martedì 9 aprile 2013

Ci vogliono docili schiavi, se non ti sta bene diffondi queste informazioni



PRIMO, SAPERE CHI CONTROLLA I POLITICI E MANDANDO A ROTOLI L’EUROPA 
I tecnocrati che gestiscono l’unione Europea per conto dei banchieri e della finanza internazionale scelgono i politici, i capi di Governo, i direttori delle testate giornalistiche, dei telegiornali e gli alti ufficiali dell’esercito. 
Hanno imposto misure di tassazione che stanno portando miseria e sfascio ai 17 paesi dell’Eurozona, arricchendo e conferendo un potere smisurato agli enti bancari da loro gestiti, espropriando e saccheggiando beni privati e pubblici per miliardi di euro 
Hanno reso il nostro Paese servo della Banca Centrale Europea, alla quale, non potendo più battere moneta, lo stato deve chiedere il denaro in prestito, pagando 80 miliardi all’anno solo di interessi. 
Hanno imposto il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità al quale l’Italia dovrà versare 125 miliardi di euro in 5 anni (25 miliardi all’anno) per far si che in caso di crisi, il MES ce li presti a interesse (!) Prestito che non potremo rifiutare. 
[Qui si trova il testo integrale che regola il MES, approfondire in particolare L’ART.32http://www.leggioggi.it/allegati/testo-del-trattato-mes-meccanismo-europeo-di-stabilita/ ] 
Ci hanno imposto il Fiscal Compact, che, tramite altri tagli sanguinosi imporrà all’Italia di ridurre il debito di 45 miliardi all’anno, per 20 anni. 
Hanno reso fuori legge tutte le sementi naturali e imposto a tutti i coltivatori l’utilizzo delle sementi brevettate dalle multinazionali, molte della quali OGM. 
Questo significa anche che hanno imposto gli OGM di Monsanto nei nostri piatti, nei nostri ristoranti, nelle pappe dei nostri figli. [vedi la recente legge approvata da Obamahttp://www.dionidream.com/obama-ha-firmato-latto-di-protezione-monsanto-hr933-legalizzata-lassenza-di-controlli-sugli-ogm/] 
Hanno imposto un redditometro mostro che scruta ogni nostro movimento, acquisto, spesa o transazione, 24 ore su 24. Il diritto alla privacy è finito giù dal cesso in una notte. 
Stanno facendo la guerra al denaro contante per renderci totalmente servi nei confronti del sistema bancario, con l’intenzione di far scomparire completamente tutte le banconote dalla circolazione nel giro di un paio d’anni. 
Hanno istituito un sistema in cui la maggior parte dalle leggi valide sul territorio italiano viene creata, discussa e approvata dalla Commissione Europea e non dal parlamento italiano, da individui totalmente estranei, ineletti e su cui non può esistere alcuna forma di controllo né di opposizione da parte di alcun ente nazionale 
All’interno di questo meccanismo hanno approvato una serie di leggi che regolamentano la produzione, la lavorazione, la conservazione, l’additivazione e la distribuzione del cibo e di altri beni di uso comune, stravolgendo e facendo chiudere migliaia di antiche aziende basate su una prestigiosa tradizione secolare. 
Hanno attuato lo stravolgimento delle regole che riguardano ogni settore: pesca, acquacoltura, produzione delle carni, etichettatura dei prodotti, produzione prodotti agricoli, trasporti pubblici, su strada e ferrovia. Tutto questo viene deciso a livello comunitario e diventa legge sul territorio italiano. 
E’ sempre più evidente l’intenzione di sottoporre la popolazione all’impianto di microchip RFID con funzione di banca dati, controllo di tutte le operazioni finanziarie, tutti i beni, tutti i possedimenti e insieme sistema di localizzazione [vedihttp://scienzamarcia.blogspot.it/2013/03/il-microchip-rfid-come-strumento-di.html] 
Questo è un elenco incompleto e numerosi altri punti dell’agenda dei tecnocrati-banchieri sono a vari stadi di avanzamento. 
E’ evidente che la grande maggioranza della popolazione non si rende conto di quello che sta accadendo e della reale portata perché, semplicemente, le informazioni cruciali non vengono fornite attraverso i normali organi di informazione (TV – Radio – Giornali) 
Si rende necessaria una vasta operazione di auto-informazione da parte della popolazione per evitare il peggio. Questo meccanismo perverso deve essere interrotto o ci aspetteranno generazioni di servitù all’interno di uno stile di vita estremamente limitato e di scarsissima qualità 
Usano una manciata di vocaboli, ripetuti all’infinito fino a conficcarli nei solchi dell’inconscio collettivo come guardiani e custodi delle loro azioni dissennate: spread, mercati, debito, “responsabilità”, default, integrazione, euro, Europa. Parole trattate come vocaboli sacri, intoccabili, indiscutibili come le mura di una prigione. Queste sono le lame dei coltelli con cui ci minacciano e ci tengono all’interno del labirinto per topi progettato per noi. 
Siamo arrivati, attraverso il progressivo innalzamento delle imposte dirette e indirette, a versare “ad altri” il 70% del frutto del nostro lavoro. Questo è inaccettabile. 
Attraverso un piano molto subdolo sano riusciti a farci assuefare alla condizione di schiavi docili e servili, per nulla in grado di mettere in discussione le scelte dei reggenti. Ci hanno resi dei molluschi striscianti capaci solo mettere la mano al portafoglio e versare tutto ai padroni. 
E’ ora di organizzarsi e organizzarsi significa  DIFFONDERE INFORMAZIONE VERA attraverso la rete e far capire a chi ancora vive di illusioni qual è la realtà e di che pasta sono fatti quelli che tengono le redini dell’Europa. 
Occorre capire che questa gente non ha la minima intenzione di agire per il benessere, per la ripresa e il miglioramento, ne per la generazione e spartizione delle ricchezze. Nessuna delle loro leggi porterà prosperità. Nessuna! 
Essere Europei sì, ma prima ancora che europei ITALIANI, con le nostre aziende, la nostra produzione artigianale rimasta fino a pochi anni fa fiore all’occhiello della produzione artigianale mondiale, con i nostri prodotti, la nostra lingua, i nostri gesti, LA NOSTRA SOVRANITA’, INDIVIDUALE, LEGISLATIVA E MONETARIA e non i servi di un’elite psicologicamente disturbata e predatoria. [vedi http://scienzamarcia.blogspot.com/2013/02/materiale-informativo-sul-signoraggio-e.html] 
Padroni delle nostre leggi, del nostro territorio, dei nostri prodotti migliori e del loro frutto, della nostra moneta, della nostra libertà di cittadini, del nostro diritto di nascita alla prosperità
tratto da

sabato 6 aprile 2013

Funzione della Preghiera oggi.


Un articolo molto in teressante che riprendo dal blog di Salvatore Brizzi.

Aggressività e depressione pare che siano i demoni che più di tutti stanno letteralmente infestando le grandi città occidentali. Sono di pochi giorni fa le notizie di un giovane che ha soffocato la fidanzata che voleva lasciarlo e una madre che si è suicidata dopo aver avvelenato la figlia di tre anni; ma a parte le tragedie che fanno cronaca nei tg, ciò che più m’interessa è analizzare i malesseri di cui mi parlano le persone che frequentano i miei seminari.
Come sa bene chi mi conosce anche dal vivo e non solo su internet, io mi considero uno scrittore e un artista e non ho mai avuto niente da spartire con il mondo di guru e maestri che ruota intorno alla spiritualità. Mi sento decisamente più vicino a Bill Hicks che a Osho! Mi guadagno da vivere con le mie performance, che sicuramente non sono deisatsang (=incontro con il maestro/verità); tuttavia gli argomenti che tratto in questi miei “spettacoli” fanno sì che molte persone vengano a parlarmi dei loro problemi e questo mi consente di avere il polso della situazione, ossia di essere sempre informato circa i malesseri che affliggono maggiormente la società.

Malesseri che sono in aumento – oramai persino i sociologi se ne sono accorti – e che ruotano intorno a rabbia – più o meno repressa – e, soprattutto, depressione: non trovare più un senso alla propria vita, voglia di mollare tutto, fatica ad alzarsi dal letto la mattina, pensieri orientati alla fuga o al suicidio.

All’inizio del post non ho usato il termine “demoni” a caso. Stiamo parlando di entità che colonizzano il nostro apparato psicofisico, un po’ di più ogni giorno, fino ad acquisirne il dominio. Rendono la nostra vita sempre più insopportabile fino a condurci ad atti estremi e violenti contro gli altri o contro noi stessi.

Dice Ignatij Brjancaninov in Preghiera e lotta spirituale:
Quanto ai pensieri, non vi prestiamo la minima attenzione ed essi si disperdono in tutte le direzioni. La nostra mente si trova così nella disposizione contraria rispetto a quella d’una mente protetta dalla preghiera: è come una stanza con le porte spalancate, senza nessuna sorveglianza, in cui chiunque lo desideri può entrare e uscire introducendovi o asportandovi tutto ciò che gli pare.

Poi Brjancaninov prosegue:
È temibile per i demoni e gradito a Dio e ai suoi angeli quell’uomo che, giorno e notte e con uno zelo ardente, ricerca Dio nel proprio cuore e vi estirpa le suggestioni del nemico.
E qual è la pratica da seguire per trovare Dio nel proprio cuore?
La preghiera deve continuamente risonare sulle nostre labbra; nelle avversità per esserne liberati, nella prosperità per esservi conservati.

La meditazione segreta e la lettura fanno dell’anima una casa ben sprangata e protetta da tutte le parti, una colonna incrollabile, un porto calmo e riparato. Essa salva l’anima proteggendola dall’indecisione. I demoni si agitano molto e diventano estremamente inquieti quando un monaco si arma della meditazione segreta sotto la forma della preghiera di Gesù: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore.

La preghiera breve raccoglie la mente, la quale, se non è assidua alla meditazione non può fare a meno di svolazzare e vagabondare qua e là.

La preghiera, in generale, e la preghiera di Gesù – utilizzata dai Padri del Deserto nel IV secolo – in particolare, rivestono una duplice funzione:
1)  Tengono la mente occupata e focalizzata su un unico pensiero, allontanando i demoni della depressione o del giudizio.
2)  Con l’assidua e prolungata ripetizione il praticante discende dalla mente al cuore.

Impara a essere attento durante la preghiera orale: la preghiera orale recitata con attenzione si trasformerà da sola in preghiera della mente e poi del cuore. Ci ricorda Brjancaninov.
In conclusione, alle persone che mi avvicinano per parlarmi dei loro demoni io consiglio la preghiera di Gesù. Quando l’accidia, la depressione e la rabbia svolazzano sopra – e dentro – le nostre teste, noi possiamo rispondere con lo scudo della preghiera. Per fare questo dobbiamo però innanzitutto essere fermamente convinti che questi malesseri non sono causati da una condizione di vita oggettiva, ma provengono dall’esterno e quindi possono essere cacciati per la stessa via da cui sono giunti.

In altre parole, quando siamo depressi non è perché stiamo vivendo una particolare situazione nella nostra vita che giustifica quella depressione, ma, al contrario, viviamo certe situazioni solo perché prima abbiamo inconsapevolmente aperto una porta al demone della depressione, il quale ci fa percepire il mondo attraverso un filtro che colora tutto con i colori della depressione.

Le persone non pregano più... e prendono gli psicofarmaci. Ma non è detto che un rimedio sia più valido solo perché è più recente.

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

Usa, con Obama corporation più ricche. Ma gli stipendi dei dipendenti calano


La forbice tra i profitti delle industrie e le retribuzioni non è mai stata così ampia. E più le aziende guadagnano, meno investono. Anzi, tagliano posti di lavoro e guadagnano in borsa. In più gli americani devono fare i conti con i tagli a sanità, edilizia popolare e assistenza agli studenti disabili
Lo attaccano da ogni parte, accusandolo di fare la guerra alle corporation. Temono la riforma fiscale: “Tasse più alte e un diluvio di nuove norme danneggeranno un’economia già ferma”, tuonava poche settimane fa Tom Donohue, presidente della Camera di Commercio degli Stati Uniti, contro Barack Obama. “Stiamo tornando indietro”, chiosava amaro. Ma le cifre raccontano di un’altra realtà: sotto Obama le multinazionali stanno conoscendo una prosperità senza precedenti. Gli americani, invece, se la passano sempre peggio: più i fatturati delle corporation crescono, più si assottigliano gli stipendi dei loro dipendenti. La forbice tra i profitti delle industrie e le retribuzioni non è mai stata così ampia.
“Dalla fine del 2008 – ha spiegato al New York Times Dean Maki, capo economista per gli Usa di Barclays – gli utili delle imprese sono aumentati al ritmo del 20,1% ogni anno, mentre il reddito disponibile non è andato oltre l’1,4%, al netto dell’inflazione”. Non solo: più le aziende guadagnano, meno investono e meno assumono. Anzi, tagliano posti di lavoro e guadagnano in borsa. Dal 2008, anno in cui Obama arrivò al governo, dicono i dati del gross domestic product (il Pil statunitense) riportati dell’agenzia Bloomberg.com – gli utili delle multinazionali sono cresciuti del 171%, più di quanto sia mai avvenuto sotto ogni suo predecessore a partire dalla Seconda guerra mondiale: il doppio di quanto guadagnato sotto Ronald Reagan e il 50% in più di quanto fossero riuscite a totalizzare con il boom di internet negli anni ’90. Un crescendo trionfale che ha toccato il proprio apice lo scorso anno: il 2012 è stato da record, con 1,75 trilioni di dollari incassati solo tra settembre e dicembre (+18,6% rispetto al 2011), il risultato migliore dal 1950. Man mano, però, che le aziende si sono arricchite, gli americani sono diventati sempre più poveri.
Nel 2012, ha calcolato Cnn Money, le retribuzioni hanno toccato il loro minimo storico: nel 2012 i salari hanno rappresentato il 43,5% del gdp, quando nel 2011 ne costituivano il 49%. “Non c’è mai stato negli ultimi 60 anni – chiosa Maki – un periodo in cui questo trend è stato così pronunciato”. La parola chiave è sempre la stessa: crisi. “Finora, in questo inizio di ripresa – ha spiegato al Nyt Ethan Harris, tra i responsabili del board Global Economics di Bank of America – il settore delle corporate è quello che è gode di maggior salute nell’economia statunitense. E finché il mercato del lavoro non si riprenderà, i loro guadagni continueranno ad aumentare”. Ma a questo boom di introiti non corrispondono investimenti in grado di far crescere l’occupazione. I dati ufficiali saranno diffusi venerdì: gli analisti si attendono un tasso di disoccupazione stabile al 7,9%. Questo perché le aziende non hanno remore a licenziare. Un caso su tutti, quello della United Technologies. La conglomerata, una delle 30 companies del Dow Jones, ha visto crescere il proprio fatturato dai 42,7 miliardi del 2005 ai 57,7 del 2012. Non solo in questi anni la sua forza lavoro è rimasta la stessa (218.300 mila dipendenti), ma l’azienda ha già annunciato di voler tagliare altri 3.000 dipendenti, dopo i 4.000 licenziati nel 2012. Il tentativo di mantenere elevati i margini di guadagno non conosce soste.
Non è un caso che United Technologies abbia varato l’ultima ondata di licenziamenti il mese scorso, 4 giorni dopo che il suo titolo aveva toccato il record di 90 dollari in Borsa. Gli sforzi fatti dalla Federal Reserve per tenere bassi i tassi d’interesse, stimolare l’economia e incoraggiare gli investitori hanno fatto sì che Wall Street stia premiando le multinazionali, grazie anche alla crescita dei mercati asiatici e ad un’Europa più stabile: nei giorni scorsi il Dow Jones, l’indice dei 30 titoli principali, è volato a 14.207,94 punti, quota record dal punto massimo di 14.164,53 fatto segnare prima della grande crisi, il 9 ottobre del 2007. Un rally ‘Made in Fed’ con la complicità proprio dei profitti societari, migliori delle attese. Dal marzo 2009, quando ha toccato il minimo storico a 6.547,05 punti, il Dow Jones è più che raddoppiato, guadagnando oltre 7.500 punti. Così lì dove le industrie si arricchiscono, gli americani vedono peggiorare le loro condizioni: oltre che con gli stipendi che non crescono, dovranno fare i conti con gli 85 miliardi di tagli previsti dal sequester, perché ad essere tagliati saranno in primo luogo i programmi di assistenza alle fasce deboli. Secondo il piano presentato dal presidente della Camera dei Rappresentanti, John Boenher, all’Office of Management and Budget, sotto la scure finiranno la sanità (200 i milioni tolti soltanto all’Obamacare), l’edilizia popolare, i fondi stanziati per le emergenze naturali e l’istruzione: solo all’assistenza agli studenti disabili verranno sottratti 633 milioni.

Parlamento Europeo 8-9 Aprile – Conferenza sulla geoingegneria


di

Corrado Penna
Il Parlamento Europeo ospiterà nei giorni 8 e 9 Aprile una conferenza intitolata:
“Oltre le teorie di modificazione climatica- la società civile contro la geoingegneria”. 
Personalmente ha diverse riserve su un iniziativa che vede coinvolti sia persone di grande onestà e rigore come il giornalista Antonio Mazzeo, anche personalità alquanto ambigue (per non dire altro) come Giulietto Chiesa, membro di quel WPF che vede tra le sue fila gente del calibro di Giulio Andreotti e Jacques Attali e che sulle scie non ha fatto altro che dire "occorre indagare", come se di dati e di prove in questi ultimi 10 anni non se ne fossero raccolti a sufficienza! 
Ad ogni modo è rilevante che il parlamento europeo finalmente venga in qualche modo investito del peggiore dei problemi dell’umanità. Speriamo che questo evento induca a riflettere molti verdipacifisti e ambientalisti che finora si sono fidati di partiti ed associazioni che hanno sempre negato l’esistenza del problema stesso, e che alla fine si riesca ad aprire una breccia nelle istituzioni (per quanto ben sappiamo cosa sia quel moloch che si chiama Europa Unita e la sua diabolica moneta).
“Oltre le teorie di modificazione climatica- la società civile contro la geoingegneria”. 
(Rue Wiertz , 60 Altiero Spinelli, ASP 1G3 dalle 9 alle 10,30. A seguire si terrà una conferenza stampa aperta ai corrispondenti accreditati. La sera prima, alle 18:30 vi sarà, nella stessa aula, la proiezione del documentario “Why in the World they are Spraying” del regista Michael Murphy. ) 
La conferenza è promossa da organizzazioni internazionali della società civile, raccolte attorno a “Skyguards”, in collaborazione con Alternativa-Laboratorio politico, e patrocinata dai gruppi parlamentari The Greens/European free Alliance e Alliance of Liberals and Democrats for Europe. 
Il punto di partenza è riprendere il lavoro che fu impostato nel 1998 e che condusse all’approvazione – da parte della Commissione Affari Esteri, Sicurezza e Politiche di Difesa del Parlamento Europeo – il 14 Gennaio 1999, di una risoluzione in materia di ambiente e sicurezza a firma della relatrice Maj Britt Theorin. 
Quella risoluzione è rimasta lettera morta sebbene già allora essa avesse richiesto di sottoporre a accurata verifica gli esperimenti militari in corso nell’atmosfera; sebbene avesse posto il problema della tutale della salute delle popolazioni e dell’ambiente; sebbene avesse evidenziato la necessità di dare ai cittadini gli strumenti essenziali per conoscere scopi, dimensioni e significato degli esperimenti che si compivano sulle loro teste. 
Da allora nessuna trasparenza è stata adottata. Ciò sebbene sia ormai evidente che l’atmosfera terrestre è divenuta sede di esperimenti che attentano alla salute pubblica con irrorazioni clandestine di aerosol di cui non si conoscono né composizione, né scopi; sebbene ricerche militari sempre più sofisticate si effettuino senza tenere nel minimo conto i più elementari principi di precauzione; sebbene nuovi sistemi di armamenti siano ormai centrati sull’uso militare della ionosfera e degli strati più alti della atmosfera (vedi il famigerato progetto HAARP). 
Non siamo più di fronte a denunce generiche. Vi è la prova del dolo. Coperta dal segreto. E dalla complicità delle istituzioni che democratiche che colludono con chi cerca di sapere, e che negano ogni cosa. Dunque gli organizzatori chiedono che quella risoluzione venga non solo attuata, ma sia aggiornata alla luce dei gravissimi elementi a disposizione. 
Per questo esiste uno strumento giuridico : una commissione parlamentare straordinaria d’inchiesta. Il Parlamento Europeo dispone di un tale strumento ed è necessario che ora ne faccia uso con la massima sollecitudine. Le organizzazioni promotrici dell’incontro ringraziano i gruppi parlamentari che lo hanno sponsorizzato. Chiedono che la loro richiesta venga portata all’esame della Presidenza del Parlamento. Chiedono che si apra un dibattito pubblico che coinvolga la società civile, e dunque chiedono di essere consultate in modo da poter esibire prove e testimonianze di ciò che sta accadendo. 
Per quanto ci riguarda faremo tutto quanto è in nostro potere per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica europea di fronte alle violazioni dei principi europei, di fronte alle minacce all’ambiente e alla salute dei cittadini, di fronte al silenzio che copre complicità assai gravi, di ordine legale e penale. Non è più accettabile il silenzio. 
SKYGUARDS 
CONTACT Josefina Fraile +34680915200 
European Parliament Tatjana Zdanoka +3275669621 
IN ALLEGATO IL PROGRAMMA DELLA CONFERENZA (IT-ING)   e il Press Release (it-eng) 
Il comunicato stampa esce in otto lingue. 
DOCUMENTI CITATI:  
“Why In The World Are They Spraying” (subtitles ita/eng) 
“What in the world are they spraying?” (subtitles ita) 
“What in the world are they spraying?” è un documentario d’inchiesta che analizza uno dei possibili motivi legato alle scie chimiche e ai programmi di geoingegneria; viene illustrato il funzionamento delle tecniche di aerosol nei nostri cieli in combinazione con altre tecnologie per controllare il clima. 
► Parlamento Europeo 1998. 
http://www.europarl.europa.eu/sides/g… 
► Relazione del 1999 del Parlamento europeo su H.A.A.R.P: 
http://www.europarl.europa.eu/sides/g… 
Comunicato stampa in italiano 
Comunicato stampa in inglese 
Programma evento italiano 
Programma evento inglese

mercoledì 3 aprile 2013

Nuova energia dal mare per il Maine




di Luca P. 

L’energia delle maree è una delle fonti di energia rinnovabili di cui si sente meno parlare a riguardo, anche se il suo potenziale di generazione di energia elettrica è incredibilmente ampio. Il problema è che la distribuzione di turbine nell’oceano o nei fiumi può rivelarsi terribilmente complicata. Ma un grande progetto si sta muovendo a pieno ritmo e sarà pronto per l’erogazione di corrente già da questo autunno. Il Maine Tidal Energy Project è iniziato a marzo con la costruzione del telaio inferiore di supporto per il sistema generatore a turbina TidGen per conto della Ocean Renewable Power Company. La prima fase del progetto vedrà cinque di questi generatori dispiegati nel golfo del Maine con una capacità di 900 kW. Questa fase dovrebbe essere online entro ottobre. Il progetto completo raggiungerà una capacità di 4 MW ed è già stato stipulato un contraddo di 20 anni per l’acquisto di energia da parte di Hydro Bangor, CMP e Maine Public Service. Il sistema TidGen consiste in lamine a rotazione lenta che alimentano un generatore a magneti permanenti al suo centro. È senza ingranaggi ed è fabbricato con materiali compositi che non si corrodono sott’acqua.

Fonte: 

martedì 2 aprile 2013

Obsolescenza programmata: Se gli elettrodomestici sono progettati per rompersi


di Laura Pavesi
elettrodomestici
Un recente studio tedesco spiega come numerosi elettrodomestici e prodotti di uso comune vengono programmati, dagli stessi produttori, per rompersi dopo 2 anni, cioè dopo la scadenza del periodo di garanzia stabilito dalla legge. Intanto in Francia è stato presentato un disegno di legge per la lotta contro l’obsolescenza pianificata e per facilitare la riparabilità dei prodotti.
Numerosi elettrodomestici e prodotti di uso comune vengono programmati, dagli stessi produttori, per rompersi dopo 2 anni
Secondo un recente e clamoroso studio realizzato in Germania, molti elettrodomestici e numerosi oggetti di uso quotidiano sarebbero programmati dai produttori stessi per rompersi velocemente, ma solo dopo la scadenza del periodo di garanzia, che, almeno per gli apparecchi elettrici, corrisponde a 2 anni dalla data di acquisto.
L’interessante report si intitola “Geplante Obsoleszenz – Entstehungsursachen – Konkrete Beispiele – Schadensfolgen – Handlungsprogramm”(“Obsolescenza programmata – Analisi delle cause – Esempi concreti – Conseguenze negative – Manuale operativo”) ed è stato commissionato dal gruppo parlamentare tedesco Verdi-Bündnis90 e realizzato da Stefan Schridde, esperto in Business Administration, e Christian Kreiss, docente di Business Management all’Università di Aalen (Germania meridionale). 
I due esperti hanno esaminato oltre 20 prodotti definiti “di massa”, cioè di uso estremamente comune, ed hanno analizzato le varie strategie attraverso le quali i produttori pianificano a tavolino questa obsolescenza “precoce”.
Tra gli elettrodomestici, ad esempio, vengono analizzate le stampanti a getto di inchiostro. Dopo aver effettuato un numero (prestabilito a monte) di alcune migliaia di pagine, sul display delle stampanti compare una scritta che indica la “necessità” di una riparazione, mentre in realtà, riuscendo ad azzerare il “contatore” che legge il numero di pagine stampate, l’apparecchio funziona ancora perfettamente.
Esaminando le lavatrici, invece, gli studiosi hanno scoperto che, troppo spesso, le barre di riscaldamento degli apparecchi vengono realizzate con leghe e/o metalli che si arrugginiscono molto facilmente. Così facendo, la loro sostituzione risulta antieconomica per il cliente, che viene costretto, dai produttori stessi, a comprare una nuova lavatrice.
schridde
Stefan Schridde e Christian Kreiss hanno esaminato oltre 20 prodotti definiti “di massa”
E poi ci sono gli spazzolini da denti a batteria, dove la pila è sigillata all’interno ed è praticamente impossibile sostituirla quando si scarica. Ma lo stesso discorso vale per i capi d’abbigliamento: nei giacconi invernali, ad esempio, i denti delle chiusure lampo sono fatti “a spirale”, in modo da rompersi molto prima del dovuto. Per le scarpe vengono utilizzate suole incollate che non solo si consumano molto presto, ma che non si possono neppure “scollare”. Col risultato che un paio di scarpe semi-nuove, che potrebbe benissimo essere riparato, diventa di fatto inutilizzabile.
Secondo Schridde e Kreiss, quindi, le aziende utilizzerebbero, intenzionalmente e su vasta scala, materiali scadenti e inserirebbero in prodotti o elettrodomestici tutta una serie di “punti deboli”, in modo che questi siano destinati a rompersi o usurarsi molto rapidamente. Le conclusioni del report sono sorprendenti: “L’obsolescenza programmata è, ormai, anch’essa un fenomeno di massa”, ha dichiarato Schridde al periodico tedesco “Sueddeutsche Zeitung”.
Gli autori sottolineano, inoltre, il fatto che il fenomeno dell’obsolescenza pianificata va di pari passo con “il graduale deterioramento della qualità” e con la “massimizzazione dei profitti” da parte dei produttori. La mancanza di qualità, infatti, viene ampiamente “ricompensata dalla crescita degli utili” nel breve-medio periodo.
Il problema dell’usura ‘precoce’, in realtà, non è un fenomeno del tutto inedito. Da anni, ormai, associazioni e gruppi di attivisti denunciano l’obsolescenza “pianificata” a tavolino dai produttori, ma lo studio di Schridde e Kreiss fa un importante passo avanti.
La maggior parte dei prodotti in commercio sono fatti per durare poco ed essere utilizzati solo per brevi periodi. Troppo spesso non esistono i pezzi di ricambio oppure sono così costosi che all’utente finale conviene comperare un elettrodomestico nuovo, invece che farlo riparare. Questoobsolescenza programmata, però, fa male a tutti: a noi stessi, alla collettività, all’ambiente.
lavatrici
L’usura precoce provoca un enorme spreco di risorse naturali, un aumento dei rifiuti ed un rilevante danno economico per l’intera collettività
L’usura precoce e pianificata a tavolino provoca un inutile spreco di risorse naturali, un aumento esponenziale di rifiuti nelle discariche (per non parlare di tutti i metalli rari e preziosi presenti nei RAEE-Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e un enorme danno economico che ricade non solo sui singoli cittadini, ma anche sull’intera collettività.
Secondo i due esperti, infatti, se i consumatori tedeschi non fossero “costretti” a comprare continuamente elettrodomestici e prodotti nuovi a causa dell’obsolescenza programmata, potrebbero risparmiare, complessivamente, 100 miliardi di euro all’anno. È questa l’entità dei “danni economici” causati dall’obsolescenza pianificata nella sola Germania.
Lo studio si conclude con un vero e proprio “manuale pratico” nel quale gli autori danno ai lettori “oltre 70 consigli e suggerimenti per mostrare come i singoli cittadini, la società civile, i produttori e, soprattutto, la politica possono agire al fine di arrestare il fenomeno dell’obsolescenza programmata”.
Stefan Schridde, infine, ha anche lanciato una campagna di informazione online su questo tema, dal titolo significativo “Murks? Nein Danke!” (che possiamo tradurre con l’espressione “Fregatura? No grazie!”). Come spiega lo stesso Schridde, si tratta di una “campagna contro la produzione di beni effimeri attraverso l’obsolescenza programmata e in favore di prodotti sostenibili e di qualità, cioè in favore della facilità di riparazione, ottimizzazione dell’usabilità, fornitura gratuita dei pezzi di ricambio, miglioramento dei periodi e dei regimi di garanzia, efficienza nell’uso delle risorse, economia circolare basata sul riciclo”.
Intanto in Francia, il gruppo parlamentare ecologista al Senato ha da poco presentato un disegno di legge per la lotta contro l’obsolescenza pianificata e per facilitare la riparabilità dei prodotti. Questo potrebbe coincidere con l’estensione del periodo di garanzia a tre anni per i beni commercializzati entro il 2014, a quattro per quelli immessi sul mercato nel 2015 e cinque anni per quelli commercializzati nel 2016, e con l’introduzione di un reato di obsolescenza, punibile con due anni di reclusione e una multa di 37.500 euro.

Walter Russel