resi conto, ma che sono stati impiantati a livello subconscio nella loro mente, perchè questa sorta di impianti, questi ‘impianti’ a livello subconscio tenderanno a trasformarsi nelle sue opinioni, e lui potrebbe non sapere mai in quale maniera sia giunto a quelle conclusioni.

Non ricorderanno se sia legato ad un particolare documentario, o a un particolare film, o ad altro. Quindi potrebbe anche essere divertente, quello è uno dei lati positivi della questione, e si può illustrare a chiunque come fare questo. Per quanto riguarda internet, la prima persona a fare ad essa esplicito riferimento, che io sappia, almeno pubblicamente, fu comunque questo grande maestro, Brzezinski, nel libro ‘Between Two Ages’, nei primi anni ’70, affermò: ‘a breve, uno specifico sistema sarà fornito al pubblico, orientato alla comunicazione di massa, che porterà a mutamenti rivoluzionari, a una rivoluzione in grado di trasformare la società’. Ma egli fece anche riferimento, e sottolineò il fatto, che sarebbe stato adeguatamente regolamentato, e fece inoltre riferimento al fatto che coloro i quali fossero stati incaricati della sua implementazione avrebbero dovuto impegnarsi a non perderne mai il controllo, ovvero il controllo su internet, anche perchè, fondamentalmente, la conoscenza è potere. La conoscenza è sempre stata potere, questa è la ragione per cui nel corso di tutta la storia, le effettive macchinazioni del governo non sono mai state riferite al pubblico. Il vero potere deriva dalla comprensione e dall’avere tutte le informazioni relative a una data questione. Per cui, internet doveva essere fornita al pubblico con altre intenzioni. Inizialmente era per far sì che tutti la utilizzassero.

Ora, qual’era il vero obiettivo dell’elite? Qual’era effettivamente il loro punto di vista sulla questione? Loro volevano che le persone divenissero talmente dipendenti da internet da non potere più farne a meno. Ora ci stiamo accorgendo del fatto che esistano settori nel mondo degli affari che effettivamente non possono farne a meno, che non possono neppure immaginare di tornare alla carta e alla penna, e alla creazione di archivi giganteschi e questioni assimilabili. Per i giovani, che rappresentavano la generazione che più intendevano prendere di mira, loro si accertarono, e quella era l’unica cosa che sapevo, a proposito di internet, dai media…

Traduzione: Heimskringla
Sottotitoli: moksha75ar


Fonte: 

sabato 26 gennaio 2013

Si può guarire dall’autismo! Parola del dottor Tinus Smits


Marcello Pamio per www.disinformazione.it - 21 gennaio 2013
Oggi, nel Terzo Millennio, un bambino nato ogni 100 è autistico!
Una vera e propria pandemia in crescita esponenziale, che in alcuni stati raggiunge addirittura numeri allarmanti, interessando 1 bambino ogni 50-80 nati.
L’autismo è un disordine neurologico dello sviluppo, e siccome è considerato “incurabile” dalla medicina allopatica, ai genitori non resta che la disperazione.
Ed ecco un libro scritto da un medico omeopata olandese, che invece porta un po’ di luce nella tenebra, da una qualche speranza parlando senza mezzi termini anche di guarigioni.
Con questo non si vuole illudere nessuno, soprattutto i genitori, anche se ci sono numerosi casi di bambini guariti: lo scopo di questo articolo-intervista, è far conoscere una strada, un percorso terapeutico, che sta dando risultanti straordinari.
Una strada che da speranza.
Questa è una intervista molto particolare perché, ahinoi, il dr. Tinus Smits, autore del libro “Autismo. Oltre la disperazione” (edizioni Salus Infirmorum), è morto due anni fa.
Nonostante questo intoppo, ho ritenuto così importante far conoscere la sua opera, che ho deciso di preparare una serie di domande e risposte, dove queste ultime, sono state estrapolate direttamente dal suo libro e dal materiale pubblicato nel sito ufficiale gestito dai colleghi medici che ancora oggi portano avanti il suo lavoro www.cease-therapy.com.
Dopo questa intervista, per completare il quadro, ho chiesto aiuto al dottor Roberto Gava, medico tossicologo, farmacologo e omeopata di Padova che, oltre ad avere curato la revisione scientifica del libro in oggetto, ne ha scritto anche la prefazione.
Dottor Tinus SmitsD: Gentile dottor Tinus Smits quando è iniziato il suo interesse verso l’autismo?
R: Il mio interesse verso l’autismo è scaturito dalle prime esperienze di disintossicazione di bambini danneggiati dai vaccini pediatrici.
Molti disturbi comportamentali - quando si otteneva la disintossicazione dai vaccini - scomparivano completamente.
Ho visto nella mia pratica clinica che disturbi dell’attenzione (ADD), iperattività (ADHD), alterazioni dell’umore e aggressività erano spesso correlati alle vaccinazioni pediatriche. E quando effettuavo la disintossicazione dai vaccini ricevuti, si ottenevano miglioramenti incredibili e anche vere e proprie guarigioni.
D: Quando è giunto alla incredibile e straordinaria conclusione che l’autismo si può curare? E soprattutto, secondo lei quali sono le cause dell’autismo?R: Sono giunto a tale conclusione dopo aver usato la terapia C.E.A.S.E. in più di 300 persone affette da autismo ai diversi livelli di gravità.
La mia esperienza mi ha portato a dedurre che l’autismo è una patologia ad eziologia multifattoriale. Tra queste cause, secondo la mia esperienza, il 70% è da imputare ai vaccini, il 25% alla somministrazione di farmaci o di altre sostanze tossiche, soprattutto durante la gravidanza, e il 5% è causato da patologie organiche.
L’autismo, quindi, è determinato da un accumulo di differenti sostanze tossiche, ma anche da traumi. Dirò di più: l’autismo non è il risultato di un danno permanente del tessuto cerebrale, è soltanto un blocco che rende impossibile il normale e corretto funzionamento del cervello stesso. L’autismo, quindi, non è una patologia fisica, ma è una patologia da squilibrio del normale funzionamento cerebrale, uno squilibrio reversibile!
D: Ha parlato di Terapia C.E.A.S.E.: cosa significa esattamente?R: Letteralmente, in italiano C.E.A.S.E. Therapy (Complete Elimination of Autistic Spectrum Expression) significa “Completa Eliminazione delle Espressioni dello Spettro Autistico”. Questa terapia - quando si sospetta che una determinata sostanza chimica abbia contribuito o sia la causa principale dello sviluppo dell’autismo - consiste nell’impiego di questo stesso prodotto tossico in diluizioni omeopatiche.
D: Lei sta dicendo che se la causa dell’autismo è stata per esempio il vaccino trivalente M.P.R. (Morbillo-Parotite-Rosolia), lei somministrerà a quel bambino il vaccino M.P.R. omeopatizzato? Ho capito bene?R: Esatto. Questa metodica è conosciuta in omeopatia come Isoterapia.
L’Isoterapia consiste nell’utilizzare quella sostanza (resa omeopatica grazie a specifici processi di diluizione e succussione) che in una determinata persona ha causato un danno tossicologico.
Per capire come agisca la disintossicazione, dobbiamo considerare che le malattie non sono solo provocate da sostanze come batteri, virus, funghi come crede la medicina convenzionale, ma che OGNI sostanza può lasciare un’impronta nel campo energetico di una persona.
D: In pratica, il prodotto Isoterapico specifico andrebbe a cancellare l’impronta energetica della sostanza che ha causato il danno?R: Proprio così. Una volta cancellata l’impronta energetica, la guarigione è una spontanea conseguenza.
A questo punto però va ricordato che queste impronte energetiche non derivano solo da un danno diretto e fisico alla persona, come le vaccinazioni, una malattia, i traumi emotivi ecc., ma possono anche essere trasmessi dai genitori al feto. Ecco perché è importantissimo lo stile di vita della donna in gravidanza…
D: Quali sono le potenze omeopatiche utilizzate nella Isoterapia?R: Se abbiamo il dubbio che un determinato vaccino, farmaco o sostanza chimica abbia provocato un danno (come l’autismo, ma non solo questo), possiamo somministrare il vaccino, il farmaco o la sostanza chimica incriminata alle seguenti potenze: 30ch, 200ch, 1M e 10M.
D: Come si fa a capire se il rimedio somministrato è quello corretto?R: E’ importante osservare attentamente le reazioni del bambino. Se un vaccino o un altro farmaco hanno effettivamente causato un danno al bambino, ci saranno delle reazioni molto significative al trattamento isoterapico (omeopatico).
Il bambino, per esempio, potrebbe sperimentare un’altra volta gli stessi sintomi che ha avuto quando ha ricevuto per la prima volta quel vaccino e/o farmaco. Si può avere una secrezione mucosa da naso, orecchi, occhi e/o gola, ma anche diarrea, urine torbide e di cattivo odore, sudorazione, eruzioni cutanee e febbre.
Queste importantissime eliminazioni non dovrebbero mai essere trattate (cioè soppresse farmacologicamente), perché fanno parte del processo fondamentale di guarigione.
D: Cosa può consigliare alle persone che stanno leggendo questo articolo?R: In base alla mia comprensione di come si sviluppa l’autismo, è di grande importanza evitare OGNI farmaco in gravidanza e nei primi due anni di vita del bambino. Il feto e il neonato non sono in grado di metabolizzare in modo adeguato le sostanze tossiche. Perciò i bambini non dovrebbero essere vaccinati, almeno nei primi anni di vita, mentre dobbiamo fare in modo che crescano nel modo più sano possibile.
D: Quanto importante è lo stile di vita in generale e l’alimentazione in particolare?R: Una dieta sana e corretta dovrebbe contemplare l’apporto di acidi grassi polinsaturi (Omega-3 e Omega-6), perché essi svolgono un ruolo fondamentale nella formazione e nel buon funzionamento del cervello, ma anche un ruolo nel conseguimento di una normale salute mentale ed emozionale.
Dovremmo eliminare tutte le sostanze tossiche come il glutammato monopodico e lo zucchero.
Il glutammato, per esempio, fa aumentare di 3 volte l’insulina prodotta dal pancreas e crea una dipendenza enorme perché spinge le persone a mangiare di più. Anche lo zucchero raffinato produce sia dipendenza, che stress ossidativo e alimenta la crescita di un lievito onnipresente nei bambini autistici: la Candida Albicans. La Candida è responsabile di un’ampia gamma di disturbi, tra cui il malassorbimento intestinale di vitamine e minerali.
D: Può dirci qualcosa di più sui pericoli dello zucchero raffinato?R: Intorno al 1900, usavamo solo un chilogrammo di zucchero supplementare a persona ogni anno. Oggi, usiamo in media 70 kg di zucchero raffinato a persona.
Tutti i bambini, autistici, con problemi di comportamento (ADHD), i bambini aggressivi, ecc. dovrebbero eliminare completamente lo zucchero dal loro regime alimentare.
Il solo zucchero che il corpo può digerire è il glucosio. Perciò tutti gli altri zuccheri che entrano nel corpo devono essere prima cosa trasformati in glucosio. Questo processo è possibile soltanto grazie a degli enzimi prodotti dal corpo.
I disaccaridi come lo zucchero da barbabietola, il saccarosio, il lattosio, l’iso-maltosio e i polisaccaridi non possono essere assorbiti nell’intestino tenue ed entrano quindi nel colon dove nutrono batteri ‘zucchero-dipendenti’, che a loro volta proliferando, alterano l’equilibrio degli utili e indispensabili batteri dell’apparato digerente. Questi batteri che si nutrono di zuccheri entrano in massa nell’intestino tenue e causano irritazione intestinale (tra cui malassorbimento), che provoca la produzione di muco, con funzione protettiva, e diarrea. I disaccaridi non entrano in contatto con le cellule del colon deputate all’assorbimento e diventano cibo per batteri che si nutrono di zucchero (funghi ma non solo).
D: Cos’è e quanto è importante la metallotioneina?R: E’ una proteina e rappresenta la nostra prima linea di difesa contro i metalli pesanti.
E’ presente nella bocca, nello stomaco e in grandi quantità nell’intestino.
Se è presente in quantità sufficienti nell’intestino, i metalli pesanti come mercurio, alluminio o il piombo si legano a questa proteina scambiandosi con lo zinco!
Anche gli enzimi che metabolizzano la caseina e il glutine hanno bisogno, per il loro funzionamento, dello zinco. Perciò una carenza di metallotioneina porterà una carenza dell’enzima che scompone caseina e glutine.
Se la proteina metallotioneina non funziona per una mancanza di zinco, il mercurio, piombo o alluminio e altri metalli pesanti finiscono nel sangue e quindi anche nel cervello!
Non solo, ma la metallotioneina protegge anche dalle infezioni intestinali – diffusissime nei bambini autistici - e contrasta la Candida e gli altri funghi.
Secondo il Pfeiffer Institute, una metallotioneina mal funzionante spiegherebbe perché i maschi sarebbero più propensi a sviluppare l’autismo quattro volte più delle femmine. Le femmine infatti sarebbero più protette dalle sostanze tossiche esterne perché gli estrogeni e il progesterone stimolano la produzione di metallotioneina.
D: Anche se è evidente dalle sue risposte: cosa pensa dei vaccini pediatrici?R: Il problema dei metalli pesanti nei vaccini è enorme.
I metalli pesanti, come alluminio e mercurio, iniettati tramite i vaccini, superano le barriere di difesa del nostro organismo e intossicano il corpo direttamente.
Tali metalli, bypassando la metallotioneina, possono entrare direttamente nel cervello, nonostante la barriera emato-encefalica che protegge.
A tutto questo, vanno aggiunti i metalli che entrano nell’organismo tramite l’alimentazione, l’aria e l’acqua. L’apporto giornaliero di mercurio presente nel cibo, sempre secondo il Pfeiffer Institute, è di circa 20 mcg (microgrammi) e se i denti sono otturati con amalgama, viene ceduto all’organismo molto mercurio ogni giorno (1mcg/giorno per una amalgama vecchia, e fino a 450mcg/giorno per una amalgama recente).
Per i vaccini posso dire che uno dei cambiamenti più positivi che la medicina potrebbe fare, allo scopo di fermare la piaga del’autismo e di molti altri problemi comportamentali e di salute dei nostri figli, sarebbe quello di posticipare i vaccini dopo i due anni di età.
La conferma di questo arriva dal Giappone.
Nel 1975 il Giappone ha interrotto le vaccinazioni nei bambini sotto i due anni di età. Questo ha fatto sì che questo paese avesse la più bassa incidenza di mortalità infantile al mondo, mentre prima era collocato al 17mo posto.
Con 300 casi di bambini autistici, sono arrivato alla conclusione che nella maggioranza dei casi sono coinvolte le vaccinazioni, ma questo non significa che siano l’unica causa.
Più farmaci un bambino ha assunto nei primi due anni di vita e maggiore è la probabilità che un bambino diventi autistico. Questo vale anche e soprattutto per il periodo di gravidanza e per il parto. Più farmaci prende la mamma, maggiore è la possibilità di avere un figlio autistico e non solo.
Nella mia esperienza, l’autismo è un disturbo tipicamente da accumulo.
Tutti i vaccini possono contribuire allo sviluppo dell’autismo, ma anche altre sostanze come gli spray nasali, antibiotici, antiepilettici, antiacidi, il fumo, l’anestesia del parto, e forse anche altre sostanze ancora sotto esame, come aspartame, glutammato, ftalati e bisfenolo A.
D: In conclusione, dottor Smits, i bambini autistici sono condannati a rimanere tali per tutta la vita? Avranno bisogno di una assistenza?R: I numerosi casi clinici che ho seguito mi permettono di affermare che i bambini autistici possono essere guariti al 100% e avere una vita normale senza aver bisogno di una particolare assistenza!
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Non è possibile ringraziare personalmente il dottor Smits, ma questa intervista è un doveroso riconoscimento per il testamento medico e anche spirituale che ha lasciato, per la sua grande opera volta ad aiutare centinaia di migliaia di bambini danneggiati da uno stile di vita e una società innaturali e soprattutto per dare speranza ai rispettivi genitori.
Si consiglia la lettura del libro del dottor di Tinus Smits: “Autismo. Oltre la disperazione” della casa editrice Salus Infirmorum.
Ma per approfondire ulteriormente questo argomento, abbiamo scomodato anche il dottor Roberto Gava, che ne ha curato la revisione e sta assistendo personalmente alcuni bambini autistici.
Dottor Roberto GavaD: Dottor Gava, dalla tua esperienza in ambito clinico e dalla vasta conoscenza in ambito vaccinale pediatrico, cosa ci puoi dire della crescita esponenziale dell’autismo, dell’Isoterapia e della CEASE Therapy in questo delicato ambito? R: "L’autismo è un disordine neurologico dello sviluppo che compromette la comunicazione e le relazioni sociali della persona e che causa comportamenti ripetitivi. I più recenti studi epidemiologici rilevano un tasso di incidenza dell’autismo pari ad 1 caso ogni 100 nascite, con una crescita annuale di circa il 10-17%.
Questa patologia, pertanto, oltre ad essere estremamente grave, sta diventando anche drammaticamente comune. Sappiamo tutti che attualmente non esiste alcuna terapia capace di far regredire la sindrome autistica, ma questo libro di Tinus Smits sta veramente dando speranza a quei genitori che sono nella disperazione.
Personalmente, conosco la tecnica messa a punto da Smits da circa 6-7 anni, ma solo da un anno la sto utilizzando sistematicamente in tutti i bambini, autistici o meno, nei quali sospetto l’esistenza di un danno causato o dalle vaccinazioni pediatriche o da qualche altro farmaco.
Ho in cura più di 50 bambini ma, data la delicatezza dell’argomento, preferisco non esprimere giudizi affrettati; comunque, nel corso di quest’anno ho intenzione di esaminare ed elaborare statisticamente tutte le informazioni che i genitori dei miei piccoli pazienti mi stanno facendo gradualmente pervenire.
Per ora, comunque, posso dire che la terapia C.E.A.S.E. non è assolutamente priva di effetti.
Nella quasi totalità dei casi in cui c’è stato effettivamente un danno vaccinale emergono evidenti reazioni in diretta connessione causale con l’isovaccino omeopatico somministrato. In genere, la reazione si manifesta 1-2 giorni dopo l’assunzione delle potenze 30ch o 200ch e solo in un numero minore di casi inizia dopo l’assunzione delle due potenze maggiori. Le reazioni non sono di solito intense, durano circa 4-10 giorni e possono consistere in molti disturbi: dermatiti, febbre, patologie delle prime vie respiratorie, disturbi intestinali e spesso nervosismo e disturbi caratteriali. Queste reazioni, comunque, sono quasi sempre prevedibili, perché tendono praticamente sempre a ripresentarsi gli stessi sintomi che sono stati causati nel bambino dal vaccino o da qualche altro farmaco, come effettivamente può accadere con un qualsiasi rimedio omeopatico. Queste reazioni sono molto importanti, perché sono la prova che quel vaccino che il bambino ha assunto (e per il quale abbiamo somministrato il rimedio omeopatico ottenuto dinamizzando quella stessa sostanza) è realmente la causa del suo danno organico. Quindi, la terapia omeopatica C.E.A.S.E. di Tinus Smits permette sia di diagnosticare che di curare nello stesso tempo un danno vaccinale o un qualsiasi danno farmacologico.
Va inoltre detto che le reazioni che avvengono dopo la somministrazione dei vaccini omeopaticizzati non sono intense, sono qualsiasi sempre sopportabili dal bambino e dai suoi genitori e solo saltuariamente è necessario intervenire con qualche rimedio omeopatico classico per smorzarne l’intensità.
Gli effetti che l’uso di questa terapia ha indotto nei miei pazienti, come ho detto prima, non sono ancora chiaramente definibili, ma i dati di cui dispongo mi portano ad affermare che i bambini che hanno avuto una reazione sintomatologica dopo la somministrazione dei vaccini omeopaticizzati sono poi quasi sempre migliorati dal punto di vista caratteriale e mentale: alcuni che prima non parlavano hanno iniziato a parlare, alcuni che non camminavano hanno iniziato a camminare e in ogni caso sono migliorati a livello comportamentale con una maggior acquisizione del loro autocontrollo e della loro capacità di relazionarsi con gli altri.
Alcuni, invece, non hanno avuto alcun effetto dalla terapia, né in senso reattivo né in senso migliorativo, ed è quindi probabile che in questi soggetti non ci fosse un danno vaccinale ma, come dice Tinus Smits nel suo libro, sia da riesaminare l’intera storia del bambino in modo da individuare il vero fattore causale che, prima o dopo la sua nascita, ha alterato il suo equilibrio psico-neuro-endocrino-immunologico. A tale scopo, credo sia di grande utilità acquisire le conoscenze che Harry van der Zee, un amico di Tinus Smits, ha sintetizzato in un suo recente libro: L’Omeopatia nella cura dei traumi del parto: Capire, proteggere e curare i nostri bambini prima e durante la loro nascita.
Per quanto la mia esperienza con questa terapia sia per ora ancora parziale, posso però dire con tranquillità che la conoscenza di questa nuova tecnica di terapia omeopatica può veramente portare “oltre la disperazione” i genitori dei bambini diventati autistici o epilettici o A.D.H.D. o con disturbi caratteriali o comportamentali a causa delle vaccinazioni e dovrebbe essere conosciuta e utilizzata da tutti gli omeopati".
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Approfitto dell’occasione per ringraziare di cuore il dottor Roberto Gava, un grande Medico, un grande Uomo, e mi onoro della sua amicizia.
Il dottor Gava tiene alta l’Ars Medica di ippocratica memoria, che non è una professione e neppure una specializzazione, ma una missione spirituale.
GRAZIE
Marcello Pamio

Alan Watt: Scioccare e Sorprendere – La Manipolazione della Psiche Umana (parte 2)




Quindi, quando la propria squadra ottiene una vittoria, sentono che nella loro vita si sia verificato un evento che è positivo, e che gli permette di sentire di avere avuto successo. E’ un ottimo succedaneo di numerosi elementi, dal punto di vista dell’elite. Quindi, questi grandi ‘think-tank’, di cui fanno parte un gran numero di professionisti,  sapevano di dover fornire qualcosa tanto agli uomini quanto alle donne, alle quali hanno fornito comunque un succedaneo. L’intenzione ultima era quella di trasformare la società, e di trasformarla in maniera talmente radicale che, ad esempio, anche il senso stesso del matrimonio avrebbe perduto ogni attrattiva. Per le donne, fecero ricorso alla moda di qualità, moda di qualità a prezzi accessibili, abiti in generale. Dobbiamo renderci conto che numerosi modelli di gonna furono introdotti negli anni ’20, durante il Proibizionismo. Allo stesso tempo introdussero la cocaina, così come il desiderio di liberarsi dei ‘taboo’, per spingere i giovani a credere che essere impegnati in attività illegali fosse da ‘ragazzacci’. 
I giovani amano infrangere le regole, e stare insieme e comportarsi ‘da ragazzacci’ insieme, e il sesso e la ‘vita spericolata’, così come la cocaina introdotta in quella fase ottennero gli effetti desiderati, ma non esattamente nella misura desiderata dai personaggi che avevano tentato di implementare quel genere di cultura, dai tipi alla Bernays per intenderci. E lo stesso Bernays fu profondamente coinvolto in tutto questo. Quindi non tirarono fuori dal cilindro il sesso e il rock’n roll, ma il sesso e un genere specifico di jazz. I diversi stili di jazz fecero la loro apparizione, i diversi modelli di gonne fecero la loro apparizione. Il sesso divenne un focus primario per la prima volta. Tutti i taboo più tradizionali furono infranti nel giro di una sola generazione.

Tuttavia ci furono delle conseguenze in relazione a tali cambiamenti, a questi enormi mutamenti nella cultura. Le conseguenze consistevano nel fatto di non avere a disposizione tutti gli antibiotici necessari per curare tutte le malattie sessualmente trasmesse che si manifestarono. In secondo luogo, non avevano a disposizione le cliniche abortistiche legali per liberarsi dei bambini indesiderati, anch’essi una conseguenza diretta dell’elevata promiscuità. Fondarono quindi enormi orfanotrofi per prendersi cura di questi ragazzi, nelle città, ed anche quelli per le ragazze. Ma ci fu anche una contro-reazione, soprattutto negli Stati Uniti, da parte delle tradizionali comunità cristiane, che si impegnarono a porre un freno a tutto questo, e quindi il progetto in parte fallì, intendo dire, le malattie sessualmente trasmesse ebbero un’impennata, così come le gravidanze indesiderate e gli aborti, per cui si tornò gradualmente all’alcool, perchè, ricordiamolo, prima che tutto questo si verificasse, i pezzi grossi, questi nuovi ‘alti sacerdoti’, noi siamo soliti definirli i ‘Signori del Tempo’, coloro i quali scrivono il nostro futuro lavorando per i ‘think-tank’ dell’establishment, avevano un mandato specifico.

Il problema consisteva nella maniera in cui adempiere a quel mandato nel tempo previsto, quindi alla fine preferirono tornare agli alcolici liberamente disponibili. Ed era inoltre risaputo, ad esempio, che in periodi di guerra, nei periodi di guerra tendesse a nascere un numero maggiore di bambini, perchè le persone, quei giovani che magari rischiavano di morire il giorno successivo, tendevano ad essere di gran lunga più promiscui. Tuttavia reintrodussero alla grande quelle medesime modalità non appena terminò la Seconda Guerra Mondiale, e funzionò perfettamente. Tutte le nostre tasse finivano in specifici ambiti di ricerca, non soltanto in direzione dello sviluppo delle armi atomiche e così via, finivano anche in ricerche riguardanti una forma di contraccezione che si dimostrasse efficace.

Quando finalmente la trovarono, la lanciarono sul mercato, così come allo stesso tempo lanciarono quella che fu definita ‘pop music’, e così come le droghe, l’LSD, e così via, oltre ai diversi contraccettivi, per cui l’autorizzazione fu concessa, in un certo senso, dall’Alto a beneficio del Basso. Anche tramite la stessa BBC (o la RAI di papà Veltroni), perchè ricordiamolo, la BBC (o Mamma RAI), è controllata dal governo britannico (dal governo italiano), è una branca del governo britannico (del governo italiano). Si esprime per conto della minoranza dominante che regna sovrana sulla Gran Bretagna (o sull’Italia), per cui si impegnarono a promuovere una serie di questioni, fecero in modo che tutti i ‘DJ’ finissero in televisione, con tanto di interviste alle pop star più acclamate del momento, tutte strafatte, alcune in procinto di cadere dalla propria sedia, e nelle interviste affermavano: ‘eccoci qua, non diamo forse noi i ragazzacci?’, tutti elementi diretti alle giovani generazioni, per favorire l’emulazione, è questo che facciamo: ‘le scimmie guardano, le scimmie imitano’.

Lo ripeto di nuovo, lo scopo era liberarsi della cultura del passato, ovvero il ragazzo conosce la ragazza, si frequentano per un pò, si fidanzano, si sposano, hanno dei figli, il nucleo familiare tradizionale, per come viene definito. Quando crearono la Lega delle Nazioni, che rappresenta la struttura che ha anticipato le Nazioni Unite, affermarono che era loro intenzione distruggere l’unità del nucleo familiare. Bene, ed in effetti tutto ciò che è stato scritto da H. G. Wells non costituisce affatto opera di fiction, e promuove in effetti quest’intera agenda, e fu infatti lui a coniare, nell’ultima fase dell’Ottocento, questo è quanto indietro possiamo tracciare l’agenda dell’elite, fu lui stesso a coniare il termine ‘amore libero’. E in uno dei suoi libri scritti alla fine degli anni ’90 dell’Ottocento, egli affermò che sarebbe stato utile promuovere l’amore libero, al fine di distruggere e di liberarsi dell’unità tipica del nucleo familiare. Una volta fatto questo, egli sostenne, la famiglia non si interporrà più tra la volontà del governo e il singolo individuo. Ogni singolo individuo sarà assolutamente l’unico responsabile nei confronti del governo stesso, e non ci sarà alcuna famiglia ad appoggiarlo, come sarebbe accaduto nel caso di una primitiva tribù, e a difenderlo.

In quella stessa fase, le Fondazioni, nell’ambito degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, oltre che altrove, erano impegnate a finanziare gruppi e organizzazioni di sinistra, gruppi comunisti, in maniera tanto evidente che la Commissione Reece approfondì questi temi già negli anni ’50, individuando le ragioni per cui capitalisti di altissimo livello, che controllavano grandi corporation e banche, banche operative a livello internazionale, fossero impegnatissime a creare fondazioni che finanziavano gruppi di estrema sinistra, o meglio, come ci rendiamo conto oggi, gruppi impegnati a distruggere la vecchia cultura al fine di introdurre la nuova cultura, la nuova società. Quindi abbiamo avuto la proliferazione delle attività sessuali, la ricaduta di tutto questo era comunque costituita dalle gravidanze indesiderate, che tuttavia erano state di molto ridotte rispetto a quanto avveniva in precedenza grazie alla contraccezione, ma ecco che immediatamente dopo fece la sua apparizione sulla scena la carica delle femministe, finanziata dalla Fondazione Rockefeller, negli Stati Uniti, impegnatissime a battersi e a fare richiesta del diritto di aborto.

Se fossero riusciti a far sì che la stessa vita umana fosse stata svalutata – e di questo si parlava già nelle opere di Julian Huxley, egli affermò: ‘Noi, nell’ambito della società, dobbiamo promuovere la svalutazione della vita umana, e rimuovere l’umanità del proprio piedistallo, in qualità di punto di riferimento supremo sul pianeta. Solo a quel punto potremo condurre tutti all’interno della nostra società controllata, operando su una popolazione meglio gestibile’. Ogni elemento che sia presente nell’ambito della cultura, ha la funzione di favorire una precisa agenda, e lo affermò lo stesso Platone, molto tempo fa, oltre 2300 anni fa. Egli affermò che la cultura, e le trasformazioni culturali avrebbero dovuto essere autorizzate dall’Alto, nel caso si trattasse di mutamenti spontanei, effettivamente spontanei, altrimenti il cambiamento avrebbe rischiato di avvenire al di fuori del controllo delle elite, e avrebbe potuto verificarsi un effetto domino, tali trasformazioni avrebbero potuto diffondersi ovunque, e non sarebbe più stato possibile contenerle e gestirle, per cui, le trasformazioni più importanti in ambito culturale, che, a parere di Platone, venivano direttamente dalla rappresentazione drammatica, dall’imitazione di attori e attrici, incluso il vestiario, la moda da loro indossata, e dallo stile musicale che per tale via veniva promosso.

Doveva essere strettamente regolamentato e autorizzato dall’Alto. La vera e propria scienza applicata a questi ambiti, che è sempre stata una scienza vera e propria, ben compresa dagli adepti che di essa si occupavano, fu utilizzata al massimo, letteralmente per trasformare in maniera drastica la cultura, in maniera tanto radicale, in particolare negli anni ’60 e ’70, che un ritorno agli stili di vita precedenti sarebbe stato impensabile. Possiamo riconnetterci, parlando di questi temi, a un altro personaggio di rilievo in questo senso, ‘Lord’ Bertrand Russell, che diede il via a ‘scuole sperimentali’ con tanto di Autorizzazione Reale (Royal Charter). Poteva condurre attività che chiunque altro sarebbe stato arrestato per aver condotto. Egli affermò, nelle proprie scuole, e si trattava di scuole miste (maschi e femmine), egli affermò che, se fosse stato possibile incoraggiare l’attività sessuale pre-puberale, tra i ragazzini, incoraggiando la possibilità di avere a disposizione un numero elevato di possibili partner, già a partire dalla fase pre-puberale, egli sostenne che ci sarebbe stata la seria possibilità – in base a studi e ad osservazione ‘dirette’ – la possibilità che i soggetti esposti avrebbero evitato di legarsi ad una sola persona per tutto il resto della propria vita, sarebbe stato considerato un atteggiamento obsoleto, non funzionale, in pratica non sarebbe avvenuto.

E’ quindi a partire da questa specifica tecnica che negli anni ’60 fu dato via libera a ‘l’amore libero’, con le droghe a fornire un sostegno in questo senso. E questo elemento costituì la fase iniziale di ciò che oggi possiamo agevolmente notare intorno a noi. Il tentativo di emulazione da parte dei ragazzini, i divorzi che diventano pratica costantemente più diffusa – e ci sarebbe un appunto interessante, la pratica dei divorzi in realtà non decollò in relazione al fatto che fosse la società stessa a farne richiesta, o perchè i divorzi rappresentassero una necessità sentita o un bisogno effettivo delle persone. La pratica dei  divorzi si diffuse perchè le ‘star’ di Hollywood – ricordiamo anche che l’industria cinematografica, l’industria dell’intrattenimento, si è affannata a promuovere il fatto che le persone dovrebbero seguire le ‘stelle’. Perchè in effetti rappresenterebbero le ‘stelle guida’, questo nell’interpretazione di carattere ‘occultistico’ della questione. Noi tendiamo ad esaltare i ricchi, i personaggi famosi, vorremmo essere come loro, siamo portati ad identificarci con loro.

L’idea stessa di divorzio venne da Hollywood, e le principali ‘stelle’ guidarono la carica in questo senso. Le donne cominciarono a parlarne tra loro. Chi divorziava dall’attore tal dei tali, o dal suo uomo, e così via. E gradualmente un’idea si fece strada nelle loro menti: ‘se il divorzio possono ottenerlo loro, posso ottenerlo anch’io’. Ed allo stesso tempo, le tecniche di Bernays furono utilizzate per ogni genere di rivista in quel periodo. Il 97% di tutte le riviste avevano come ‘target’ le donne. Perchè la pubblicità, come ho accennato, e si tratta di questioni che vengono ancora insegnate alla scuola di ‘marketing’ oggi, le donne sono assai più suscettibili a seguire una nuova tendenza di quanto lo siano gli uomini, quindi, con tutte queste riviste strapiene di famose attrici, le loro eroine, e così via, tutte ricchissime, alla donna comune, leggendo storie di quel genere, e identificandosi con quelle donne, fu fatto credere che potesse fare di tutto, che potesse avere tutto: poteva avere una carriera, poteva avere una famiglia, poteva avere una casa lussuosa.

Erano sfacciate menzogne, e coniarono il termine ‘super-donna’. Quindi, in tutta Europa, e negli Stati Uniti e in Canada, nello stesso momento, sempre nello stesso momento, l’industria dell’intrattenimento e i media cominciarono a promuovere storie di ‘super-donne’, e a trovare qualcuno, che fosse una storia vera o immaginaria, questo non è possibile saperlo, che a quanto pare fosse contemporaneamente l’amministratrice delegata di una compagnia, che avesse numerosi bambini a casa, che avesse un marito splendido, e che fosse in grado di gestire ogni cosa: cucinare, fare i dolci, alta cucina e bla, bla, bla. E quella, naturalmente, era solo una fantasia. Tuttavia, tutto ciò spinse numerose donne a vivere quella fantasia, ed è così che in effetti opera tutta la pubblicità. E buona parte di quello che ricevevano era semplicemente pubblicità, o, nei casi più infimi, pura manipolazione psicologica.

Di nuovo, le tecniche di Bernays. Ricordiamoci inoltre che egli fu il primo a fare appello, il primo a proporre la creazione di una ‘società dei consumi’, essenzialmente composta da persone ben educate, fino a quando il denaro fosse stato in circolazione, che avrebbero preso d’assalto il mondo materiale, e non avrebbero più pensato ad avere figli, ed era in fondo la stessa cosa di cui Charles Galton Darwin aveva parlato, ‘se riuscissimo ad incoraggiare le donne e gli uomini a ricercare i vantaggi di carattere materiale offerti dal mondo che li circonda, ci sono buone possibilità che il fatto di avere effettivamente dei bambini possa divenire un semplice ostacolo economico’. Le persone diventarono dipendenti dalla televisione in brevissimo tempo. La maggior parte delle persone, oggi, ancora ritiene che l’intrattenimento legato ai film, al genere drammatico, esista semplicemente in vista dell’intrattenimento in sè, ma in realtà non è mai stato così. I più importanti messaggi di carattere sociologico vengono veicolati tramite film e il genere drammatico nel suo complesso, genere drammatico di alto livello, tramite l’imposizione di sequenze emotive, sequenze emotive, non sequenze logiche e legate a fatti, ma sistemando elementi in punti critici all’interno dell’opera che agiscono a livello emotivo, e che vengono registrati e fissati all’interno della mente.

Quindi, il contenuto emotivo diviene molto, molto importante, al contrario di quanto avvenga nel corso di una discussione razionale o di una argomentazione in cui si fa ricorso alla logica e a fatti. Non esiste in effetti un dibattito, e quando vieni rifornito di fiction, la tua guardia è bassa, la parte censoria del tuo cervello non è attiva, come lo sarebbe nell’ambito di un dibattito o di una conferenza, ti trovi in effetti in uno stato ‘alfa’, e vieni completamente rifornito di nuove idee, in maniera simile a ciò che accade nel caso di un computer, per cui quella che è l’industria della cultura – quella che si auto-definisce ‘industria della cultura (culturale)’. L’Unione Sovietica aveva addirittura un dipartimento denominato ‘Industria della Cultura’ (Industria Culturale), i loro attori e registi venivano definiti ‘leader culturali’.

Tutto ciò che è necessario fare, è fornire al pubblico aggiornamenti regolari, tanto regolari da poter cambiare, mediante tale processo, un intero paese, o una nazione, o una serie di nazioni, che stanno tutte ricevendo i medesimi aggiornamenti, e aggiornamenti nello stesso momento, seguendo sentieri specifici. Oggi la definiamo agenda ‘politically correct’ (politicamente corretta). La maggior parte delle persone vuole essere accettata dai propri simili, desiderano essere come tutti gli altri, quando si tratta di opinioni. Ed in effetti giudicano la propria sanità mentale in base al fatto di poter scambiare punti di vista ed opinioni con vicini e amici, che agiranno di rimando e saranno d’accordo sugli stessi temi o questioni. Non è importante che i temi o i fatti scambiati siano assolutamente privi di senso o valore se tutti sono d’accordo, nello stesso momento, con quello che io sto affermando, e gli amici saranno d’accordo perchè a loro sono state fornite le mie stesse informazioni. Non è che ci vengano fornite esattamente le stesse informazioni, ma veniamo guidati tramite specifiche ‘sequenze’, anche gli stessi documentari ti conducono ad una prefissata conclusione su qualsivoglia argomento.

La maggior parte delle persone non è consapevole di questo fatto, credono che gli vengano davvero forniti tutti i fatti in relazione a una data questione, vengono portati a credere che quella raggiunta sia la più ovvia conclusione, ma in effetti quella ti viene fornita dall’esperto di turno presente in quel particolare programma. Le attività legate al pensiero non sono affatto coinvolte. Possiamo connettere questo tema alle affermazioni di Brzezinski, Brzezinski affermò nel suo libro ‘Between Two Ages’, sempre tenendo presente il ruolo elevato di questo personaggio nell’ambito dell’NSA, si tratta di un abilissimo esperto di geopolitica, che ha lavorato, ha ammesso di aver lavorato per un periodo di 20-50 anni in ambito geopolitico in numerosi paesi, e che ammise lui stesso il fatto che presto il pubblico sarebbe stato incapace di pensare o di ragionare per conto proprio. Ciò sarebbe avvenuto in relazione al tipo di informazione che gli sarebbe stata fornita, al modello, alla formula utilizzata, e si tratta di affermazioni risalenti agli anni ’70. E nel tempo, ha affermato, il pubblico si attenderà che siano i media a pensare e a ragionare al proprio posto. Ebbene, sta accadendo oggi, questa è la ragione per cui le persone oggi non riescono a pensare al di là della programmazione ricevuta dalla televisione.

Traduzione: Heimskringla
Sottotitoli: moksha75ar


Fonte: 

martedì 22 gennaio 2013

Incidenti nucleari: da Chernobyl a Fukushima, le cifre nascoste e l’addomesticamento del pubblico

di Davide Mazzocco

È destinato a far molto rumore l’articolo sul dossier scientifico multimediale del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique), relativo al nucleare e rivolto al grande pubblico, diffuso ieri sulle pagine di Rue89 e firmato da Thierry Ribault. Nell’articolo Ribault fa subito una premessa spiegando di volersi dissociare dall’atteggiamento tenuto dal dossier “destinato ad addomesticare le masse e a tacere la vera situazione di Fukushima”. L’aggettivo “scientifico”, relativamente al dossier, viene messo fra virgolette da Ribault che mette a confronto le cifre degli organismi mondiali deputati al controllo degli effetti dei disastri nucleari.

Le cifre di Chernobyl

Vediamo nel dettaglio i numeri. Nel dossier CNRS si parla di un rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dell’AIEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) sulla catastrofe di Chernobyl effettuato nel 2005: a quasi vent’anni dall’incidente avvenuto nel 2006, il dossier, sotto l’egida delle Nazioni Unite, parla di 50 vittime immediate e di 2000 decessi fra i 200mila esposti. Le cifre dell’Union of Concerned Scientist e della New York Academy of Sciences parlano, rispettivamente, di 25mila morti e di 211-245mila decessi a 15 anni dalla catastrofe. Si tratta di un gap impressionante. Un rapporto del Governo ucraino cita 2,25 milioni di persone esposte, di cui circa mezzo milione di bambini. Fra il 1992 e il 2009 fra i bambini ucraini le malattie endocrine sono aumentate dell’11,6%, le patologie dell’apparato motorio del 5,3% e quelle dell’apparato gastro-intestinale del 5%. Com’è possibile questa discrepanza? Perché nonostante le cifre in mano al Governo ucraino, nel 2011 il Comitato Scientifico delle Nazioni Unite continua a parlare di 62 morti a causa delle radiazioni? Insomma chi controlla l’operato dei controllori? Ribault si chiede chi ci sia a vigilare sulla “neutralità scientifica” delle Nazioni Unite, sul “concubinaggio” che lega fra di loro i poteri forti come la CEA (Commissariato all’Energia Atomica), l’ANDRA (Agenzia Nazionale per la gestione delle scorie radioattive), l’IRNS (Istituto di radioprotezione e sicurezza nazionale) e i colossi EDF e AREVA?

Le cifre di Fukushima

Il j’accuse di Ribault affronta anche la questione Fukushima. In merito all’incidente avvenuto in Giappone, il dossier parla di 110mila abitanti sfollati e di una zona rossa di 20 km quando il raggio di inabitabilità è di 40 km. Inoltre non viene fatta alcuna menzione del fatto che la definizione della zona di migrazione sia determinata da una radioattività annua di 20 millisieverts, una misura quattro volte superiore a quella di Chernobyl… Ribault cita le cifre raccolte in due anni di studi in Giappone, sul campo. Secondo le sue ricerche la diffusione di cesio 137 nell’atmosfera è 500 volte superiore all’esplosione di Hiroshima, l’emissione di gas xenon 133 è doppia rispetto a Chernobyl. A Fukushima ci sono 1532 barre di combustibile stoccate in una piscina al quinto piano della centrale. Se ci fosse un’altra scossa di terremoto in grado di far crollare l’edificio che cosa accadrebbe? “Sarebbe la fine” ha detto il prof Hiroaki Koide dell’Università di Kyoto. Dei 2 milioni di abitanti del dipartimento di Fukushima solamente 63mila l’hanno abbandonato, mentre 100mila sono migrati allontanandosi dalla centrale ma restando all’interno della regione. Lo scorso dicembre sono scaduti gli alloggiamenti gratuiti per gli sfollati, il 39% degli 80mila bambini finora esaminati accusa noduli e cisti, si segnalano i primi casi di cancro. Un terzo dei 300mila abitanti della città vorrebbe fuggire ma non può farlo. Prigionieri di un incubo tutt’altro che finito, gli abitanti di Fukushima non sono soltanto vittime degli effetti collaterali del progresso, ma di una post-capitalismo che continua a produrre ignoranza e disinformazione per perpetuare le proprie agonizzanti rendite di posizione.

Immagine: crediti - © Getty Images

Fonte:  

Mali...ziosi pensieri

Il Giornale Onlinedi Piero Cammerinesi
(corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Molto probabilmente tra chi sta leggendo queste righe saranno in pochi a sapere dove si trova il Mali sulla carta geografica, e quasi certamente nessuno vi si sarà mai recato per turismo, eppure sappiate che - come dimostra l’intervento francese, e non solo – questo poverissimo e dimenticato Paese africano ha qualcosa che attira irresistibilmente la cupidigia dei nobili paladini della civiltà occidentale. 

Apro i giornali e, come su altre, trovo su questa vicenda solo menzogne e mezze verità che la stampa mainstream si guarda bene dallo smascherare.

Partiamo dal pretesto – oops, scusate, volevo dire dalla giustificazione - dell’intervento: i cattivoni di turno, gli integralisti islamici, dopo aver sconfitto i tuareg del MNLA, che avevano proclamato l’indipendenza della regione dell’Azawad, stavano marciando su Bamako, la capitale del Mali, ormai spezzato in due e incapace di reagire.

Ecco che allora i ‘nostri’ - in questo caso i francesi - hanno lanciato l’operazione Serval, vero e proprio atto di aggressione militare, dichiarando di voler inviare 2.500 soldati per sostenere le forze armate del Mali nel conflitto contro i ribelli islamici. “Abbiamo un unico obiettivo. Garantire che quando ce ne andremo, quando il nostro intervento sarà concluso, il Mali sarà sicuro, avrà una autorità legittima, un svolgimento elettorale regolare e non ci saranno più terroristi a minacciare il suo territorio”.

Il Giornale OnlineParole sante. La grandeur dei cugini d'oltralpe che si risveglia.

Quello però che non mi torna è che in questo caso sono tutti d’accordo, anche i competitor della Francia, che venderebbero la madre pur di strappare alla ex-potenza coloniale brandelli di quei territori dove l’influenza francese è ancora pienamente operativa.

Scrive infatti l’autorevole Times: “In Francia c'è una paura, probabilmente fondata, che un Mali in mano agli islamici radicali possa costituire una minaccia soprattutto per la Francia, dal momento che la maggior parte di questi estremisti islamici sono di lingua francese e molti hanno parenti in Francia. (Fonti di intelligence di Parigi hanno rivelato al TIME di aver identificato aspiranti jihadisti in partenza dalla Francia verso il nord del Mali per allenarsi e combattere.) Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), uno dei tre gruppi che compongono l'alleanza islamica del Mali e che fornisce gran parte della leadership, ha anche indicato la Francia - il rappresentante del potere occidentale nella regione – come obiettivo primario da attaccare".

Pieno appoggio dunque.

Peccato però che il TIME non informi i suoi lettori sul fatto che Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) sia un alleato strettissimo del gruppo combattente islamico libico, quel LIFG a sostegno del quale la Francia è intervenuta a fianco della NATO nell’invasione della Libia dello scorso anno, fornendo armi, addestramento, forze speciali e anche aerei per rovesciare il legittimo governo di Gheddafi. E pensare che già nel 2007 il numero due di Al-Qaeda, Al Zawahiri, aveva annunciato ufficialmente la fusione tra LIFG e al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Dunque da allora LIFG e AQIM erano la stessa cosa sotto la direzione di Abdul Hakim Belhaj, allora leader del LIFG in Libia.

Il Giornale OnlineProprio di quel Belhaj che ha guidato - grazie al sostegno della NATO - il rovesciamento di Gheddafi, gettando la nazione in un abisso di lotte intestine genocide. Cosa? Amici e nemici alleati… mmmh, c’è qualcosa che non quadra! Pensare che di quest’attuale sfascio della Libia ha bofonchiato ultimamente persino il nostro ineffabile Berlusconi che ogni tanto – parlando fuori del coro - dice anche qualcosa di vero.

E sapete dove sta ‘lavorando’ oggi il nostro Belhaj?

Guarda caso in Siria, dove - sul confine turco-siriano - sta promettendo armi, denaro e soldati al cosiddetto ‘esercito siriano libero’ anche questa volta protetto e affiancato dalla NATO.

Ma passiamo a casa nostra: da noi che si dice su questa vicenda?

Il Corriere titola: "L'intervento in Mali fa riscoprire ai francesi l'orgoglio nazionale" e Repubblica "La Francia all'attacco di Al Qaeda in Mali".

Più o meno dello stesso tenore tutti gli altri organi di stampa mainstream. Insomma, tutto a posto, no? La grandeur francese, i feroci terroristi islamici da annientare, delle popolazioni da liberare, tutto secondo copione… Abbiamo visto che la Francia non è sola in questa ennesima ‘guerra umanitaria’; è sostenuta da altri membri della NATO come Canada, Belgio, Danimarca e Germania e ora anche dall’Italia.

Il Giornale OnlineMa non basta. Il segretario alla Difesa americano Panetta ha confermato che gli Stati Uniti hanno fornito informazioni alle forze francesi in Mali. Una ‘santa alleanza’, insomma, al servizio della civiltà contro la barbarie. Peccato che anche qui i media omettano di fornire ai propri lettori alcune chiavi di lettura che potrebbero essere di grande aiuto per scorgere i veri motivi dell’ennesima invasione post-colonialista. Ebbene, come si diceva all’inizio, questo Paese africano ha qualcosa che non può non attirare l’ingordigia dei Paesi ricchi: le sue straordinarie risorse naturali.

Vediamo brevemente di che si tratta.

1) Uranio. L’esplorazione è attualmente in atto da parte di svariate aziende; se i giacimenti di Samit, nella regione di Gao sono solo di 200 tonnellate, nell’area di Falea si stima vi siano almeno 5000 tonnellate di uranio.

2) Oro. Il Mali è il terzo produttore africano d'oro ed è un Paese minerario da cinque secoli. Ha attualmente sette miniere d'oro attive: Kalana e Morila nel Sud, Yatela, Sadiola e Loulo ad Ovest, e Syama e Tabakoto che hanno recentemente ripreso la produzione. Altre miniere in progettazione sono sono: Kofi, Kodieran, Gounkoto, Komana, Banankoro, Kobada e Nampala.

3) Petrolio. Le perforazioni hanno indicato sin dagli anni ’70 del secolo scorso l’esistenza di giacimenti di petrolio (Taoudeni, Tamesna, Ilumenden, Fosso Nara e Gao). Mali potrebbe anche fornire un percorso strategico di trasporto sub-sahariano per le esportazioni di petrolio e gas verso l’occidente.

Il Giornale Online4) Pietre preziose. Diamanti, nelle regioni di Kayes e di Sikasso, granati e rari minerali magnetici (Nioro e Bafoulabe), pegmatite (Bougouni e Faleme), granati e corindoni (Le Gourma) e ancora: quarzo e carbonati, minerali di ferro, bauxite e manganese.

Si stimano in oltre 2 milioni di tonnellate le riserve potenziali di minerale di ferro situati nelle zone di Djidian-Kenieba, Diamou e Bale, mentre quelle di bauxite a Kita, Kenieba e Bafing-Makana si pensa siano 1,2 milioni di tonnellate. E non è finita. Piombo e zinco (Tessalit con 1,7 milioni di tonnellate di riserve stimate), rame (Bafing Makan, Ouatagouna), depositi calcarei di roccia (Gangotery est, Bah El Heri), fosfato (Tamaguilelt, potenziale stimato in 12 milioni di tonnellate), marmo (Selinkegny e Madibaya), gesso (Taoudenit, Kereit), caolino (Regione del Nord, Gao), litio (Kayes e Bougouni), scisto bituminoso (Agamor e Almoustrat), lignite (Bourem), salgemma ( Taoudenni), diatomite (Douna Behri).

Niente male eh? Eppure secondo quello che ci raccontano i media mainstream, l'obiettivo di questa guerra non è altro che salvare le povere popolazioni - minacciate dai feroci guerriglieri islamici - di un misero Paese privo di risorse naturali…

Il Giornale OnlineE dopo che le avranno ‘salvate’?

Ce ne saranno altre da ‘salvare’; il Mali non sarà certamente l’ultimo Paese africano a essere aiutato dai nostri ‘liberatori’. È, infatti, più che verosimile che il coinvolgimento francese in Mali farà sconfinare il conflitto in Algeria – e la strage di ostaggi di oggi sembra davvero un presentimento - uno dei Paesi già da tempo nel mirino della ingordigia euro-americana, la quale vuole creare una catena di stati dove favorire regimi radicali da cui poi ‘liberarli’ per poterne infine ‘legalmente’ sfruttare le risorse energetiche come in Afghanistan e in Iraq.

Non trascurando di ingrassare – s’intende – le corporation delle armi; senza guerre come si fa a venderle, le armi?

Si tratta di un ‘nuovo ordine’ geopolitico accuratamente pianificato che ha preso le mosse dall’invasione della Libia - diventata oggi una roccaforte di Al-Qaeda - che è servita da vera e propria ‘rampa di lancio’ per altre ‘nobili imprese’...

Sempre con la benedizione di NATO e USA.

Fonte: 

Walter Russel